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Alcuni dati sconcertanti sulla Psicoterapia in Campania

Siamo Psicologi Psicoterapeuti e lavoriamo da anni nei Centri di Riabilitazione temporaneamente accreditati con il SSN e nelle AA.SS.LL della Regione Campania. Le prestazioni psicoterapiche hanno carattere specialistico e sono utilizzate, dietro prescrizione, da una vasta utenza eterogenea per età e condizione socioeconomica. Le prescrizioni vengono effettuate in base alla Legge 104/92 e alla Legge Regionale 11/1984, e prevedono la presa in carico di minori e adulti in situazione di disagio e delle loro famiglie, attraverso interventi multidisciplinari tra i quali è contemplato quello psicologico.

Sia i Centri di Riabilitazione t.a. sia le AA.SS.LL si sono orientate su offerte di impiego caratterizzate tutte da una condizione di precarietà. Nei Centri di Riabilitazione t.a. lavoriamo come consulenti esterni a prestazione; nelle AA.SS.LL il rapporto di lavoro prevede l’inquadramento dirigenziale a tempo determinato (otto mesi) senza possibilità di proroga all’incarico.

La massiccia utilizzazione di modalità di impiego precarie ha negli anni inciso negativamente su due bisogni fondamentali: è leso il diritto alla cura degli utenti, che nella psicoterapia non si risolve in una semplice somministrazione della prestazione bensì nel rapporto di continuità con l’operatore che la eroga; e, in seconda istanza, è leso il diritto al lavoro di una categoria professionale altamente specializzata.

Dal mese di settembre 2006, una serie di circolari regionali preannunciava l’interruzione dei trattamenti psicoterapici in corso presso i Centri t.a. al 31/12/06 (visionabili sul sito www.psicologi.campania.it/comitato, sezione Documenti). Mercoledì 22 novembre 2006 nasce il Comitato di Lotta in Difesa della Psicoterapia: quaranta Psicologi Psicoterapeuti riuniti decidono di fondare un Comitato che abbia come scopo sia quello di contrastare nell’immediato le circolari regionali, sia quello di promuovere e promulgare il senso dell’intervento psicoterapico nelle strutture convenzionate e pubbliche.

Elemento comune è la condizione di precarietà nella quale siamo costretti a svolgere il nostro lavoro, dovuta ad una politica sanitaria poco attenta ad una domanda di cura che negli ultimi venti anni si è connotata in senso non esclusivamente farmacologico o strettamente medico, ma psicologico.

La salute mentale resta un aspetto rimosso a livello sociale, ma anche sanitario, laddove è immediatamente associata al disturbo psichiatrico da riabilitare. Ma la salute non è solo questo.

La psicoterapia è un trattamento fondante il ben-essere e rientra in ciò che oggi è identificabile con la smaterializzazione dei bisogni che fortunatamente non attengono solo al possedere o all’apparire, ma soprattutto all’essere. Per questo il SSN, convenzionato o pubblico che sia, non può fare a meno di noi se non pagando un prezzo altissimo e alimentando un’idea di cura che è anacronistica con i bisogni che stanno emergendo sempre più evidenti e che i colleghi che lavorano a tempo indeterminato e faticosamente nelle Strutture Pubbliche non possono soddisfare in quanto sotto organico.

In seguito alla mobilitazione del Comitato, dopo numerose iniziative di protesta (manifestazioni presso la sede della Regione Campania, incontro con l’Assessore Regionale alla Sanità Angelo Montemarano, presidio durante il consiglio regionale in occasione dell’approvazione del bilancio, manifestazioni in collaborazione con diverse associazioni di genitori), che sono state riportate dalle maggiori testate giornalistiche locali e nazionali, il 23/01/2007 la Direzione Generale dell’Azienda Sanitaria NA 1 emette, una circolare che così recita: “…si ritiene necessario pertanto continuare ad autorizzare provvisoriamente i trattamenti psicoterapici con le modalità attuali, individuando il termine del 30 giugno 2007 per il transito graduale dei trattamenti stessi alle strutture aziendali che nel frattempo verranno attivate.

La creazione di una buona relazione terapeutica è basata, di necessità, sulla continuità del rapporto con il medesimo Psicologo Psicoterapeuta e sulla stabilità dello spazio, del tempo e dei luoghi. L’azione selvaggia di interruzione di un trattamento così riservato ed intimo non tutela il diritto alla salute dei pazienti ed il lavoro dei professionisti, generando, così, un gravissimo danno emotivo relazionale e annientando un lavoro clinico che ha richiesto, per anni, impegno, tempo, fiducia e risorse umane per costruirlo.

A tutt’oggi, mentre scriviamo, non conosciamo le strutture aziendali che, da quanto affermato nella circolare, dovrebbero accogliere i nostri pazienti. Pertanto ci chiediamo: chi proseguirà la cura dei nostri pazienti e a chi si rivolgerà la nuova utenza?

Pensiamo che la Regione Campania debba assolutamente (pre)occuparsi del problema della ricollocazione delle prestazioni psicoterapeutiche erogate dal Servizio Sanitario Nazionale, come previsto dalla legge.

La Regione Campania durante questi anni non si è (pre)occupata della creazione di Unità Operative di Psicologia Clinica e di Psicoterapia nelle AA.SS.LL., nonostante le linee guida per l’integrazione socio sanitaria individuino, nei minori a rischio e nello svantaggio psico-sociale, uno degli ambiti prioritari d’intervento collegato alla valutazione, alla prevenzione, alla cura ed al trattamento del disagio.

Da una nostra ricerca esplorativa sono emersi dati sconcertanti, ve ne riportiamo sinteticamente i più significativi:

-                     nella Regione Campania siamo circa 5.600.000 abitanti; il rapporto previsto dall’OMS tra n. di abitanti e n. di psicologi è di 23/100.000 unicamente per quanto riguarda i Dipartimenti di Salute Mentale. Non sono calcolati in questa cifra le Unità di Psicologia Clinica, le Unità Materno Infantili, i Ser.T, le Unità di Riabilitazione;

-                     gli psicologi di ruolo nelle AASSLL sono circa un terzo di quelli previsti in organico (trecento su novecento); tra quelli di ruolo sono numericamente sottodeterminati i quadri dirigenti di secondo livello (Struttura Complessa), il che vuol dire che chi è di ruolo da venti anni non ha avuto e non ha nessuna possibilità di carriera;

-                     di conseguenza a tale disastro organizzativo, politico e strutturale le attività psicoterapiche e psicologiche previste nelle AASSLL e in obbligo di legge, sono svolte nella maggior parte dei casi da colleghi: tirocinanti, volontari, a progetto, borsisti chiamati elegantemente consulenti retribuiti a 10-17 euro all’ora e sempre più raramente dirigenti psicologi a contratto a tempo determinato (otto mesi);

-                     la pseudo soluzione individuata dalla Regione Campania, negli ultimi venti anni, è stata quella di convenzionare la psicoterapia con i Centri  di Riabilitazione t.a., favorendo in questo modo il privato e istituendo una forma di sfruttamento legalizzata. Anche in questo caso, infatti, il compenso orario, per professionisti altamente specializzati, oscilla tra i 7-20 euro all’ora (a lordo della r.a.);

-                     i Centri di Riabilitazione nella sola Regione Campania sono 122 di cui 66 solo nelle AASSLL  di Napoli e provincia.

Nessun professionista è in una condizione di sfruttamento lavorativo di tale portata. Nessuna Regione in Italia è in una condizione di tale vergognosa organizzazione rispetto alle prestazioni sanitarie psicologiche e psicoterapeutiche.

Come si può pensare di realizzare opera di prevenzione del disagio sulla precarietà dei Servizi, delle risorse umane, dei luoghi e degli investimenti? Come si può intervenire sul rischio psicosociale senza Psicologia e senza Psicoterapia? Come si può attivare un’azione di trasformazione e cambiamento socio culturale senza passare attraverso l’attivazione e l’espressione del pensiero? Come è possibile che si vadano a penalizzare le fasce deboli per risanare il bilancio delle AA.SS.LL.?

Al fine di riconoscere il lavoro svolto da anni, nella Regione Campania, dagli Psicologi Psicoterapeuti nei Servizi Sanitari Pubblici e Privati t.a. e farlo uscire da una condizione di precarietà, è dunque doveroso istituire, a livello Regionale e Governativo,  un tavolo di lavoro che tecnicamente metta a punto:

1- L’accredito diretto come liberi professionisti così come previsto dalla DLG 502 del 1992 art. 8 quater comma 1 (accreditamento istituzionale)

2- Una Legge Sanatoria (così come è stato fatto con la  Legge 45/99 Lumia).

Premesso che il Servizio Sanitario Nazionale attraverso le AASSLL ed i Centri di Riabilitazione t.a. utilizza da anni le nostre competenze professionali,  è necessario:

-          Trasformare tutti i rapporti di lavoro (a progetto, a convenzione, a tempo determinato, etc) in contratti a tempo indeterminato

-          Attuare inquadramenti adeguati alla professionalità acquisita e all’anzianità;

-          Bloccare i processi di precarizzazione del lavoro (borse di studio, progetti, consulenze ecc ecc)

-          Reintegrare tutti gli Psicologi Psicoterapeuti licenziati (attraverso i mancati rinnovi e/o le interruzioni dei rapporti di lavoro)

-          Attuare politiche governative che potenzino e diano autonomia e centralità ai Servizi Territoriali di Psicologia e Psicoterapia.

Il Comitato di Lotta in Difesa della Psicoterapia ha in programma, nell’immediato futuro, una serie di iniziative tra le quali una Tavola Rotonda prevista per il 18 aprile p.v. e alla quale parteciperà l’On. Prof Luigi Cancrini, una Manifestazione Regionale ed un Convegno di Studi che si terranno nei mesi di maggio e giugno.

E’ già attivo, presso l’Ordine degli Psicologi della Regione Campania, un Osservatorio a tutela del Diritto alla Salute dei cittadini campani e a difesa delle prestazioni psicologiche e psicoterapeutiche (numero di tel/fax 081-411617, e-mail segreteria@ordpsicamp.it).

Riteniamo, per dirla con Bion, che stiamo esplorando un campo nuovo, o meglio, un vecchio campo in un modo nuovo. Allorché il pensiero si avventura oltre le frontiere di ciò che in un dato campo è noto, è impossibile che tutto sia fin dall’inizio chiaro; bisogna invece partire da punti oscuri che solo gradualmente possono essere chiariti.

Firma Unica

Comitato di Lotta in Difesa della Psicoterapia

Via Santa Teresa a Chiaia 41

80121 Napoli

psicolotta@libero.it

www.psicologi.campania.it/comitato

+393397720652 – +393383261491 – +393394989890

Categoria: Attualità

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