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Lazzaro, alzati e cammina

Credo che potrebbe essere in tal modo riassunta la puntata santoriana che ha visto il nostro “amatissimo” ex premier fare saltare il banco alla trasmissione “Servizio Pubblico”. Intendiamoci: chi non lo ha mai digerito ha sempre più la necessità di un farmaco per digerirlo: Ma chi lo ha digerito, indipendentemente dal suo passato,  obliquo e indecente, ieri ha ripreso speranza.

Dopo Dalema, Santoro. Il primo reo di essersi fidato di una persona nemmeno immorale ma amorale, il secondo, malato professionalmente di audience, per avere impostato una trasmissione su un terreno amato da quel capoclasse di Berlusconi: l’intrattenimento

E sì che di argomenti ce ne erano a frotte, anche solo limitandosi agli ultimi anni del suo mandato: Le pagliacciate sulla pelle dei terremotati abruzzesi, il mugnifico circo delle grandi opere tramutatesi in grandi ruberie giusto per citarne alcune. E invece, ignorando che un uomo ben fasciato di danaro ha sempre attratto le signorine, si è preferito dare la stura a quel repertorio da avanspettacolo del solito Bagaglino politico a cui “l’amatissimo premier “ ci ha assuefatti.

Il risultato finale è stato paradossale: il vecchio Berlusconi sembrava, per giovialità e energia, più giovane di Santoro e Travaglio accartocciaci, probabilmente, nelle loro ossessioni. Le quali, giuste e sacrosante, funzionano a meraviglia su chi ha un pessimo giudizio di Berlusconi ma risultano armi spuntate per chi ha un giudizio possibilista.

Troppi galli in un pollaio, verrebbe da dire, il cui innamoramento di se stessi è tale da obnubilare l’obiettivo, massimo e  sbandierato dal giornalismo militante che non vorrebbe fare sconti a nessuno. Il problema che, sconti o non sconti, la qualità della mercanzia è, anche in questo giornalismo, talvolta mediocre.

Morale della favola: quella sorta di “ ens quo maius cogitari non potest “ è riapparso. Facendo tornare indietro le lancette dell’orologio si è drammaticamente capito che al centro, ancora una volta, ci sarà lui.

Achille Saletti, criminologo, dal 1999 è presidente del gruppo Saman. Dopo la laurea in giurisprudenza, per alcuni anni svolge l’attività di difensore in ambito penale, avvicinandosi, però, col tempo ad un approccio diverso rispetto a quello meramente processuale. Questo approccio, orientato alla comprensione ed approfondimento delle problematiche sociali con cui era venuto a contatto e alla progettazione di possibili percorsi alternativi, trova la sua espressione professionale nell’impegno sempre più assorbente nell’area dell’associazionismo e dell’impresa sociale. In tale ambito si è impegnato sul versante del carcere e delle dipendenze partecipando a numerosi convegni nazionali e internazionali e operando sul campo. Ha pubblicato numerosi articoli in riviste specializzate ed è impegnato quotidianamente nella gestione e direzione delle numerose comunità terapeutiche e dei connessi servizi ambulatoriali di Saman distribuiti sul territorio nazionale e finalizzati alla cura delle dipendenze da sostanze legali e illegali. Fin del 1999 partecipa ai lavori della Consulta Nazionale Operatori delle Tossicodipendenze in qualità di membro ordinario. E’ blogger del giornale on-line “il Fatto Quotidiano“. Ha un sogno: discendere le rive del Mozambico e risalire il Rio Zambesi con una barca con la vela latina costruita da un artigiano locale. Rappresenterebbe la sua terza vita, decisamente migliore rispetto alle precedenti.
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