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Demografia professionale prossima (s)ventura…

Demografia professionale prossima (s)ventura…

Davanti all’osservazione di un collega, che poneva la domanda sul senso
dell’iscrizione all’Ordine laddove non si sia, al contempo, realmente
“psicologi professionisti”, ma laureati che sono in tutt’altre faccende
affaccendati, ho ripreso in mano alcuni vecchi conti “demografici” già fatti a
fine 2005.

Controllando l’incremento dei dati, in solo un anno e mezzo, c’è da rimanere
abbastanza impressionati.
Il trend estrapolabile dai dati porta a proiezioni demografiche assolutamente
inquietanti nel giro di pochi anni… che riporto di seguito, sperando in
scambi e riflessioni su questo tema che, non ve lo nascondo, per me diventa
ogni giorno più preoccupante (quasi ogni giorno, mi vedo davanti aspiranti
psicologi diciottenni che si stanno per imbarcare in un percorso formativo di
6-10 anni, costoso ed impegnativo, al termine del quale inizio a temere ci siasolo un burrone).

Proviamo a fare una “proiezione demografica” futura della nostra Professione.

In realtà, l’idea di un Ordine omogeneo, composto tutto o in gran parte da
Psicologi-SSN o Psicologi Libero Professionisti che lavorano sostanzialmente
da “Psicologi” è un’illusione, un “mito interno” degli iscritti, ma piuttosto
differente dalla realtà.

Tanti sono gli iscritti all’Ordine, ma Psicologi (con la P maiuscola) sono,
dato degli iscritti ENPAP alla mano, circa il 60%. Certo, molti (nel
pubblico) sono Psicologi dipendenti pubblici che operano con altre coperture
previdenziali, ma comunque l’indicazione dei “due terzi” Psicologi, gli altri
solo “iscritti-nonpsicologi” è netta.

E non si tratta solo di giovanissimi che devono ancora inserirsi: si tratta di
una quota enorme di iscritti che NON lavora come psicologo, e,
sostanzialmente, NON lavorerà mai come psicologo (se non in maniera
occasionale e precaria, per un pò, prima di ridirigersi verso altri ambiti
lavorativi). Quindi, ad oggi abbiamo 2 iscritti su 3 che lavorano come
Psicologi. Questo significa che l’identità professionale interna dell’Ordine è
già parzialmente carente.

Ma c’e’ un grosso, grosso, problema.
Non dobbiamo ragionare nei termini degli attuali 60.000 iscritti all’Ordine,
di cui 35.000 operanti sostanzialmente come Psicologi (ENPAP + SSN).
Guardiamo l’evolutività della situazione ed il trend storico (per alcuni dati
vado a memoria, ma dovrei ricordarmeli piuttosto bene)…

1998-9:
Iscritti all’Ordine: 27.000
Operanti sostanzialmente come Psicologi: circa 20.000
Differenza negativa: 7.000

2005:
Iscritti all’Ordine: 50.000
Operanti sostanzialmente come Psicologi: 32.000
Differenza negativa: 18.000

2007:
Iscritti all’Ordine: 58.000 (+8.000 dal 2005)
Operanti sostanzialmente come Psicologi: 35.000 (+3.000 dal 2005)
Differenza negativa: 23.000

In soli due anni, 5.000 “disoccupati in psicologia” in più, una crescita del 25%.
La disoccupazione professionale tra gli psicologi cresce attualmente di circa il 12-13% l’anno… un ritmo critico, su una popolazione che già in termini assoluti (decine di migliaia di disoccupati) è preoccupante.

Il trend, però, è destinato ad aumentare, non solo in termini di numeri
assoluti ma anche in “accellerazione annua”… perchè questi dati non tengono
conto dei circa 50.000 (cinquantamila !) studenti iscritti attualmente alle 26
(ventisei) Facoltà/CdL di Psicologia d’Italia, da Aosta ad Enna.
Che, col Nuovo Ordinamento, si laureeranno con una percentuale di circa l’80%,
quindi da qui al 2012 avremo circa 100.000 (centomila) iscritti all’Ordine
(ora abbiamo 1 psicologo ogni 1.000 abitanti, fra 5 anni – 1500 giorni !
millecinquecento giorni…, ne avremo 1 ogni 500).

Con un trend di disoccupazione simile, significa circa 60.000 disoccupati in
Psicologia, ovvero quasi i due terzi dell’Ordine…. a questo punto, la
domanda è: un Ordine con un 1 iscritto su 3 che esercita veramente la
Professione per cui l’Ordine è stato originariamente costituito, è ancora un
Ordine rappresentativo e
dotato di una sua reale identità professionale interna ?

Siamo all’inversione della situazione attuale: adesso 2 iscritti su 3 fanno -
più o meno – gli psicologi; fra 5 anni, saremo al paradosso che 2 iscritti su
3 NON faranno gli psicologi (anche se saranno, paradossalmente, in gran parte
“superspecializzati”: ormai le Scuole buttano sul mercato circa 4000
neospecializzati in psicoterapia all’anno, scuole fatte anche perchè non si
trova lavoro e nella speranza – che statisticamente sarà vana per la maggior
parte delle persone – di poter lavorare come psicologo… invano).

In pratica, volersi iscriversi a Psicologia per fare lo Psicologo
Professionista sarà la stessa cosa che volersi iscriversi a Lettere per fare
lo Scrittore Professionista…. si avranno, con una piccola iperbole, le
stesse possibilità statistiche di mantenersi con il proprio “sogno
adolescenziale”.
Appunto, non esiste e non ha nessun senso un “Ordine degli Scrittori” cui far
accedere i laureati in lettere (non esisterebbe mercato, e comunque i laureati
in lettere che fanno gli scrittori professionisti son una percentuale esigua),
ma un fenomeno simile potrebbe verificarsi, fra dieci o quindici anni per il
nostro… se le percentuali saranno quelle si creerà davvero uno scollamento
totale tra l’essere Laureati in Psicologia e l’esercitare la Professione…
tra istanza formativa ed istanza professionale… e soprattutto, tutto questo
rischierà di deprivare profondamente il senso di un Ordine che, per esistere
davvero, deve avere una pur minima base identitaria e professionale omogenea
al suo interno.

P.S.: questo per non parlare del fatto che 4.000 specializzati all’anno
significa – nel bene e nel male – che nei Servizi di tutta Italia ci sono ogni
anno 16.000 psicologi specializzandi che fanno tirocinio… per circa 200-300
ore a testa, per un totale di circa 4.000.000 di ore-lavoro professionale
svolte all’anno in maniera gratuita nei Servizi, nelle ASL, etc. Quattro
milioni di ore lavoro psicologico che rappresentano la linfa di molti Servizi,
molte Comunità, molte realtà del Privato Sociale, di cui questa manodopera
gratuita rappresenta il fulcro della reale sostenibilità economica, eliminand
la necessità di assumere e pagare psicologi “strutturati” (e pure tanti…. in
linea puramente e formalmente teorica, uno psicologo assunto a 40 ore
settimana fa 1900 ore/anno, e quindi in 4 milioni di ore ci starebbero -
ripeto, ovviamente solo in linea teorica – 2100 psicologi assunti; sempre una
goccia nel mare, ma…).

Certo, il tirocinio è essenziale (e ci mancherebbe), ma con tutti questi
specializzandi (in molti casi senza speranza già in partenza), stiamo drogando
ANCHE il mercato professionale in una maniera ormai totalmente convulsa ed
autolesionistica.
Per certi aspetti, stiamo letteralmente segando il ramo dell’albero su cui
siamo seduti, come Gatto Silvestro…

Ora, gli Ordini, le Università, le Scuole, la Professione si rendono conto che
abbiamo davvero solo pochi anni (cioè, in fondo, mille o duemila giorni…)
per cercare di porre una diga a questo degrado demografico-professionale,
anche con misure un pò draconiane ?

Domanda retorica, ovviamente, e… Auguri a tutti…!

Categoria: Attualità

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