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Comunicato sugli sviluppi della manifestazione del 15 novembre 2006

Come avevamo annunciato, gli operatori del Privato Sociale attivi nel Settore Tossicodipendenza, la stragrande maggioranza dei quali sono Psicologi, si sono dati appuntamento davanti alla sede del Consiglio Regionale del Lazio mercoledì 15 novembre per protestare contro la situazione di abbandono di fatto messa in pratica dalla Regione nei loro confronti.
Da mesi non avvengono i pagamenti delle rette delle Comunità Terapeutiche così come non vengono pagate le prestazioni legate ai Progetti Territoriali di Prevenzione e Cura in un contesto reso a maggior ragione insostenibile da anni di ritardi nelle erogazioni e da importi assolutamente inadeguati rispetto alla qualità delle prestazioni erogate e alle professionalità messe in campo.
Dopo numerosi tentativi di confronto andati a vuoto la scorsa settimana gli operatori del Coordinamento degli Enti Ausiliari della Regione Lazio (CEARL) e del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza (CNCA) hanno proclamato una giornata di mobilitazione per il 15 novembre e, per quel giorno, una manifestazione davanti alla sede del Consiglio Regionale durante una riunione dell’Assemblea Regionale.
Mercoledì mattina infatti si sono ritrovati circa duecento operatori in via della Pisana e civilmente hanno rappresentato l’insostenibilità dello loro condizioni di lavoro.
I manifestanti sono stati ascoltati da diversi Consiglieri ricevendo rassicurazioni circa l’impegno, condiviso da tutte le parti politiche, per la risoluzione delle questioni poste. Prontamente, poi, sono stati contattati dai funzionari regionali per fissare un appuntamento immediato – già il giorno dopo – con gli assessori Battaglia (Sanità), Mandarelli (Servizi Sociali) e Nieri (Bilancio) e con la Commissione per le Politiche Sociali del Consiglio Regionale. Questo fatto, in periodo di chiusura del Bilancio Regionale e con gli impegni istituzionali cui sono legati gli Assessori e i Consiglieri, è di per se un successo politico importantissimo.
Nel corso dell’incontro con gli Assessori del 16 novembre, poi, questi, ognuno per la parte di sua competenza, hanno assunto impegni concreti per la risoluzione immediata delle diverse questioni problematiche in atto.
Riportiamo qui sotto il Comunicato di Sintesi emesso dalla delegazione ricevuta, contando che possa rappresentare solo il primo risultato dell’organizzarsi per l’autorappresentanza da parte degli Operatori Professionali del Terzo Settore e di tutti i colleghi.

COMUNICATO SUGLI SVILUPPI DELLA MANIFESTAZIONE DEL 15 NOVEMBRE 2006

La manifestazione del 15 u.s. presso la Regione Lazio promossa dal CNCA e dal CEARL, alla quale hanno partecipato più di duecento persone tra presidenti, dirigenti, soci e operatori degli enti che gestiscono progetti e servizi nel settore della tossicodipendenza, ci ha permesso di attirare la giusta attenzione dei politici sulle problematiche emergenti e strutturali che la nostra area subisce.
La manifestazione ha rappresentato il momento più forte e partecipato di un percorso di rivendicazioni realizzato attraverso diversi incontri con dirigenti e segreterie degli assessorati, con l’assessore alle politiche sociali e con la Commissione alle Politiche Sociali. Questo impegno costante ha culminato ieri con l’incontro, concordato in sede di manifestazione, della nostra delegazione con gli assessori Nieri, Battaglia e Mandarelli, oltre che con la Commissione Politiche Sociali e con diversi consiglieri che hanno sostenuto le nostre rivendicazioni.
Rispetto alle emergenze economiche, l’assessore Nieri si è impegnato a mettere in priorità il pagamento dei nostri mandati: da oggi stesso fino al raggiungimento di un tetto corrispondente a un milione di euro, ed entro la fine di novembre liquidando comunque tutti i mandati già emessi e giacenti in tesoreria. Inoltre, si è impegnato ad effettuare il trasferimento dei fondi all’ACT e alle Province per poter avviare i progetti di prevenzione e inserimento lavorativo relativi ai bandi già completamente espletati. L’assessore ci ha informato, infine, che è stata approvata una delibera per l’istituzione di un fondo di rotazione che permetterà agli enti che hanno crediti con le ASL e la Regione, di farsi anticipare le somme ad un tasso agevolato (1,3%-1,5%).
L’assessore Mandarelli comunicherà, con una lettera, l’impegno a dare continuità ai progetti del FNLD 2000.  E’ prevista una proroga fino a dicembre p.v. e, con il trasferimento delle risorse all’ACT e ai Distretti, sarà garantita la continuità delle attività a partire dal 1 gennaio del prossimo anno. Per quanto riguarda invece i progetti di inserimento lavorativo anni 97-98-99, non sembra possibile risolvere il problema di sospensione dell’erogazione dei fondi per il periodo che si estende dalla conclusione dell’ultima proroga (1 ott. u.s.) all’affidamento dei nuovi progetti.
L’assessore alla Sanità Battaglia ha assunto l’impegno di garantire la continuità ai progetti che scadranno a fine febbraio p.v. e ci ha chiesto un incontro assieme ai suoi dirigenti, per la prossima settimana, per focalizzare meglio tutte le questioni che attengono al suo assessorato. L’assessore verificherà, compatibilmente con le risorse disponibili, la possibilità di un adeguamento delle rette ai servizi residenziali e diurni per tossicodipendenti.
I consiglieri hanno presentato al Consiglio Regionale un ordine del giorno comprensivo della richiesta di istituire un tavolo interassessorile permanente, che, prevedendo la nostra partecipazione e quella della Commissione alle Politiche Sociali, possa affrontare in modo sistematico le politiche da promuovere sul territorio.
Le informazioni trasmesse hanno carattere di sinteticità e si riferiscono alle emergenze che rappresentavano per tutti un pericolo economico e di continuità dei servizi. Confidiamo che il risultato ottenuto possa avere delle ricadute positive su tutti quegli aspetti che rendono precario il nostro settore, in particolare occorre garantire prima possibile: 

la trasformazione in servizi di tutti quei progetti impropriamente qualificati come tali, accelerando il processo di accreditamento;

la quantificazione di un budget da impegnare nel bilancio della Regione, sufficiente a finanziare sia i servizi consolidati che le sperimentazioni, necessarie in un fenomeno mutevole come quello della tossicodipendenza;

la definizione di una politica di integrazione socio-sanitaria che superi l’attuale divisione delle risorse tra i due assessorati competenti.

Il nostro prossimo obiettivo ci impone di verificare che gli impegni assunti vengano effettivamente espletati e di assicurare una partecipazione qualificata ai tavoli, utilizzando al meglio l’opportunità di contribuire alle decisioni da prendere proponendo i contenuti da noi elaborati.

Roma, li 17/11/06

Per la delegazione del CNCA e del CEARL
Stefano Regio, Carlo De Angelis, Germana Cesarano

VERSO UN COORDINAMENTO DEL III SETTORE
Luigi D’Elia

Complimenti ai colleghi per la riuscita della manifestazione, alla quale ho anche partecipato. A volte sembra prevalere il vissuto, tra gli operatori, che le nostre controparti siano solamente le singole amministrazioni delle diverse associazioni, cooperative, etc. invece che gli amministratori/politici locali e nazionali, ed in generale le politiche della cura e dell’assistenza ai cittadini. La realtà è che un fronte frammentato e diviso tra gli operatori di tutto il III settore fa il gioco di coloro che, nella politica, proseguono ad elemosinarci ciò che ci è dovuto non riconoscendo il nostro lavoro e di conseguenza i problemi di cui ci occupiamo e delle persone reali e del loro dolore: una sorta di cecità elettiva. Si prosegue dunque con le infinite proroghe dei singoli progetti, delle singole delibere, mandati avanti di anno in anno, senza alcuna progettazione sociale e senza alcun impegno politico nei confronti delle problematiche dei più deboli. Sembrerebbe proprio che il precarismo l’abbiamo “inventato” noi già vent’anni fa… Ci occupiamo degli emarginati e siamo noi stessi ci ritroviamo marginalizzati. Sarà un caso? Il rischio che l’incombente ghigliottina sotto la quale ci troviamo da sempre ci strutturi in un atteggiamento di rassegnata sopravvivenza, cosa che è esattamente l’atteggiamento che ci rende ricattabili come categorie di lavoratori. La manifestazione dei colleghi delle strutture per i tossicodipendenti e la semplice minaccia di una manifestazione dei colleghi delle strutture della psichiatria e i risultati immediati ottenuti dalla Regione Lazio sono invece la dimostrazione che non ci vuole molto per smuovere lo scenario, e questo persino muovendoci disorganicamente ed ognuno difendendo il proprio specifico. Lascio immaginare cosa potremmo ottenere se unissimo le forze di base anche con tutti gli altri settori del III settore in un fronte unito e solidale. A me, come operatore del settore da 16 anni e come presidente di AltraPsicologia, interessa dunque catalizzare con i pochi mezzi che ho a disposizione, le migliori energie di questo settore nella direzione dell’autorappresentanza degli operatori affinché si raggiungano i numeri giusti per poter interloquire con la politica con i gli argomenti di cui noi tutti siamo portatori: gli interessi dei nostri utenti e la qualità del nostro lavoro al servizio del benessere sociale. L’autorappresentanza inoltre è il miglior metodo per sparigliare eventuali esitazioni delle singole strutture e delle loro leadership, scavalcando quella interfaccia intermedia che a volte si frappone tra disagio della base e sensibilizzazione politico-culturale. Sarebbe bene dunque che da qui nascesse un nucleo fondativo di un futuro Coordinamento del III Settore che convogliasse anche le altre realtà (operatori e istituzioni) che lavorano nel sociale o nel socio-sanitario. Mi piacerebbe sentire cosa ne pensano i colleghi.

Scrivete a redazione@altrapsicologia.it per adesioni o commenti.

Categoria: Psicologia Clinica a Medicina (2006)

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