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Pillola blu o pillola rossa?

Arrivo a Mestre la sera del 16 luglio pronto per partecipare ad un altro Consiglio dell’OPV.

La riunione è fissata per le 18.00, entro alle 17.50 e trovo tutti i consiglieri già seduti attorno al tavolo, intenti a scambiare opinioni sui punti del giorno che si devono discutere. Sul tavolo sei/sette piatti di frutta fresca tra cui ciliegie, fragole e pesche.

Insieme a me sono arrivati altri due colleghi, anche loro curiosi di partecipare; anche per loro non c’è necessità di delibere a norma di regolamento per la loro partecipazione. Sono soddisfatto.

Ore 17.55 il Presidente richiama l’attenzione dei consiglieri per iniziare i lavori. Si comincia!

Il Presidente prende la parola e dice che si può passare al primo punto dell’ODG: in pochi minuti vengono letti i passaggi principali ed i consiglieri, per alzata di mano, approvano con voto unanime.

Si passa al secondo punto e interviene un consigliere affermando che i prossimi cinque punti sono già stati ampiamente discussi nei precedenti incontri nonché nei minuti che hanno preceduto il presente consiglio. C’è grande accordo sui temi e ogni punto viene letto ed approvato.

Detto fatto si affrontano gli altri argomenti molto velocemente e con chiarezza. Si prosegue fino alle 20.30 e in questo lasso di tempo vengono approvati altri 10 punti dell’ODG!

Si decide di fare una pausa per la cena (a cui siamo tutti invitati) fino alle 21.00 e poi si procede lettura e approvazione degli altri 5 punti dell’ODG. Certo, ne mancherebbero altri 6, “Ma il lavoro fatto finora”, conclude il Presidente, “è più che soddisfacente”. Applauso finale di tutti i presenti, me compreso.

Sono ormai le 22.00, e tutti ci salutiamo augurandoci una buona estate. Il prossimo consiglio è convocato per settembre, data in cui si discuteranno i restanti 6 punti e porteranno avanti nuove iniziative per lo sviluppo e la tutela della professione.

-MI SVEGLIO DI SOPRASSALTO. ERA TUTTO UN SOGNO-

Il collega sulla cui spalla mi ero appoggiato dopo essermi addormentato per la noia richiama la mia attenzione. Ma allora era tutto un sogno quanto detto fino a qui?!?

A quanto pare sì. Mi sveglio e mi guardo attorno, sono le 19.00 e si sta ancora decidendo se possiamo partecipare al consiglio. A norma di regolamento nella stanza non ci potrebbe stare più di un determinato numero di persone.

Non mi addentro nel raccontare di preciso di cosa si sia discusso (o non discusso?) ma di certo non ho visto progressi dal precedente consiglio. Anzi.

C’è di più, non sono stato nemmeno salutato, né quando sono arrivato né tantomeno quando me ne sono andato. Direi che l’accoglienza da parte di alcuni (non mi permetto di dire chi per rispetto) non è stata delle migliori. Come se dessi fastidio. Talvolta non serve essere psicologi per capirlo. La maggior parte dei presenti, invece, mi ha salutato cordialmente.

Un punto che ricordo con precisione e su cui si è aperto un ampio dibattito è quello relativo a “Speranza al lavoro”, cooperativa che si occupa di sostegno psicologico agli imprenditori in difficoltà.

Bene, penso, finalmente si parla di promozione della nostra professione. Vengo subito deluso in quanto capisco che OPV sarà una sorta di veicolo che indirizzerà i colleghi verso questa cooperativa per offrire un primo colloquio gratuito agli imprenditori e la possibilità di un secondo sempre gratuito.

Promozione della professione?? Sorgono numerosi dubbi. Di certo i fondi stanziati dalla Regione Veneto per finanziare il progetto fanno pensare che qualcuno ci guadagnerà, ma chi? Come verranno ripartiti? Chi pagherà e soprattutto –quanto verranno pagati- i colleghi che si presteranno ad offrire le proprie competenze? Chi fa parte di questa cooperativa?

Me ne vado verso le 21 e 30 sia perchè la discussione sui casi di deontologia professionale si sarebbe protratta per alcune ore che per il fatto di sentire un certo languorino allo stomaco…

Ho 35 anni, sono psicologo e amo questo lavoro. Soprattutto mi piace la possibilità di utilizzare le competenze acquisite negli anni in diversi ambiti. Sono molto curioso ed amo sperimentare e conoscere i differenti aspetti dell’esistenza, la psicologia mi ha fornito un nuovo filtro attraverso cui osservare. Credo che possiamo dare un contributo concreto alla società, di sicuro non nel modo in cui ci hanno proposto finora i nostri rappresentanti.

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