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1000 euro al giorno, per almeno vent’anni!

Non c’è che dire, il Consiglio d’Amministrazione dell’Enpap guidato da Arcicasa non manca di creatività: ce ne vuole una buona dose per credere di fare buoni affari con il mattone nel periodo in cui l’intero occidente industrializzato vive nella coda gigantesca di una crisi economica mondiale, causata proprio dallo scoppio della bolla immobiliare americana. Un periodo in cui il trend del valore degli immobili è in fase discendente, anche per la mancanza della liquidità necessaria ad acquistarli. Anzi, le banche dotate di patrimoni immobiliari ingenti li stanno vendendo in operazioni finanziarie massive, e quindi il rischio di un eventuale crollo dei prezzi spesso è messo in carico agli investitori istituzionali con molta liquidità, come le casse di previdenza (vedi). Avevamo segnalato questi ed altri rischi quando l’AUPI ha voluto aumentare la percentuale dei fondi investiti in immobili ma tant’è.

E parimenti creativa appare, ad una prima lettura, la ricostruzione proposta dal comunicato stampa inviato a tutti i suoi iscritti dall’Enpap il 2 marzo, a seguito delle notizie comunicate dal TG de LA7 del 1 marzo (VEDI).

È difficile, dopo quello che si è saputo nelle ultime settimane, collocare il dott. Arcicasa e il Tg de LA7 sulle scale della creatività e della credibilità: è nota ai più la serietà professionale di Enrico Mentana, ed un giornalista serio non fa affermazioni che non è in grado di provare. D’altra parte, Arcicasa è il presidente dell’Enpap e gli si dovrebbe riconoscere altrettanta serietà.

Più di questo, però, mi interessa segnalare un dato, comunicato dal TG di Mentana e non ripreso nella nota di Arcicasa: secondo il TG7, per i lavori di ristrutturazione in corso, di cui sarebbe incaricata la ditta Projectline, il sen. Conti pagherebbe 3.5 mln di euro.

Ora, è stato affermato in diverse sedi che la differenza di costo di 18.000.000 di Euro tra il valore di acquisto da parte del Sen. Conti e il prezzo pagato dall’Enpap è dovuta, in parte o in tutto, a questi lavori di ristrutturazione. Ci vorrebbe qualcosa come… ad esempio… un preventivo? Un capitolato preciso dei lavori? Qualcosa, insomma, che spieghi come mai queste opere costano all’Enpap 18.000.000 e a Conti solo 3,5 milioni?

Chi di noi si avventurerebbe nell’acquisto di un immobile di cui conosciamo il prezzo di acquisto della mattina stessa, se ci fosse proposto con un aumento di quasi la metà la sera stessa? E chi di noi accetterebbe, di fronte ad una proposta di ristrutturazione “chiavi in mano”, di non disporre come prima cosa di un preventivo dettagliato dei lavori, di un capitolato che specifichi materiali, interventi, arredi, accessori, impianti?

Devo peraltro segnalare che, circa i lavori di ristrutturazione, sia il preliminare che il contratto di acquisto (che si possono scaricare da QUI) affermano che il capitolato sarebbe stato a disposizione della parte acquirente al momento del rogito e che un progetto definitivo sarebbe stato stilato e consegnato entro 60 giorni dall’atto definitivo: nessuno di questi documenti, seppur richiesti, è stato finora mostrato né al CIG riunito il 18 febbraio né ai colleghi.

Sicuramente esisterà un capitolato: lo dice l’atto notarile, lo suggerisce il buon senso. Basta attendere fiduciosi che il contagocce comunicativo dell’ENPAP emetta la sua ultima e più importante lacrima.

Ma intanto la consegna del palazzo si fa attendere: avrebbe dovuto essere consegnato finito circa un anno dopo il preliminare (272 giorni dopo il rogito), quindi alla fine del gennaio 2012. Ma ad oggi il palazzo è un cantiere aperto e non conosciamo affatto i tempi di consegna. All’ENPAP si sostiene di essere ampiamente tutelati dalla penale posta in capo al venditore per il mancato rispetto dei tempi di consegna, penale fissata alla cifra di 1.000 (mille) euro al giorno.

Una penale è altamente opportuna in caso di lavori da consegnare ed è bene sia proporzionata al valore del manufatto che deve essere finito. Esistono semplici programmi, liberamente disponibili in internet che calcolano il valore più opportuno della penale per ritardata consegna di lavori (un esempio semplicissimo è QUI) e per un importo di 18.000.000 la penale giornaliera pare debba essere fissata tra un minimo di 5.340 e un massimo di 18.000. Nel caso del palazzo di via della Stamperia è avvilente constatare la sproporzione tra la penale e il valore complessivo dell’opera. Contando che i lavori di ristrutturazione dovrebbero costare 18.000.000 di Euro, a mille euro al giorno questo valore si ammortizza in soli … 49 ANNI 3 MESI E 25 GIORNI.

Ma vogliamo essere ottimisti: il venditore finora ha ricevuto soltanto 7 mln, 11 mln restano saldamente nelle casse dell’ENPAP e saranno versate solo a saldo. In questo caso, prima che la benzina finisca, al ritmo della penale passeranno soltanto 7.000 giorni: POCO PIU’ DI 19 ANNI! I nostri figli faranno a tempo ad iscriversi alla cassa, se ancora esisterà.

Insomma, i lavori di ristrutturazione sembrano essere la chiave di volta per comprendere fino in fondo la “creatività” messa in campo per attuare il “buon investimento” (come dice Arcicasa) di via della Stamperia.

Aspettiamo, fiduciosi, altri sviluppi e altri chiarimenti, più puntuali di quelli finora giunti dall’Enpap.


Sono Psicologo e Psicoterapeuta, tra i fondatori di AltraPsicologia (www.altrapsicologia.it). Con AP ho potuto sperimentare l’impatto che la psicologia professionale può avere quando si affaccia sulla collettività in trasformazione e propone il suo valore. Sono particolarmente interessato alle interazioni tra Psicologia, Politica ed Economia, nella convinzione che la Psicologia abbia moltissimo da dire (e da dare) intorno all’evoluzione sociale e civile ma non sia ancora riuscita a trovare i codici più appropriati per valorizzare l’apporto delle sue competenze intorno ai temi centrali del dibattito culturale e politico contemporaneo: la felicità, il bene comune, la sostenibilità, la crisi del modello consumistico.

Categoria: ENPAP

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