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Essere “Psicologi”: che fare?

Diciamo la verità: del sopraggiungere delle elezioni ordinistiche la maggior parte degli Psicologi non si accorge nemmeno.

La media dei votanti alle elezioni ordinistiche (come a quelle per l’ENPAP, d’altronde) è a malapena intorno al 25% degli aventi diritto, ad essere ottimisti. Assolutamente eccezionale il fatto che si raggiunga il quorum necessario alla validità delle elezioni in prima convocazione (il 30%).

Onestamente agli Psicologi non frega granché di chi c’è all’Ordine: probabilmente la maggioranza dei colleghi non sa neppure chi sia il Presidente del Consiglio Nazionale e, sinceramente, è difficile capire, per chi si arrabatta in tre-quattro lavori diversi per sopravvivere – spesso ai margini della professione – a cosa servano gli Ordini.

Formalmente sappiamo tutti che per “essere” legalmente Psicologi in Italia occorre essere iscritti agli Ordini territoriali. Ma per la maggioranza gli Psicologi la funzione concreta del loro Ordine si esaurisce nella distribuzione di carissimi gadget: tra i 145 i 155 Euro all’anno sono veramente tanti per avere la buca delle lettere intasata da materiale solitamente inutile o ridondante. E su questo punto possiamo rassicurare i colleghi: nelle prossime settimane, in vista delle elezioni, gli attuali maggiorenti faranno piovere ancora una volta, a casa degli iscritti, “agendine”, “calendarietti”, “libricini” e “diplomini” e “rivistelle” con preziose finalità di marketing della casta attualmente al governo della professione.

Siamo convinti, invece, che abbiamo negli Ordini e nella “Legge Ossicini” (la n.56 del 1989) che li istituisce, un indispensabile catalizzatore della crescita, sociale ed economica, della Psicologia professionale e che questa funzione sia stata finora bistrattata soprattutto per garantire la continuità dell’assetto predatorio che ha caratterizzato i primi venti anni di Professione Psicologica in Italia.

Venti anni (1989-2009) passati dai governi della professione a garantirsi la perpetuazione di posizioni di privilegio assolutamente autoreferenziali: a coltivare clientele ed orticelli, a godere di prebende e gettoni, a massimizzare periodi di aspettativa e scatti di carriera nei servizi pubblici (da cui proviene gran parte dell’ormai vetusta classe dirigente della professione), dimentichi delle necessità di coloro per i quali è stata pensata l’istituzione della legge 56/89, i liberi professionisti, per i quali le funzioni di INFORMAZIONE, TUTELA E PROMOZIONE DELLA PSICOLOGIA sono vitali, necessarie alla stessa sopravvivenza professionale.

Abbiamo avuto molte occasioni per analizzare, su queste pagine, i problemi della nostra categoria:

  • le nostre competenze professionali sono vampirizzate da pseudo professionisti (counselor, coach, consulenti filosofici, mediatori di varie specie) che professano una loro presunta competenza sovrapponibile alla nostra a prezzi più bassi e a poco sforzo;
  • i settori innovativi e a maggiore potenziale di evoluzione di mercato (la psicologia sociale applicata, in primis) sono reietti e dimenticati a favore di un approccio clinico ormai assolutamente inflazionato ma funzionale a garantire gli interessi economici di chi con la formazione clinica fa soldi a palate infischiandosi del destino dei suoi allievi;
  • la politica e le istituzioni non si accorgono di noi perché di noi non sanno nulla e le proposte più interessanti per la professione e la società giacciono abbandonate nelle aule parlamentari (vedi la legge sulla Psicologia Scolastica, ferma ormai da quattro legislature) oppure si aggiornano restringendo ulteriormente gli spazi operativi per gli Psicologi (vedi la recente normativa per gli organici delle Comunità Terapeutiche del Lazio che riduce appena a due gli Psicologi operativi ogni venti pazienti);
  • i cittadini poco o nulla sanno degli Psicologi – al di fuori delle battute da talk-show e delle baggianate sparate ai fini dell’audience – e di certo non sono messi in grado di orientarsi compiutamente tra Psicologi, Psicoterapeuti, Psicanalisti, Counselor, Psichiatri, Naturopati, Pranoterapeuti;
  • lo Stato Sociale continua a tagliare i finanziamenti a scapito della qualità degli interventi e del reddito dei colleghi che lavorano nel Terzo Settore senza che nessuno faccia presente il valore aggiunto (anche economico) che la nostra professione può portare al benessere pubblico …

Sulle pagine di www.AltraPsicologia.it trovate, purtroppo, una lunghissima casistica di situazioni in cui L’IGNAVIA del governo della professione ha portato al declino del riconoscimento delle nostre competenze.

Tutto questo mentre i numeri degli iscritti sono tali da far tremare i polsi: siamo ormai quasi 80.000, gli Psicologi in Italia. A Roma abbiamo circa uno Psicologo ogni 300 abitanti: lo Psicologo (inconsapevole) di Condominio è già una realtà!

E altri 75.000 circa sono ad oggi gli studenti iscritti ai 27 Corsi di Laurea in Psicologia attivi nel Paese: contando che si laurei annualmente il 10% di essi e che (come oggi accade) l’Esame di Stato venga superato dal 95% degli esaminandi avremo più di 100.000 Psicologi in Italia fra tre anni, quando in tutta Europa ce ne sono, complessivamente, 200.000.

Il governo di questa complicatissima situazione spetterebbe agli Ordini degli Psicologi ma finora il massimo della loro attivazione si è visto solo in basse beghe di condominio tra correnti e gruppuscoli di potere, tutte autoriferite.

BASTA con l’indolenza e con questa tragicomica “sospensione dell’azione” in cui la politica della professione si è chiusa: oggi, per uscire dai miasmi e per crescere nella società c’è bisogno di IMPEGNO DISINTERESSATO, di PROPOSTA COSTRUTTIVA, di CONCRETEZZA.

Per FARE questo è nata AltraPsicologia.

In cinque anni di attività, completamente volontaria:

IMPEGNO DISINTERESSATO,

PROPOSTA COSTRUTTIVA,

CONCRETEZZA

sono da portare negli Ordini degli Psicologi.
Questo c’è da fare!

E per questo ti invitiamo a votare alle elezioni ordinistiche di dicembre 2009/gennaio 2010, anche se finora non ne hai capito bene la ragione.

PERCHÉ ABBIAMO BISOGNO DEGLI ORDINI?

PERCHÉ FINORA NON HANNO FUNZIONATO?

COSA SI PUO’ FARE PER RILANCIARE LA PROFESSIONE?

Sono informazioni che puoi trovare nei nostri articoli su www.altrapsicologia.it.

VOTA e, se ti convinciamo, vota per noi candidati di ALTRAPSICOLOGIA piuttosto che per i parrucconi e gli altri membri della casta ordinistica cui dobbiamo gran parte delle difficoltà attuali della professione di Psicologo.

CHIEDI DI VOTARE PER CORRISPONDENZA
È SEMPLICE E VALE DOPPIO
!

Nel senso che il voto esercitato per posta in prima convocazione viene conteggiato e validato anche in caso si vada alla seconda convocazione per il mancato raggiungimento del quorum.

Per AltraPsicologia
Felice D. Torricelli

Sono Psicologo e Psicoterapeuta, tra i fondatori di AltraPsicologia (www.altrapsicologia.it). Con AP ho potuto sperimentare l’impatto che la psicologia professionale può avere quando si affaccia sulla collettività in trasformazione e propone il suo valore. Sono particolarmente interessato alle interazioni tra Psicologia, Politica ed Economia, nella convinzione che la Psicologia abbia moltissimo da dire (e da dare) intorno all’evoluzione sociale e civile ma non sia ancora riuscita a trovare i codici più appropriati per valorizzare l’apporto delle sue competenze intorno ai temi centrali del dibattito culturale e politico contemporaneo: la felicità, il bene comune, la sostenibilità, la crisi del modello consumistico.

Categoria: Ordine Psicologo Lazio

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