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ENPAP: Le verità nascoste… 1/5 – La democrazia secondo chi governa

Lo scorso 28 maggio si è tenuta la seconda riunione del 2010 del Consiglio di Indirizzo Generale (CIG) dell’Enpap. Avete capito bene: la seconda riunione del 2010.  Infatti la maggioranza Costruire Previdenza [cioè Aupi] ha deciso di convocare il CIG (paragonabile, come organo, al parlamento per lo stato italiano) solo quattro volte l’anno in quanto, evidentemente, ritiene che non sia necessario convocare un CIG per prendere decisioni di governo e gestione dell’ente.

Data la distanza temporale dall’ultima riunione, i punti all’ordine del giorno erano molti e importanti, tra cui i più rilevanti hanno riguardato:

  1. Approvazione Bilancio consuntivo 2009
  2. Forme di assistenza facoltative: proposte di modifica e aggiornamento della deliberazione n. 1/07 adottata dal Consiglio di indirizzo generale nella seduta del 27 gennaio 2007
  3. Esame per il parere di competenza della proposta deliberata dal Consiglio di amministrazione di modifica del Capo III del Regolamento delle Forme di Assistenza
  4. Esame della proposta del Consiglio di amministrazione di avvio di una procedura per la regolarizzazione della posizione contributiva da parte degli iscritti e delle irregolarità contributive dei non iscritti all’Ente
  5. Gruppi di Lavoro CIG: illustrazione delle attività poste in essere dai Gruppi di lavoro, esame e discussione delle relative proposte

Per chi non lo sapesse, l’organo competente per valutare questi punti è il CIG che, però, non ha oggettivamente potuto farlo in quanto la durata del consiglio è stata fissata in tre ore, dalle 10 alle 13 e, forte della sua maggioranza, Costruire Previdenza [Aupi] ha portato in approvazione tutti i punti in discussione, senza lasciare molto spazio al dibattito e alle richieste di chiarimento.

Vi proponiamo, in diversi articoli di facile leggibilità (per quanto possibile visti gli argomenti), il resoconto di questo CIG, con la consapevolezza di aver sempre documentato, da sedi istituzionali quanto non istituzionali, quanto stava (e sta) accadendo nella nostra professione quando questo avveniva, mentre altri al massimo sapevano dispensare buoni consigli dopo aver dato, come le comari di De Andrè – cattivo esempio.

Che piaccia o meno la nostra minoranza non segue le bizze umorali di un singolo e non ha nè padrini e nè padroni, ma è fatta di persone che si sono date delle regole e seguono dei principi, ciascuno con il proprio spirito ma in piena armonia di intenti.

Categoria: ENPAP

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