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Il contributo ENPAP: pago o non pago?

Per una di quelle strane ironie della sorte che spesso capitano nella vita, lo scandalo del palazzo di via della Stamperia è caduto proprio nel periodo in cui gli iscritti stanno ricevendo il bollettino di pagamento ENPAP dell’acconto per l’anno 2011. Si tratta del 90% del contributo dovuto, per molti è una discreta cifra.

Come è logico che sia, sono moltissimi i colleghi che hanno pensato di non pagare per protesta. La casella di posta della nostra redazione è stata subissata di proposte in tal senso, e così è accaduto per la nostra area commenti. Ma l’idea sta dilagando. Si tratta di un movimento spontaneo, nato dall’indignazione dei colleghi e diffuso attraverso il passaparola, i blog, i forum, le mailing list.

E’ chiaramente un segno di profonda sfiducia nell’attuale gestione dell’ENPAP, non si può non ammetterlo: i molti colleghi che stanno sostenendo questa forma di protesta parlano e scrivono apertamente di mancanza di fiducia nell’affidare il proprio denaro ad una cassa che percepiscono come un gestore non affidabile.

Altrapsicologia è interrogata direttamente dai molti iscritti che chiedono una presa di posizione a riguardo. Non possiamo non sentirci solidali con questa moltitudine di colleghi che, spontaneamente e senza alcuna organizzazione a fare da catalizzatore, stanno dimostrando che la vicenda del palazzo di via della Stamperia non può guarire ed essere dimenticata così facilmente. Che non si può pensare di affidare il proprio denaro in modo sereno, di fronte ad avvenimenti densi di interrogativi.

La nostra associazione non può incoraggiare una forma di protesta che mette a rischio i singoli iscritti: ritardando il pagamento fino a 150 giorni ci si accolla un costo per interessi pari allo 0,48% mensile di quanto dovuto. Oltre i 150 giorni scatta anche l’interesse aggiuntivo del 10%. Non possiamo sostenere un’azione organizzata che inviti i colleghi a non pagare, con la prospettiva di gravare le persone di interessi e sanzioni e di metterli in posizione di irregolarità con un contributo dovuto per legge. Non possiamo sostenere una protesta che non porrebbe alcun reale problema all’attuale Consiglio di Amministrazione dell’ENPAP.

Ma certamente, abbiamo il dovere di raccogliere e informare su questo grido di sofferenza dei colleghi, che stanno manifestando in ogni modo la loro delusione e la loro sfiducia. Abbiamo il dovere di non liquidarlo come una protesta sterile, perché si tratta del grido degli iscritti alla cassa, che non sembrano più fidarsi di chi la gestisce. Ma soprattutto, nel contesto generale in cui si inserisce, questa forma di protesta non fa che rafforzare i dati di fatto che stanno sotto gli occhi di tutti:

1) 8000 psicologi hanno firmato la petizione di Altrapsicologia per chiedere chiarezza e per sostenere le dimissioni del CDA. Altre 2000 hanno firmato la petizione SIPAP. Il triplo delle persone che ha eletto questo CDA ne chiede le dimissioni (Arcicasa è stato eletto con 2670 voti).

2) Circa 50 articoli apparsi sulla stampa parlano della vicenda ENPAP, e lo fanno in termini negativi. Le televisioni nazionali hanno ripreso e ampliato il servizio di La7.

3) Autorevoli testate, come il Sole24Ore (Sommariamente | Sole24Ore), il Corriere della Sera (Corriere della Sera: “fessi ma non ladri”) e Repubblica parlano di questa situazione in più articoli. E non certo in termini lusinghieri. Il settimanale economico Il Mondo, che questa settimana ha dedicato un servizio molto puntuale alle casse di previdenza, cita il caso ENPAP e inoltre constata che è una delle casse che non ha reso pubblico il Bilancio tecnico attuariale, che contiene la previsione sul lungo periodo della sostenibilità finanziaria dell’ente.

4) I componenti di una commissione parlamentare sugli enti previdenziali hanno espresso pubblicamente la propria perplessità rispetto all’investimento e alle modalità di svolgimento della procedura di acquisto dell’immobile (Articolo di ItaliaOggi).

5) Un parlamentare (Federico Palomba) ha presentato pochi giorni fa un’interrogazione orale in cui chiede il commissariamento dell’ENPAP (3:02126 : CAMERA).

Non ci riesce di trovare una sola voce favorevole, in questa vicenda. Non una voce esterna alla categoria si è levata per difendere l’operato dell’ENPAP. Solo i diretti interessati difendono se stessi, peraltro con più versioni diverse di spiegazione della vicenda riportate dalla stampa, nei consigli, agli iscritti. Incolpano chi ha riportato la notizia di averla gonfiata ad arte. Il che è possibile,  ma ci sembra difficile sostenere che si tratti solo di un’immensa montatura mediatica. E anche se fosse, esiste l’istituto della rettifica, che serve proprio a sanare le informazioni imprecise.

Piuttosto, alla base sembra ritornare il tema della reputazione dell’ente e la preoccupazione che la sua gestione risponda a criteri di affidabilità, nei confronti degli iscritti, dei partner (le altre casse) e della società: una gestione affidabile non è questione meramente interna alla categoria, non sono solo affari nostri.

Altrapsicologia rinnova con forza l’invito a prendere atto che la situazione richiede le immediate dimissioni del CDA. Ogni altra scelta a nostro avviso è soltanto un palliativo.

Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Cinzia Coratti says:

    Finalmente avete preso una posizione chiara……leggo che alcuni colleghi del Friuli di un’altra associazione hanno fatto scelte diverse. Non condivido la posizione di altra psicologia perchè credo che “pagare” qualcosa di tasca propria per far sentire le proprie ragioni sia un diritto ed un dovere soprattutto in situazioni come queste. E credo anche che un’associazione che voglia rappresentare un modo diverso di fare possa e debba prendere una posizione anche scomoda, ma utile. Quindi invito tutti i colleghi che lo desiderano a “boicottare” il pagamento del bollettino, esplicitando chiaramente che non si tratta di un ritardato pagamento casuale, ma legato alla nota vicenda del palazzo di via della stamperia. Per quanto mi riguarda farò così, dopo aver aspettato invano che Altra Psicologia si mettesse a fianco a noi e si facesse portavoce di una protesta “rumorosa”. Dite che si tratterebbe solo di palliativi, ma proprio noi psicologi dovremmo conoscere l’importanza della medicina palliativa quando si è alla fine…..proprio come siamo noi psicologi ora.
    Cinzia Coratti

    • Gianni says:

      guarda che quando parlano di palliativi intendono dire che qualsiasi cosa diversa dalle dimissioni del CDA è palliativo… comunque io apprezzo che venga data voce a questa protesta e capisco che nn si può appoggiarla in modo ufficiale. Anche io ritarderò scrivendo all’enpap che non voglio farlgi gestire il mio denaro.

      • Gianni says:

        …e aggiungo che sono felice che questa protesta di indignazione parta dal basso, finalmente è ora che ci prendiamo individualmente la responsabilità di protestare per qualcosa, senza delegarlo sempre alle associazioni, ordini, società varie. La prossima volta andrò a votare, perché anche questo fa la differenza: 2670 voti per elegger eun presidente enpap sono troppo pochi, ma la colpa è nostra che nn abbian votato.

        • Aristogatto says:

          Io penso che una protesta debba avere una propria struttura comunicativa rigorosa. Non pagare una contribuzione dovuta (e non decisa dai vertici enpap, ma da una legge dello stato) per via della presunta inadempienza o disonestà dei gestori dell’ente è come rifiutarsi di pagare le tasse perché in parlamento siedono dei gaglioffi. Apparentemente le due cose sembrano collegate ma in realtà non c’entrano un tubo. Di fatto ci si autodanneggia per fare un dispetto a chi? Direi che è un atteggiamento infantile e sterile. Imparate dall’Apologia di Socrate cosa vuol dire vere asenso civico.
          Invece di domandarsi come mai abbiamo eletto questa classe dirigente, come mai non ci preoccupiamo di andare a votare, come mai non ci preoccupiamo della preparazione ed onestà dei nostri candidati, come mai non riusciamo a concepire alcuna funzione politica per la nostra professione, gli psicologi preferiscono battere i loro deliziosi piedini in preda a una furia per frustazione quando oramai i buoi sono scappati dalla stalla e la frittata è bella che fatta.
          Penso proprio che una categoria così ignava e ignorante si meriti questi rappresentanti, si meriti di essere presa per il culo a vita e si meriti queste forme inutili e disorganizzate di lotta.

  2. Silvia says:

    Anche io non vorrei pagare entro i termini per protestare contro questi “signori”, ma poi mi dico che mi toccherà dare più soldi e la rabbia mi sale ancora di più… Ringrazio i colleghi di AltraPsicologia che hanno scelto di non sfruttare l’onda emotiva del momento per un’azione che per noi è controproducente. Dal canto mio, pagherò in tempo ma nella causale di versamento scriverò che pago solo perché devo e non di certo perché se lo meritano! Che vadano a casa!

  3. antonia arcuri says:

    Ho pagato perchè penso sia autolesionistico non pagare. Ritengo che il presidente Arcicasa, con le sue “non dimissioni”, aggravi la sua posizione. Ci si dimette per dimostrare che non si è colpevoli e non il contrario, ci si dimette per onestà intellettuale, ci si dimette per fugare ogni dubbio sull’operato degli psicologi…ci si dimette.
    Per il resto penso che la somma trafugata debba ritornare nella cassa dell’Enpap e che debba essere destinata, proprio per quello che è accaduto, ai giovani colleghi che vogliono acquistare una casa, stabilendo un tasso accettabile e con regolare concorso.

  4. Alessandro says:

    Fortunatamente la maggior parte dei colleghi comprendono che non pagare è una forma di protesta sterile, autolesionistica.
    I contributi sono dovuti non perchè determinati dall’attuale CDA, ma perchè stabiliti dalle normative vigenti.
    Il non pagamento dei contributi, seppur come forma di proesta, purtroppo porta danno solo al non pagante, il quale in futuro si vedrà accollati interessi e sanzioni.
    Il CDA Enpap invece non avrà alcuno svantaggio dal non pagamento dei contributi.
    I colleghi devono FINALMENTE RENDERSI CONTO che poichè questi “signori” non conservano neppure un briciolo di dignità con le dovute dimissioni, ma stanno saldamente ancorati alla poltrona, alle prossime elezioni ci si deve impegnare fattivamente PER MANDARLI A CASA.
    I tempi delle lamentele e del “nulla cambia” all’italiana sono terminati.

    La responsabiltà di un siffatto CDA purtroppo è di tutti i colleghi non votanti ( cioè oltre il 70% della categoria ). Riflettiamoci..

    • iabbok says:

      i contributi sono dovuti però bisogna lavorare per togliere queste persone indegne del loro ruolo e a questo punto fra lo scandalo dei fondi perduti e questo proporrei di togliere l’enpap e che ognuno si faccia la previdenza che vuole così come abolirei gli ordini che almeno in Sicilia non funziona

  5. sandra vannoni says:

    Condivido la posizione assunta da AP, non pagare ora, significa solo trovarsi con interessi e more da pagare dopo.
    Al contempo informo che a questo indirizzo http://www.psicologia.toscana.it/index.php?id=785#c3255 trovate la posizione assunta, nella seduta del 18 febbraio, dal Consiglio dell’Ordine della Toscana che ha deciso di chiedere formalmente le dimissioni a tutti gli Organi di Gestione della Cassa.
    Saluti
    Sandra Vannoni

    • Gianni says:

      Ma questa chiusura? questi che non si firmano mai parlano a nome dell’ENPAP a che titolo? e poi con questi toni verso i colleghi che pagano… altro che minacce di tutele dalla diffamazione, e robe inopportune, inopportuno è che questa gente che nemmeno si firma scriva ‘sta roba parlando come se fossero l’ENPAP! ma come stiamo messi, al mercato delle pulci???

      “Sono comunque in corso tre distinte indagini, della Finanza, della Magistratura e di Banca di Italia( nelequali in ogni caso l’ENPAP sarebbe parte lesa) ed è decisamente inopportuno che chiunque altro si sostituisca alle Autorità competenti, lanciando sentenze, giudizi affrettati e superficiali, istigazioni ad azioni contro legge, che arrecano danno di immagine alla categoria oltre che all’ENTE.
      A fronte di notizie non reali l’Ente si impegnerà a tutelare in tutte le sedi opportune la propria immagine e quella della categoria degli psicologi, dalla diffamazione.”

  6. Rigoberto says:

    Se mi lascio guidare dal cuore mi verrebbe di non pagare perche quello che sento è rabbia per tutto quello che stiamo vivendo e per il danno che ci sta creando, ma pensandoci a cuore freddo forse è meglio adempiere alle nostre responsabilità per dimostrare ai nostri dirigente cosa vuol dire senso di responsabilità. Quindi chiedo alla nostra dirigenza di rassegnare subuto le dimissioni

    • Cinzia Coratti says:

      ciao,
      proprio noi psicologi dovremmo sapere che il cuore o “la pancia” a volte hanno ragione……che non sempre la razionalità è capace di indicarci la giusta via e soprattutto che il senso di responsabilità si ha anche assumendosi in proprio scelte difficili e onerose…..poi a tutti vorrei rispondere che non credo che in questa situazione ci siano scelte giuste o sbagliate e che non si tratta di difendere o attaccare Altra Psicologia. Io stessa ho sollecitato molto la redazione e ringrazio per la presa di posizione chiara. Semplicemente non condivido questa posizione e ne porto un’altra…….se volete un’altra forma di protesta che non è in nessun modo equiparabile all’evazione delle tasse, di cui prima qualcuno parlava, perchè so bene che poi io e i colleghi che aderiranno a questa forma di protesta, i contributi li dovremo comunque pagare. Però ci voglio mettere la mia faccia e i miei soldi per dire al nostro Presidente che si deve dimettere. Sarà autolesionismo???? può darsi. Però intanto ci provo a dare il mio contributo anche rimettendoci personalmente.

  7. Emilia Cancellaro says:

    Sì, bisogna andare a votare! Sia alle elezioni dell’Enpap sia a quelle degli ordini. Non ci possono essere delle maggioranze/monopolio che decidono senza trasparenza alle nostre spalle. E pensare che alle ultime elezioni dell’ordine alla prima tornata non si è raggiunto il quorum si è dovuto tornare una seconda volta. Svegliamoci! Prendiamoci le nostre responsabilità!

  8. Grazie Cinzia Coratto.
    Sono d’accordo con chi come te, vuole metterci la faccia e non pagare
    per protesta, anche se ci ricordano che gli interessi ci verranno richiesti.
    Vedremo

  9. Andrea says:

    si paga o non si paga? visto che è un dilemma…

  10. roberto sbrana says:

    Non pagare è autolesionistico. Gli idioti che siedono oggi nel CdA dell’Enpap li abbiamo eletti noi. Paghiamo e cerchiamo di farli andare via prima possibile. Dopo, eleggiamo gente seria e non idiota. Se invece, passata l’onda infantile e di protesta di ora, ci dimenticheremo di tutto, al prossimo rinnovo di CdA andremo a votare in pochi e verrà nuovamente eletto un CdA di idioti. Siamo più malati noi dei nostri pazienti.

  11. Monica Montabone says:

    Buongiorno,
    stamane dopo molti tentennamenti ho pagato l’enpap. Con rammarico perchè mi sono sentita sola in questo gesto di non pagare e non è una cosa a cui sono avvezza visto che vivo, lavoro e lotto in Valsusa. Ho lottato con Pirella, amo lavorare in squadra, ma sta cosa del nostro ente proprio non la sento…mi sembra una cosa lontana a cui riesco a dare poco senso, ma forse è ciò che preferiscono i vertici…così non si didturba il manovratore…potrei provare a votare, ma il voto è solo l’espressione finale di un processo democratico, che deve nascere dal basso…e questo processo come e dove si può attivare?

  12. giulia says:

    Io sono con Cinzia. Intanto pagare o non pagare non è il modo corretto di rappresentare la protesta… non si tratta di non pagare ma semplicemente di ritardare il pagamento. questo comporterà un costo per chi aderisce? ebbè questa è la nostra libertà e il diritto di dire a chi ci governa “guarda che sto pagando per dirti che non mi vai bene!!!”! ed è proprio questa la forza di questa iniziativa. d’altra parte chi protesta attraverso lo sciopero mica viene pagato per quella giornata!!! sento che ho il diritto di fare questo… e non mi piace che questa posizione venga strumentalizzata…
    ps. poi è ovvio che pagheremo…ma il punto non è questo.

  13. simona gianchecchi says:

    Condivido la posizione di AP e dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, che va oltre la rabbia attuale e richiede immediate dimissioni di coloro che non hanno saputo probabilmente gestire il denaro e sicuramente la fiducia di tante persone. Comprendo e sostengo l’importanza che tutti gli iscritti vadano a votare eppure al tempo stesso capisco che spesso è proprio una sfiducia generalizzata (anche nel sistema di informazioni) che fa pensare a tante persone “sulla base di cosa scelgo un candidato o l’altro, dal momento che non ho conoscenze dirette nè informazioni che reputo davvero attendibili” e forse su questo punto sarebbe utile pensare a qualcosa di innovativo e costruttivo che permetta maggiore trasparenza e conseguente fiducia.

  14. Fiorino says:

    E’ una parola eleggere gente seria! Come fai a riconoscerla? Nel momento in cui si propongono sono come i cinesi: si somigliano tutti ‘l’uno più bravo dell’altro’, salvo capire dopo un po’ di tempo (e nella maggior parte dei casi è troppo tardi) che proprio quello che hai votato purtroppo: ‘STAVA BLEFFANDO!!!’.
    Sono come i cocomeri: bisogna sempre tenere in debito conto che a dispetto della bella apparenza potrebbero ‘uscire bianchi’.
    Pensateci bene, è una vita che siamo vittime di questa (apparentemente banale) difficoltà: quella di capire chi realmente abbiamo difronte.
    Ciao

  15. Chiara says:

    Ho scelto di fare il mio versamento all’ENPAP perchè penso che la scelta di ritardare il pagamento non risolverebbe il problema di una gestione quantomeno discutibile e mi costerebbe delle sanzioni, piccole ma pur sempre aggiuntive a quanto dovuto. Di fronte al “disvelamento” di una modalità gestionale del denaro altrui poco onesta, questione italiana antica che forse ha raggiunto livelli tali da non essere più tollerabile, penso che serva soprattutto che gli onesti imparino a coinvolgersi attivamente oltre ad eleggere chi possa rappresentare adeguatamente questa onestà. E naturalmente, al primissimo posto, penso che ciascuno di noi debba comportarsi nel suo piccolo in maniera totalmente onesta e trasparente, in tutti gli ambiti del vivere.

  16. Donatella says:

    Stamattina guardavo il bollettino M.Av. per il pagamento dei contributi previdenziali, e l’attenzione si è fermata sulla Banca che da sempre ha in mano il servizio di Tesoreria dll’ENPAP, la Banca Popolare di Sondrio, e mi sono chiesta: “in che modo viene assegnato tale servizio a questa banca? Esiste un bando di concorso? E in questo caso ogni quanti anni esce il bando? Come mai una piccola banca come la Popolare di Sondrio riesce sempre ad aggiudicarsi l’appalto del servizio? Non dovrebbe esserci una turnazione delle banche per evitare che si possano verificare casi di tangenti?”. Mi piacerebbe saperne di più, magari dai Consiglieri di Altrapsicologia, ritengo che oggi, alla luce di ciò che è accaduto, tutto il sistema vada riconsiderato

    • Angela says:

      Sono d’accordo con Chiara, possibile che non si faccia mai chiarezza anche sulle Banche che gestiscono i nostri soldi, oltre ovviamente a desiderare che tutti dirigenti dell’ENPAP si tolgano dai piedi!

    • Cinzia Coratti says:

      Un ultimo intervento e poi prometto di non rompere più…….(se ce la faccio ovviamente). Mi era sfuggito il simpatico intervento di Giulia che ci invitava a vedere come “risposta” il sito di Psicoeuropa che finiva così:
      Sono comunque in corso tre distinte indagini, della Finanza, della Magistratura e di Banca di Italia( nelequali in ogni caso l’ENPAP sarebbe parte lesa) ed è decisamente inopportuno che chiunque altro si sostituisca alle Autorità competenti, lanciando sentenze, giudizi affrettati e superficiali, istigazioni ad azioni contro legge, che arrecano danno di immagine alla categoria oltre che all’ENTE.
      A fronte di notizie non reali l’Ente si impegnerà a tutelare in tutte le sedi opportune la propria immagine e quella della categoria degli psicologi, dalla diffamazione.”
      Questo sa tanto di avvertimento e minaccia mentre chi come me decide di non pagare e invita a farlo non sta in nessun modo nè lanciando sentenze, nè commettendo istigazioni ad azioni contro la legge. Piuttosto, pur non volendo giudicare in nessun modo credo che il nostro Presidente e tutto il Consiglio di Amministrazione non ha più la necessaria fiducia per continuare ad amministrare i nostri soldi. Sarà poi ovviamente la magistratura a decidere se c’è un illecito di qualche genere e procedere in tal senso. Io voglio però avere la libertà di chiedere le dimissioni e di “pagare” personalmente per questo. Non credo, nonostante le esplicite minacce del sito Psicoeuropa, di commettere nessun illecito ritardando il pagamento dell’enpap e se così fosse invito Giulia (che magari potrebbe firmarsi con nome e cognome e parlare per proprio conto piuttosto che a nome di qualcun’altro) e Psicoeuropa a procedere fin da oggi in tal senso.
      Ciao
      P.s. io domani mando la mail che potete trovare sul sito di Psicoattività per dichiarare la mia volontà di non pagare e poi continuerò a cercare accoliti per questo progetto eversivo…..infine cercherò di pubblicizzare su stampa questa forma di protesta! Non posso permettermi di comprare una pagina di Repubblica come qualcuno ha fatto, ma almeno mandare una mail sì.

    • Federico Zanon Federico Zanon says:

      Rispetto al quesito posto da alcuni sulla Banca di Sondrio: non ci sono grandi misteri, è un istituto che negli anni ha sviluppato una particolare competenza nei servizi di tesoreria e cassa per la pubblica amministrazione e le istituzioni, mentre altre banche hanno operato scelte strategiche diverse (c’è chi ha puntato sull’home-banking, chi sui mutui casa, chi sul trading).

      Per questo è una scelta tradizionale di molte PA, ordini professionali ed enti di previdenza, non solo di psicologi.

      Piuttosto, forse occorre preoccuparsi quando la Banca di Sondrio NON viene utilizzata per gestire depositi di liquidità.

      • Donatella says:

        Come mai al mio email il tuo messaggio comincia con “Gentile Donatella” qui invece rispondi a più persone, anche se in realtà solo io ho posto le domande? Prima di scrivere il post ho consultato una persona esperta di economia e finanza, e mi ha detto che sarebbe buona norma che i servizi di tesoreria delle PA, ed anche degli enti come ENPAP, utilizzassero la turnazione delle banche per i motivi di cui ho già parlato, ed io la trovo un’opinione molto sensata. Del resto in ogni città italiana c’è una banca diversa che si occupa di queste cose, per es., nella mia città lo fa una cassa di risparmio, non è che la Banca Popolare di Sondrio sia l’unica ad avere competenza per il servizio tesoreria. Perchè siccome è una vita che ci si rivolge a una determinata banca dobbiamo dare per scontato che vada tutto bene? Non mi risulta che le banche siano immuni dal tenere comportamenti illeciti. Nemmeno dell’ENPAP sembrava che non ci dovessimo preoccupare fino a un pò di tempo fa, ed ora guarda che è successo.

        • Donatella says:

          Comunque, nessuno sa come l’ENPAP assegna l’incarico ad una determinata banca? C’è o no un concorso? E se sì ogni quanti anni?

        • Federico Zanon Federico Zanon says:

          Cara Donatella, non capisco la tua osservazione: io conservo il brutto vizio di rispondere sia personalmente che pubblicamente. Se scrivo in privato a una persona, inizio la mail con il nome di quella persona. In area commenti pubblica, rispondo anche a chi si è unito alla tua richiesta :o)
          Il contenuto è pressapoco lo stesso.

          Le tue osservazioni sulla tesoreria possono avere un loro senso, ma la scelta di una banca non è il problema centrale di un ente previdenziale. Oggi i temi in gioco sono la sostenibilità sul lungo periodo (50 anni), l’esposizione al management-risk delle piccole casse (per intenderci, il fattore aleatorio CDA & funzionari/dirigenti) rispetto alle grandi casse (dove il rischio è assorbito da una struttura più grande, con una tradizione più lunga e maggiori risorse), il reputation-risk e la sua influenza sui rapporti con iscritti, partner e società.

          Ma volendo proprio entrare nel merito: cambiare banca a rotazione mi parrebbe una scelta imprudente e antieconomica. L’ENPAP gestisce oltre 30mila posizioni previdenziali, in espansione. Proviamo a pensare a cosa accadrebbe cambiando banca continuamente, per rincorrere un principio la cui bontà come parametro gestionale è tutta da discutere. Cambiare banca significa cambiare procedure, cambiare contatti diretti fra gli uffici, perdere tempo ed esporsi ad errori nell’amministrazione delle pratiche. Farlo attraverso procedure formali vuol dire bandire periodicamente una gara europea. Significa accettare un servizio scadente e costi maggiori (sapendo che il legame con l’ente è a termine non si può pensare che una banca ci impegni troppe risorse). E così via…

          Immagino che tutti ricordino cosa è stato il cambio della compagnia assicurativa che garantisce l’assistenza: periodi di scopertura sanati ex-post, una gara europea andata quasi deserta (un solo partecipante, UNIPOL), accettazione di condizioni meno vantaggiose. Boh… credo che i problemi siano altri. Altrapsicologia ne parla negli articoli dedicati ai bilanci dell’ENPAP, per chi volesse approfondire.

  17. Basta pagare! says:

    Sinceramente mi stupisco di ALTRAPSICOLOGIA come di alcuni commenti postati dai colleghi.
    Comprendo la posizione assunta da ALTRAPSICOLOGIA ma sarebbe opportuno, perlomeno, dare VISIBILITA’ a chi in realtà intende non pagare, presentando, QUANTOMENO, un link a cui chi intende NON PAGARE può iscriversi.

    Il problema, e mi riferisco a chi sostiene di portare avanti una protesta basata su un dissenso pacifico, risiede in una confusione, direbbe Russel, di tipo logico.
    Molto semplicemente, se tutti continuiamo a pagare da bravi contribuenti infinocchiati mandiamo un messaggio molto chiaro.
    Un ente che rischia di essere commissariato per nefandezze cosa si ritroverebbe? I propri iscritti che pagano regolarmente le tasse!

    E quale messaggio si manderebbe quindi? Non c’è bisogno di essere psicoterapeuti per capirlo… ed il messaggio è questo:
    Voi fate pure tutti i ballottini che vi pare! Noi comunque continuiamo a pagare… come dire…
    Me lo metti di dietro e continuo a offrirti la natica!

    Certo che se ALTRAPSICOLOGIA che ha sempre portato avanti con decisione diverse battaglie, sceglie la via moderata, significa che nessuno ci tutela…
    Ma quale richiesta di dimissione del CDA, ma siamo matti? Si limita lì la nostra proposta? Nell’offrire al nostro carnefice di sempre un pò di vasellina?

    Ma facciamo le cose sul serio e lottiamo per i nostri diritti! Scendiamo a Roma ed andiamo a prendere Arcicasa… lo voglio vedere in piazza coperte di verdura e uova marcie!!!
    la testa sarebbe troppo…

    ma non sono ottimista! forse il moderatore non posterà questo commento… e comunque sia tutto finirà nel nulla…tanto lo psicologo tollera!
    Passato il caso mediatico sarà come prima… come sempre…
    Con una cassa che ha dimostrato negli anni un’incapacità chiara di saper investire.. e vorrei ricordare che spesso vi sono errori talmente palesi che l’ipotesi più credibile non è incapacità… ma frode, accordi sottobanco e bustarelle…

    Io dico non pagare e tutti a Roma a prendere Arcicasa e compagnia bella!!! e sbattiamo questi pugni sui tavoli dell’ Enpap!!!

  18. Roberto Croatto says:

    Buonasera a tutti,
    ho risolto con una mediazione il conflitto del “pago o non pago”.
    Quella che segue è la mail che ho appena inviato all’Enpap.

    “ALL’ATTENZIONE DEL PRESIDENTE E DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE ENPAP

    Buongiorno,
    Sono il Dr. Roberto Croatto, matricola Enpap 002750.
    Oggi, giovedì 1 marzo, ho prenotato per domani, venerdì 2 marzo, il bonifico da fare all’Enpap della 1a rata 2011.
    Volutamente ho deciso di pagare la rata con un giorno di ritardo pur potendo farlo nei termini.
    Pagherò la mora di un giorno ma voglio sottolineare in questo modo tutta la mia contrarietà e la totale perdita di fiducia nei confronti del presidente e del consiglio di amministrazione Enpap alla luce dell’assurdo acquisto dell’immobile romano.
    Contavo di leggere le risposte del presidente alle domande di Paolo Campanini (altrapsicologia.it).
    Riterrei inoltre le vostre dimissioni un atto dovuto vista la palese dimostrazione di incapacità.
    Ho deciso di pagare comunque perché è un vincolo di legge ma ho fatto ciò con grande amarezza.
    Distinti saluti,
    1/3/2012 Roberto Croatto “

    • Dartagnan says:

      Approvo questa manovra.
      Anch’io ho fatto lo stesso. E’ solo una manovra simbolica, ma non ho trovato di meglio. Non ho trovato neppure movimenti che si sono creati con lo scopo di non pagare, quindi, non rimane altro che questa idea.
      Che, comunque, ha un suo effetto.

  19. Dartagnan says:

    VI PREGO AIUTATEMI

    A tutti i colleghi, vi pregherei di aiutarmi a risolvere un dilemma.
    Vorrei sapere anche da chi sostiene l’idea Socratica di pagare in ogni caso, quale sia il limite. Un limite deve esserci, un confine, come direbbe Minuchin è necessario, diversamente si prospetta l’annullamento dell’io, che in questo caso prende il nome di DITTATURA.

    Come sappiamo non vi è scelta, la cassa previdenziale Enpap è imposta per legge. Ciò significa che gli iscritti all’albo che esercitano l’attività di psicologo sono obbligati a versare all’Enpap.
    In altre parole, qualsiasi gestione, qualsiasi malaffare governi entro la cassa, tu sei obbligato a versare.
    Se non versi, ti ritroverai il fisco alle calcagna e verrai forzatamente costretto a pagare, magari tramite equitalia.
    PARLIAMOCI CHIARO, QUESTA E’ UNA DITTATURA. Posto il fatto che sia giusto versare i propri contributi, in una democrazia ogni persona sceglierebbe la propria cassa.
    Ed è per questo che l’ Enpap si permette investimenti sbagliatI con sospetti fondati di fraudolenza. Tanto che importa? Coperti dalla legge e dal recupero crediti, di qualunque errore o appropriazione indebita si tratti, non c’è alternativa. TU PAGHI!

    Ci sarà pure un punto in cui si scatena una rivolta, bisognerà pure stabilire un confine varcato il quale ci coalizziamo tutti e non paghiamo e ci ribelliamo attivamente! Quindi, per arrivare a questo punto, cosa e cos’altro deve succedere secondo voi?

    Un punto di rottura dove non si discute ma si agisce e ci si ribella deve esserci pur esserci! Per ora ci si limita a chiedere spiegazioni, Altrapsicologia come gli altri sono su questa linea.
    Arriverà pure un punto dove si inizia a pretendere pena la rivolta?

    Scusatemi ma questo atteggiamento così mite di fronte a fatti così gravi della cassa previdenziale mi disorienta.
    Non capisco, cos’altro deve succedere secondo voi?

    Grazie a tutti i colleghi e non che forniranno una risposta.

    • Donatella says:

      A DARTAGNAN

      Ti sembra strano che dopo tanta indignazione nessuno si mobiliti seriamente, vero? Ripeto qui ciò che ho già detto in un’altra discussione: può cadere il mondo, ma gli psicologi non faranno mai nulla di concreto per difendere la categoria e la professione. Siamo individualisti e assenteisti, lo dimostra la scarsa affluenza alle urne quando ci sono le elezioni, quindi dipendiamo dalle iniziative di pochi colleghi (magari disonesti). Di tanto in tanto qualcuno ha provato a promuovere manifestazioni di protesta (anche io in passato l’ho fatto), ma non aderisce mai nessuno, anzi, si raccolgono più che altro critiche. Non esiste un limite oltrepassato il quale gli psicologi dicono “basta!”, può succedere di tutto, e nessuno si ribella mai. Già mi pare incredibile che alcuni colleghi siano arrivati a posticipare il pagamento dei contributi previdenziali per protesta. Ma a parte questo? Ognuno è rimasto comodamente seduto sulla propria poltrona ad aspettare nuovi sviluppi. Perchè non fai una prova? Proponi una mobilitazione generale e vedi quanti rispondono all’appello. Se poi ti aspetti che siano i movimenti di psicologi a fare il lavoro per te, puoi tranquillamente arrivare alla pensione senza aver marciato su Roma nemmeno una volta

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