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La strada che porta al palazzo stregato

La storia del palazzo stregato, con tutto il suo orribile carico di spettri, è iniziata molto tempo fa. Questa è la storia completa, ripercorsa in occasione di questi giorni difficili.

Era il 2009, la nostra seconda riunione di Consiglio di Indirizzo Generale all’ENPAP, e sul tavolo approdò la proposta di alzare il limite massimo degli investimenti in immobili dal 5% al 20% del patrimonio dell’ente.

Fu la nostra prima dichiarazione ufficiale come Altrapsicologia (LEGGI L’ARTICOLO): nettamente contrari, iniziammo da subito a chiedere che ogni decisione in materia finanziaria fosse inserita in un progetto finanziario di respiro quadriennale:

“Per quanto ci riguarda, che gli immobili siano meglio dei cammelli o dei ciucci di liquirizia per raggiungere gli obiettivi dell’ENPAP, nei termini posti dall’AUPI è pura speculazione teorica…”

Da quel momento è stato tutto un crescendo.

Prima il tentativo di nominare un collegio sindacale tutto in quota alla maggioranza, fallito per ben tre volte per l’accesa opposizione di Altrapsicologia e Cultura&Professione. Alla fine nominato senza alcuna rappresentanza delle minoranze, che per un organo di controllo dovrebbe essere la regola. Forse anche questo ha contribuito ad una gestione che non abbiamo mai condiviso. (LEGGI GLI ARTICOLI “Trilogia dei sindaci”)

Ho affrontato recentemente l’argomento dei sindaci con alcuni esponenti della maggioranza AUPI, facendone un discorso di buonsenso: un sindaco di opposizione è utile, permette di evitare errori e di salvaguardarsi coinvolgendo la minoranza nella vigilanza sulle scelte operative.

Poi il pasticcio dell’assistenza sanitaria disdetta improvvisamente dal CDA, senza consultare il CIG (LEGGI L’ARTICOLO). Anche in quel caso fu un’azione di forza che ancora fatichiamo a spiegarci. Altrapsicologia organizzò la prima petizione contro l’ENPAP, con oltre duemila adesioni.

Come consiglieri, io e Stefania Vecchia inviammo un’interpellanza ai ministeri vigilanti per violazione dello statuto e dei regolamenti di assistenza.

I Ministeri risposero dopo oltre sei mesi con una nota laconica, che recitava più o meno così: siccome l’assistenza sanitaria è facoltà, ma non obbligo dell’ente, non si ravvisano irregolarità. Fra le righe, vi leggemmo un messaggio implicito: le vostre beghe interne risolvetele fra voi.

Era l’alba di un aumento esponenziale di decisioni prese in totale autonomia dal CDA, e forse privo dei freni inibitori che tipicamente sono affidati ai Collegi Sindacali di opposizione.

Prima la storia delle sedi decentrate, disinnescata attraverso una salda opposizione di Altrapsicologia in consiglio e nei gruppi di lavoro, e un’opera di informazione ai colleghi (LEGGI IL PRIMO ARTICOLO e anche il SECONDO ARTICOLO.

Poi una sanatoria complicata, di cui oggi raccogliamo i frutti nelle segnalazioni di molti colleghi che ci scrivono per raccontarci le loro storie impossibili, nel senso che non riescono a regolarizzarsi pur volendo farlo perché i criteri di regolarizzazione sono incompatibili con le loro condizioni di irregolarità.

E il ritorno delle sedi decentrate, che si ripropongono come i peperoni sotto forma di corsi organizzati dall’ENPAP. Qui la barzelletta è che mentre in un gruppo di lavoro del CIG ne stiamo discutendo come se fosse ancora tutto da decidere, ci arriva una mail che pubblicizza un evento organizzato dal CDA senza che il CIG ne sappia nulla (LEGGI LA BARZELLETTA).

Ed è a questo punto, all’inizio del 2010, che il palazzo compare per la prima volta nelle cronache del CIG. Lo fa in modo inatteso, a cose fatte, senza alcun avviso preliminare. Ne ho scritto su INFOenpap, ma l’articolo oggi è QUI.

E poi si arriva al bilancio consuntivo 2010. Di nuovo l’immobile, di nuovo la richiesta di documenti e spiegazioni, e di nuovo le risposte evasive, che non spiegano nulla e non consegnano nulla di documentato (ma che dobbiamo fare, pregare?), lasciando all’oscuro il CIG dei particolari di un’operazione di cui per la seconda volta si chiedeva conto.

Ma il bilancio consuntivo 2010 era molto altro: dalla dismissione di 200 milioni di euro di Btp ai conti correnti aperti nella Banca della Marca e nella CARISPE (banca di La Spezia), fino alle gestioni in perdita. (LEGGI L’ARTICOLO)

Ci sarebbe molto altro da dire, ma questo è il succo della storia. Sono giorni particolari, l’ENPAP è coinvolto in uno scandalo senza precedenti, se si esclude quello che colpì l’Ordine Psicologi Lombardia, commissariato nel 1996 per presunti ammanchi di denaro ad opera dell’allora presidente.

Abbiamo voluto ripercorrere la strada che ci ha portati fin qui. Tornare sui sentieri battuti nel CIG dell’ENPAP per Altrapsicologia.

Altrapsicologia è rappresentata da due consiglieri su trentuno al CIG. Non ha nessun rappresentante al CDA o nel collegio sindacale. Eppure abbiamo fatto il nostro lavoro per i colleghi che ci hanno votati. Lo diciamo con l’orgoglio di chi ha informato pubblicamente e con costanza, mettendoci la faccia.

Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. mpia says:

    ma scusate non li si può portare davanti al giudice e costituirsi parte civile?

  2. Pingback: Scrutatori Elezioni ENPAP

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