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La gente sta bene

Esistono lunghe e arcinote dissertazioni e discussioni sullo schiacciamento della psicologia nella clinica e nella psicopatologia.

Eppure, e poi quando travestito da uomo o donna qualunque, quando vai nei luoghi normali, che davvero te ne accorgi.

Ma la gente sta male? Secondo Google si.

O meglio, se cerchi la frase “la gente sta male” escono 6 milioni di risultati. Se invece si prova con “la gente sta bene“, ne escono solo 1 milione.

 Psicologi al supermercato. Recentemente, in un dialogo sui social al quale avevo partecipato, si discuteva della possibilità per uno psicologo di attivare servizi all’interno di un centro commerciale – un supermercato per capirci – quel luogo frequentato da famiglie, da persone, definiamole così, “normali”. Le posizioni erano più o meno queste:

- degradante, svilente, l’ennesimo caso di svendita, io non ho studiato per finire in supermercato, solo noi psicologi ci dobbiamo ridurre a fare queste cose, il tutto anche condito da qualche offesa alle colleghe che avevano attivato tale servizio

- bella idea, ottima iniziativa, parliamone

Ovviamente, la prima opzione era la più quotata.

Psicologi nei negozi di giocattoli. Qualche giorno fa mi sono recato in uno di quei negozi specializzati in giochi educativi per bambini e non solo. Era pieno, anche qui, di adulti e bambini, papà e mamme di tutte le età. Avete presente quelle persone che, quando usciamo di casa, incontriamo? Proprio quelli. Cosa bizzarra, in questo negozio c’era anche un libro di Winnicott: Gioco e Realtà. Si, proprio lui.

Psicologi non ce n’erano, ma in fondo non è questo il problema. Hai visto mai che uno psicologo abbia qualcosa da dire e da offrire a genitori, figli, sul gioco, sul giocare, sulla psicologia dello sviluppo. Così, tanto per dire.

Ora però lo debbo dire: secondo me, a noi psicologi in fondo la gente normale, quella che fa cose normali, che frequenta luoghi normali, la gente che sta bene insomma, non ci piace poi così tanto. A noi ci piace la gente che sta male.

 

Ho 40 anni, di mestiere faccio lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni e lo psicoterapeuta. Lavoro come consulente per aziende multinazionali e italiane. Gestisco un centro clinico a Torino. Ho in piedi diversi progetti con diversi colleghi sparsi per l'Italia. Gestisco numerosi siti e blog anche non strettamente di psicologia. Non riesco a fare tutto quello che mi piacerebbe fare, ma in fondo è meglio così. Sono appassionato di rugby e sposterei le montagne pur di potervi ancora giocare.

Categoria: Blog

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Quando insegno, ai colleghi e ai “non addetti ai lavori”, spesso la prima cosa che dico è “la psicologia è come la vodafone, è tutta intorno a voi”.
    Proprio stamattina, in uno spacco di un’ora tra un paziente e l’altro, ne ho approfittato per gironzolare intorno al mio studio.
    Lo faccio spesso, in vari punti della mia città. Mi guardo intorno, studio l’ambiente. Che persone girano? Che negozi ci sono? Che servizi (sanitari e non)?
    E’ certo che istituzionalmente abbiamo perso tanto, ma proprio taaaaanto tempo e terreno, in materia di ambiti di lavoro e promozione professionale. Ma non possiamo fermarci a questo. Ogni singolo professionista (soprattutto se LIBERO professionista) non può prescindere da questo.

  2. andrea careggio says:

    hai centrato il segno ale
    ora la domanda è: qual’è la psicologia degli psicologi? cosa stiamo dicendo di noi (non) agendo in questo modo.

  3. andrea careggio says:

    hai centrato il segno ale
    ora la domanda è: qual’è la psicologia degli psicologi? cosa stiamo dicendo di noi (non) agendo in questo modo.

  4. Dada says:

    Nei centri commerciali ci sono panettieri, verdurai, salumieri, estetisti, parafarmacisti, parrucchieri, callisti ecc. Non ci sono ingegneri, medici, avvocati, architetti ecc. Tra un po’ ci saranno counselor, maestri yoga, mindfullness e quant’altri. Davvero gli psicologi si vogliono collocare al supermercato? Bene, ma poi non lamentiamoci se il fruttivendolo si propone per fare “terapia alimentare” o la cassiera “sostegno al cliente”, saranno coerenti.
    Ripeto la battuta, che magari è scontata ma fa riflettere: davvero gli psicologi vogliono andare a lavorare al supermercato? Se continuano così troveranno certo lavoro, magari non è quello per cui hanno studiato, ma pur sempre un lavoro: psicocassiera, psicomagazziniere…

  5. Marcella says:

    Io starei volentieri in un negozio per giocattoli….proprio da poco riflettevo sulle difficoltà di molti adulti nel giocare con i bambini, nel recuperare la loro parte istintuale, creativa….se non è psicolologia questa…!
    Io espatrio volentieri fuori dal mio studio :-)
    baci a tutti e …una ventata di innovazione!

  6. mariapia lenzi says:

    La maratona della Psicoterapia non è per formare gli psicologi, ma per dire alla popolazione siete ammalati! Il medico ora si specializza anche per la Medicina di base. Lo psicologo con una qualsiasi Psicoterapia è abilitato a tutto! Purtroppo, la nostra professione non ci distingue, tanto meno ci qualifica. Indubbiamente la psicocassiera o lo psicomagazziniere rappresentano le ultra specializzazioni che la gente ha piacere di incontrare dietro l’angolo, quando ne ha bisogno. Che dire allora dello psicosessuologo! Eppure esiste da un po’, ma solo per ridere, per fare battute sul grande schermo: un bravo attore fa sua la sacra immagine e lavora al posto nostro. Si perché la Psicologia è ancora la scienza del Popolo! E per nessuna ragione al mondo vuole rinunciarvi!

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