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Il Pacco di Natale dell’Ordine Veneto

Vi è mai capitato di ricevere in regalo una mega scatola di cioccolatini e poi trovarvi davanti a mezza dozzina scarsa di palline marroni, pallide e strapazzate, divise in fila per quattro per farle sembrare di più?

Questo è quello che Altrapsicologia si è trovata davanti leggendo il bilancio di previsione 2012 dell’Ordine Psicologi Veneto.

Ma cos’è un Bilancio di Previsione? è un pacchetto di documenti composto da un bilancio finanziario (la tabellina con le cifre da destinare alle singole voci di spesa), e alcune relazioni di accompagnamento che spiegano la natura delle spese e il motivo per cui i soldi vengono messi in un posto invece che in un altro. Praticamente è il documento che dice tutto quello che farà l’Ordine nell’anno successivo (in questo caso il 2012).

COSA E’ SUCCESSO ALL’ORDINE VENETO?

Nel corso del 2011 è venuto a mancare un reale accordo di maggioranza. Succede, è normale, perché il consiglio dell’ordine è un organo elettivo e democratico: confronto politico e decisione per votazione sono i suoi capisaldi e può capitare che emergano posizioni diverse, che andrebbero conciliate.

Anche per approvare il bilancio di previsione serve una maggioranza di voti a favore. E così il presidente e il tesoriere, che hanno il compito di stendere materialmente il documento e presentarlo al consiglio, si sono trovati a scegliere la via della condivisione (“faccio un giro di consultazioni e stendo un bilancio condiviso”) o la via dell’imposizione (“faccio a modo mio e vediamo se riesco a farlo votare”).

Normalmente in questi casi si sceglie la via della condivisione, specialmente se non si è sicuri di avere l’appoggio per far approvare le proprie proposte.

Invece è stato chiaro fin da subito che la scelta sarebbe caduta sull’imposizione: (1) tutti i consiglieri sanno quando c’è un bilancio in costruzione (2) nel consiglio dell’ordine ci sono tre consiglieri di Altrapsicologia (3) l’associazione non viene contattata in nessuna forma… è chiaro che chi redige la proposta di bilancio pensa di poter fare a meno di AP.

Una scelta rispettabile, per carità… se si ha comunque il sostegno degli altri consiglieri, se il bilancio è fatto bene, se il revisore dei conti si pronuncia positivamente, allora si può anche fare. Peccato che non sia stato questo il caso.

IL RISULTATO DI QUESTO PASTICCIO?

(1) Un bilancio piuttosto fantasioso: praticamente una scatola vuota, da cui sono spariti i progetti con cui la maggior parte dei consiglieri è stata eletta!

(2) La cosa più paradossale è che anche presidente e tesoriere sono stati eletti sulla base dei progetti che hanno tagliato: prima ti fai votare con un programma elettorale, e poi ne cancelli i punti salienti?

(3) La relazione programmatica del presidente, che accompagna il bilancio economico con una spiegazione dettagliata dell’indirizzo politico, è strabiliante: rispetto al 2011, è sparito il 90% del testo, un restante 8% è stato copiato pari pari, e il 2% che avanza è un misto di contenuti originali e copia/incolla di regolamenti.

(4) Come se non bastasse, il revisore dei conti (che ha una funzione di controllo esterno) ha sottolineato uno sbilanciamento in passivo. Non ancora una situazione economica critica, ma di certo una graduale erosione dei risparmi accumulati. Tutto si può fare… ad esempio, posso avere grandi progetti e molti servizi che giustificano l’uso dei risparmi. Ma in questo caso, di progetti e servizi è rimasto poco e nulla.

Che fare? Altrapsicologia ha dei consiglieri all’interno dell’Ordine Veneto, e quindi ci siamo interrogati a lungo: Che facciamo? bocciamo un bilancio che secondo noi è sbagliato approvare, perché tradisce il patto con i colleghi che ci hanno eletti? oppure ci asteniamo e lasciamo fare?

Già, perché è facile dare tutta la colpa al presidente, al tesoriere, alla crisi, alle mezze stagioni o al governo ladro. Ma quando si deve votare un bilancio, la responsabilità è personale e ogni consigliere deve pretendere il rispetto del mandato elettorale.

E così è stato: Altrapsicologia ha preso una posizione di netta contrarietà. Le motivazioni dettagliate le potete leggere nella dichiarazione di voto che è stata letta in consiglio, che trovate QUI.

MA COSA E’ SCOMPARSO RISPETTO ALL’ANNO SCORSO?

Tutte le commissioni attualmente attive, i gruppi di lavoro a cui molti colleghi hanno partecipato, anche con proposte molto interessanti, le officine psicologiche (incontri gratuiti per gli iscritti sui temi della professione, che hanno raccolto in un anno circa 500 partecipanti nelle diverse province venete), le attività di comunicazione e ufficio stampa (a cui gli enti pubblici sono obbligati da una serie di norme, ma che servono anche a promuovere la professione presso la cittadinanza), il progetto dettagliato per la tutela dall’esercizio abusivo.

Persino un punto sullo sviluppo di nuove opportunità e settori è stato estirpato e sostituito da un residuo medievale: la definizione di criteri e linee di indirizzo per poter esercitare in questo o quel settore della professione… come se non avessimo già abbastanza limitazioni, ora ce le mettiamo da soli e proprio mentre il governo sta andando nella direzione opposta!

In compenso, la quota di iscrizione passerà da 155 a 140 euro l’anno: un panettone e una bottiglia come premio di consolazione?

Qualcuno cerca disperatamente di salvare una relazione programmatica ridotta a 4 pagine (nel 2011 erano circa 40), sostenendo che la qualità non si vende a peso. Sarà pur vero, ma uno sforzo in più per produrre qualcosa oltre le 1600 nuove battute (spazi compresi), forse si poteva fare.
E forse, in queste fasi critiche, sarebbe stato meglio ascoltare le voci di tutto il consiglio e formulare un bilancio condiviso.

Comunque, alla fine il bilancio non è passato. L’Ordine Psicologi Veneto è in esercizio provvisorio: si gestirà la situazione mese per mese fino a raggiungere un nuovo accordo che, speriamo, sia rispettoso del mandato avuto dai colleghi.

Un risultato doloroso, ma necessario. Il messaggio rimasto alla fine della riunione è stato chiarissimo, da tutte le parti (Altrapsicologia, SIPAP e Cultura & Professione): il bilancio previsionale deve essere costruito con la partecipazione di tutte le parti presenti in consiglio, a rappresentanza di tutti gli elettori.

CHI HA VOTATO COSA…

CONTRARI:
Anna Galiazzo, Stefania Vecchia, Federico Zanon (Altrapsicologia)
Andrea Petromilli, Pierluigi Policastro (SIPAP)

ASTENUTI:
Cesarina Negrizzolo, Nicola Michieletto, Umberto Lamberti (Cultura & Professione)

FAVOREVOLI:
Marco Nicolussi, Carmen Muraro, Tiziana De Ruggieri, Alessandro De Carlo

ASSENTI:
Elena Prunetti, Elena Bravi, Annarita Barbuzzi

Categoria: Ordine Psicologi Veneto

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Alessandro says:

    Forse perchè la cultura del Veneto è più pragmatica rispetto ad altre regioni, è probabile che come in una azienda che produce poco e di “operai”, intesi quali psicologi che combinano poco, è inutile “fare cose” se non c’è produttività. Ho la fantasia di un consigliere veneto che con vago accento veneto dice al suo collega: “Ma che approviamo a fare tutti questi progetti che tanto non servono a un…niente!”.

    • Gianni says:

      Non ho capito cosa intendi dire? che è meglio che l’ordine non faccia nulla dato che gli psicologi non lavorano? se è così non sono d’accordo, dato che paghiamo tutti la tassa d iscrizione il minimo è che l’ordine sia produttivo, proprio per sostenere la professione.
      Che poi, pragmaticamente, la situazione sia allo sfascio (troppi psicologi in giro, poca preparazione all’università, scuole di specializzazione carissime e sproporzionate rispetto al ritorno economico del fare lo psicoterapeuta, posti pubblici che si contano sulle dita della mano) è cosa evidente a tutti.
      Ma se a questo si aggiunge un ordine improduttivo, che taglia proprio quando non dovrebbe (non mi risulta che sia soggetto a crisi, visto che gli psicologi sono sempre di più), la situazione non può che peggiorare.

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