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L’ENPAP ti ascolta…

La newsletter in stile Orwelliano “ASCOLTO ISCRITTI” dell’ENPAP arriva fin troppo puntuale, promettendo meraviglie per gli iscritti prima ancora che se ne discuta in consiglio e che il bilancio sia approvato.

Dalla nuova newsletter scopriamo un sacco di cose che non sapevamo: che i rendimenti raggiungono le stelle, o meglio “i limiti previsti dalla normativa” (1,6%); che i nostri soldi ci verranno restituiti per intero; che gli enti del 103 sono un successo nel welfare… 

Forse, dopo la storia del palazzo di via della Stamperia, alla gestione AUPI serve un po’ di maquillage. Ma il maquillage deve pur basarsi su un minimo di dati, mentre qui sembra tutto così… promozionale. Forse è il caso di guardarci dentro, a queste notizie.

1) PARTIAMO DAI RENDIMENTI. I mirabolanti risultati finanziari descritti da questa gestione AUPI sarebbero del 2,8%. Ma la newsletter non dice che il rendimento è lordo, e non tiene conto dell’inflazione…

Rendimenti finanziari dichiarati dall’ENPAP per il 2011:
2,8%

Rendimenti finanziari NETTI (non dichiarati nelle news):
2,3%

Inflazione annua 2011 (non dichiarata nella NL):
2,8%

E ora, una piccola sottrazione: quanto fa 2,3-2,8?

2) LA RESTITUZIONE DEI SOLDI VERSATI (IN UNICA SOLUZIONE?). Chi di noi non ha sognato di riavere in un sol colpo tutti i soldi che ha versato all’ENPAP? In effetti per qualcuno è possibile: basta aver compiuto 65 anni ma non aver versato contributi oltre i 5 anni.

Ma qui l’ENPAP sembra promettere a tutti o almeno a tanti: recita la news che “La Commissione regolamenti del Consiglio di Amministrazione sta lavorando a importanti modifiche nel regolamento dell’Ente (…) della possibilità di ottenere, al momento della pensione, la restituzione del montante versato negli anni.”

Detta così pare un po’ ambigua: anche adesso al momento della pensione ti restituiscono i soldi versati, solo che lo fanno a rate. Forse chi ha esteso il testo intendeva che te li restituiscono tutti insieme? Ma verrà restituito … a chi? A tutti o solo a chi ha alcuni requisiti? E quali requisiti? Non è che questa possibilità si conta di darla solo a chi ha già la pensione da un altro ente? In questo caso sarebbe chiaro che l’AUPI mira solo a fare l’ennesimo regalo ai dipendenti pubblici.

In verità la notizia, per come la dà la Newsletter dell’Enpap, resta così tanto sul vago che non si capisce nulla.

In ogni caso su queste eventuali modifiche di regolamento decideranno i ministeri vigilanti. E in caso di bocciatura, l’attuale maggioranza AUPI potrà sempre dire che ci ha provato, e che la colpa è tutta dei ministeri.

Resta il fatto che nessun cittadino italiano riceve per intero la pensione un unica soluzione. Il motivo è semplice: allo scoccare dei 65 anni molti arzilli cittadini potrebbero incassare il denaro di una vita e sperperarlo in una settimana di fuoco a Las Vegas, per poi tornare in patria indigenti, pronti a farsi mantenere dalla collettività.

Comunque, a proposito di investimenti e rendimenti, IL PALAZZO DI VIA DELLA STAMPERIA NON E’ ANCORA STATO CONSEGNATO.

Siamo ancora in attesa dei risultati delle indagini in corso da parte della procura di Roma e della Corte dei Conti ma di certo sappiamo che il capitale immobilizzato in questo affare ha reso solo 1,58% Lordo e che ancora il palazzo non è disponibile.

C’è, però, da considerare la penale che ci deve il venditore per la ritardata consegna: 1.000 (mille) euro al giorno che, sull’investimento dei 37 milioni di euro già pagati in anticipo, dà lo stratosferico rendimento annuo dello 0,00986 %. Al ritmo di questa penale da 1000 Euro prima che il venditore esaurisca il denaro che gli abbiamo già dato potrebbero passare 7000 giorni, cioè 19 anni.


Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Michael says:

    Davvero una bella mail dall’ENPAP! Peccato che lo stesso giorno abbiano negato a mia moglie, nonché psicologa e psicoterapeuta, il contributo per la maternità! Bello fare cassa sulla pelle della gente! Siccome lei ha un contratto part-time a tempo indeterminato che le paga la maternità, l’ENPAP le dice “noi non ti diamo nulla, e non ti lamentare, è la legge cattiva… non noi!”. Solo che non gli frega che il suo reddito fosse per oltre il 75% di lavoro libero professionista a partita IVA! Quindi, avere un figlio significa perdere il 75% del tuo reddito (perché l’ENPAP se ne frega barricandosi dietro le leggi di uno stato ladrone e strozzino) e prendere solo una percentuale dello stipendio come dipendente = “se fai figli sono cazzi tuoi!”.
    Mi fa piacere che tutti noi (anche io sono psicologo) paghiamo all’ENPAP per la maternità delle colleghe! Cosa che non vedranno mai… perché va a finire in un maledetto palazzo al centro di Roma e nelle mazzette date ai politici!

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