.:.

Abolizione degli Ordini. Di nuovo?

Ogni tanto salta fuori la tarantella dell’abolizione degli Ordini: ci è toccata nel 2006, nel 2008, nel 2009. Il 2010 ha saltato. Ora tocca al 2011. Sembra che il provvedimento di estinzione delle “restrizioni alle professioni” sia contenuto nelle disposizioni urgenti in materia di stabilizzazione economica, che il governo sta completando in questi giorni.

I primi a reagire sono stati gli Ordini dei Giornalisti. L’Ordine Psicologi del Lazio ha lanciato un suo comunicato. E pure la Federazione Nazionale degli Ordine dei Medici ha detto la sua, giudicando “non plausibili” le interpretazioni della manovra economica che vorrebbero leggere, in alcuni passaggi, l’abolizione degli ordini professionali.

Marina Calderone, che presiede il CUP a livello nazionale ed è la voce forse più rappresentativa delle libere professioni in Italia, si dice “sconcertata” per le indiscrezioni che la stampa riporta, e ricorda che è in atto un percorso comune con il governo per la riforma delle professioni. Dice anche che produciamo, tutti insieme, il 12,5% del PIL nazionale, e questo è forse il messaggio più diretto rispetto alla necessità di coinvolgere i diretti interessati prima di muovere assetti così delicati. Infine, “si augura che sia una incomprensione di forma”.

E ce lo auguriamo anche noi, che sia un minestrone ministeriale: a leggere la bozza sembrerebbe così. Infatti, non si capisce bene di che [di chi] si parla, di cosa (“indebite restrizioni” che vuol dire?) e in che modo ci si dovrebbe riorganizzare dopo aver estinto di botto gli Ordini professionali.

L’Associazione Altrapsicologia ha una posizione ovviamente contraria alla modifica di qualunque assetto della professione di psicologo e delle professioni in genere, senza una preventiva concertazione con gli interessati, che in Italia sono un paio di milioni di persone.

E probabilmente sarebbe molto sciocco, anche per un governo come quello attuale, cancellare con un colpo di mano estivo gli assetti professionali di attività economiche con una storia consolidata di organizzazione in ordini, e con proprie casse previdenziali autonome.

Tuttavia, ultimamente in Italia siamo assuefatti anche all’incredibile, e restiamo in allerta.
Perché i nostri lettori si facciano un’idea della faccenda, vi alleghiamo sotto il testo incriminato: si tratta di una bozza che si sta diffondendo ovunque e che pubblichiamo, coscienti che potrebbe non essere un documento attendibile. Ma neppure le notizie che rimbalzano in queste ore potrebbero esserlo. Nel dubbio, prepariamoci a reagire, per noi e per la tutela della cittadinanza.

BOZZA DELLA MANOVRA ECONOMICA

“Disposizioni urgenti per la stabilizzazione economica”
Capo 14, articoli 1-3

Articolo 1
Principio di libertà d’impresa
L’accesso alle professioni e il loro esercizio si basano sul principio di libertà di impresa.
Le disposizioni vigenti che regolano l’accesso e l’esercizio delle professioni devono garantire il principio di libertà di impresa e di garanzia della concorrenza. Le disposizioni relative all’introduzione di restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni devono essere oggetto di interpretazione restrittiva.

Articolo 2
Abrogazione delle indebite restrizioni all’accesso e all’esercizio delle professioni
Le restrizioni in materia di accesso ed esercizio delle professioni previste dall’ordinamento vigente, diverse da quelle di architetto, ingegnere, avvocato, notaio, farmacista, autotrasportore, sono abrogate quattro mesi dopo l’entrata in vigore del presente decreto.

Il termine “restrizione’”, ai sensi del comma 1, comprende :
a) la limitazione, in forza di una disposizione di legge, del numero di persone che sono titolate ad esercitare una certa professione in tutto il territorio dello Stato o in una certa area geografica attraverso la concessione di licenze o autorizzazioni amministrative per l’esercizio, senza che tale numero sia determinato, direttamente o indirettamente sulla base della popolazione o di altri criteri di fabbisogno;
b) l’attribuzione di licenze o autorizzazioni all’esercizio di una professione solo dove ce ne sia bisogno secondo l’autorità amministrativa; si considera che questo avvenga quando l’offerta di servizi da parte di persone che hanno già licenze o autorizzazioni per l’esercizio delle professioni non soddisfa la domanda da parte di tutta la società con riferimento all’intero territorio nazionale o ad una certa area geografica ;
c) il divieto di esercizio di una professione al di fuori di una certa area geografica e l’abilitazione a esercitarla solo all’interno di una determinata area;
d) l’imposizione di distanze minime tra le localizzazioni delle sedi deputate all’esercizio della professione;
e) il divieto di esercizio della professione in più sedi oppure in una o più aree geografiche;
f) la limitazione dell’esercizio della professione ad alcune categorie professionali o divieto, nei confronti di alcune categorie, di commercializzazione di taluni prodotti;
g) la limitazione dell’esercizio della professione attraverso l’indicazione tassativa della forma giuridica richiesta all’operatore;
h) l’imposizione di requisiti professionali in relazione al possesso di quote societarie;
i) l’imposizione di prezzi minimi o commissioni per la fornitura di beni o servizi, indipendentemente dalla determinazione, diretta o indiretta, mediante l’applicazione di un coefficiente di profitto o di altro calcolo su base percentuale;
l) l’obbligo di fornitura di specifici servizi complementari all’attività svolta.
3. Le restrizioni diverse da quelle elencate nel comma 2 precedente possono essere revocate con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, emanato su proposta del Ministro competente entro quattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
4. Singole professioni possono essere escluse, in tutto o in parte, dall’abrogazione delle restrizioni disposta ai sensi del comma 1; in tal caso, la suddetta esclusione, riferita alle limitazioni previste dal comma 2, può essere concessa, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro competente di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge qualora:
a) la limitazione sia funzionale a ragioni di interesse pubblico;
b) la restrizione rappresenti un mezzo idoneo, indispensabile e, dal punto di vista del grado di interferenza nella libertà economica, ragionevolmente proporzionato all’interesse pubblico cui è destinata;
c) la restrizione non introduca una discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità o, nel caso di società, sulla sede legale dell’impresa.

Ho 37 anni, due figli, sono laureato in Psicologia e in Filosofia e per mestiere faccio lo psicologo. Anche se la psicologia mi piace, non sono mai riuscito a considerarla una metafora completa per i bizzarri fatti della vita. Per questo mi piace interessarmi di tutto quello che mi attrae: filosofia, economia, arte, cucina, letteratura di viaggio. Da circa un anno tengo un blog sulla previdenza: presa dal verso giusto non è affatto noiosa, ma è una buona finestra da cui osservare i fatti del nostro paese. Il mio profilo su Elezioni ENPAP: http://www.elezionienpap.it/federico-zanon/ Blog: www.federicozanon.eu Twitter: @federicozanon

Categoria: Attualità

TAG: , , ,

« »

Commenti

One Response to %2$s

  1. Mariagrazia says:

    Anche se penso che, in teoria, l’attuale ordinamento degli Ordini potrebbe essere una tutela dell’indipendenza e della serietà delle professioni constato che, di fatto, così non è. E che queste sovrastrutture sono molto più utili ai professionisti poco capaci e poco seri che agli altri. Quindi sono favorevolissima alla loro abolizione. Potranno rinascere come associazioni su base volontaria, senza alcun orpello legislativo, per garantire esclusivamente la deontologia di chi vorrà iscriversi e verrà accettato e provare a guadagnarsi il prestigio (o il disdoro) che si meritano. Per lo stesso motivo ho proposto di eliminare il titolo di dottore che ormai è talmente inflazionato da risultare ridicolo e da essere segnalato sulle guide turistiche come una curiosità locale. Ci sono altri paesi pieni di “signori” professionisti senza Ordine e non mi pare che se la passino peggio di noi. Anzi…

    • Aristogatto says:

      Totalmente in linea con Mariagrazia. Ordini via dalle balle e spazio alle associazioni serie che tutelino la qualità. Sono sicuro che alla fine dei conti le cose migliorerebbero.

    • Roberto De Simone Sorrentino says:

      In generale ho condiviso pochissime iniziative di questo Governo, ma condivido l’idea del’abolizione degli Ordini. Mi pare che sia un concetto da superare. Spesso servono solo per una tutela legislativa di prerogative, una spartizione di possibili fonti di guadagno. Diventano ostacolo all’idea di mettersi in discussione e confrontarsi con altre professionalità ed ingessano le opportunità di crescita. Se si sente di avere competenze si deve avere il coraggio di accettare il confronto, di rivedere anche i programmi formativi, se necessario. Come per le religioni, spesso l’istituzionalizzazione diventa una gabbia per i professionisti e le professioni.

    • Sono, come hio già precedentemente detto, favorevole all’abolizione dell’ordine.Quando si è costituito nel 1989 io c’ero ed ero felicissima ma nel corso del tempo non è cambiato nulla.L’abuso della professione continua ad essere selvaggio, ma quello che più conta non sappiamo “confinare ” la nostra professionalità con l’ordine dei medici.I terapeuti di serie A sono i medici meglio se psichiatri.Gli psichiatri possono fare gli psicoterapeuti ma la cosa non è reversibile(noi non possiamo fare gli psichiatri.Quando è nata la facoltà di odontoiatria i medici si sono fatti da parte ed ora per essere odontoiatri c’è un percorso formativo diverso, la facoltà di medicina ha annullato la specializzazione in odontoiatria.Io non chiedo che sia abolita la specializzazione in psichiatria , anzi la ritengo una professionalità importante con cui collaborare, ma forse gli ordini avrebbero dovuto cercare di definire meglio le competenze esclusive degli psicologi.A livello politico potremmo essere potenti, siamo tanti ed in questo caso è positivo, può valere come pressione politica, in senso di possibilità di cambiamento giuridico e culturale.Gli ordini dovrebbero fare proprio questo: dare un’immagine della professione e delle competenze ESCLUSIVE.Lo fanno? Lo hanno mai fatto?

  2. carmela.interlandi@libero.it says:

    Ma che senso ha fare e disfare? giustificare le spese che sosteniamo per mantenere questo stuolo di opulenti ministri?

  3. Pingback: Il Governo abolisce l'ordine degli psicologi? Ancora una volta gli psicologi sotto minaccia « Psicologia Sistemica

  4. Antonio Vicarini says:

    Mi sembra un calderone unico, verrebbe meno completamente la tutela dell’utenza e della professione, tuttavia non posso fare a meno di domandarmi quanto queste ultime siamo effettivamente tutelate dagli ordini.
    In caso di soppressione degli ordini, il mercato, sarebbe in grado di crearsi una forma di autotutela? Io penso di si, comunque staremo a vedere.

  5. Chiara says:

    Condivido la posizione di Altrapsicologia. Sono contraria all’abolizione dell’Ordine degli Psicologi che rappresenta una garanzia sia per gli utenti che per gli psicologi-psicoterapeuti oltre ad assolvere altre importanti funzioni per la categoria.

    • Gio says:

      E se lo abolissero davvero? È così efficace questa professione se non riusciamo a: 1) far comprendere agli utenti (ampiamente intensi) la differenza fra un buon e un cattivo professionista? 2) a competere con counselor, maghi etc?
      Dobbiamo necessariamente difenderci dietro la cortina di ferro di un ordine professionale? In situazione di libero mercato cosa potremmo offrire in più degli altri con cui concorriamo?

    • Polly says:

      Sono favorevolissima all’abolizione dell’ordine degli Psicologi. Da quando diedi l’esame di stato l’iscrizione all’Ordine è solo stato un costo – ogni volta che mi sono rivolta a loro, dal 1998 a oggi, non hanno saputo aiutare nè fornire informazioni (nè a me nè ai miei colleghi…). Non è nemmeno una garanzia, visto che il “nostro” lavoro, di fatto, viene svolto da counsellor non meglio precisati, naturopati, omeopati, e le mille altre categorie, che, per carità, sulla carta fanno un lavoro diverso ma di fatto… Non vedo l’ora che l’Ordine venga abolito, anche se mi lascia di stucco (e un po’ mi duole) che questo governo faccia una cosa a cui sono favorevole :))

      • Francesco says:

        cara polli sono in completo disaccordo con l’abolizione dell’ordine degli psicologi e sono in pieno accordo se con il tuo modo di intendere la dontologia ogni qual volta ne vieni a conoscenza non denunci al tuo ordine lì’buso dei pranocounselor ecc.Sarà poi il tuo ordine a tutela della tua stessa persona a svolgere le indagini e a denunciare alle procure della Repubblica gli abusi.Con l’ordine la tutela è maggiore altrimenti vedersela da soli non è tutela ma rinunciare ad un diritto
        e questo non potremo mai consentirlo.
        Per anni La psicologia come professione è stata alla mercè di tanti
        pseudopicologismi che l’Ordinamento vieta :forse sono questi ultimi abusivi che vogliono avere libere mani nel colloquiare con i nostri utenti con le liberalizzazioni del banditismo e dell’abusivismo.Altro che restrizioni…al libero esercizio.

    • Emanuele says:

      Ahahahah, l’ordine serve a tutelare? Ma chi tutela scusa? Fa forse controlli? C’è un ufficio o sezione apposta in uno solo degli ordini regionali e/o nazionali? No! E sai perché? Perché i controlli li fanno le forze di polizia!!!
      Una volta denuncia un non-ingengere all’ordine degli ingegneri. Sai cosa è successo??? NULLA!
      Abolire gli ordini subito!

  6. Alessandra says:

    Dopo tanta fatica per costituirlo e farne parte…adesso vogliona cancellare tutto con una spugna, togliendo le garanzie per terapeutici e pazienti. Non ci sono parole!

    • Maria Grazia Mastrangelo says:

      Guarda caso fanno eccezione i notai, da sempre casta. Pensate al risparmio dei cittadini se le cose si potessero fare al Comune..
      Ancora gli avvocati, molto importanti per questo governo….
      Allora o tutti o nessun ordine! Così che vuol dire che tutti possono fare i medici chirurghi o i dentisti? Tutti possono fare gli psicoterapeuti? Torniamo alla deregulation di prima dell’istituzione del nostro ordine a quando filosofi, commercialisti ed il vicino si improvvisavano psicologi o ancor peggio psicoterapeuti? Probabilmente c’è chi tra i colleghi non lo ricorda o era troppo giovani. Sicuramente il nostro è un ordine debole ed imperfetto ma anche molto giovane e già così stiamo a difendere la professione dai counselor o quant’altro, figuriamoci se si semplifica l’accesso alla professione… Onestamente non vorrei tornare alla situazione di prima dell’ordine. Nel libero accesso chi tutela i pazienti sulla qualità dell’esercizio professionale? Vero che anche oggi si vede di tutto e di più ma almeno uno sa che corre il rischio di essere radiato o deferito alla commissione deontologica! In un paese come l’Italia dove le cose non si fanno per competenza ma per appartenenza non succederà che chi è più bravo va avanti se togliamo anche quel poco di tutela che ci siamo conquistato dopo anni di asservimento alla professione medica… Io vorrei che il nostro ordine non scomparisse.. Non siamo un paese della libera impresa, siamo il paese dei cartelli e delle coorporazioni anche quando si evoca il libero mercato quindi non prendiamoci in giro!

      • Maria Pia says:

        Condivido la tua opinione. Ma che siamo MATTI a voler abolire il nostro Ordine dopo che abbiamo faticato per averlo?

  7. Mario says:

    Finalmente una notizia positiva. Siamo il paese delle Caste e delle Lobbies, la professionalità nonchè capacità, non si misura certo da una iscrizione ad un Albo. Dovrebbe essere il titolo abilitante e non la chiusura determinata da un confine cameratesco che stabilisce la competenza o meno in un campo. Nell’era della globalizzazione stiamo ancora discutendo di chi ha l’orticello più bello. Non si può pretendere di andare verso un progresso anche intellettuale se ci si trincera in confini rigidi. La psicologia sociale insegna!

  8. francesca says:

    Allucinante!
    Sicuramente i camion risentirebbero del non avere autotrasportatori iscritti all’albo; invece un paziente che sta male e va in mano ad un ciarlatano, va bene…tanto sta male: non sarebbe in grado comunque di tutelarsi: non crea problemi e non protesta!
    Allora tuteliamo i mezzi….scandaloso!

  9. Daniela Puglisi says:

    Che dire? Non sono d’accordo sull’abolizione degli ordini, ovviamente e naturalmente… Dobbiamo però alzarci e partecipare insieme perchè i diritti e i doveri delle categorie professionali vengano rispettati… a quando una riunione degli ordini regionali e nazionale per una discussione?
    daniela puglisi

    • Stefania says:

      Sarei stata contraria all’abolizione dell’Ordine se in questi anni avesse svolto concretamente ciò per cui è stato istituito, cioè promuovere e valorizzare la professione. Ciò non è stato e probabilmente non lo sarà neanche nei prossimi anni perchè non c’è uno straccio di progettualità futura! Ci costa tanto, non ci tutela e non svolge ciò di cui abbiamo disperatamente bisogno e allora è meglio che venga cancellato!!! Gli psicologi sono stanchi di questa disastrosa situazione da terzo mondo!!!!

  10. Tucci says:

    Credo sia necessario, piano piano, andare un po’ più al fondo di tutta la questione “ordini professionali o no”. Ricordo una campagna in questo senso condotta anni fa con piglio da pioniere da Bersani, adesso l’idea è passata a qualche indefinibile di Berlusconi e C. La questione abolizione ordini professionali è stata proposta in Paesi ell’Europa del nord per il fatto che gli ordini stessi hanno ritenuto e ritengono di restringere molto il numero dei membri tramite prove, esami ecc. piuttosto duri, il vantaggio consistendo nel diminuire l’offerta, mantenendo alte le tariffe e fornendo nel contempo servizi possibilmente più garantiti. Contro questa impostazione ci sono state e ci sono proteste anche energiche da parte dell’utenza potenziale, che deve contare oltretutto con tempi di intervento non sempre brevi e con tariffe spesso elevate. Cambiamo scenario e veniamo in Italia: qui la situazione è in genere molto diversa e rigidi esami di ammissione agli ordini professionali sono difficilmente pensabili (a meno che non si decida che i criteri di ammissione debbano essere un po’ diversi da quelli dichiarati). In secondo luogo va notato che da noi la coscienza / il rispetto di fronte a competenza o non competenza personali in una determinata materia è di norma sono molto meno definiti che in Nord-Europa: nel nostro ambito, la psicologia, ci sono certamente decine, forse centinaia di migliaia di persone intelligenti e spigliate che si sentono più o meno pienamente in grado di trattare, guarire ecc. tutta una serie di turbe, nonostante, o forse proprio per la mancanza di formazione, diciamo formale, con laurea, periodo di pratica ecc. Il difetto di fondo delle presenti ed altre elucubrazioni circa utilità e “costosità” degli ordini professionali è che qui ed oggi si decide a Roma e si sogna Stoccolma…e non si tratta di un episodio singolo. Mesi fa ebbi modo di prendere posizione su questo o analogo blog, contro l’accesso di personale privo di laurea specifica, o di laurea tout-court, nell’esercizio della psicoterapia, e lo feci pur cosciente che ai nostri confini settentrionali, in Svizzera, l’accesso all’esercizio della psicoterapia è concesso già a candidati con formazione di assistente sociale. Il fatto è che diversa è la qualità dei valori in campo: ho la chiara impressione che sbagliare più o meno gravemente in Svizzera comporti rischi e pericoli enormemente più gravi e pesanti, rispetto a quanto succederebbe nella pacifica Italia (a parte il discorso sul segreto professionale…). Ad ognuno il suo, dunque, anche senza voler andare troppo per il sottile… Molti Paesi europei riconoscono da anni il diritto dei cittadini alla psicoterapia finanziata dalla mano pubblica (in Germania di norma 60 + 20 ore): vi immaginate che cosa succederebbe da noi se si rimettesse in gioco il discorso delle competenze necessarie per accedervi come terapeuta (ciò che sarebbe certamente da attendersi con il prevedibile grande incremento della domanda) ?

  11. stefano says:

    colleghi, io credo che prima o poi aprirò un bel banchetto di frutta e verdure. non ce la faccio più a leggere notizie come questa dopo tutti gli sforzi e i sacrifici che facciamo per esercitare la nostra professione in maniera onesta. comunque, dal momento che i politici capiscono solo i numeri (cioè ragionano in termini di voti) e di immagine, raccogliamo le firme e minacciamo manifestazioni.
    saluti

    • dov'è il limite? says:

      prima informati se l’Ordine dei fruttivendoli ha messo dei limiti numerici all’accesso nella tua zona e se ti impone un prezzo minimo a cassetta.

  12. fernanda.zanier says:

    iSalve, in parte sono d’accordo per l’abolizione degli ordini professionali degli psicologi, non li ritengo necessari per poter esercitare la professione ed inoltre non sono in grado di tutelare degnamente la nostra professione, visto che chiunque apre studi di consulenza, in grado di dispensare pseudo consulenze psicologiche. Per lo stesso motivo sono contraria, una minima parte la garantiscono, ma molto minima. Gli ordini nazionali non tutelano a sufficienza ne loro stessi ne noi iscritti. Un ex appartenente all’ordine esordiva tempo addietro dicendoci che noi siamo dei professionisti poveri se confrontati ad altri (ma lui era strutturato in una USL come dirigente), questo per far capire il clima di autostima professionale che intercorre e bypassa lo stesso organo che ci dovrebbe tutelarci.

  13. Rita says:

    Per chi, come me, lavora come libera professionista e non opera in ambito clinico, l’Ordine è una palla al piede. E’ un’istituzione ingombrante e assente. L’iscrizione all’albo comporta il versamento dei contributi pensionistici all’ENPAP, che è un’ente fallimentare. Oltretutto, si finisce tutti per rientrare in studi di settore costruiti su un profilo dal quale non potrei essere più distante. L’Ordine è senza dubbio necessario per chi opera in ambito terapeutico, per difendersi dai ciarlatani e dai tanti filosofi, educatori, formatori ecc. che si riciclano come counsellor o figure similari, a fronte della frequenza a qualche master. Tuttavia, nel mio personalissimo caso, la sua abolizione non mi farebbe versare una sola lacrima.

    • sono d’accordo sull’abolizione degli ordini, anche se la cosa nel passato mi spaventava.In realtà non mi sembra tutelino la professione o diano delle garanzie. Sono iscritta all’ordine della toscana dal 1989(n.365) ed ho richiesto 2 pareri al nostro consiglio (non mi sembrano molti in 22 anni)…risposte ? nessuna. Di conseguenza trovo che in fondo all’anno siano un’altra tassa italiana per mantenere un dei tanti carrozzoni dello stato. Non credo che l’ordine della toscana sia peggiore di altri ma nonostante questo ho un’esperienza personale deludente.

  14. lino scarnera says:

    La presenza degli ordini assolve a funzioni di tutela sociale degli utenti, poichè garantisce che le professioni siano esercitate da chi è preparato a farle. Quindi sembra proprio che il governo sia parlando di sè, quando propone di abrogare gli ordini professionali, in Italia. Infatti, esaminando la portata sia del governo che dei suoi componenti, lo slogan rivoluzionario sottostante alla compagine governativa potrebbe essere: “la ciarlataneria al potere”

  15. Luca says:

    L’ordine degli psicologi in Italia va cancellato subito, anche con un bel colpo di spugna estivo. Non serve proprio a nulla. Non tutela nessuno, costa una valanga. In più, gestisce la cassa previdenziali in maniera opaca, facendole rendere zero virgola e mandando in rovina i prossimi pensionati. Non esiste un ordine che possa funzionare bene perchè è, in sè, un male, una aberrazione. Devono essere sostituiti con libere associazioni di professionisti, la cassa la fa l’inps professionisti, da istituire. L’europa va in quella direzione, in fortino che si è eretto in italia è tale perchè siamo medioevali nella mentalità. E’ solo questione di tempo, cadranno. E’ sintomatico che negli ultimi anni il tema torni fuori sempre più frequentemente: preparano, presso l’opinione pubblica, un improvvisa rasata al suolo. In Italia non serve concordare nulla con nessuno, o si impone o non se ne esce più. Spero impongano la loro chiusura entro questa legislatura.

    • Cristian says:

      Nel mondo tedesco l”ordine degli psicologi esiste e funziona. Non solo in germania la professione degli psicologi è regolamentata ma anche in belgio, austria, etc…
      Se c’è un modello da seguire è quello tedesco, il modello anglossassone, dove i titoli non contano niente, lo lascierei ai counselor.
      Saluti.

    • Francesco says:

      La cassa non mutua l’ordinamento di una professione con altre garanzie di legge a tutela anche della tua persona?
      Gli affari infatti non hanno nulla a che vedere con opacismi
      ed altre ansie di gruppo che tutelano le professioni dai tanti esercizi abusivi di imprese ed altri stabilimenti o lobbies che dir si voglia.
      Tutto si puo dire all’ordine degli psicologi tranne il lobbismo come
      restrizione a chi intende esercitare anche senza titoli.
      Ti dovresti vergognare per quello che hai scritto sulla nostra professione e sul nostro ordinamento professionale e sulla identita di
      un principio costituzionale oltre il lobbismo politico economico ed il carrierismo sfrenato,Spero che tu non li confonda ulteriormente per motivi di cassa…
      Laq sopravvivenza di molte persone noi psicologi compresi è legata al nostro Ordinamento.

  16. rossana says:

    Avendo partecipato alla lunga campagna di gestazione e nascita dell’ordine nazionale e regionale (di mia residenza), e ancor prima ai dibattiti che già spopolavano in Università (Padova) dalla seconda metà degli anni ’70, posso affermare in scienza e coscienza che questa scelta si è rivelata una iattura peggiore di quanto i critici di allora avessero prospettato. Il motivo che animò i molti favorevoli fu soprattutto quello di aprirsi un varco legittimato in uno spazio egemonizzato dal medico, che non aveva nessuna intenzione di cedere neppure un metro dei suoi privilegi di campo davanti a questa torma di ‘illetterati’ che voleva spargersi per il territorio a curare, prevenire, studiare, senza il possesso della ‘vera’ formazione. Figuriamoci un pò!! E perciò mi suona davvero strano sentire oggi i miei stessi colleghi, soprattutto i più giovani, usare le stesse argomentazioni (l’appello all’Ordine/ordine), protesi in una difesa di corporazione che il tempo stesso ha già destinato al superamento. E che dire della perfetta aderenza con cui il nostro ordine si è andato modellando sull’essenza del tanto vituperato (e invidiato) ordine dei medici? Anzi, abbiamo superato i ‘maestri’, possiamo dire, dal momento che le nostre tasse costano più di quelle dei medici… E dunque, a cosa è servito questo ordine oltre alla creazione di un ennesimo centro di potere all’italiana?? Ha forse tutelato gli interessi dei suoi membri, presenti e futuri? Bah, non so, non mi pare di aver mai sentito il peso reale della ‘lobby’ degli psicologi sulle scelte del paese anche solo riguardo il campo di pertinenza professionale (per es. la necessità di un ricambio generazionale). Vogliamo parlare di una formazione che oggi dura 9-10 anni (psicoterapeuta), per poi ritrovarsi alla questua di un misero incarico a 30/50 euri/lordi/ora? Vogliamo parlare dell’aggiornamento (di eccellenza intendo), che se hai i soldi te lo fai altrimenti ti accontenti di un’eterna reiterazione di quello che già conosci? Vogliamo dire che gli psicologi italiani (e gli spagnoli forse) sono il fanalino di coda in quanto a conoscenza di lingue estere? Si è mai sentito che tutto questo rappresenta una preoccupazione per l’ordine? E potremmo andare avanti ancora parecchio… Allora forse l’ordine è in prima linea nella tutela dei clienti/pazienti/cittadini? Non so, le notizie di prima mano non vanno in questa direzione purtroppo, se si eccettua l’ovvia supervisione su un minimo di applicazione deontologica. In breve, abbiamo fatto una stupidaggine, e la sua gestione, misurata nel corso degli anni, si è rivelata del tutto inadeguata (per usare un eufemismo) alla visione di partenza. Non era quello che volevamo, non è quello che ci serve. E forse azzerare tutto potrebbe rivelarsi una sfida decisamente più fruttuosa della stagnazione dell’oggi. Magari interloquire più spesso con i colleghi del resto del mondo può essere un buon punto di partenza (a proposito, le disposizioni europee in materia di libera circolazione dei professionisti affermano che gli stati di appartenenza sono gli unici referenti riguardo l’organizzazione della professione, quindi, un collega proveniente da un paese non o diversamente ‘ordinicizzato’ non sarebbe tenuto a sottostare alle disposizioni dell’ordine del paese di arrivo, a meno che non si tratti di disposizioni di legge…, quindi??)

  17. Francesco says:

    finalmente
    aboliamo questa macchina infernale

  18. Samu says:

    Sono totalmente favorevole alla abolizione di qualsiasi ordine professionale!! la legge stabilisca quali sono i requisiti per svolgere una determinata professione (possibilmente prevedendo titoli di studio abilitanti e non ridicoli tirocini, esami di stato sballati ecc.) e poi libero mercato!!!

  19. Giulio Tirinelli says:

    …la mia impressione cari amici…..è siamo un popolo di sempliciottoni.

    Vogliamo sempre semplificare le cose, finendo per renderle sempre più complicate e assurde, ingestibili. Questo accade in molti settori, e i nostri politici sono i portabandiera di questo approccio alla “risoluzione” dei problemi fatto in casa (…..e guardacaso specialmente quando vogliono far vedere che sanno come “risolvere” la cose).

    “spaghetti problem solving” ecco come ci vedono dall’estero, e fanno bene perché cosi è: siamo topi d’appartamento che pensano a risparmiare 160€ piuttosto che costruirsi il futuro.

    E i politici, incompetenti (ma non sul piano “sociale” come potrebbe ricordarci qualche esperto li nei commenti), che ci dicono? Taglia, togli, rimetti tasse, ricuci, prometti………
    ……ma se è da “Il Principe” di Machiavelli che funziona sto metodo di gestione politica…. ancora siamo li a cascarci?

    E’ tutto un gioco di inciuci affettivi quello delle “manovre”.

    Siamo su un autobus guidato da pazzi e incompetenti, che ogni tanto per riparare agli EFFETTI delle “semplificazioni” precedenti…..fanno “manovre” pazzesche, che non fanno altro che destabilizzare i sistemi.

    E riparti con un nuovo modello, e reinventa la ruota.

    Non mi piacciono molti dei commenti che leggo qui, e devo farvi notare che molti sono davvero lontani dall’essere consapevoli e responsabili.

    Ma questi sono gli psicologi italiani?

    Cioè…..non vi state domandando se sia il caso di sentire “gli altri” per una scelta che comporta effetti a caduta su tante realtà, sugli altri.

    Ma chi sono i vostri “utenti”?

    Ma questa è la “democrazia” degli psicologi?

    Mi state dicendo che dobbiamo pensare solo ai nostri piccoli interessi personali e autorefenziali?

    Bello.

    Ma noi, che abbiamo fatto per migliorare l’Ordine…fino ad oggi?

    sarebbero più importanti i”160€” che risparmiamo…WOW, una svolta!
    16 euro al mese.
    4 euro a settimana.

    Un botto.

    Io non prendo soldi dall’Ordine per sostenerne l’utilità (nonostante le caste e le magagne che sono il primo a voler vedere sparire), ma vi dico che :

    –> se qualcosa non va (la struttura non funziona come vorremmo), LA SOLUZIONE NON E’ non avere una struttura.

    La soluzione è —> FAR FUNZIONARE LA STRUTTURA che abbiamo, e che sappiamo PUO’ funzionare, se solo mettiamo in piedi una PARTECIPAZIONE PIU’ ATTIVA da parte degli psicologi.

    Pur togliendo l’Ordine, i piccoli e inutili risparmi verranno buttati facilmente in chissà quale prodotto che l’economia già vi sta confezionando per l’estate.

    E noi ciechi rispetto allo sfondo culturale, che abbocchiamo a tutto.

    Sarebbe ora che APPROFONDISSIMO il senso delle cose.

    Non fatevi illusioni di semplificazione quindi: la complessità porta alla semplicità, e ce lo spiega una persona intelligente.

    http://www.youtube.com/watch?v=UB2iYzKeej8

    La mia posizione?
    fosse solo anche per ricordarci che non stiamo facendo una mazza per difendere la professione, lo scotto di pagare 160€ l’anno ce lo meritiamo tutto.

    No?

    Ancora non ne siete convinti?

    Meglio guadagnare????

    E allora continuate pure nella vostra piccola gabbia produci-consuma-crepa, per cui questo link davvero è la vostra (nostra) ultima speranza di aprire gli occhi

    http://www.youtube.com/watch?v=fZdGPRThjrA

    • Boh? says:

      Complimenti per l’elegante eloquenza, chiarezza e distinzione del Suo Illustre (e conciso) pensiero.

      P.S.

      Purtroppo, temo che non vedrò, in vita mia, l’abolizione degli ordini professionali, una misura che darebbe una sferzata all’asfittica economia di questo miserando Paese allo sfacelo, dove chi ha un minimo di sano intelletto e robusto coraggio non può che tentare di mettersi in salvo, riparando all’estero. Ma il sistema di tutela delle consorterie di privilegiati, che da sempre spadroneggia in Italia, è troppo colluso e trasversale, da destra al centro a sinistra, per consentire altro dallo sfruttamento intensivo delle forze sane e potenzialente produttive della nazione.

  20. luana says:

    FOSSE VERO!!!!

    Per quel che serve…cancellassero pure l’Ordine degli Psicologi!
    Inutile spesa, inutile istituzione…INUTILE!
    ABOLIRE GLI ORDINI, TUTTI! :-)
    In particolare quello insulso, inutile degli Psicologi…tanto gli incapaci restano incapaci, quelli che hanno qualche capacità, magari pure carpentieri, saranno “mercato”
    Io spero che aboliscano l’ordine degli Psicologi e pure l’ente di previdenza…ENPAP…il massimo del furto legalizzato a fronte di una ceppa di niente :-) Cioè come l’Ordine…averlo o non averlo ai fini della spendibilità della propria professionalita non cambierebbe una ceppa di niente! :-) Via tutti, con un colpo solo! :-)

  21. tina says:

    Mi pare che qui i problemi siano due:
    primo, il fatto che il governo si permetta di decidere sulle nostre teste senza una consultazione ci dice quanto poco (niente!) siamo considerati!
    secondo, che la nostra professione non sia garantita a sufficienza dal nostro ordine, non vuol dire automaticamente che l’ordine vada sciolto! e soprattutto dovremmo ricordarci che il principio di “divide et impera” è quello che maggiormente è utilizzato dal potere che vuole garantire solo se stesso!

  22. loretta says:

    Non ho parole. Vorrà dire che tutti potranno fare tutto!!!!! Un bel minestrone se non altro fa bene all’intestino…. Ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!!

  23. paolo says:

    Gli ordini vanno aboliti, non servono a nulla.

  24. silvia says:

    vorrei poter dire qualcosa che serva a qualcosa…ma non c’è.
    non credo possibile abolire gli ordini perchè producono reddito a qualcuno. però, visto che COMUNQUE fanno “corpo” possono essere un mezzo di coordinamento che fa scomodo al controllo. e visto i tentativi di imbavagliamento alla comunicazione informatica può essere un tentativo di sparpagliamento per peggiorare le relazioni tra colleghi e renderli più vulnerabili. ma non potendo rinunciare all’introito inventeranno altre modalità di lista con tanto di iscrizioni, bolli, file, sportelli e quant’altro ci faccia impazzire di nuovo!

    mai come ora l’ordine può essere una risorsa per la tutela delle categorie, ma deve smettere di usare i suoi soldi e suoi personaggi per la propaganda personale (convegni e pseudo aggionamenti che agevolano solo chi li organizza) e usarli per la tutela legale e degli iscritti. è vero, come dicono molti di voi, che chi si rivolge all’ordine per info o tutela ha risposte vaghe o nessuna risposta perchè o non sanno o chiudono la comunicazione perchè irritati dalle richieste. mi è successo molte volte.

    di fatto non appartenere a un ordine permette un campo di azione lavorativa più ampio. ma questo non è sempre un bene.

    di fatto l’Ordine Nazionale…che fa ? chi lo frequenta? chi lo conosce? i nomi dei facenti parte da quanti anni non cambiano?

    nel piccolo degli ordini si ripete il sistema statale che ci ha portati allo sfascio con l’arricchimento di alcuni e l’impoverimento, non solo economico, dei più onesti.
    stiamo attenti.

  25. Chiara says:

    Purtroppo le riforme in Italia non vengono fatte in modo particolarmente accurato e ragionato……nonostante ciò credo che attualmente l’ordine degli psicologi non svolga esattamente un’azione di tutela verso i suoi iscritti. Personalmente ritengo che l’abolizione dell’ordine permetterebbe anzi a noi iscritti di risparmiare: niente tassa dell’ordine e niente ENPAP. Per il resto le cose non cambierebbe molto. Nel mio piccolo trovo continuamente figure professionali che si spacciano per colleghi ma non lo sono…..e nessuno interviene.

    Sono i nostri clieni le nostre uniche cartine tornasole! Chi lavora bene e onestamente avrà un ritorno sicuro sul piano professionale mentre tutti i contributi che versiamo potranno essere usati per qualcosa di più utile che sedi lussuose e investimenti catastrofici: fosse anche solo una vacanza in più all’anno per ricaricare la mente!

  26. Franca says:

    Se vogliamo discutera sull’utilità o l’efficienza del nostro ordine professionale facciamolo pure! Quello che non condivido è la scelta di cancellare con un Decreto in maniera demagogica quello che è comunque il risultato di un percorso storico di molte professioni. La concertazione poi di una scelta di questo tipo è assolutamente necessaria.

  27. paolo says:

    non sono nè un architetto nè un autotrasportatore, ma uno psicologo e lavoro molto, anzi moltissimo esclusivamente come libero professionista…ritengo che gli ordini professionali siano un inutile carrozzone corporativo, una vergogna tipicamente italiana…gli ordini professionali fanno gli interessi dei massoni e dei mafiosi e in un paese civile dovrebbero sparire…mi fa schifo il ricatto: o ti iscrivi all’ordine o non puoi lavorare, ma stiamo scherzando??? questi corrotti a capo degli ordini dovrebbero essere mandati ai lavori forzati…auspico il superamento degli ordini attraverso libere associazioni di professionisti che si fanno CONCORRENZA fra di loro, ripeto CONCORRENZA…ora invece c’è un regime di monopolio e laddove c’è monopolio cresce la corruzione, il corporativismo, l’iniquità….

  28. Paolo says:

    L’Ordine degli Psicologi garantisce solo un’oligarchia di Soloni e professorini senza competenze scientifiche; nessuna garanzia per il professionista serio, per l’utente/paziente.
    Inoltre, proprio il nostro ordine, è stato capace di “ordinare” psicologi pescandoli da lettere e filosofia, addirittura senza laurea, solo perché frequentanti per un certo numero di anni sedute di psicoanalisi: alcuni di questi “psicologi” sono tutt’ora al vertice della burocrazia dell’Ordine.
    Abolire?….sarebbe troppo giusto, troppo intelligente, troppo serio; ci riuscirà il governo?…se riesce voto Tremonti e Berlusconi finché ho vita.

  29. anonymous says:

    Ordine ed ENPAP sono due enti differenti. Ci si stupisce che gli psicologi in Italia vadano in malora? Se questa è la conoscenza da parte degli psicologi stessi dei propri enti di riferimento … andiamo bene!!!

    Gli Ordini sono enti pubblici non economici, che svolgono un’azione di tutela per i cittadini e per la loro salute.
    Ricordo che la salute è un diritto costituzionalmente riconosciuto ed è perciò importante che ci sia un controllo da parte di un ente deputato.
    Anche nei paesi dove non sono presenti gli Ordini, in campi come la psicologia, la tutela del cittadino è operata tramite un serrato accreditamento dei professionisti (si pensi alla Gran Bretagna).

    Io voglio un mondo in cui esser capace di riconoscere un ciarlatano che si autoincensa o si autoproclama “stabilizzatore della salute umana” (e attenzione parlo di salute… i ciarlatani si presentano anche nelle organizzazioni!!!) per affidarla a chi ha presumibilmente le competenze per intervenire.

    Quindi, casomai, vorrei una revisione dei compiti attribuiti agli ordini: gestione formazione e aggiornamento (pensate che il Ministero della Salute ha previsto che gli Ordini professionali -non solo degli Psicologi- non possono essere provider ECM), gestione accreditamento professionisti, attività come editore, gestione processi comunicativi e mediatici (testimone privilegiato per la stampa sui temi di competenza); ….

  30. Roberto says:

    Concordo con alcuni colleghi che vedono l’Ordine come a tutela della professione. Anzichè abolirli, per chissà quale vantaggio a favore dell’impresa, proporrei piuttosto di renderli più forti, in quanto la nostra professione è svolta da molti in modo abusivo, sotto nomi evasivi e fumosi (leggi “counselor”). Se si vuole promujovere la professione dello psicologo un ordine dovrebbe essere più presnte e attivo e tutelare tutte le “professioni d’aiuto” mettendo un chiaro e netto confine tra la pratica psicologica e tutte le altre.

  31. TERESA says:

    Ad oggi l’ordine degli psicologi ha dimostrato di non sapere fare gli interessi di categoria di non avere una ben definita identità al punto che qualsiasi ente o istituzione cavalca il nostro bisogno di lavoro per il fatto che non abbiamo un sindacato – ovvero non sappiamo tutelare i nostri interessi – e il suo costo è inutile. Sulla scia che non sappiamo tutelare la nostra categoria, la mia domanda è: cosa ne sarà dei nostri contributi versati in questi anni all’empap?

  32. In sintesi: sono favorevole all’abolizione. Essendo contrario ai privilegi di ogni sorta, sarei favorevole anche se facessi, per dire, il farmacista. Essendo uno psicologo sono doppiamente favorevole perché è evidente che non ci sono privilegi difesi o difendibili nella nostra categoria, se non quelli dei pochi soliti noti che amministrano l’ordine e le sue casse.

  33. Roberto Argenta says:

    Assolutamente favorevole all’abolizione dell’ordine degli psicologi. Sono iscritto da quando è stato istituito; non mi viene in mente un solo episodio in cui l’ordine sia stato di aiuto a qualcuno, psicologo o paziente che fosse. In trentadue anni di lavoro nella sanità ho avuto la fortuna di incontrare colleghi preparati professionalmente e corretti nei rapporti con i colleghi, l’unica vigliaccata l’ho subita da una psicologa. Perchè mai il fatto di appartenere alla stessa professione dovremmo ritenerlo un elemento di merito?

  34. Andrea says:

    Favorevole ad una loro abolizione completa. Gli ordini sono solo un vecchio retaggio burocratico sostanzialmente inutile. L’Europa è da anni che ci chiede di intervenire in merito (e se non erro ogni anno paghiamo delle penali per questo mancato adeguamento). Più libero mercato e meno inutili e costosi vincoli (completamente inutili per tutelare la professione e gli utenti).

  35. IMMA MAZZOTTA says:

    Sono d’accordo con molti miei colleghi! C’è una tutela da parte degli ordini? Cosa hanno in cambio i professionisti che versano annualmente fior di quattrini?? Un bel niente!! Sono una psicologa e per quanto mi riguarda l’iscrizione all’ordine è solo un’aberrante tassa che sono tenuta a pagare per rientrare in un giro lavorativo dal quale altrimenti, gioco forza, rimarrei esclusa!! E IO PAGO!

  36. francesca maurri says:

    Magari abolissero davvero gli Ordini professionali! Magari

  37. dov'è il limite? says:

    forse l’Ordine ha introdotto dei limiti numerici all’accesso per zone? da quanto so, basta superare esame di Stato e si è ammessi. C’è un tariffario, questo si, ma mi risulta che gli psicologi si adattino a guadagnare anche molto meno di quello che sta scritto e nessuno li abbia mai denunciati per questo. Tranquilli che non lo chiudono l’Ordine. Sarà controllata la Cassa di previdenza, ma questo mi pare che sia ritenuto utile.

  38. Giuseppe says:

    Che curioso, che questo post riceva in due giorni, a intervalli regolari, così tanti post “casuali” di commentatori mai visti, che ripropongono quasi tutti lo stesso commento contro gli Ordini e a favore di “libere associazioni”… a pensar male…

    • Samu says:

      ti assicuro che sono uno psicologo regolarmente iscritto all’ordine anche se non esercito la professione ed ho sempre pensato quello che ho detto in merito agli ordini….. poi io non ti conosco e non posso sapere quali sono i tuoi interessi in merito al mantenere questo sistema…. io non ne ho e ormai da tempo mi occupo con soddisfazione di altro

    • paolo says:

      curioso? lo trovi curioso? io assolutamente no: ne abbiamo le scatole piene di questo inutile carrozzone…siamo la vergogna dell’europa intera: laddove non c’è concorrenza e vige un regime di monopolio nascono corruzione, clientelismo, massoneria…vuoi appartenere a questo vecchio sistema? fai pure…le nuove generazioni vi spazzeranno via come nubi nel cielo, c’è voglia di cambiamento, c’è voglia di rivoluzione, c’è voglia di libertà…avete i giorni contati!!!

  39. Dino Angelini says:

    la linea sulla quale si muove il decreto è quella dell’abolizione delle restrizioni in ingresso. Vedremo se la cosa andrà avanti, ma mi preme sottolineare che NEL NOSTRO CASO in ingresso non c’è alcuna restrizione. L’inquacchio, la prevaricazione, la merda – per dirla tutta – è nel “recinto” che l’ordine, insieme alle scuolette e alle facoltà, hanno costruito e disposto POI, quando i tonni sono entrati liberamente ed in massa nella tonnara e nella camera della morte. Cfr: http://lacosapsy.wordpress.com/2011/05/09/i-rapporti-intergenerazionali-fra-colleghi/
    Per cui ritengo che nel nostro caso l’eliminazione degli ordini non basti! Occorre impiantare un autoriforma, e mi meraviglio del tono sempre più paludato e perbenista di Altrapsicologia, che nella difesa della corporazione rischia di perdere molte delle ragioni iniziali del suo essere. Amicalmente!
    Dino Angelini

    • Teresa says:

      Concordo totalmente!

    • Federico Zanon says:

      Caro Dino, Altrapsicologia è contraria a qualunque modifica degli assetti senza un confronto con i diretti interessati, cioè i professionisti: questo è scritto nell’articolo.
      Detto questo, non siamo soli: con noi ci sono molte altre professioni con albo che hanno interesse nel dibattito sugli ordini e nel dibattito sulle casse di previdenza.
      Sono molto d’accordo con la necessità di una riflessione su entrambi i temi che parta dagli interessati, ma sia affrontata senza inutile sensazionalismo ed emotività: scagliarsi contro il sistema degli ordini o delle casse senza avere in mente una vera alternativa (l’associazionismo di cui si parla nel caso dell’Italia è tutto da costruire) significa semplicemente sconvolgere un sistema economico, lasciando in pasto all’incertezza alcuni psicologi.
      Non tutti, ovviamente. Non credo che, ad esempio, i dipendenti pubblici vedrebbero modificate le proprie condizioni, ordine o non ordine, cassa o non cassa. E anche questo merita una seria riflessione, perché attualmente è il sindacato dei dipendenti pubblici (una sua reincarnazione) ad essere al governo di ENPAP, molti Ordini regionali, diverse scuole di psicoterapia. Non intendo demonizzare nessuna sottocategoria di psicologi, ma solo riportare un dato concreto. Se non partiamo dai dati, finiremo per pensare che il problema sia che Altrapsicologia è corporativa… il corporativismo è un metodo di organizzazione economica che nasce con i primi insediamenti urbani, è più antico delle grandi religioni; di certo non l’abbiamo inventato noi! :)
      Se oggi siamo nella condizione dei tonni nella tonnara, come ben descrivi, è merito di come sono andate le cose nella nostra professione dall’inizio.
      Quindi: volentieri una riflessione a 360 gradi per ripensare la professione e la sua previdenza.

  40. Cristian says:

    Bah, io sono favorevolissimo al mantenimento dell’ordine e al suo potenziamento. E’ l’unico riferimento dello psicologo e non costa neanche tanto: 150 euro all’anno!

    L’enpap è un ‘altra cosa rispetto all’ordine e per dirla qua meno male che esiste pure l’enpap: avete sentito che tremonti voleva portare la percentuale di contributi degli autonomi (es. counselor) iscritti alla cassa separata inps al 33%?

  41. Fabio tosolin says:

    In Italia 17 milioni di pensionati vogliono essere mantenuti (anche quelli che hanno versato un decimo di quel che costano…). 1milone e mezzo di persone vive di politica (cioe’ campano a spese del contribuente). 7 milioni di statali, regionali, provinciali, comunali, socialmente utili, ecc.
    ecc. vogliono ricevere l’assegnetto mensile (salvo lamentarsi che e’ poco).
    A costoro si affiancano i professionisti della tutela… Associazioni, magari finanziate, Volontari, magari a stipendio, ORDINI… con i loro riti, orpelli e strutture – rigorosamente a pagamento diretto (gettoni, prebende e rimborsi) o furbescamente indiretto (comitati, commissioni, gruppi di “lavoro…”).
    A lavorare (e finanziare il “sistema”) siamo rimasti in minoranza.
    L’ordine degli psicologi ha oltre a tutto un’aggravante: sotto la denominazione alligna tutto e il contrario di tutto; dal lacaniano al behaviorista. E questa sarebbe “una” categoria con una visione comune? Abolire l’ordine e’ un imperativo etico, non solo economico.
    Prima si aboliscono gli ordini e meglio’ e’ per l’Italia tutta, valore legale del titolo compreso!
    Certo si schierano contro quelli che ci campano…

  42. Pierluigi says:

    Non sono daccordo con l’abolizione degli ordini degli psicologi, ma come a volte succede è proprio nei rispettivi ordini che vi “abitano” persone eticamente e professionalmente scorrette, a volte i rispettivi presidenti o vice presidenti non sono neanche psicologi, ma che si spacciano per tali. Se questa condizione dovesse sussistere è chiaro che l’albo non serve ad un emerito niente. Poi tutti questi soldi versati annualmente a queste persone per cosa??Io sono daccordo con l’abolire la tassa che si aggira tra i 180 € e i 250 € a secodna dell’albo, che secondo me è solo un’altra inutile spesa a carico di quelle persone che hanno anche difficoltà a trovare lavoro. No all’abolizione dell’albo, ma voterei si per abolire o ridurre una tassa che non ha un gran senso, e , soprattutto un grande SI per mandare a casa questi pseudo psicologi, specialmente quegli psicoterapeuti che approfittarono della sanaltoria per diventare psicoterapeuti senza aver fatto neanche un mese di scuola di specializzazione, a casa questa gente che non vale niente.

  43. Tucci says:

    Penso che gli ordini professionali, tra cui quello degli psicologi, possano essere utili qui (Italia) e ora (2011), anche se i motivi di critica (e di depressione reattiva) non mancano. Tra questi, credo, una maturità personale e sociale non sempre brillante: l’iscritto che si lamenta dei 160 Euro annuali e si sente solo ed unico in un mondo da conquistare (al giorno d’oggi: beato lui/lei, e tanti tanti auguri…), il dirigente/rappresentante dell’Ordine in molte realtà francamente raffazzonato (anche in politica è così, basta guardare…), forse uno psicologo che preferisce incarichi amministrativi al proprio mestiere, e, alla fine la solita corsetta italica per il “potere”, più o meno reale, più o meno immaginario.
    Il confronto con la situazione inglese (niente Ordini, regna la legge) calza poco: gli Inglesi non hanno neppure una vera scuola statale e lo Stato si occupa praticamente solo di esami. Da noi in Italia il pericolo è quello delle leggine ad personam, magari una che autorizza e glorifica in pieno pratiche pasicologiche tipo “counselor” e co. solo perché la figlia, la nipote di un leader maximo o minimo, o della sua amante, hanno il corrispondente pezzo di carta e vogliono spopolare, mostrando anche ai colleghi la “potenza” ecc. ecc. E non si tratta solo e necessariamente di B. e compagnia !
    In altri Paesi ordini ed associazioni professionali si occupano di aggiornamento e formazione in servizio, di convegni, congressi ecc. di buon livello, pubblicano riviste interessanti, hanno gruppi di interesse (scuola, terapia, economia, ecc.), svolgendo attività serie ed utili agli iscritti che pagano…e che sono pronti a scatenare l’inferno se non ricevono qualcosa di serio in cambio. Da noi si vede poco di tutto questo e si ha l’impressione che a molti rappresentanti dell’Ordine la funzione serva anzitutto per crearsi zone di preferenza/conoscenza e per ammanicarsi (o almeno l’impressione è questa…). Se poi gli Ordini regionali potessero organizzare in modo autonomo e sistematico l’aggiornamento, il rischio di vedere regolarmente amici e parenti non sarebbe da sottovalutare…
    Summa summarum: senza almeno un tentativo di organizzarsi (in società in cui ormai il singolo -senza TV- è solo una possibile vittima sacrificale) gli Psicologi italiani corrono il serio rischio di finire schiacciati, e ridicolizzati, da associazioni fantasiose e incompetenti, ma bene ammanicate ed eventualmente costruite e finanziate ad-hoc ( quando il business comincia a crescere…): questi Ordini professionali, così come sono, sono meglio di niente. D’altra parte gli Ordini “regionali” (mah!) stessi dovrebbero mettersi a lavorare seriamente per offrire servizi adeguati alle necessità degli Iscritti. Terzo punto è la formazione in generale, che dovrebbe venire adeguata ai bisogni professionali non tramite l’invenzione di nuove etichette più o meno credibili/risibili per corsi di laurea (che paese fantasioso, il nostro…), ma con l’offerta di vie di formazione, qualificazione ecc. (anche di tecniche speciali di “counseling”, perché no ? ma…come si deve!) sia in sede di studio che in sede di post-grade (e \da parte di docenti all’altezza …). Frenando tra l’altro pratiche di formazione “vera” a pagamento a gruppi e persone che in università formano forse un po’ meno di quello che si potrebbe. E poi, insomma, questa Psicologia italiana deve muoversi e crescere, confrontandosi attivamente con i modelli almeno europei, viaggiando un po’ di più e lasciando da parte (ad esempio in diagnostica) precetti ed ansietà etico-morali che alla fine sono solo fervorini.

  44. Andrea says:

    E’ la prima volta che intervengo…ma questa è da sempre la mia opinione…gli ordini professionali sono organizzazioni burocratiche e la loro mission alla fine è quella di “far girare carta bollata” (altro che tutela degli iscritti, promozione della professione o tutela degli utenti ecc). Ormai siamo in Europa e dobbiamo allinearci su posizioni più moderne. Dobbiamo cercare di evitare di leggere le questioni importanti sempre in termini politici (bias tipicamente italico…non è una questione di sx o dx qui è l’Europa che ci chiede queste cose). Dal mio punto di vista non è in discussione la professionalità e l’impegno dei colleghi che ne fanno parte ma è il tipo di organizzazione che non funziona e non può funzionare oggi nel 2011 (questo è il dato di realtà a prescindere di chi c’è oggi al governo). Dobbiamo liberarci da questi mostri organizzativi e burocratici e “snellire” il sistema Italia se vogliamo avere qualche chance per il futuro…

    • tonia monte says:

      condivido l’abolizione degli ordini, penso proprio che basti un elenco ufficiale che dica chi è ognuno di noi e cosa fa. L’elenco ufficiale è necessario per garanzia che c’è l’adeguato titolo di studio. Tutto il resto sono solo sovrastrutture che non garantiscono nessuno da niente

    • paolo says:

      bravissimo Andrea, condivido appieno!!!

  45. Giulia says:

    Beh, spero si tratti della favola di Natale di mezza estate, tanto fuori luogo quanto una renna in spiaggia.
    Quello che mi fa insospettire è tuttavia questo costante moto di evoluzione e digressione che la vita di tutti ha assunto negli ultimi decenni, cioè quello che oggi sembra un gran passo avanti, domani viene depennato perchè costoso e superfluo.
    Poi il governo attuale non è certo noto per la sua coerenza, linearità e soprattutto onestà.

  46. Teresa says:

    Non mi sembra affatto che l’ordine degli psicologi abbia tutelato, promosso, favorito la professione ed i professionisti psicologi. Sono iscritta all’ordine da 14 anni e considero la tassa d’iscrizione una inutile gabella! Abolire? Sull’onda del risentimento verrebbe da dire” Sicuramente SI”, ma occorrerebbe pensare ad una valida alternativa che non si trasformasse, in breve tempo, in una lobby di ambite poltroncine…

  47. Giuseppe says:

    La mia opinione sugli ordini, tutti, è che rappresentano la legalizzazione di caste, dietro l’ordine ci sono solo regole che vengono applicate per erigere barriere e fare “cassa”. L’ordine degli psicologi poi si è distinto in modo particolare per far perdere denaro e tempo prezioso a chi si avvicina con passione ed entusiasmo verso una professione nobile come la psicologia. La prova di ciò è che al di là di provvedimenti discriminatori, come quello recente sugli studenti che sono passati all’ordinamento 270 che di fatto fa perdere un anno a tutti, non si registra nessun intervento verso chi presta le scienze psicologiche a politica e marketing indiscriminato, solo per manipolare le menti o per denaro. Nessun intervento si registra sulle incomprensioni di una formazione psicologica che predilige esami “usa e getta” a domande chiuse, piuttosto che esami seri dove il dialogo sia alla base della formazione. E allora, veramente, chiudiamo l’ordine che è un inutile carrozzone pagato da tutti noi.

  48. Roberta says:

    Mi pronuncio in modo molto favorevole all’abolizione degli Ordini, che a mio avviso hanno la sola utilità di arricchire poche persone, usanza ormai ovvia in Italia! Noi psicologi, nella fattispecie, siamo obbligati solo a pagare annualmente una tassa che non ci tutela affatto e che non ci indirizza come dovrebbe, né svolge una funzione tale da giustificare la sua esistenza!
    Come al solito in questo paese sono le lobbi ad andare avanti e noi, fruitori passivi di questo sistema, ci lasciamo trascinare senza proferire parola.. iniziamo a ribellarci please!!

  49. fabio says:

    Gli ordini vanno aboliti, sono una corporazione di residuo medievale, legata ai fasci. Non servono a nulla, e non mi si venga a dire, che servono come strumento di tutela per il cittadino. Ma cosa hanno fatto negli anni, per impedire che counselor e coach proliferassero? se gli stessi psicoteraputi aprono nelle scuole di formazione ai counselor, loro a cosa servono? se addirittura sono stati richiamati dall’antitrust per l’articolo 21? ci vuole un sistema accredidatorio, la gente è stufa dei corporativismi; Ma purtroppo in Italia siamo “refrattari” al cambiamento.

    • Cristian says:

      fortunatamente non tutti gli ordini stanno a guardare e in Lombardia in particolare mi pare si stiano muovendo (ritengo bene) per tutelare la categoria!
      Se in altre regioni non viene fatto nulla è colpa anche dei colleghi che non si interessano della politica della professione, non vanno a votare e/o non si informano adeguatamente circa le diverse liste e programmi.
      Mi ricordo che quando andavo all’università ero uno dei pochi che partecipava agli incontri dei sindacati degli psicologi, etc… gli altri fuori a bere lo spritz e a lamentarsi che non c’è lavoro dando la colpa a uno o all’altro. Troppo facile così.
      A 10 anni di distanza mi sembra non sia cambiato niente.
      Mi chiedo quanti di voi partecipano ai vari newsgroup/newsletter dove si discute e ci si fa carico dei problemi della professione…
      non è eliminando l’ordine che si risolvono i problemi della psicologia in italia!

      • paolo says:

        abolire gli ordini professionali subito…siamo la vergogna europea!!! la tutela della professione si può fare con associazioni in libera concorrenza fra di loro…ripeto CONCORRENZA!!! ora c’è un regime di monopolio utile solo ed unicamente per alimentare gli interessi di pochi oligarchi…

  50. Pingback: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

  51. therese says:

    Non sono in grado di formulare un opinione così netta. da un lato ritengo che l’ordine, nello stato attuale delle cose, sia generalmente un sistema da svecchiare. Per conto mio, mi sento di riconoscere che l’ordine di Lombardia ha compiuto dei passi realmente notevoli. negarli sarebbe fare l’ipocrita e mettermi in quel calderone di istintivi che preferiscono veder radere tutto al suolo (come se fosse sempre la soluzione opportuna!). Credo che una tutela seria della professione ci debba essere. Non credo che questa funzione la possano assolvere le libere associazioni di psicologi auto-gestite. questa opinione è rafforzata dall’esperienza : ho visto ben poche forme di colleganza e senso di appartenenza nella nostra categoria, bensì molti personalismi.
    quindi, sarei più propensa ad un mantenimento degli ordini, ma con radicali revisioni del sistema.

  52. Donatella says:

    Assolutamente favorevole all’abolizione di tutti gli ordini professionali!!! Non tutelano nessuno…soprattutto l’utenza!!! Ma sono certa che non avverrà mai (come l’abolizione delle province). Sono solo dei proclami per imbonire la popolazione che regolarmente vengono ritirati e poi riproposti in altri momenti opportuni

    • Andrea says:

      Purtroppo come capita spesso in Italia le riforme sono solo pura utopia, niente abolizione degli Ordini professionali…e ovviamente ci teniamo anche le Province. Paolo la libera concorrenza è un sogno in un Paese che ricorda da vicino le caste presenti in India ;) La mobilità sociale in Italia è bassissima e la professione si eredità da padre in figlio…altro che meritocrazia… altro che Europa… L’unica certezza (speranza?) è che un sistema chiuso in un mondo globalizzato è destinato al collasso in breve tempo ;)

      • paolo says:

        concordo appieno :-) ciò che mi rammarica è che anche ALTRAPSICOLOGIA che si propone come un’alternativa al sistema si sottometta in tal caso alla sua dittatura…una delusione!!! evidentemente il potere fagocita anche quelli che si definiscono puri…

        • Andrea says:

          Sinceramente un po’ mi delude questa posizione, speravo in una maggiore apertura mentale verso le riforme…Ma non si può avere tutto nella vita ;) Non credo esista “mercato” più ingessato, fermo, statico, vetusto come il nostro e questo, in generale, consente di mantenere un simpatico oligopolio di “mummie” ;) No forse mi sbaglio…solo la Grecia, nota in tutto il mondo per la sua economia sana e vivace, sta un “pochino” peggio di noi… Comunque qui non si tratta di “radere al suolo” ma di appoggiare e promuovere delle riforme che consentano di allienare questo paese al resto dell’Europa. Cerchiamo di non aver paura del cambiamento, cerchiamo di uscire dall’ottica italica dell’appartenenza e della cultura di clan…Non si tratta solo di una questione che riguarda gli psicologi, ma di una necessità generale di rimodernare il sistema Italia e di immaginare un modello di sviluppo diverso e più competitivo…Altrimenti il collasso economico del paese è solo questione di tempo…

        • Donatella says:

          I fondatori del movimento Altrapsicologia sono riusciti ad entrare nei consigli ordinistici di alcune regioni, oltre che in quello dell’Enpap…perchè dovrebbero volervi rinunciare ora?

          • Felice Torricelli says:

            AltraPsicologia ha la resposabilità di direzione dell’ordine della Lombardia, esprimendo la maggioranza del consiglio. Due membri di AP sono poi consiglieri del Consiglio di Indirizzo dell’Enpap (Federico Zanon e Stefania Vecchia).
            Tre consiglieri di AP sono in consiglio dell’ordine del Veneto ed uno in quello dell’Emilia Romagna.
            Tra i fondatori di AltraPsicologia solo Nicola Piccinini è consigliere dell’Ordine (nel Lazio).
            Su quello che accade in questi contesti mi pare continuiamo ad esprimere una informazione puntuale, in discontinuità con quanto accadeva prima e, laddove i rapporti di forza lo permettono (di fatto solo in Lombardia), stiamo realizzando trasformazioni profonde della macchina ordinistica.
            Da orami più sei anni continuiamo ad informare, a stimolare il dibattito sulle questioni istituzionali della categoria, a prendere posizione sulle faccende cruciali della professione e ad invitare i colleghi a partecipare con noi.
            Siamo qui e continueremo ad esserci.

            PS: sono tra i fondatori di AP nonchè presidente dell’Associazione. Sono fuori da Ordini ed Enpap e non ho mai avuto incarichi nelle isituzioni professionali.

  53. Giorgio says:

    Gli Ordini dovrebbero essere aboliti tutti.
    Sono fatti da gente eletta spesso in maniera discutibile e da comitati di potere. Per la maggior parte sono persone che lavorano nei servizi e quindi pensano solo a limitare l’iniziativa di chi effettua la libera professione – CIOE’ DEI VERI Psicoterapeuti.
    Lasciatemelo dire ragazzi: nei servizi pubblici che tu renda (e “guarisca” la persona) o non renda (o ancor peggio procuri danni al cliente o lo usi per fini tuoi propri) non gliene frega un cazzo a nessuno! Anzi, proprio per questo tutti si sentono autorizzati a fare il comodo loro e solo pochi (quelli che veramente credono nella professione) si dedicano ad aiutare il cliente. Gli altri o fanno politica, o cercano di fare carriera – o si fanno eleggere all’ordine (così sì che hanno l’autorizzazione a non fare più un cazzo!)!
    Quì bisogna abolire gli ordini -Tutti.
    E bisogna introdurre valutazioni di merito in funzione degli obiettivi raggiunti e demerito (con ovviamente il licenziamento dal servizio … cioè vai a casa a fare qualcos’altro anzichè sottrarre posti di lavoro… perchè se il servizio fosse privato l’equazione sarebbe semplice: se non hai utenti = non vali e quindi non ti becchi lo stipendio a fine mese). Ma il demerito non deve darlo un superiore, un direttore del servizio (altrimenti risiamo punto e accapo) MA IL MERCATO! SE VALI – BENE. SE NON VALI: VAI A FARE QUALCHE ALTRO LAVORO!
    Gli Ordini ormai funzionano un po’ come gli autovelox. Non servono da deterrente a far andare più piano e quindi a salvare la vita alle persone. Non servono agli psicologi. Ma a far cassa con sanzioni, ostacoli di ogni tipo, limiti all’esercizio della professione etc.. tutto per giustificare la presenza di tutti quegli operatori che orbitano intorno che come sanguisughe succhiano il sangue degli iscritti che dsono costretti a pagare la quota obbligatoria. Vorrei vedere quanti iscritti ci sarebbero se li rendessero facoltativi anzichè obbligatori. Io penso zero! Ed è ovvio se non servi a nulla (come i notai) per quale diavolo di motivo dovrei pagarti!
    Per finire, pensate un po’ che a dirvi queste cose non è uno di destra ma uno di sinistra! Ma quando è troppo è troppo……….

  54. Davide Faganello says:

    Tirando le somme mi sembra di capire che la maggior parte degli psicologi vorrebbe proprio abolirli gli ordini o perlomeno sostituirli con delle associazioni di categoria.
    Anche io sono favorevole alla loro abolizione, magari in seguito potrei ricredermi ma al momento la penso così.
    Mi domando come mai tarda tanto ad arrivare questa decisione se la maggioranza di noi psicologi vuole l’abolizione dato che ciò rappresenta pure un risparmio (in un momento di crisi).

    • Felice Torricelli says:

      Proviamo a capire meglio la posizione dei colleghi rispetto all’abolizione degli Ordini.
      Alla pagina
      https://www.facebook.com/home.php?sk=question&id=216216435089506&qa_ref=nac&post_id=216217288422754&notif_t=like
      trovate un sondaggio avviato allo scopo di approfondire il dibattito al riguardo. Le prime risposte sembrano indicare posizioni più differenziate, all’interno della categoria.

    • Andrea says:

      Resistenza al cambiamento? ;) Il problema credo che gli ordini (non tanto il nostro) rappresentino comunque un nucleo di potere consolidato… I nostri parlamentari (se non ricordo male) sono in gran parte avvocati&c Certo che se la maggior parte della “base” volesse andare in una direzione più moderna ed europea potrebbe essere interessante per lo meno attivare un confronto sul tema. Apprezzo l’impegno di molti colleghi impegnati seriamente all’interno degli ordini, ma trovo che è proprio il tipo di organizzazione ad essere fuori dal tempo oggi nel 2011. Sarebbe interessante attivare un dibattito “pragmatico” fuori da sterili posizioni ideologiche destra-sinistra…

      • Donatella says:

        D’accordissimo con te Andrea! Sarebbe giusto che finalmente la base venisse ascoltata e avesse il potere di decidere il futuro degli ordini. Siccome però questa richiesta popolare resterà inascoltata e sicuramente osteggiata, forse sarebbe auspicabile promuovere una petizione per abolire gli ordini e raccogliere firme da inviare al ministero

  55. Denise says:

    Trovo che l’ordine degli psicologi sia un inutile club privato che non garantisce certo la professionalità degli iscritti, dato che un ulteriore esame su argomenti già ampiamente studiati durante corso di laurea non può certo testare la validità di uno psicologo.
    E dato che la psicologia è potenzialmente presente in ogni attività umana, non si può certo impedire la diffusione delle tante figure professionali il cui campo di azione si può sovrapporre a quello dello psicologo, anche senza considerare i vari buffoni che lavorano abusivamente e senza una formazione adeguata.
    Questo preteso monopolio per rappresenta un’ulteriore barriera di accesso al mondo del lavoro per i giovani laureati, oltre che un ostacolo alla possibilità di crescita del settore che potrebbe nascere dal confronto costruttivo con nuovi approcci provenienti dall’estero.
    Non dico che non debba esserci una sorveglianza sull’accesso alle professioni di aiuto, soprattutto a tutela dei possibili utenti, ma trovo che questa dovrebbe essere garantita in modo più efficace dalla legge statale e da libere associazioni di categoria. L’ordine è una macchina burocratica che serve puramente ad arricchire le casse di pochi.

  56. Giuseppe says:

    La cosa più triste è che, anche se ovviamente vi sono messaggi autentici di persone autentiche (e come tali rispettabilissimi), non ci si rende conto che purtroppo questo post ha ricevuto anche una serie di messaggi-fake impressionante…

    Sarebbe divertente controllare gli IP dei “postatori”. Scommetterei un caffè che dietro molti di questi nomi di fantasia ci siano in realtà solo due o tre persone in tutto, magari con forti interessi nell’abolizione degli Ordini… altrimenti non si spiegherebbe questa curiosa partecipazione massiccia alla discussione, da parte di nuovissimi utenti, rispetto a qualunque altro post nella storia del sito; sempre con ritmi regolari (una volta all’ora in media arriva il post di contenuto analogo al precedente, con un nuovo nome), e con stili linguistici e di formattazione degli interventi così simili tra i “contrari” agli Ordini… Sveglia ! Evidentemente, qualcuno sta cercando di fornire una rappresentazione molto diversa della realtà…

    • Andrea says:

      Per carità tutto è possibile nel mondo virtuale come in quello reale :) però pensare sempre al complotto in ogni dove mi sembra eccessivo ;) Da parte mia ho sempre postato con stessa email e stesso nome, per gli altri non so… E come avevo detto in precedenza è la prima volta che intervengo su questo sito spinto più che altro dal tema in questione (come quello relativo all’Enpap). L’argomento “abolizione degli ordini” mi interessa molto in termini di sviluppo della professione (e più in generale in termini di sviluppo economico di un paese). Sul controllo degli IP, credo che siano dati già disponibili (in genere questi form raccolgono già queste indicazioni).Ma perchè dobbiamo controllare sempre tutto? Non capisco perchè una posizione favorevole all’abolizione degli ordini deve essere pregiudizialmente sospetta in partenza…stimoliamo il libero dibattito e il confronto anche su posizioni diverse…da parte mia preferisco confrontarmi con chi la pensa in modo diametralmente opposto da me (altrimenti sai che noia) :)

    • Donatella says:

      Questo significa screditare le persone che la pensano diversamente da te! Complimenti per la liberalità di pensiero! Soprattutto considerata la professione che svolgi. Ecco un modo piuttosto comune di osteggiare coloro che vogliono ottenere un cambiamento.

      • paolo says:

        Giuseppe, sveglia tu!!! ma come ti permetti??? se questo articolo ha suscitato tanto dibattito è semplicemente perchè NON SE NE PUO’ PIU’ dei baroni che pretendono di definire e regolamentare la professione…queste persone sono mummie rinchiuse nei loro sarcofagi: giuseppe non senti aria di rivoluzione? le nuove generazioni sono stufe di queste baronie, di questi massoni, di questi delinquenti in giacca e cravatta…se non ci muoviamo noi ci farà comunque muovere l’europa e finalmente ci libereremo della tirannide degli ordini…

    • katia says:

      Caro Giuseppe
      quello che conta non è il messaggero, ma il messaggio. Forse per te è più semplice pensare che ci sia un solo “buco a rovescio” critico nei confronti degli ordini professionali o forse sei uno di quei pochi che ne trae un giovamento a dicapito degli altri, tuttavia, visto che formalmente abbiamo ancora uno statuto democratico, l’opinione di uno avrebbe comunque il diritto di essere considerata seriamente, anche perché non è sempre detto che la maggioranza abbia ragione. Ti dirò che, se mi giro intorno, sento molti colleghi estremamente critici nei confronti dell’ordine professionale e di un costosissimo e fallimentare ente di previdenza, che si configurano sempre di più come organizzazioni di potere che non come enti al servizio degli iscritti. Si vede che, oltre a scrivere un post ogni ora dello stesso contenuto e con lo stesso stile, quell’unico scontento ha anche imparato a moltiplicarsi e a mandare in giro tutti i suoi replicanti!
      O forse è meglio prendere sul serio le critiche, le osservazioni e le richieste dei colleghi anche quando ci scomodano. Auguri!

    • Davide Faganello says:

      Anche a me sembra un po’ eccessivo quanto affermi, non penso che due o tre persone preparino 90 profili per fare commenti contro gli ordini, a quale scopo? E poi si riesce a fare su questo sito? Non chiedono le nostre generalità?
      Penso piuttosto che sia un argomento molto sentito e se ci fosse un referendum per l’abolizione molto probabilmente vincerebbero coloro che ne sono favorevoli.
      Non riesco a trovare la parte della manovra che ne parla, qualcuno la può postare?

      • Andrea says:

        Basta solo che non entriamo nel tipico vortice manicheo-italico in cui le opinioni si polarizzano sui soliti (tristissimi) estremi dx-sx, bello-brutto,buono-cattivo ;) Dal mio punto di vista il tema dell’abolizione degli ordini professionali (ma di tutti gli ordini ovviamente anche quello dei notai) è un argomento che riguarda molto da vicino il modello di sviluppo professionale ed economico a cui si desidera tendere in generale. Il cambiamento deve arrivare dal “basso” evitando di rimanere affascinati e sedotti dalla visione conservatrice proposta negli ultimi decenni dall’intellighenzia politica, professionale… Siamo nel 2011 ci vogliono idee nuove, proposte nuove, visioni per il futuro positive ed innovative… a prescindere dalle posizioni, dalle divergenze guardiamo in avanti…

  57. Donatella says:

    Avete sentito tutti la notizia, vero? AltraPsicologia può dormire sonni tranquilli tra due guanciali. Gli ordini professionali non si toccano!!! Continua questa vergogna tutta italiana che si nasconde dietro la definizione: “tutela” della professione.
    Per quanto mi riguarda a dicembre penso di chiudere la partita IVA, mi sono stufata di far ingrassare con il mio lavoro i parassiti succhiasangue di CNOP, ENPAP, ordini regionali.
    Facessero un’esame di coscienza, se ce l’hanno…perchè l’hanno soffocata, svilita, svenduta la nostra professione.
    IO RIVOGLIO LA MIA LIBERTA’

    • Federico Zanon says:

      Cara Donatella,

      Fortunatamente, la posizione del governo va nella direzione di liberalizzare tariffari, pubblicità e partecipazioni societarie (Sole24ore del 13/07). Almeno si realizzeranno davvero quelle indicazioni contenute già nei provvedimenti Bersani, mai realizzate pienamente, che intasano gli ordini professionali con segnalazioni di colleghi verso altri colleghi per le varie pubblicità creative.
      Già, la nostra professione è anche questo: qui sul sito di Altrapsicologia siamo tutti liberali, e poi nei nostri studi professionali i meccanismi protezionistici li vogliamo, eccome.
      Altrapsicologia dorme comunque sonni tranquilli: abbiamo riportato una notizia, informando i colleghi sul fatto che il mondo delle professioni (non solo Altrapsicologia) era in subbuglio.
      Abbiamo esplicitato la nostra posizione, chiaramente leggibile nell’articolo: non siamo d’accordo con cambiamenti strutturali dell’assetto delle professioni senza un accordo con gli interessati. Più della libertà di dire la nostra, e di commentare, non so cosa si possa desiderare.
      Gli psicologi non stanno al centro dell’universo: i nostri problemi di categoria stanno dentro ad un contesto più grande, un sistema economico strutturato che vede presenti mestieri e professioni ben più grandi e rappresentati di noi. La soluzione finale non è eliminare qualunque forma di strutturazione, questa è pura utopia che non esiste in nessun paese del mondo.

      • Donatella says:

        Sì, ma l’Italia non è come qualsiasi paese del mondo! E’ il secondo paese più corrotto al mondo dopo la Grecia! Per cui l’eliminazione alla radice del nostro sistema così come è strutturato è l’unica soluzione per risolvere i problemi di tutti. Ma come hai detto tu…è solo utopia!

        • Andrea says:

          Assolutamente d’accordo…e aggiungo se continua a dominare tra i decisori questa visione economica e sociale esiste il rischio concreto di finire come la Grecia… il cambiamento deve partire dal “basso” e da tutte quelle persone che desiderano un sistema realmente meritocratico e moderno… ovvero coloro che non hanno paura di affrontare le sfide, il cambiamento e assumersi il rischio delle proprie decisioni.

          • Donatella says:

            Purtroppo finire come la Grecia non è più solo un rischio…ma una realtà che si sta concretizzando già da tempo. E noi finora non abbiamo fatto niente per impedire che accadesse. Siamo stati a guardare volendo credere a tutti i costi che noi stiamo meglio di altri. Ma il peggio comincia adesso, con questa manovra e gli effetti pesantissimi sulle famiglie che si porta dietro. Li pagheremo tutti, specie noi liberi professionisti, visto che l’utenza scarseggia sempre più a causa di licenziamenti e povertà. E intanto qui qualcuno ancora semina terrore ammonendo che senza l’ordine degli psicologi altre figure professionali non titolate ci ruberebbero il lavoro. Sembra l’equivalente dei discorsi di Bossi e della Lega Nord quando vogliono convincere gli italiani che la causa della disoccupazione e della delinquenza nel nostro paese sono gli immigrati. Fino a quando vogliamo crederci?

      • Andrea says:

        >”Già, la nostra professione è anche questo: qui sul sito di >Altrapsicologia siamo tutti liberali, e poi nei nostri studi professionali i >meccanismi protezionistici li vogliamo, eccome.”

        In oltre dieci anni di libera professione di “meccanismi protezionistici” nemmeno l’ombra… Ma sono rimasto sul mercato, “combattendo” in ambito organizzativo contro ogni forma di concorrenza giorno dopo giorno…ma il problema vero non sono i competitors ma la burocrazia assurda a cui siamo sottoposti in Italia (Ordini professionali che non tutelano un bel niente e che rappresentano solo un costo inutile…giusto per rimanere in topic)…poi ci si sveglia una mattina è si scopre improvvisamente il disastro in cui versa il paese sul piano economico! Sono su posizioni liberali e credo fermamente che uno stato non debba trasformarsi in qualcosa di “oppressivo”, che sforna un numero infinito di norme che invece di produrre un circolo virtuoso (tutelare l’utente/professionista) intasano il sistema di carta amplificando la burocrazia e le posizioni di potere. Gli ordini sono un retaggio medioevale che non ha eguali in Europa se non in paesi come la Grecia e il Portogallo…

  58. Giuseppe D. says:

    Sono solidale con te Donatella, viva la libertà!

    • Andrea says:

      Devo dire che sono rimasto senza parole quando ho sentito che in Parlamento raccoglievano le firme…in un momento così delicato per il Paese la “casta” aveva un unico pensiero…conservare il suo potere… Potremmo sempre pensare di organizzare un gruppo di colleghi e professionisti orientati su posizioni “lievemente più moderne” di quelle medioevali che dominano la nostra Italia… Credo che i tempi siano comunque maturi per un vero cambiamento e forse proprio le tensioni economiche e sociali di questo periodo possono rappresentare uno stimolo verso nuovi orizzonti… ho la netta sensazione (malgrado tutto) che il sistema sia al collasso e che questi siano solo gli ultimi disperati tentativi di proteggere dei privilegi che non hanno eguali nel mondo democratico… attendo un vostro feedback ;)

  59. Dino Angelini says:

    Amici e colleghi di Altrapsicologia, rassegnatevi! Ciò che dicono qui in tante e in tanti è – nè più e nè meno – quello che voi dicevate fino a ieri. Può essere che la conquista di una regione – e qualche strapuntino qui e lì – vi abbia rammolliti così tanto! pensateci, prima di proloquiare paranoicamente! Sempre amicalmente!
    Dino Angelini

    • Federico Zanon says:

      Carissimo Dino,

      “amichevolmente”: non mi pare che stiamo proloquiando paranoicamente, forse è il caso che ci si rilegga l’articolo da cui sono partiti questi cento commenti.
      Sappiamo benissimo entrambi che Altrapsicologia ha da sempre una posizione di tutela nei confronti della professione: siamo nati su pochi capisaldi, e uno di questi sta scritto nel logo. Non vedo che ci sia di diverso in quel che facciamo oggi da quel che facevamo ieri [non che sia una virtù, quella di non cambiare idea...].
      L’altro capisaldo è l’informazione ai colleghi sui fatti della professione, ed è quello che abbiamo fatto con questo articolo: dire ai colleghi che stava succedendo qualcosa e che tutte le professioni si stavano mobilitando. Abbiamo esplicitato la nostra: non concordiamo con modifiche strutturali non concordate con i professionisti. Se poi vogliamo ridurre tutto ad Altrapsicologia va benissimo, ma nel mondo delle professioni c’è anche altro, come per vent’anni ci sono stati altri psicologi nelle nostre istituzioni. Sempre amichevolmente ;-)

  60. Davide Faganello says:

    Pure io sono stato sorpreso che gli ordini resteranno intatti, o perlomeno quelli che prevedono un esame di stato per accedere alla professione. Ma allora quali sono gli ordini che verranno soppressi???

    • Andrea says:

      Tutto resta come prima (almeno cosi credo)…solite dichiarazioni, solite inutili discussioni… Altro che 2011 qui siamo nel MEDIOEVO!!! :)

  61. paolo says:

    vedo che i rappresentanti di altrapsicologia sono intrisi di meccanismi di autodifesa, gli stessi dei parrucconi medioevali che vorrebbero tutelare la professione attraverso gli ordini profesionali…purtroppo c’è gente che non si accorge che c’è un profondo cambiamento in atto e questo cambiamento si chiama “nuove generazioni”…i giovani sono stufi di questo vecchiume, di questo marciume che sprigiona un insopportabile olezzo…volenti o nolenti verrete spazzati via dalla rivoluzione liberale delle nuove generazioni…

    • Andrea says:

      Concordo Paolo…una bella rivoluzione liberale…ecco che cosa ci vorrebbe in Italia…forse i tempi sono davvero maturi…questo “sentiment” è piuttosto diffuso…sia “offline” che “online” ;)

      • Cristian says:

        Potreste cancellarvi dall’albo degli psicologi e fare i counselor senza le costrizione dell’ordine… più liberali di così!
        Saluti!

        • Andrea says:

          Gli Ordini professionali non tutelano gli iscritti, non tutelano gli utenti, non promuovono la professione. Si tratta di sovrastrutture burocratiche che contribuiscono a frenare lo sviluppo economico…oltre a rappresentare, per i liberi professionisti, solo un ulteriore costo. Il nostro Ordine ha una collocazione marginale nel panorama delle professioni (non so se vi siete accorti ma non siamo i notai!) e ha dimostrato una imbarazzante incapacità di promuovere la professione (gli educatori, i counselor, i coach e i maghi rischiano di pesare molto di più degli psicologi ormai). Al netto di questo una posizione liberale, allineata alle società civili europee non significa deregolamentazione “selvaggia” ma un mercato più aperto, competitivo e gestito con POCHE ma CHIARE REGOLE. In Italia tendiamo sempre a creare sovrastrutture di certificazione burocratiche con il risultato di ingessare ogni minima forma di cambiamento, di evoluzione della società (o di reale tutela delle persone: utenti e professionisti). Basta guardare i dati economici italiani e confrontarli con un qualsiasi paese europeo virtuoso per accorgersi in quale assurdo pantano ci troviamo oggi…

        • Donatella says:

          Giustissimo Cristian! E’ proprio ciò che farò entro la fine di quest’anno! Anche l’idea di una rivoluzione mi piace molto, ma di solito se ne parla tanto e poi non c’è mai nessuno disposto a passare all’azione (almeno fino a quando non vi saremo costretti)

          • Donatella says:

            Non si tratta di incapacità di promuovere la professione, mio carissimo Andrea, ma di una strategia ben calcolata per mantenere la massa al livello più basso mentre un’èlite detiene potere, prestigio, soldi. Chi ha conosciuto personalmente alcuni baroni, di casa negli ordini regionali, sa di cosa parlo!

          • andrea says:

            Un segnale semplice ma efficace sarebbe quello di chiudere i rubinetti “dal basso”…le corporazioni di arte&mestieri, le casse che raccolgono i “fiorini” (promettendo utopiche pensioni…da fame) e i baroni sono sensibili alla moneta sonante…se la psicologia è un mercato che in si autoalimenta… si può sempre staccare la spina e vedere che cosa capita… un piccolo esperimento ;)

  62. Davide Faganello says:

    Secondo me la state facendo un po’ tragica (Andrea e Donatella) riguardo a questo ordine degli psicologi, 155 euro non sono certo un salasso!
    Per quanto ci riguarda sicuramente ci torna utile avere un’ordine per svariati motivi, ma per un senso di giustizia generale sarebbe meglio a mio avviso abolirli tutti.
    Soprattutto alcuni ordini impongono delle tariffe minime molto elevate per certe prestazioni, per cui se gli ordini non esistessero più credo che potremmo curarci una carie o avere una consulenza legale ad un prezzo molto inferiore di quello che è ora per non parlare dell’acquisto di un immobile senza spese notarili.

    • Andrea says:

      Caro Davide…150/160 Euro sono un salasso in relazione al servizio erogato (pari a zero). Nessuna cifra può essere considerata e valutata in termini assoluti, 50 euro possono essere molti o pochi in relazione a tantissime variabili. Fattori economici/psicologici a parte, a che cosa serve un ordine marginale e debole come quello degli psicologi…il cui impatto sulla società civile è pari a zero? Iniziamo a togliere i rami secchi ed improduttivi e a fare efficienza. Diamo respiro all’economia di questa povera Italia…che di zavorre ne ha fin troppe! O desideriamo tendere verso il brillante modello economico della Grecia? Gli ordini non tutelano nessuno e sono solo organizzazioni burocratiche (e costose).

    • Donatella says:

      Davide, prova a moltiplicare 155 euro (in alcune regioni anche di più) per il numero totale di psicologi iscritti all’Albo e vedi quanti soldini fa… Solo nella mia regione gli iscritti sono 2143 quindi entrano nelle casse dell’ordine 332.165 euro ogni anno. Ah, e dato che ci sei dai anche un’occhiata ai bilanci per capire come vengono sperperate queste tasse. Il salasso per gli psicologi italiani è enorme, considerato che l’ordine non offre nessuna opportunità mentre impone tante limitazioni!

  63. Denise says:

    Mi dispiace davvero molto che ancora nessuno abbia fatto qualche passo per eliminare l’ordine o per lo meno l’esame di stato per accedervi, che io trovo ingiusto dato che altre facoltà abilitano direttamente alla professione. Ma era da aspettarselo. Magari qualuno ha in mente una raccolta di firme?
    Mi ha fatto pensare l’intervento di Giuseppe.. è così scontato screditare chi ha opinioni differenti dalle proprie.. anche se dovrei stupirmi che certe chiusure possano venire anche da psicologi iscritti all’ordine, ma non voglio essere polemica come al solito. Piuttosto penso che dove è possibile esprimere le proprie idee liberamente la gente si faccia sentire. Nei forum ci sono a volte utenti fittizi, ma non penso si prendano la briga di partecipare, il loro scopo è commerciale, di spam e hanno messaggi automatici.

    • Donatella says:

      Io in mente la raccolta di firme ce l’avrei! Se qualcun altro favorevole all’abolizione degli ordini è d’accordo si potrebbe concretizzare questa idea

      • Andrea says:

        Ma no…la raccolta firme e le petizioni online mettono una tristezza…vediamo…ci andrebbe una protesta un po’ meno formale, qualcosa in grado di attirare l’attenzione dei media ;)

        • Donatella says:

          Non ci tenere sulle spine…sputa il rospo! Dicci questa idea grandiosa!

          • Andrea says:

            Ciao Donatella…ma no nessuna idea grandiosa ;) C’è una “leva” importante su cui possiamo agire tutti insieme…ed è quella “economica” ;)

  64. luisa says:

    bravi ;))

  65. Silvia says:

    Vi pare “normale” che per accedere a un concorso pubblico, non basti il titolo rilasciato dall’Università italiana ma serva un attestato “privato” pagato a caro prezzo?

  66. Laura Prosdocimo says:

    Studiando psicologia non avrei mai pensato:
    -di dover sostenere degli esami aggiuntivi per poter insegnare nelle scuole (anche per gli altri corsi di laurea?)
    -di dover obbligatoriamente specializzarmi in psicoterapia per accedere alle liste dell’azienda sanitaria (anche per gli altri corsi di laurea?)
    -di sentirmi dire che negli ambiti distrettuali dei servizi sociali non è prevista la figura dello psicologo (?)
    - di dover pagare un sacco di soldi all’enpap (pro?)
    -di dovermi iscrivere ad un ordine che si preoccupa soprattutto di tenermi informata su tutto ciò che NON POSSO fare e tutto ciò che DEVO fare, ma non mi da alcuna opportunità seria di lavorare come PSICOLOGA
    -di dovermi pagare il tesserino di iscrizione all’ordine, almeno questo è in Friuli…
    - di dover scrivere e scrivere per capire come un titolo riconosciuto dall’ordine del Lazio, non viene riconosciuto dall’ordine del FVG…
    ma possibile che sia così difficile?
    Abbiamo una concorrenza spietata in ambito sanitario e fuori, allora nel nostro paese l’Ordine degli psicologi vuole occuparsi di questa categoria di professionisti e dare un senso alla sua esistenza oppure ci facciamo prendere in giro da tutte le altre categorie professionali e affini?

    • Gianni says:

      Laura:
      1. succede in tutti i corsi di laurea, le abilitazioni all’insegnamento seguono dei criteri non necessariamente coerenti con l’ordinamento degli studi universitari. E lo stesso problema lo hanno appunto anche laureati di discipline molto diverse.
      2. Nel SSN si accede come dirigenti sanitari, ovvero serve laurea + specializzazione. Questo vale anche per i Medici, nessun Medico può accedere al SSN se non ha anche la scuola di specializzazione.
      3. Dove ?
      4. l’ENPAP è la tua pensione. Se non pagassi il 12% all’ENPAP, saresti tenuta a versare il 27% all’INPS, quindi è una cosa positiva, non negativa.
      5. non è l’Ordine che ti deve procurare il lavoro; l’Ordine vigila e tutela deontologia e qualità delle prestazioni, il resto lo deve fare il professionista. Questo vale per TUTTE le professioni ordinistiche, dall’agronomo all’ingegnere.
      6. non è che poi il tesserino serva a qualcosa…
      7. a cosa ti riferisci ? tutti i titoli aventi valore legale sono riconosciuti su base nazionale. Si tratta di qualche iniziativa locale ?

      • Laura says:

        Gianni,
        1) chi è laureato in filosofia deve integrare la sua laurea con esami post per insegnare filosofia?
        2) Gli MMG non mi risulta che abbiamo fatto una specializzazione per diventare tali
        3) In Friuli
        4) Ok speriamo che arrivi, mi risulta che Altrapsicologia ha messo in evidenza in più occasioni un dubbio funzionamento dell’enpap
        5) Gli Ordini tutelano e difendono gli interessi della categoria, come per esempio l’ordine dei medici, dei farmacisti
        6) il tesserino è una piccolezza, ma perchè me lo devo pagare visto che pago già la quota d’iscrizione all’Ordine? in Sicilia per esempio la tessare è inclusa nella quota, se giri nei tribunali il tesserino te lo chiedono come per gli avvocati
        7) ho frequentato un corso promosso da Obiettivo Psicologia che rilasciava un titolo riconosciuto dall’Ordine del Lazio che poi l’Ordine del Friuli non mi ha riconosciuto.

        • Gianni says:

          1. L’abilitazione all’insegnamento dipende dalle lauree e dalle classi di concorso. Vai sul sito del Miur, e trovi tutti i criteri: lauree, esami, crediti. Per quanto riguarda gli psicologi, la laurea non è abilitante perchè la classe di concorso relativa non è “Psicologia” e basta, ma è unitaria per “psicologia, sociologia, filosofia e pedagogia”, da cui deriva la necessità che il laureato in psicologia abbia anche esami in quelle discipline, visto che le deve insegnare.
          2. Sbagliato: anche il MMG, ormai da anni, deve fare un’apposita scuola di specializzazione pubblica post-lauream, che differisce solo per lunghezza (2 anni invece che 4) rispetto alle altre specializzazioni sanitarie.
          3. Non conosco la situazione specifica, mi spiace.
          4. La buona o cattiva gestione è ovviamente sempre possibile, in tutte le casse (vedi le polemiche durissime di questi giorni su altre casse, come quella dei Medici piena di titoli “tossici” di derivati finanziari), ma questo comunque non implica che si possa fare a meno di un versamento previdenziale. Almeno l’ENPAP lo possiamo gestire noi, con il nostro voto e la nostra partecipazione; chi è nell’INPS, oltre a pagare più del doppio di versamenti, non può fare nemmeno quello.
          5. Sì, il che non vuol dire che ti debba garantire il lavoro.
          6. Mah. Mai chiesto il tesserino in tanti anni di professione, girando anche per ambienti particolari. Comunque sì, anche secondo me lo dovrebbe dare gratis l’Ordine.
          7. I corsi privati non hanno diritto a particolari tutele giuridiche, quindi non si può chiedere un “riconoscimento” specifico. I corsi pubblici (es., universitari) sono invece altra cosa, e devono essere riconosciuti a livello nazionale.
          Ciao, Gianni

  67. Silvia says:

    Laura sono pienamente in accordo con te.
    Gianni le specializzazioni delle carriere mediche, nella maggior parte dei casi sono PUBBLICHE, sono un investimento per la carriera futura…Sai quanti psicoterapeuti (con specializzazioni Private da 20.000 e passa euro) si reciclano come educatori, assistenti, soci di cooperative? il sistema post-universitario per gli psicologi è assurdo. E’ un settore in cui la disoccupazione aumenta e noi continuiamo a mettere paletti e impedimenti? Che squallore!

    • Gianni says:

      Silvia: sì, con il piccolo particolare che Medicina ha un numero chiuso strettissimo a livello nazionale da vent’anni, noi invece pretendiamo di iscriverci a decine di migliaia e di trovare pure lavoro.
      Una scuola di specializzazione di Medicina è pubblica, ci si accede per concorso, e ha 4-5 posti all’anno.
      Le scuole private di specializzazione che buttano fuori decine di psicoterapeuti all’anno senza numero chiuso e senza determinazione del reale fabbisogno del mercato sono tutta un’altra cosa, ed ovviamente non possono pretendere l’equiparazione del trattamento dei propri studenti specializzandi.

      Non ho capito però di che “paletti” parli: la cosa è lineare, se vuoi entrare nel SSN come dirigente sanitario (medico, o psicologo, o biologo, o chimico, o fisico, o farmacista) devi avere i titoli richiesti al dirigente sanitario: laurea e specializzazione. Noi, a differenza degli altri, abbiamo anche la possibilità di presentare titoli privati (gli altri no, o entrano nei pochissimi posti disponibili nelle scuole pubbliche o si attaccano). Costano ? Vero, ma nessuno ti obbliga a farla. Puoi andare nella pubblica, che costa poco. Dici che ci sono pochi posti ? Vero anche questo, ma è esattamente il medesimo problema che hanno medici, chimici, farmacisti, ecc., perchè non dovremmo averlo noi ? E se non servono decine di migliaia di psicologi nel SSN, perchè lo Stato dovrebbe finanziarne la formazione ? Se vuoi studiare Psicologia fallo, ma poi non pretendere di avere anche un lavoro come psicologo per “diritto naturale”.

  68. Silvia says:

    Il problema è creare tutto questo meccanismo perverso in cui, dietro congruo pagamento, necessario per conseguire la specializzazione, si può entrare nel mondo del lavoro…altrimenti sei fuori. Senza la “mazzetta” legalizzata alla scuola di turno non puoi nemmeno accedere ai concorsi.

    Eviterei il paragone con i medici, dato che la loro specializzazione è ben più seria e addirittura a pagamento. Qualsiasi specializzando in ambito medico percepisce un compenso.(Come sempre gli psicologi sono degni delle migliori barzellette…e la specializzazione la pagano)

    La psicologia, NON E’ UNA SCIENZA, (a ribadire questo c’è anche il sistema universitario, che istituisce la Facoltà di Psicologia, e non accorpa gli insegnamenti nei corsi della Facoltà di Medicina e Chirurgia).

    Quale training formativo “disinteressato” può realizzarsi dal momento che si paga un semplice contaballe, il Barone di turno, per sentirlo una volta a settimana???

  69. Silvia says:

    L’errore è a monte. La laurea ormai è regalata a cani e porci. L’istruzione è diritto di tutti (perfino dei minorati mentali…Gianni sai quanti ragazzi con handicap mentali si iscrivono all’università per diletto??) Questo sistema scolastico, dall’asilo fino alla specializzazione, è l’espediente per mungere tasse su tasse. La formazione, così come la preparazione, è una parvenza.
    Personalmente preferirei lo sbarramento classico delle Scuole Pubbliche. Si consegue la specializzazione SOLO con il sistema classico. Si entra in pochi. La situazione attuale invece prevede la VENDITA DEI TITOLI…ci scandalizziamo tanto per Striscia la Notizia e i diplomi falsi e siamo (come pecoroni) ben lieti di accettare le Scuole di Specializzazione private per gli psicologi.Saluti

  70. Dimarco says:

    Spesso alcuni superdotati/e appoggiandosi troppo ai disabili con o senza accessorio mentale,dimenticando persino che una offesa del genere possa passare inosservata,mentre è d’obbligo dire che esprimere un parere sui normodotati che frequentano …
    Si riferiva forse a loro ?
    In ogni caso trattasi di violazioni deontologiche e tali rapporti interprofessionali indice di conflittualità non si addicono agli psicologi veri senza che diventino altro da se…
    Un parere ai tanti speede gonzales (?)

  71. Donatella says:

    Ieri ho spedito la raccomandata per disdire l’abbonamento televisivo. Il 31 gennaio invece chiudo la partita iva e smetto di versare all’Enpap i miei soldi per pagare la pensione ai vecchi baroni della psicologia italiana. Il prossimo passo (probabilmente questa estate, quando obbligatoriamente dovremo assicurarci per la rc) sarà di cancellarmi dall’ordine. Già comincio a sentirmi più leggera!!! Più libera di scegliere cosa fare nella vita e come farlo! Meno vessata! Questo Paese dà più possibilità a chi agisce fuori dalle regole che a chi le rispetta…quindi io mi sono stancata di essere “cretina” e ricomincio daccapo, offrendo la mia professionalità con altro nome, e magari senza che il mio lavoro vada ad arricchire le tasche di qualcun altro. In Italia si può fare tutto! Tutto tranne essere seri! Io la mia protesta l’ho iniziata, dando un seguito alle chiacchiere fatte in questo forum. Chissà se qualcun altro riesce ad avere lo stesso coraggio, e soprattutto se qualcuno ha ancora il senso della dignità e della giustizia

  72. Dimarco says:

    La cosa più banale:non è conveniente economicamente nè finanziariamente una manovra che abolisce l’ordine degli psicologi.
    Lo stato ci guadagna…sempre di più.

  73. Dimarco says:

    Prima di abolire gli ordinamenti in contrasto con la liberalizzazione
    bisognerebbe forse verificare le disposizioni italiane che ne limitano il pieno esercizio,compresi alcuni pregiudizi in elenco espressi da alcuni,non tutti, i precedenti interventi,come opinioninisti,che essendo liberi di esprimersi in vari ambiti rispettino prima se stessi ed anche le altre relazioni professionali e non arrechino danni di immaggine,alcune volte quantificabili obiettivamente con strumenti e metodi psicologici al di fuori delle proiezioni ed altre difese maleadattive.Un richiamo al rispetto delle reciproche opinioni.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>