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Boom di Studenti – Disastro della Professione

 

L’avete letto la pagina di Repubblica del 2 settembre (2008, n.d.r.) (sezione Roma) sul boom degli iscritti a Psicologia alla Sapienza?

Cito: […] Senza dimenticare che anche le due facoltà di Psicologia del primo ateneo capitolino registrano un boom di iscrizioni, con oltre 2000 aspiranti studenti.

L’avete letto, poi, l’editoriale di Giuseppe Luigi Palma, Presidente dell’Ordine Nazionale degli Psicologi, sull’ultimo bollettino con titolo “Pubblicità…ingannevole” sulle vane promesse delle Facoltà di Psicologia alle loro matricole?

Sembra scritto da AltraPsicologia ma …. quattro anni fa!

Il Presidente fa due conti e due statistiche e si accorge che gli psicologi italiani sono in modo imbarazzante tantissimi, troppi, e che sono destinati ad aumentare vertiginosamente nei prossimi anni visto che gli iscritti attuali alle 26 Facoltà e corsi di laurea sono oltre 70.000 !

E poi, dopo aver genericamente chiesto razionalizzazione degli accessi qualità della formazione, conclude che “gli sbocchi professionali sono puramente teorici”.

Ci domandiamo, non senza una certa umana preoccupazione: se n’è accorto solo ora o è una delle tante mosse demagogiche ad uso e consumo dei soliti disinformati, che finiscono magari per apprezzare cotanta sollecitudine da parte del nostro massimo esponente istituzionale?

Inutile ricordare che AltraPsicologia in questi anni ha tambureggiato ripetutamente su questo disastro: vedi i seguenti articoli: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, riservandosi ciò che era nel suo potere fare, cioè informare, informare, informare!

E va bene, non vogliamo passare per i soliti criticoni: apriamo pure un credito all’ente (finora) inutile che il Presidente rappresenta. Finalmente a distanza di 20 anni dall’istituzione dell’Ordine e di governo della professione detenuto in maniera quasi assoluto dall’AUPI (il sindacato degli psicologi sanitari di cui il Presidente Palma è illustre esponente), i suddetti rappresentanti si sono resi conto, dall’interno dei loro ambulatori pubblici e dei loro privilegiati distacchi sindacali, che la baracca di tutta la nostra professione ci sta crollando in testa. Ma va!?

Cosa hanno fatto costoro fino ad oggi, in questi 20 anni beati, per evitare questo prevedibilissimo andazzo? E cosa mai intendono fare, da oggi in poi, per contenere i danni?

La mia, se non s’è capito, è una mera domanda retorica… Perché la risposta implicita è: nulla! Ovviamente. A parte qualche letterina… morta.

Si, perché per salvare la nostra professione non basta razionalizzare gli accessi, ma occorre avere una visione politica della psicologia proiettata nel futuro e nella società civile (e non solo nel SSN). Ed è qui che – ahinoi – l’acqua è molto bassa.

Ma torniamo alla notizia del boom degli iscritti e procediamo con … ordine (no, non quello).

Cominciamo con la domanda-chiave:

Posto che è assodato che il numero degli psicologi è spaventosamente sovradimensionato rispetto alla richiesta della società,

a chi interessa buttare dentro un mare di giovani allo sbaraglio?

Beh, è facile capirlo, a tutti coloro che ci mangiano sopra.

E qui l’elenco è davvero lungo, ma principalmente:

  1. Alle Facoltà: più iscrizioni, più sovvenzioni, più cattedre, più libri venduti, etc.
  2. Alla Formazione post-universitaria (Scuole e master varii): più futuri allievi, più futuri analizzandi, più ecm da vendere, più futuri disoccupati/sottoccupati da orientare
  3. Agli Ordini (eh gia!): più iscritti, più interessi economici da regolare (o non-regolare…), più potere.

Come potete immaginare, dove allignano tali e tanti interessi economici, non c’è razionalizzazione che tenga… Non prendiamoci in giro.

L’unica cosa da fare rimane informare, informare, informare!

(vedi i seguenti articoli, solo i principali sui temi qui accennati, apparsi in questi anni su AltraPsicologia: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14)

Di fatto l’Ordine e le Università hanno giocato a rimpiattino ed in questo nefasto gioco delle parti ogni tanto l’Ordine faceva finta di alzare la voce e le Facoltà acuivano la loro sordità elettiva su tali argomenti.

Così è fin qui andata e così andrà anche in futuro. Facciamocene una ragione e non caschiamo nei proclami demagogici del presidente.

Se avessimo un Ordine realmente esistente e funzionante, molto potrebbe fare, direttamente, per evitare questo scempio.

  • Definire ed aggiornare con maggiore attenzione i profili di competenze professionali necessari alla società civile seguendo i criteri della ricerca sociale (e già qui emergerebbe che 315 sedi di scuole private accreditate per la sola Psicoterapia sono pura follia)
  • Discutere con le Facoltà su tali profili di competenze e definire con esse i curricula formativi (e relativi piani di studio) realmente utili e abilitanti;
  • Suggerire alle Facoltà, alla luce della eccedente offerta, criteri di rigore e selezione in accesso e in itinere; 
  • Disporre in sede di Esame di Stato (l’Ordine lì è presente) in ogni Facoltà e in ogni sede del territorio italiano un numero contingentato di abilitati, calcolato di volta in volta a seconda di precise valutazioni (come già accade per altri Ordini professionali);
  • Permettere l’iscrizione all’Albo solo a chi dimostra di esercitare effettivamente la professione;
  • Informare a tappeto l’opinione pubblica circa le competenze trasversali degli Psicologi (… non di sola psicoterapia si vive) ed avvertire i giovani prossimi all’iscrizione universitaria di quanto viene invece detto “inter nos” a proposito della mancanza di sbocchi occupazionali e del calvario degli inizi professione di Psicologo.

Vorrei proprio essere smentito o corretto, ma mi risulta che mai l’Ordine, quello nazionale in particolare, abbia operato in queste direzioni nè mai abbia fatto nulla di quanto qui esposto.

Vengo dalla frontiera delle istituzioni di cura per il disagio psichico, dove ho lavorato oltre 20 anni. Attualmente lavoro privatamente e felicemente nel mio studio del quartiere Pigneto a Roma. Nel 2005 partecipo alla fondazione di AltraPsicologia portandovi il sogno di una professione di psicologo meno provinciale, più aperta al mondo sociale, politicamente più impegnata, meno succube dei clientelismi. Sono una persona curiosa di quanto mi succede intorno, del mondo dei media (sono anche ideatore dell'Osservatorio Psicologia nei Media), dei codici sociali che ci attraversano, delle discipline a noi limitrofe (sono ideatore della rivista MARSS). http://luigidelia.it/

Categoria: Università e Tirocini

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  1. Pingback: Gli psicologi sono troppi? finalmente ci arriva anche il CNOP! | AltraPsicologia

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