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ENPAP: Le verità nascoste… 4/5

Anziché l’Assicurazione sulla Salute… una pezza

In merito al punto sulla Forme di assistenza facoltative e la proposta di modifica e aggiornamento della deliberazione n 1/07 adottata dal consiglio di indirizzo generale nella seduta del 27 gennaio 2001, abbiamo votato contrari.

Per la cronaca questo punto riguarda la polizza EMAPI di Assicurazioni Generali, quella per intenderci che, a seguito della illegittima decisione del CDA motivata post-mortem in maniera assai curiosa http://www.enpap.it/notizie_32.asp, non viene più erogata e per la quale si sono mobilitati gli iscritti e raccolte migliaia di firme per ripristinarla.

Il CDA ha pensato di ovviare al problema con un voto di modifica ex-post della delibera.

A pagina 2 di tale delibera, che consta di 3 pagine fitte fitte, si trova scritto “l’Ente assicura agli iscritti attivi ed ai pensionati, mediante stipula di apposita convenzione diretta con compagnia assicuratrice o con la partecipazione ad un consorzio di altri enti di previdenza privati, una polizza sanitaria integrativa che garantisca la copertura per i grandi interventi chirurgici e per gravi eventi morbosi, assumendone il relativo costo.”

L’aggiornamento proposto è stato quello di eliminare la “partecipazione ad un consorzio di altri enti di previdenza privati”. Ciò significa che l’Ente non potrà più stipulare convenzioni per polizze sanitarie integrative con consorzi di altri enti di previdenza privati. L’unico che esiste in Italia è EMAPI, il cui presidente, guarda caso, è il dott. Demetrio Houlis, past president di ENPAP. Il problema che si pone qui è che allo stato attuale e viste le condizioni del mercato, sarà molto difficile per il nostro presidente Arcicasa trovare una polizza assicurativa più conveniente – e che dia le stesse garanzie – di EMAPI.

Nel mercato assicurativo, sono pochissime le compagnie che stipulano polizze di questo tipo, una è Generali (quella adottata da EMAPI), l’altra è UNIPOL. Ma nel frattempo la polizza non è attiva. Come si riparerà ai danni che hanno subito e stanno subendo quei colleghi con gravi problemi di salute che avevano programmato interventi pesanti (si parla di tumori, trapianti e patologie altrettanto gravi e perniciose) e che ora, all’improvviso, si trovano senza copertura assicurativa? E soprattutto, come si spiegheranno queste scelte in termini di ratio economica?


Categoria: ENPAP

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