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Finalmente un contributo per i genitori dall’ENPAP!

Ci eravamo lasciati qualche settimana fa con la notizia che l’ENPAP aveva deliberato un intervento di sostegno alla maternità che a nostro avviso faceva acqua da tutte le parti. In particolare, era indirizzato ad un sottogruppo di iscritte, nemmeno bene individuate, e non all’universalità dei genitori [Se vuoi, leggi l’articolo QUI]

Avevamo fatto in consiglio una controproposta: che l’assistenza alla genitorialità fosse riconosciuta come un principio universale verso tutti gli iscritti, uomini e donne. Una proposta che per noi ha radici antiche: il nostro presidente di Altrapsicologia Felice Torricelli ne parlava già in un articolo programmatico nel 2008.

Con noi anche altri colleghi, appartenenti ad un Gruppo di Lavoro sull’Assistenza, avevano mosso in consiglio proposte simili.

Oggi possiamo dire che ci siamo riusciti: il CDA dell’ENPAP, raccolte le osservazioni manifestate nello scorso consiglio, ha proposto un intervento di assistenza rivolto alla genitorialità, che prevede il rimborso di alcune spese documentate sostenute dagli iscritti diventati genitori, durante tutto il primo anno di vita del bambino.
I particolari (requisiti di reddito, spese rimborsabili, etc) saranno definiti in bandi specifici, ma il principio è finalmente passato ed è qualcosa che ci caratterizza come cassa per professionisti.
Votato nel Consiglio di Indirizzo Generale di oggi, 25 Novembre 2011, ha ottenuto il nostro voto favorevole.

Ci sembra un provvedimento importante per una categoria come la nostra, composta per circa il 50% da professionisti che non superano i 40 anni di età, per circa l’80% da donne, con redditi mediamente non elevati: tutte condizioni che portano in primo piano per l’ENPAP la necessità di occuparsi dell’assistenza alla genitorialità, uno degli eventi della vita più importanti e frequenti per i nostri iscritti.

Ma questo è anche il segnale di quanto sia importante per le singole categorie professionali di avere propri enti previdenziali specifici, con consigli elettivi che possano dibattere fra loro a rappresentanza dei colleghi: solo con questa strutturazione è possibile adattare il più possibile i modelli di previdenza e assistenza alle caratteristiche dei veri proprietari delle casse previdenziali private: i professionisti.

Senza una cassa previdenziale privata per gli psicologi, non sarebbe possibile per gli psicologi decidere interventi di questo tipo: dovremmo attendere i tempi biblici dei grandi entri previdenziali di stato. Senza la nostra autonomia, dovremmo ballare al passo uniforme dell’intera popolazione di lavoratori e pensionati italiani, distante da noi per caratteristiche demografiche, di reddito, di tipologia professionale.

Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Raffaella Gonella says:

    Avrei bisogno di notizie aggiornate su questa iniziativa. è attiva attualmente? dove trovo il bando? sul sito dell’Enpap non vi è traccia
    grazie

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