.:.

Esposto alla Corte dei Conti: vogliamo vederci chiaro!

AltraPsicologia presenta un esposto alla Corte dei Conti con la richiesta di indagare se vi siano danni patrimoniali per noi psicologi iscritti all’ENPAP a seguito dell’acquisto da parte del Presidente Arcicasa dell’immobile in via della Stamperia. L’esposto presentato è scaricabile da qui.

È poi confermato che la Procura di Roma ha cominciato le indagini circa la compravendita del palazzo acquistato dall’Enpap con un pool di magistrati che si occupa di reati economici coordinato dal procuratore Nello Rossi. Dovrebbero già essere iniziati gli accertamenti della Guardia di Finanza circa il reale valore di mercato dell’immobile in via della Stamperia a Roma.

Oltre alla Procura della Repubblica di Roma dovrebbero essere interessati alle indagini anche gli organismi di sorveglianza della Banca d’Italia per verificare se nel comportamento del venditore (il fondo Omega che fa riferimento alla Banca Intesa-San Paolo, gestito a sua volta dalla Fimit) visto che è quantomeno strano che Fimit non sapesse che il palazzo che stava cedendo la mattina del 31 gennaio 2011 poteva essere rivenduto nel pomeriggio a un prezzo maggiorato di 18 milioni ed è quindi da verificare che il fondo Omega non abbia gestito oculatamente i fondi affidatigli, a danno dei suoi clienti.

Fimit dovrà comunque spiegare ai suoi investitori perché si è accontentata di un margine di guadagno di gran lunga inferiore a quello che avrebbe incassato trattando con il nostro ente dei previdenza. A questo proposito Fimit ha fatto sapere di aver acquistato la palazzina nel 2008 al prezzo di 17,4 milioni e di aver quindi realizzato comunque un ampio margine di guadagno. Se invece dovesse essere accertato che il palazzo vale 44,5 milioni Fimit dovrebbe comunque rispondere ai suoi investitori.

Viceversa se il prezzo reale dell’immobile dovesse essere ritenuto vicino ai 26 milioni e mezzo pagati da Conti, sarebbe l’Enpap a trovarsi in serio imbarazzo e a dover dare spiegazioni.

Quanto all’Enpap, sono comunque tante le domande a cui dovranno dare risposta il presidente Arcicasa e gli altri membri del Consiglio di Amministrazione (da non confondere con il Consiglio di Indirizzo Generale – CIG – in cui sono presenti come espressione dell’opposizione i colleghi di AltraPsicologia). Abbiamo pubblicato le prime 10 domande, quelle che prima di tutte abbisognano di essere evase da parte del Consiglio di Amministrazione dell’Enpap.

Tante altre però resteranno ed avranno bisogno di valutazioni puntuali per ottenere risposta. AltraPsicologia ha già chiesto all’ENPAP di poter prendere visione di tutti gli atti (qui la richiesta). Intanto bisognerà accertare che a seguito di questo acquisto, che ormai deve – al minimo – essere definito incauto, da parte del presidente Arcicasa gli iscritti non abbiano ricevuto un danno patrimoniale che ricade sugli iscritti.

A nome di AltraPsicologia ho presentato un esposto alla Corte dei Conti affinché verifichi la sussistenza di un danno siffatto.

Leggi l’esposto alla Procura Corte dei Conti

Seppure quello del danno patrimoniale sia il timore principale, il problema degli Psicologi in questa vicenda non è solo lì. Di certo non ne guadagna l’immagine pubblica della categoria: ognuno può leggere i commenti non certo leggeri sui tanti giornali e social network circa quella che come minimo viene considerata una “ingenuità gigantesca” nella gestione degli affari che conferma la distanza dalla realtà che la vulgata a volte attribuisce all’intera categoria.

Di più, questo scandalo porta ulteriore dissesto nei rapporti con gli iscritti, già ampiamente sfiduciati nei confronti delle istituzioni di categoria.

Ancora, ora è con il governo e le altre casse che crescono le difficoltà: in questo periodo di crisi economica così pressante il governo ha già rappresentato la volontà di restringere i margini di libertà delle casse autonome dei professionisti. L’Enpap, anche attraverso la mossa azzardatissima di acquisire il palazzo romano, si è ampiamente discostata dal fronte unitario della altre casse di previdenza autonome (Adepp) che proprio sugli investimenti avevano indicato linee guida di trasparenza ed eticità. Ora l’intero fronte delle casse dei professionisti è più debole a seguito delle mosse azzardate di Arcicasa e Co.

L’acquisto del palazzo in via della Stamperia non è che l’ultimo atto di una lunga malgestione dell’ENPAP da parte di questa amministrazione che, non va trascurato, è espressione dell’AUPI, il Sindacato che riunisce i colleghi dipendenti. L’AUPI ha ottenuto il governo della cassa grazie alla potente macchina organizzativa che, in quanto sindacato, può permettersi di mettere in piedi con i soldi dei contributi pubblici. Con gli stessi strumenti si è assicurato per più di vent’anni il controllo della maggior parte degli Ordini Regionali degli Psicologi e del Consiglio Nazionale di cui tuttora esprime il presidente con le conseguenze disastrose per la professione che tutti conosciamo.

Lo sosteniamo da sempre: in quanto attivi principalmente attraverso un rapporto di lavoro dipendente i colleghi del sindacato non possono rappresentare pienamente la categoria dei liberi professionisti per i quali sono nati la Cassa di Previdenza e Assistenza ed il sistema ordinistico. Forse alcune scelte “poco attente” di questa gestione possono essere imputate al fatto che gli interessi primariamente rappresentati da chi è oggi al comando dell’Enpap non corrispondono a quelli dei “veri” liberi professionisti, che solo sull’Enpap possono contare per avere, da vecchi, una pensione e servizi dignitosi.

Sono Psicologo e Psicoterapeuta, tra i fondatori di AltraPsicologia (www.altrapsicologia.it). Con AP ho potuto sperimentare l’impatto che la psicologia professionale può avere quando si affaccia sulla collettività in trasformazione e propone il suo valore. Sono particolarmente interessato alle interazioni tra Psicologia, Politica ed Economia, nella convinzione che la Psicologia abbia moltissimo da dire (e da dare) intorno all’evoluzione sociale e civile ma non sia ancora riuscita a trovare i codici più appropriati per valorizzare l’apporto delle sue competenze intorno ai temi centrali del dibattito culturale e politico contemporaneo: la felicità, il bene comune, la sostenibilità, la crisi del modello consumistico.

Categoria: ENPAP

TAG: , ,

« »

Commenti

One Response to %2$s

  1. Bene, qualcosa di concreto!

    • antonia arcuri says:

      Sono d’accordo, seguo con attenzione quello che accade. Dobbiamo recuparare trasparenza, dignità e i fondi sperperati.

      • paola says:

        Mi chiedo per quale motivo non chiediate le dimissioni del Presidente?

        Dichiara lui stesso di aver effettuato quantomeno un acquisto con ingenuità….ma non ha acquistato con soldi suoi e nemmeno un pacchetto di brustoline!!!

        In questi casi si richiedono le dimissioni.

    • antonietta says:

      Salve la sfiducia non è solo verso l’Enpap
      bensì verso gli ordini degli psicologi
      che non tutelano i diritti degli psicologi:
      prima che le università di specialistica venissere definitivamente chiuse, ho chiesto più volte l’intervento dell’ordine degli psicologi
      ricevendo risposte vaghe e poco pertinenti.
      Dopo mia insistenza mi sono vista attaccare da un collega dell’ordine, che tiene cara la sedia sotto il culo !
      Io avrò sbagliato ma non si risolvono così i problemi, in definitiva le università di specializzazione pubbliche hanno chiuso e le private guadagnano fior di quattini, fornendo una preparazione alquanto mediocre e approssimativa!
      Questo è solo la punta di un iceberg!
      Che venga fuori tutto il marcio che c’è!

  2. ENZO says:

    Concordo con Fernando.
    Qualcuno comincia a fare sul serio.

  3. Denise says:

    seguo anch’io con molta attenzione

  4. Aristogatto says:

    Grazie per quanto state facendo

  5. ENZO says:

    Arcicasa parla con il corriere. Posto l’articolo.
    Ammette di essere stato ingenuo. Ragione più che sufficiente per le dimissioni.

    Corriere della Sera 5.2.12
    «Il palazzo di Conti? Io ingenuo, ma avrei perso 7 milioni»
    Il presidente Enpap: «Avevo dato la prima tranche, solo al rogito ho saputo i costi sostenuti dal senatore Sbaglia chi pensa che ci siamo divisi quei soldi»
    di Lorenzo Salvia

    ROMA — «Sono rimasto allibito quando ho visto il prezzo al quale aveva comprato il senatore». Perché ha firmato, allora? «Volevo andare via, mi stavo per alzare. Poi mi sono fermato, avremmo perso i 7 milioni di euro già versati con il preliminare». L’attuale sede dell’Ente di previdenza degli psicologi non è affatto male. Villino liberty, mille metri quadri, due magnifiche terrazze tra i pini di Roma oggi coperti di neve, zona tranquilla. «Volevamo andare in centro, a due passi dal potere, vicino al Parlamento… magari non ci fosse venuto in mente», dice Angelo Arcicasa, presidente dell’Enpap che pure dovrebbe sapere da psicologo che i rimpianti intasano il cervello e fermano l’azione.
    La storia è lo scandalo B di questi giorni, il nuovo capitolo nel fortunato romanzo sulle case della politica. Il suo ente, l’Enpap, ha comprato un palazzo vicino a Fontana di Trevi dal senatore del Pdl Riccardo Conti, che lo stesso giorno lo aveva preso quasi alla metà: 44,5 milioni di euro contro 26,5. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta, gli psicologi di tutta Italia sono imbufaliti visto che gli euro sono i loro, il senatore Conti parla di «fango ad orologeria». «Sbaglia chi pensa che ci siamo messi d’accordo e spartiti i soldi», dice Arcicasa sopportando pure un cognome che in questa storia sembra uno sberleffo. «Forse non eravamo preparati per un’operazione del genere, forse siamo stati ingenui, ma niente di più». Magari fessi, ma non ladri, ecco la linea difensiva.
    L’offerta per il palazzo vicino a Fontana di Trevi arriva nell’ottobre del 2010. «All’inizio — racconta Arcicasa — non sapevo che quella società, la “Estate due”, fosse del senatore Conti. Lui si è presentato quando abbiamo detto che eravamo interessati. E io mi sono detto, bene, c’è un senatore, un motivo in più per fidarsi. Non ci possono mica fregare». Il 31 gennaio dell’anno scorso l’Enpap firma il preliminare con la società del senatore, che poche ore prima ha comprato da un’altra società, la Fimit. E versa la prima tranche, 7 milioni. Non le è sembrata strana quella coincidenza di date? «Sì, e ho chiesto chiarimenti a Conti. Ma lui è stato sbrigativo, ha detto che non c’era nulla di strano, o facevamo così oppure niente». E Arcicasa non fa altre domande, nemmeno sul prezzo. Possibile? «Io del prezzo vengo a sapere solo quando facciamo il rogito, tre mesi dopo. E lì mi cadono le braccia». Perché? «Il notaio legge una clausola, dice che il compratore è a conoscenza delle condizioni alle quali l’immobile è stato acquistato in precedenza. E no, fermi, io non le conosco quelle condizioni». Ci vuole un po’ di tempo per trovare il contratto: «Ho dovuto insistere un po’. E quando ho visto che lui aveva comprato a 18 milioni di meno stavo per andare via». Alla fine Arcicasa decide di firmare perché l’Enpap perderebbe quei 7 milioni già pagati. «Non potevo più tornare indietro». Sta dicendo che vi hanno incastrato? «Se avessi saputo prima avrei lasciato perdere». Ma se a marzo avete scritto ai vostri soci che avevate «colto un’importante occasione»? «Quel prezzo comprendeva anche la ristrutturazione. Ed era giusto, come ci dicono l’Agenzia per il Territorio e le due perizie che abbiamo fatto fare. Non so se lo stesso discorso possa valere per l’operazione precedente, quando il senatore compra dalla Fimit di Massimo Caputi».
    Il mercato delle case è fermo. Enti come l’Enpap — che raccoglie i contributi di 40 mila iscritti e li deve far fruttare — sono tra i pochi ad avere denaro da investire: «E infatti non avete idea di quanti squali ci girano intorno. Quando abbiamo pubblicato il bando per la nuova sede ci sono arrivate più di 100 offerte». Dice di voler tornare al suo lavoro, Arcicasa, perché «curo i vecchietti, i poteri romani mi fanno paura, e da questa storia spero di uscire al più presto». Rivendete quel palazzo, allora. «E chi se lo prende più dopo tutto quello che è successo? Ci toccherà traslocare. Tra due o tre mesi i lavori dovrebbero essere finiti, mancano i tramezzi e poco altro. Speriamo bene». Anche perché il cantiere è in mano proprio alla società del senatore.

    • Cari colleghi questa è l’ennesima fregatura che prendiamo, la più clamorosa e che nel clima di mafia che viviamo non avremmo mai saputo.
      Vi state smoccolando nei vs. ovvi commenti e non vi rendete conto che un gruppo di furbetti si sta facendo i cavoli propri (come minimo dovremmo “verificare” i consiglieri enpap) con non sò quale potere. Noi non sappiamo come vengono usati i ns. soldi………….e in passato….cosa è successo mi chiedo. Non mi sembra che i grandi psicologi di internet se ne siano interessati…….siamo proprio rincoglioniti. Un altro esempio, di cui nessuno a parlato, è la sanatoria delle posizioni empap per chi ha saltato dei pagamenti. Bè io nel 2001-2 non avendo soldi non ho pagato….ed è finità nel dimenticatoio…chiaramente l’enpap si è guardata bene dal farmi sapere cosa sarebbe successo. Bè oggi mitrovo a dover pagare oltre 30000€ ossia più del 300% rispetto alla somma dovuta? qualcuno mi spieghi il senso.

  6. lucia says:

    eh, no, non si possono dare informazioni fuorvianti quando si invoca a gran voce correttezza da parte di altri.Anch’io sulla vicenda ENPAP sono in attesa di spiegazioni convincenti; anch’io mi pongo domande.
    Parli di “una lunga malgestione dell’ENPAP da parte di questa amministrazione”: documenta che la gestione é tutta, per intero, negativa!.Poi dici che l’ENPAP é espressione dell’ AUPI;e di Cultura e Professione no? Ed ancora:” L’AUPI ha ottenuto il governo della cassa grazie alla potente macchina organizzativa che, in quanto sindacato, può permettersi di mettere in piedi con i soldi dei contributi pubblici.” Ma quali sarebbero questi ” contributi pubblici che in quanto sindacato riceverebbe”? Ti rendi conto che sei al limite della calunnia, oltre che di errata informazione data a chi ti legge? Ancora:: “Con gli stessi strumenti( quindi sempre i fantasiosi contributi pubblici) l’AUPI si è assicurato per più di vent’anni il controllo della maggior parte degli Ordini …. di cui tuttora esprime il presidente con le conseguenze disastrose per la professione che tutti conosciamo”.Ma quali sono queste ” conseguenze catastrofiche?”.Criticare argomentando va bene; abbandonarsi alle calunnie e a giudizi su ” catastrofi” no.Per rispetto del significato e delle conseguenze delle catastrofi: come mi diceva una mia pz. scampata in condizioni fisiche e psicologiche terrificanti allo tsunami del 2004, “mi sento profondamente ferita e indignata quando usano questa parola per altro.Lo tsunami porta morti e io mi sento a volte colpevole di essere sopravvissuta. Rispetto”.

    Infine, la solita affermazione che denota che si ignora la funzione degli Ordini professionali:”…..la categoria dei liberi professionisti per i quali sono nati la Cassa di Previdenza e Assistenza ed il sistema ordinistico”. Non marciamo sull’ignoranza di molti, come si é fatto nell’ultima tornata elettorale per gli Ordini: gli Ordini sono nati a tutela dei cittadini e non dei professionisti.Quando un Ordine interviene per garantire la professione(non gli psicologi e le loro possibilità occupazionali)da abusivi e counselor o altro lo fa per tutelare il DIRITTO dei CITTADINI ad avere prestazioni da parte di chi é abilitato a farle.
    Non coltiviamo l’ignoranza dei colleghi su questo o siamo intellettualmente disonesti.

    Infine, non capisco questo tuo utilizzare argomenti relativi alla pensione e ai “veri” liberi professionisti.Cosa c’entra con la questione del palazzo? Rimaniamo in argomento, molto grave.Lasciamo da parte AUPI e Cultura e Professione: qui c’entra solo la coscienza, l’integrità e la correttezza personale dei protagonisti della vicenda.E’ questo che è al centro dei nostri pensieri.Naturalmente questo non significa che non si possano avanzare argomentazioni critiche sulle scelte per il futuro previdenziale degli iscritti( che peraltro, ricordo, non sono solo i liberi professionisti, ma anche i dipendenti che fanno intramoenia, che vedono abbondantemente decurtato il compenso prima dalle Aziende e poi anche dal versamento di una percentuale all’ENPAP).Che si sappia.

    Lucia Santoro, iscritta AUPI e in prudente attesa di sapere come stanno veramente le cose

    Related posts:

    • Mari says:

      Stamattina quando ho letto l’intervista rilasciata da Arcicasa al Corriere sono rimasta a dir poco basita! E fortemente indignata. Ma vi pare una linea difensiva convincente quella del Presidente? E soprattutto trovo gravissima l’affermazione: “volevamo andare in centro, vicino al potere, al parlamento..magari non ci fosse venuto in mente…” Cioè questa è la giustificazione “all’incauto” acquisto effettuato con i soldi dei nostri contibuti?????
      Occorre un’azione legale e chiarimenti seri.
      Che bel mal di pancia a breve dover pagare l’enpap…credo che rimanderò. Ci vuole un’azione di protesta concreta, collettiva.

    • Paolo says:

      Difese disperate, acrobazie argomentative, dialettica da cortile…

      “Non usate la parola catastrofe, ci sono i morti, lo tsunami…”, ma per cortesia. Queste sceneggiate lasciano il tempo che trovano.

      La maggioranza AUPI dell’ENPAP deve fornire informazioni chiarissime, precisissime, tempestive. Deve assumersi in pieno le sue responsabilità.
      Altro che “non usate la parola catastrofe perchè altrimenti non portate rispetto ai morti dello tsunami del 2004″. Se questa è l’unica argomentazione che avete, siete scivolati molto in basso. In questo momento sei tu che non porti loro rispetto, usando la loro morte strumentalmente per buttare fumo sulla questione. Vergogna.

      Di preciso: la maggioranza è 17 consiglieri AUPI al CIG rispetto agli 11 di Cultura e Professione, e al CDA 4 su 5 sono in quota AUPI. Maggioranza assoluta e schiacciante.
      Non ci prendiamo in giro, chi ha la maggioranza risponde di quello che fa, l’opposizione risponderà al massimo della mancata vigilanza sulle scelte della maggioranza. E’ completamente diverso. Ma vedo che non fai neanche una parola di autocritica. E’ sempre colpa degli altri, anche se avevate la maggioranza assoluta.
      Inizia a giustificare quello che avete fatto come maggioranza, non cercare di buttare fumo chiedendo “ma dove erano le minoranze”. Quelle stesse minoranze che dovevano fare i salti mortali per avere accesso agli atti, per via di una curiosa politica di “trasparenza interna” della maggioranza in quota AUPI, di comunicazioni a posteriori e via.

      Già che ci siamo, giustifica anche la scelta della maggioranza AUPI di imporre a tutti i colleghi una pessima assicurazione sanitaria. Giustifica i tempi di pagamento basati sulle esigenze del 10% di dipendenti pubblici già stratutelati, e non del 90% di privati senza una lira. Difendi la logica del “tuteliamo chi già sta bene, gli altri problemi loro”.
      Difendi anche questo, collega, se ci riesci. Come argomento lo tsunami te lo sei già giocato, cosa userai ? Il terremoto del Belice ?

      Professione: sai come è ridotta la professione in Italia, oggi ? Chi ha avuto la maggioranza del CNOP e di quasi tutti gli Ordini regionali per vent’anni ? Servono altre spiegazioni ?
      Sembra come Berlusconi che si lamenta che, dopo quindici anni di suo governo, se l’Italia va male è solo per colpa dei governi di vent’anni prima, e che lui è stato bravissimo ma non l’hanno lasciato lavorare.

      Contributi: i sindacalisti AUPI non ricevono i distacchi sindacali ? Non abbiamo una serie di colleghi dirigenti in giro per l’Italia che possono dedicarsi alla politica professionale ed all’organizzazione sindacale a tempo pieno, grazie al fatto che ricevono solo per quello un grosso stipendio in distacco, quindi a spese collettive ? Mi pareva di avere capito così, ma sicuramente tu lo sai meglio di me visto che sei iscritta al Sindacato.

      Collega, per una volta usa questa tua verve e indignazione per chiedere ai tuoi dirigenti sindacali maggiore chiarezza su questi movimenti, non per fare nervose difese d’ufficio, talmente fragili che peggiorano solo la situazione davanti a tutti.

    • ENZO says:

      Per Lucia:

      Perché non provi a stare sul punto?
      Nel tuo lungo post critichi le affermazioni politiche svolte su questo sito. Benissimo, è tuo diritto. Ma perchè non provi a dire qualcosa sulla vicenda del palazzo e sulla incredibile difesa di Arcicasa?

    • Ebling Mis says:

      intramoenia? come quel ladro di medico del nord che faceva aspettare secoli al popolo del ticket e riceveva subito i paganti utilizzando addirittura le strutture dello stato? ma dai…rogo subito…

    • Bè cara Lucia comincia a rispondere alla collega sulla tua posizione professionale. Poi spiegaci cosa ha fatto l’aupi per le professioni di psicologia.Io concordo pienamente con la indignazione della collega, anzi penso che ci è andata leggera. Nessuno tutela la psicologia(non passerà molto che verra inglobata con la medicina), e voi come un pò tutti vi fate solo i cavoli vs.l’ennesimo gruppo di furbetti. Si è una catastrofe, perchè non è l’unico fatto, e spero che ci si possa organizzare per poter indagare sull’enpap da quando è sorta. Il tuo sconcerto, il riferimento allo tsunami è pura ipocrisia.

  7. Aristogatto says:

    Ma una parola di autocritica sulla maggioranza assoluta AUPI che governa l’enpap, no? E la base AUPI cosa dice alla propria dirigenza che combina questi ameni scherzetti? Dicci, dicci…

  8. Rigoberto says:

    Rimango senza parole e indignato per tutta questa questione. Da sempre ho pagato tutto quello che mi chiedeva l’EMPAP perchè la ritenevo un ente serio che sanvaguarda gli interessi della professione e quindi i miei interesse. Sono soldi che guadagno con tanta fatica e ogni hanno dover versare due mila tre mila euro di contributo faccio fatica perche penso che quei soldi possono servirmi per i miei tre figli. mi sento tradito e derubato e credo sia meglio che l’attuale gestione risponda anche legalmente su questa vicenda e da tasca loro ci restituiscano i soldi mal investiti, credo che ne abbiamo abbastanza come di solito succede. E’ una vergonga. In questo momento stanno creando un danno morale a tutti noi. DEVONO RISPONDERE

  9. Gianni says:

    Arcicasa dice agli iscritti una cosa e al Corriere della Sera un’altra: ma non esiste una sola versione della verità? almeno la furbizia di inventarsi una versione unica e credibile, altro che curare i vecchietti… a lavare i cessi deve andare, così capisce che vuol dire lavorare.

  10. Donatella says:

    Solo la faccia di bronzo di un’iscritta all’AUPI poteva minimizzare le gravi difficoltà economiche in cui versano migliaia di psicologi italiani da anni. Mi piacerebbe che Lucia ci chiarisse se è una libero professionista che si spacca in quattro per far quadrare il proprio bilancio, o se ha un posto fisso e sicuro in qualche ente pubblico. In quest’ultimo caso, ci dica anche se ha scelto come unico ente pensionistico l’ENPAP, o se versa metà dei contributi all’inossidabile Inps

    • lucia says:

      considerato che i miei commenti non sono piaciuti ad alcuni di voi per motivi vari e che sono stata variamente apostrofata mi ritiro in buon ordine e continuo ad attendere che la Magistratura e la Guardia di Finanza ci chiariscano la vicenda.

      lucia

  11. Maurizio says:

    I costi di ristrutturazione. Se non sbaglio, Arcicasa ha dichiarato che i 18 milioni di euro, corrispondenti alla differenza tra il prezzo pagato dall’Enpap (44,5 milioni) e il prezzo pagato dal mediatore, nonchè senatore Pdl, (26,5 milioni), sarebbero da imputare alla ristrutturazione dell’immobile. Se questo è vero, domando : quanto costa ristrutturare questo immobile? Alla Camera di commercio di Roma hanno certamente delle tabelle relative ai costi al mq. Basta chiedere. Facciamo comunque due conti. Dobbiamo ristrutturare circa 2.000 mq. Suppongo infatti che il piano terra, circa 950 mq occupati da una banca, sia quanto meno già ristrutturato. Bene. 18 milioni diviso i restanti 2.000, mq fa 9.000 euro al mq. Nella citta storica dove io esercito un’ottima ristrutturazione di un edificio storico di pregio costa dai 1.000 ai 2.000 euro al mq. Stando sul valore massimo, c’è una differenza di 7.000 euro al mq.
    Se invece i 18 milioni non sono imputabili alla ragione di cui sopra, domando : a cosa servono le perizie di parte e le valutazioni ufficiali sbandierate se l’immobile può costare 26,5 milioni di euro alle 11.00 del mattino e 46,5 milioni di euro alle tre del pomeriggio?
    Maurizio

  12. Maurizio says:

    Uno psicologo dipendente dello stato non dovrebbe avere nulla a che fare con la cassa dei liberi professionisti, anche se fa qualche versamento. Il fatto che l’Aupi gestisca l’Enpap è una cosa assurda, logica conseguenza del fatto che un sacco di nostri colleghi dipendenti statali ci fanno concorrenza sleale con la storiella della extra moenia e con tante altri pietosi stratagemmi burocratici. C’è slealtà e ipocrisia.

  13. antonella T says:

    Come libera professionista (privata) che combatte ogni giorno la molteplicità di variabili che questo lavoro appassionante comporta mi chiedo come può qualcuno che ha uno stipendio fisso pubblico venire a dettare startegie per la professione e previdenziali ed assistenziali a chi, come me, non ha nulla a che fare con loro.
    Io metterei fuori dal Ns Ente chi non è Libero professionista o lo fa per arrontondare uno stipendio fisso, che cavolo!, come può capire le esigenze di chi vive su altri territori di lavoro.
    Penso che molte delle scelte azzardate, che sono contenta abbia trovato strade legali e giuridiche, dipendano da questo divario di interessi e situazioni tra loro completamente diverse.
    L’Enpap non è nato per liberi professionisti, non sarà libero professionista nel suo quotidiano chi riceve uno stipendio fisso e nel clima generale attuale????

  14. Piergiorgio says:

    Solo una precisazione sull’articolo. L’AUPI cura gli interessi degli psicologi dipendenti dalle ASL. Di tutti gli altri dipendenti da altre Amministrazioni pubbliche o private, non se n’è mai curato.

  15. Pingback: Cronaca di uno strano acquisto « Psicologia Sistemica

  16. Donatella says:

    Vi è arrivata la comunicazione del CNOP sottoscritta da tutti i Presidenti degli Ordini regionali? L’avete letta? Sono stati carini ad indignarsi un poco anche loro! Ma sempre con riserva: prima gli inquirenti dovranno provare che si è trattato di un reato

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>