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Psicologi e DSA in Lombardia. La perseveranza di AltraPsicologia premia Psicologi e Cittadini

L’articolo analizza il ruolo di AltraPsicologia all’interno dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia in riferimento alle modifiche normative sulla diagnosi e il trattamento dei Disturbi dell’Apprendimento. La perseveranza dei Consiglieri di AP eletti all’Ordine ha consentito un importante successo a livello di tutela dell’autonomia professionale degli psicologi.

In un precedente articolo di Mauro Grimoldi (inserire link all’articolo di Mauro Grimoldi Psicologi lombardi e DSA: nel palazzo di vetro è vietato l’ingresso) sottolineavamo che nonostante gli sforzi di AltraPsicologia (AP) tramite l’Ordine degli Psicologi della Lombardia (OPL), la Regione Lombardia non cambiava direzione sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), esautorando gli psicologi da un loro ambito diagnostico e di intervento.

Ebbene, lo scenario è completamente cambiato, grazie anche all’intransigenza di AP.

Ma partiamo dall’inizio. Dopo un lungo e tormentato iter legislativo, il 2 novembre 2010 entra in vigore la Legge 170/10 “Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”. Obiettivo della legge è quello di migliorare la qualità della vita degli studenti con DSA, favorendo il successo e l’integrazione scolastica.

L’Ordine lombardo ha più volte chiesto alla Regione delucidazioni in merito all’attuazione della legge 170/10, in particolare per ciò che concerne la possibilità per i liberi professionisti di effettuare valutazioni dei DSA e di rilasciare la relativa certificazione. Si arriva a luglio 2011 quando la Regione emana le sue disposizioni attuative che stabilivano che la diagnosi di DSA può essere effettuata dai Servizi di Neuropsichiatria (UONPIA) o da operatori di strutture specialistiche. Si ritengono, inoltre, necessari per la diagnosi: 1) la presenza di un’equipe multidisciplinare (neuropsichiatra infantile, psicologo, logopedista); 2) una procedura di diagnosi in linea con quanto stabilito in un’apposita Consensus Conference in materia di DSA.

E’ un duro colpo per gli psicologi. Dopo anni che si occupavano della diagnosi e del trattamento dei DSA in modo autonomo, all’improvviso non sono più abilitati a farlo. Inoltre, la certificazione dei DSA diventa per le famiglie estremamente onerosa in termini di tempo e costi (poiché devono avvalersi di tre professionisti e non più uno soltanto), rischiando di patologizzare sempre di più i bambini e i ragazzi con DSA.

AltraPsicologia non ci sta e attraverso i suoi Consiglieri in OPL formula la proposta di revisionare le disposizioni attuative della Regione per semplificare la diagnosi e la conseguente certificazione di DSA. Pur mantenendone la sua assoluta validità scientifica, si ipotizza che essa possa essere effettuata da un solo sanitario (psicologo o neuropsichiatra), eventualmente coadiuvato dal logopedista, e che sia il sanitario stesso a valutare la necessità di un’eventuale consultazione con il “terzo collega”. Analoga posizione viene espressa dalla ASL di Bergamo e da AIRIPA (Associazione Italiana per la Ricerca e l’Intervento nella Psicopatologia dell’Apprendimento), che ha partecipato al Gruppo di Approfondimento Tecnico regionale insieme all’Ordine degli Psicologi.

Più di dieci lettere sul tema dei DSA partono dall’Ordine Psicologi della Lombardia verso la Regione. Ma dalla Regione non arriva nessuna risposta e mentre AP si prepara ad esercitare ulteriori pressioni, a metà settembre 2012 succede un evento di grande rilevanza. In occasione di una riunione del Gruppo di Approfondimento Tecnico sulla Diagnosi dei DSA, il Dott. Luca Merlino della Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia annuncia che l’Ente intende avviare una procedura di accreditamento volta a creare un elenco di strutture e professionisti autorizzati a svolgere diagnosi di DSA valide ai fini della certificazione da presentare alla scuola ai sensi della Legge 170/10.

Scompare dunque l’obbligo delle tre firme per la diagnosi e si apre la possibilità per gli psicologi liberi professionisti di continuare ad operare nel campo dei DSA con professionalità, garantendo la scientificità e la multidisciplinarietà, ma senza gravare sulle famiglie in termini di costi e tempi.

Una sostanziale novità sta nel fatto che per la prima volta gli psicologi lombardi liberi professionisti accedono a una forma di accreditamento da parte della Regione, seppur in collaborazione con altri professionisti.

Regione Lombardia sta attualmente mettendo appunto i requisiti per l’accreditamento delle strutture e dei professionisti. Per questo motivo, OPL nell’ambito del “Progetto Tutoring”, coordinato dalla Dott.ssa Francesca Urciuoli, Consigliera di AP, ha organizzato per il 9 novembre 2012 un incontro sui DSA per approfondire coi colleghi l’argomento e per fornire le ultime novità in materia nella regione Lombardia.

Il Segretario di OPL, la Dott.ssa Carlotta Longhi (membro di AP) parlerà delle recenti disposizioni normative nel campo dei DSA, mentre a due esperti, il Dott. Gian Marco Marzocchi e la Dott.ssa Maria Luisa Lorusso, è stata affidato un intervento sulla diagnosi e il trattamento dei DSA.

La risposta dei colleghi iscritti ad OPL è stata eccezionalmente positiva. Mentre di solito un evento formativo del Progetto Tutoring richiama solo nelle prime ore di apertura delle iscrizioni circa un centinaio di iscrizioni, nel caso dell’incontro sui DSA nello stesso lasso di tempo ne sono arrivate ben 350. Si sono dovute pertanto effettuare modifiche organizzative (cambio di sede) per permettere ai tanti colleghi iscritti di partecipare all’evento.

Ci sembra questo un evidente segnale dell’attrattiva che il campo dei DSA riveste oggigiorno per molti psicologi dello sviluppo e scolastici che, grazie anche all’impegno di AltraPsicologia all’interno dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, potranno continuare ad essere riconosciuti come competenti in questo ambito.

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Gancarlo Tucci says:

    La problematica delle DSA dal punto di vista degli Psicologi si concentra su due punti principali: la chiarezza della logica che regola l’incarico di parte pubblica e la competenza specifica in materia dei Colleghi, in particolare dei piú giovani, che intendono dedicarvisi. La legge 170, con le numerose circolari ministeriali che l’hanno seguita, regolamenta a mio parere in modo quasi “troppo” preciso una materia estremamente varia e per molti versi ancora poco esplorata e pone a confronto tra loro due istanze ancora troppo distanti tra loro per metodi e logica, come quelle dell’istruzione scolastica e della sanitá pubblica. Il vantaggio della situazione attuale é che le problematiche che sorgono e si sviluppano dall’applicazione della l. 170 costringono tutti gli interessati a chiarire una volta per tutte e nel regno dei fatti tutta una serie di questioni di applicazione di svariati orientamenti e metodi diagnostici e di analisi ancora largamente improntate all’accademia. Mentre sul versante del lavoro quotidiano prevale non di rado l’applicazione di semplici “ricette” di valore ancora troppo pratico. È piú necessaria che mai una maggiore e migliore formazione di base per lo Psicologo scolastico.

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