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Giorni, settimane, mesi e anni del benessere psicologico

Non è il primo post che scrivo su temi di marketing della professione. Ho addirittura scritto un non-post. Oggi, preso da nuovi stimoli, vorrei riprendere brevemente il tema.

Partiamo da alcuni fatti: fioccano ormai ovunque le settimane e i mesi del benessere psicologico. Sono ormai anni che si ripetono, che ritornano, mi si permetta, più uguali che mai. Giusto ieri, assistendo al consiglio dell’Ordine di cui faccio parte, quello piemontese, si discuteva se ampliare l’ormai consolidato format della Settimana del Benessere psicologico, al Mese del Benessere Psicologico. Ed ecco l’illuminazione!

Ora, qui non vorrei tanto dedicarmi alla disamina di queste iniziative, che in verità possono anche essere pregevoli, quanto piuttosto sviluppare ulteriore innovazione sul tema dei nuovi format spazio temporali per promuovere la professione. Siete pronti?

Eccovi i nuovi format che abbiamo immaginato per voi:

  • L’anno del benessere psicologico: un intero anno da dedicare al benessere, con eventi, incontri e, ovviamente, studi aperti, spalancati, tutti i giorni, per tutto l’anno.

  • Il Ventennio del Benessere Psicologico: di fosca memoria ma, d’altro canto, non lavoriamo sulla memoria? Per alcuni sarà un trauma, ma non per tutti. Preparate gli studi, specie quelli in montagna.

  • Il Secolo del Benessere Psicologico: se sia un secolo breve non si sa ancora. Pare che molti psicoanalisti della vecchia guardia abbiano molto apprezzato codesto format: “Finalmente possiamo lavorare con calma. Non se ne poteva più di questa deriva efficientista delle terapie brevi“.

  • Il Cenozoico del Benessere Psicologico: non sai cosa sia il Cenozoico? Tranquillo, hai tempo per capirlo e per organizzarti. Ma non fossilizzarti.

  • I 10 anni Luce del Benessere Psicologico (con destinazione Alpha Centauri): per sapere quanto dura, prendi la velocità della luce, e moltiplica per il fattore K. C’è sempre un fattore K. Alla fine dei 10 anni luce, girati. Potresti vederti tornato bambino. Lo spazio tempo fa miracoli. Altro che regressione. Occhio però. Se torni indietro devi ripartire dal via: materne, elementari, medie, superiori, psicologia, l’anno di tirocinio, la scuola di psicoterapia … Vabbè, facci poi sapere se c’è lavoro su Alpha Centauri.

Questo fin qui il lavoro prodotto. Ci siamo dedicati ad una serie di eventi che puntano lontano nel tempo e nello spazio ma,  vi anticipiamo, stiamo già lavorando alla versione micro: l’Attimo del Benessere Psicologico è alle porte. Ovviamente, siamo aperti a nuove idee, e se vorrai, potrai condividerle qui nei commenti.

 

Ho 40 anni, di mestiere faccio lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni e lo psicoterapeuta. Lavoro come consulente per aziende multinazionali e italiane. Gestisco un centro clinico a Torino. Ho in piedi diversi progetti con diversi colleghi sparsi per l'Italia. Gestisco numerosi siti e blog anche non strettamente di psicologia. Non riesco a fare tutto quello che mi piacerebbe fare, ma in fondo è meglio così. Sono appassionato di rugby e sposterei le montagne pur di potervi ancora giocare.

Categoria: Blog

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Luca Pezzullo says:

    Ale, sei un grande :-)

    E, aldilà dell’ironia, il secondo livello di lettura del tuo articolo-provocazione è assolutamente condivisibile.

  2. luca says:

    simpatico davvero, complimenti. Il sarcasmo spesso sveglia più delle critiche, purchè l’encefalogramma della categoria non sia piatto….e il dubbio viene.

  3. Roberta says:

    Ecco perchè in Lombardia ci occupiamo della CULTURA psicologica, e non solo del benessere.. Una bella ventata di novità! Almeno stiamo contribuendo a scoprire nuovi pianeti?!?
    http://festivalculturapsicologica.com

  4. Questo post mi ha strappato un sorriso sincero e amaro allo stesso tempo, essendo io spesso coinvolto in iniziative del genere. La prima volta che ho aderito a un mese del benessere l’ho fatto con lo spirito ingenuo di chi, all’inizio della sua professione, crede che l’impatto sul territorio di simili progetti sia seriamente significativo. Credevo sinceramente di poter contribuire così alla diffusione di un’immagine positiva della categoria e della cultura psicologica, e magari ricavarne anche un po’ di lavoro. Col tempo ho ben dovuto ridimensionare le mie aspettative: l’impatto sulla comunità di questi progetti è assai basso; le opportunità di lavoro che generano sono talmente sporadiche che molti dei partecipanti restano spessissimo a bocca asciutta, pur magari contribuendo più di altri all’iniziativa.
    Eppure, io continuo a partecipare a questi progetti. Perchè del buono l’ho trovato. Se ben organizzati aiutano a creare una rete tra i colleghi: io in queste partecipazioni ho costruito strettissimi legami di colleganza e anche di amicizia con numerosissimi psicologi e terapeuti del mio territorio. Inoltre è attraverso questi lavori che ho creato contatti con istituzioni del territorio: consigli di quartiere, assessori, qualche giornalista, dirigenti scolastici… contatti tutti assai preziosi, per la mia vita professionale.
    Ancora: se pure l’impatto sulla comunità è spesso assai esiguo, devo dire che non è nullo. Allora se si partecipa con la giusta quota di aspettative sui risultati, di soddisfazioni se ne ricavano.
    Infine, devo dire che personalmente apprezzo anche come queste iniziative spesso permettano ai colleghi più giovani e magari più insicuri di esporsi, supportati dal fatto di far parte di un’organizzazione, e sperimentarsi nel loro avvio professionale, magari come relatori in conferenze con un pubblico esiguo, ma sufficiente a costituire una sfida a chi si sente meno avvezzo ad avere i fari puntati addosso. I nostri tirocini formativi spesso sono così poveri che molti colleghi hanno davvero ancora bisogno di esperienze guidate in un contesto protetto e supportivo, all’inizio della carriera, per trovare il coraggio di lanciarsi.
    Ora, le mie sono considerazioni estremamente generali ed opinabili, ma credo che non sia una brutta strada da percorrere, quella tracciata da queste iniziative. Certo, se fossero meno numerose, meno sparpagliate territorialmente e temporalmente, più visibili alla comunità, non guidate da interessi politici di categoria, più realisticamente programmate… etc. etc… sarebbe tutto un altro andare.
    I miei dubbi li ho, altrimenti non sarei stato tanto colpito da questo post, che mi fa molto pensare.
    Mi permetterò di rubare l’idea durante uno degli incontri che farò a ottobre proprio in occasione di un mese del benessere: proporrò un Wharoliano quarto d’ora del benessere psicologico per cercare provocatoriamente di far spuntare fuori qualche riflessione più libera e sincera dal pubblico che vorrà esserci.
    In ogni caso, io in questi incontri mi diverto e sto bene con chi viene a partecipare. E mi sembra la cosa sia reciproca. Tanto mi basta.

    • Caro Riccardo, la mia non voleva essere una critica tout cour,e l’ho espresso chiaramente. Sulla “stanchezza” dei nostri modelli di intervento e di promozione con e nel territorio ci sarebbe molto da dire. Credo tu abbia però bene individuato le potenzialità del fare rete e del fare promozione. Quindi ti faccio i miei complimenti. Detto ciò, a dirla tutta, l’idea per scrivere questo post, è partita da un gioco, quello di immaginare l’iperbole dei nostri tradizionali modi di promuoverci.

      Ti auguro un buon lavoro

  5. Mi era sfuggito questo post.
    Però quest’anno l’iniziativa di psycommunity grazia alla web startegy ha portato ottimi frutti. Abbiamo applicato le conoscenze del webmarketing per elaborare una Social Media Strategy.
    Grazie della dritta: vado a registrare l’Astro Social Strategy per quando arriveremo su Alfa Centauty. Daltronde è sempre più evidente che qui siamo in Omega Centaury.

  6. mariapia lenzi says:

    C’è anche l’Attimo Fuggente del Benessere psicologico, ovviamente solo per gli Psicologi ufficialmente riconosciuti: attenzione non è un medicinale, potrebbe sviluppare effetti indesiderati, nel qual caso prendetevela con il fattore K.

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