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Counselor e articolo 21 in Campania

Diciamo “basta!” al proliferare di corsi di counselling aperti a non psicologi.

Cari/e colleghi/e psicologi, psicoterapeuti, specializzandi, nella nostra regione ci sono 28 scuole di formazione in psicoterapia riconosciute dal Ministero.

Di queste, ben 13 (quasi il 50%) formano parallelamente pseudoprofessionisti (leggasi counsellor) che non hanno bisogno di fare, rispettivamente:
- 5 anni di formazione universitaria
- 1 anno di tirocinio post-lauream
- esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione
- iscrizione all’Albo degli Psicologi
- 4 anni di scuola di specializzazione (con tirocinio annuale)
- iscrizione agli elenchi degli Psicoterapeuti (art. 3 L.56/89)

e che vorrebbero lavorare su disagi di origine psichica!!!!

 Questa è la definizione che ne dà la SI.CO.

Come vi sentite quando investite almeno 10-11 ANNI IN UNA FORMAZIONE CHE COSTA NON MENO DI 15.000 EURO e poi vi ritrovate counsellor che pretenderebbero di lavorare sugli stessi disagi?

Il nostro Ordine finora ha fatto finta di niente, ha chiuso un occhio (ma anche due) mentre le scuole continuano imperterrite a sfornare pseudoprofessionisti a go-go.

Con la linea tracciata dalla recente modifica dell’art.21 del Codice Deontologico, il nostro Ordine ha il DOVERE di attivarsi per la sua applicazione.

Ricordo che la nuova versione dell’art.21 definisce grave” insegnare strumenti a chi psicologo non è: il colloquio, i test e le tecniche terapeutiche come lo psicodramma, l’ipnosi, l’analisi transazionale, la gestalt.

E chi ne paga le conseguenze?

Gli psicologi e l’utenza.

La domanda nasce spontanea allora:

Cosa farà, da oggi in poi, il nostro Ordine regionale

nei confronti delle scuole di psicoterapia che formano cousellor?

Come agirà l’Ordine nei confronti dei colleghi che, in barba agli artt. 8 e 21 del CD, insegnano strumenti esclusivi dello psicologo in questi corsi.

La notizia dei risultati del referendum e della modifica al Codice Deontologico è datata 10 luglio (QUIil link al sito dell’Ordine Nazionale) e ad oggi, 26 settembre, mentre scrivo queste righe il nostro Ordine Regionale non ha nemmeno aggiornato il Codice Deontologicopubblicato sul sito internet (risultano aggiornati solo gli Ordini del Lazio, Sardegna, Sicilia)

UNA RICERCA SULLE SCUOLE DI PSICOTERAPIA CHE FORMANO COUNSELLOR

Nel frattempo, sull’articolo 21, noi di AltraPsicologia non siamo rimasti a guardare. Anzi. Con pieno spirito collaborativo, ci siamo messi al lavoro e, parallelamente ai gruppi di altri Ordini regionali, abbiamo prodotto una ricerca, soltanto con le informazioni rintracciabili on line, che è partita da una semplice domanda:

 Quali tra le scuole di psicoterapia presenti sul territorio campano si occupano anche di formazione di counsellor?

A questo link potrete trovare i risultati di questa nostra ricerca la quale, ovviamente, è stata inviata al nostro presidente e a tutti i consiglieri dell’Ordine Psicologi Campania.

Cosa se ne faranno? Non possiamo saperlo. Il nostro lavoro lo abbiamo fatto; ora, in teoria, tocca al nostro Ordine. Attendiamo fiduciosi.

Ho 44 anni, faccio lo psicologo e lo psicoterapeuta. Lavoro come libero professionista. Sono socio fondatore dell'associazione ABIO Napoli Onlus e docente nei corsi di formazione per aspiranti volontari.
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Commenti

One Response to %2$s

  1. Andrea D'Alpa says:

    Non consideriamo solo i counselor, consideriamo SOPRATTUTTO chi li sforna (non dico chi li forma perchè credo sia eccessivo). Pubblichiamo il nome delle scuole miste per psicologi e counselor, boicottiamole, interpelliamole, e non accontentiamoci del fatto che loro spiegano bene la differenza tra counselor e psicoterapeuta, perchè i counselor la imparano per definizione ma, in linea di fatto, non sanno distinguere i confini e “fanno” il nostro lavoro.

    • Concordo Andrea ma credo che non dobbiamo confondere la psicologia con la psicoterapia.
      Che il counseling non sia psicoterapia è evidente, ma nessuno finora ha saputo differenziare il counseling dalla psicologia…
      Probabilmente perché il counseling non può che essere psicologico.

  2. paolo catocci says:

    se le altrettanto numerose facoltà di psicologia (sorte come funghi per attrarre iscritti e non per formare psicologi all’altezza)sapessero insegnare un pò di psicologia che ..tanto per ricordarlo è costituita dalle modalità di apprendimento ,stili di percezione della realtà( differenziata dallo studio del Reale);memoria, intelligenza e relativi test di valutazione ecc..se non siamo stati capaci di far questo non ci può essere orgoglio professionale e allora si prende quello che viene e si fà quello che capita. Arrivederci

  3. paola says:

    sono anni che combatto contro improbabili figure professionali che non hanno la minima idea di come trattare patologie profonde eppure vi si avventurano, lascaindo i malcapitati in un dolore ancora peggiore.
    Un’aica psichiatra mi ha confidato di svariati casi di ricoveri in spdc di persone seguite da counselor… è ora di chiarire una volta per tutte che non si può giocare allo psicologo con la vita e la salute delle persone!!

  4. Alessandro says:

    Se questi sono i dati mi sembrano davvero inquietanti.

    Mi preoccupa molto anche l’idea che in una sola regione ci siano ben 28 scuole di psicoterapia! Assurdo data la scarsità di domanda professionale che ci sia un’offerta così ampia.

    Quali sono invece i dati delle altre regioni italiane? Credo che in tanti si mettano a formare counselor poichè in questo modo si vede che sopperiscono alla penuria di allievi!.

    Ottimo articolo comunque che sottolinea l’insufficienza formativa dell’Ordine degli psicologi attuale.

  5. Luca Pezzullo says:

    In Italia ci sono oltre 300 Scuole di Psicoterapia, che possono avere un output teorico di circa 6.000 psicoterapeuti all’anno. Basta moltiplicare per 5-6 anni….

    Negli ultimi anni quasi tutte le Scuole – a seguito della crisi, e del “sovraffollamento professionale” in ambito psicologico – hanno conosciuto una forte deflessione del numero di iscritti; da cui, forse, per alcuni l’interesse ad ampliare la formazione offerta verso anche figure non ordinate… andando però così a diventare molto ambivalenti rispetto al proprio mandato formativo: formo psicologi a diventare psicoterapeuti, o formo chiunque a fare non si capisce bene cosa?

    Le Scuole, su questo, devono assumersi una responsabilità sia etica che formativa; alcune lo fanno (con grande coerenza), altre forse meno.
    Ma la scelta, e le relative responsabilità professionali, passano sempre da ciascuno di noi…

  6. Per troppi anni la nostra politica professionale e la nostra “cultura” è stata orientata solo dall’interesse per il sanitario e la cura e abbiamo dimenticato (più o meno volutamente, visto che poi a formare questi counselor sono gli stessi che ci chiedono 15mila euro per la specializzazione) gli altri atti tipici dello psicologo, facendoceli letteralmente scippare da altre professionalità.
    Per ogni counselor che pensa di poter avere a che fare con il disagio psicologico, c’è ahimè uno psicologo che l’ha convinto di questo. Ed è ora che ci prendiamo questa responsabilità e ci comportiamo di conseguenza.

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