Lo spirito del progetto

 

La Psicologia professionale sta vivendo una fase estremamente critica, una sorta di crisi d’identità circa il suo ruolo nella società: sempre più insidiata da altre professionalità, chiusa negli sbocchi lavorativi, non adeguatamente rappresentata e tutelata dalle istituzioni di categoria.

La professione, ed i suoi rappresentanti ordinistici in primis, non sono stati finora in grado di trovare una soluzione ai gravi problemi che da tempo l’affliggono; la frammentazione delle sue componenti ha indebolito la capacità di affrontare le problematiche in modo efficace ed unitario; il lento ed inesorabile scollamento delle istituzioni dalla base degli 80.000 colleghi iscritti ha creato un apparato completamente autoreferenziale.

Oggi più che mai, pressati da una serie di problemi – il lavoro precario, la scarsa tutela dall’aggressione delle professioni limitrofe, la totale assenza di strategie di sviluppo e promozione, il silenzio rispetto alla bassa qualità del mercato delle scuole di specializzazione – si sente la necessità e la speranza di attivare e riunire la categoria, in tutte le sue espressioni professionali, attorno ad un tavolo comune in grado di affrontare concretamente le problematiche che affliggono la categoria e che ormai da troppo tempo attendono soluzioni.

Il progetto di AltraPsicologia si muove all’interno di quattro direttrici cardine:

  • Centralità dei problemi occupazionali
    All’aumento esponenziale delle abilitazioni all’esercizio della professione non corrisponde né un aumento della domanda di psicologia da parte del tessuto sociale né la tendenza a sperimentare nuove frontiere professionali da parte degli Psicologi, con il risultato di una crescente disoccupazione e insoddisfazione rispetto alle condizioni di lavoro. La crisi è conclamata nel settore della Psicologia clinica e del lavoro pubblico, cui ormai accedono pochissimi colleghi.
    La centralità della questione impone lo sviluppo di nuove prospettive professionali e di promozione della professione.
  • Tutela delle fasce deboli
    La popolazione dei professionisti della psiche non è uniforme al suo interno ma caratterizzata da notevoli differenze di status. Ciò si deve, tra l’altro, alla pericolosa tradizione di suddividere la professione in sottocategorie. AP è contraria alle divisioni interne e si muove in generale a favore della coesione della professione e in particolare a tutela dei colleghi in situazione di crisi occupazionale e di ruolo.
  • Formazione post lauream
    Viene considerato da AP un tema delicatissimo vista l’importanza che riveste per i colleghi e l’assenza di regole tutelanti la qualità dell’apprendimento e gli studenti. Si desidera valorizzare le scuole di Psicoterapia che liberamente adottano elevati standard culturali, comportamentali ed etici nei confronti degli allievi e che promuovono comportamenti altrettanto etici di questi ultimi verso i pazienti.
    AP è promotrice di un codice di autoregolamentazione denominato “Carta Etica” per le scuole di Psicoterapia.
  • Tutela dei confini professionali
    La Psicologia è assediata da una moltitudine di esperti che desiderano vedersi riconosciute competenze Psicologiche. E’ convinzione di AP che tra i primi doveri degli Ordini Professionali vi dovrebbe essere la tutela della Psicologia da tutti i tentativi di simulare il possesso di competenze psicologiche attraverso percorsi di formazione approssimativi e auto-accreditati.

AltraPsicologia si propone – nella chiarezza delle sue linee di indirizzo – di superare le conflittualità e le divisioni interne alla nostra categoria a vantaggio di obiettivi professionali comuni, da portare avanti con forza nei confronti delle Istituzioni del nostro Paese, dell’Ordine degli Psicologi, delle altre categorie professionali e dell’opinione pubblica. Storicamente la nostra categoria è stata indebolita dalla sua stessa frammentazione e non rappresentanza: è ora di smettere. È ora di esserci.

Comments are closed.