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Ma per lui la pensione non c’è

Il Dr. Gabriele Mandel è Direttore Emerito della Facoltà di Psicologia di Bruxelles, eminente psicologo, filosofo, artista

Ma per lui la pensione non c’è

Sconcertato dalla latitanza dell’ENPAP, l’ottantaquattrenne professore chiede aiuto ad AP

A volte i pregiudizi aiutano a semplificare la realtà. Altre volte però non funzionano così bene. Per questo a forza di sentire dire che AP si occupa e si interessa solo dei problemi dei giovani, va a finire che uno qualche cantonata la rischia.

Per questo quando si riceve una email da Gabriele Mandel, ottantatrè anni compiuti dichiarati che lamenta problemi con la pensione e si dichiara direttore della Facoltà di Psicologia di Bruxelles qualche dubbio può essere legittimo. Tanto più che una veloce ricerca permette di trovare un Mandel filosofo Sufi, un Mandel artista, un Mandel che scrive libri insieme a Giulio Giorello, uno che viene considerato uno dei più grandi ceramisti viventi, e, si, un Mandel direttore di Facoltà a Bruxelles e insegnante universitario, indifferentemente, di psicologia o storia dell’arte, tanto per non annoiarsi. Cercando su Google, categoria immagini, apparirà un personaggio certamente geniale e curioso di nome Mandel che suona insieme a Franco Battiato o che riceve premi come l’Ambrogino d’Oro. Si dice perfino che sempre a questo nome sia intitolata la biblioteca di una delle più importanti università della Turchia, evidentemente paese illuminato in cui intitolarti una biblioteca è privilegio che si può accordare anche a coloro che possono ancora ringraziare per l’onore concesso. E la cosa più sconcertante non è nemmeno apprendere che tutti questi Mandel sono in realtà la stessa persona, proprio quello che ci sta scrivendo la mail che più sotto alleghiamo. La cosa più indecente è che un personaggio che non ha sprecato nessuno degli ottanta e rotti anni di vita che ha vissuta, un uomo che non ha problemi a decodificare il giapponese o i mistici sufi abbia bisogno invece di assoldare torme di avvocati e perfino infine di AP per comunicare con il suo ente di previdenza: l’ENPAP. Vogliamo dare voce alla mail che ci arriva dal Prof. Mandel e farci tramite di questa (evidentemente) oltremodo difficile comunicazione:

Cari colleghi,Spettabile Altra Psicologia, è possibile avere delle informazioni?
Desidero sapere quando uno psicologo può andare in pensione, avendo compiuto 83 anni e pagando le quote ENPAP da quindici anni.
Ho scritto più volte all’ENPAP (quattro raccomandate con ricevuta di ritorno), ma senza mai risposta. Pago la quota ridotta di diritto dopo i 72 anni e quindi senza più attività, ho fatto presente il caso nelle lettere raccomandate, ma regolarmente ricevo multe per non aver dichiarato i guadagni e l’ENAP pretende pagamenti per guadagni pieni. Ho anche fatto opposizione a questo tramite Studio di avvocati commercialisti di Milano (il celeberrimo Studio Martinez) , ma nemmeno quello ha ricevuto risposta, mai.
Che modo di comportarsi!! Ho anche telefonato, minacciando di smettere di pagare e di rinunciare alla pensione, ma il responsabile che mi ha risposto ha detto che se smetto di pagare vengo automaticamente radiato dall’Ordine.
Mi potete cortesemente illuminare sulla situazione?

Grazie. Cordialissimi saluti,

Gabriele Mandel, direttore emerito della Facoltà di Psicologia all’Università Europea di Bruxelles

Beh, che dobbiamo dire? Che speriamo che il Dott. Prof. Mandel si sia sbagliato e che non abbia compreso la Verità della Previdenza, che esoterica proprio non dovrebbe essere, ma comprensibile e chiara.

Di una sola cosa siamo per il momento certi che il Dott. Mandel abbia ragione: ma che modi. Troviamo sconcertante che l’Enpap non sia riuscito a chiarire se e quanto deve ancora pagare il nostro e quando potrà godere della sospirata pensione cui ha maturato il diritto.

Le voglio parlare direttamente, Dott. Mandel. Non rinunci alla pensione. Chiediamo invece pubblicamente ad Enpap di fornire una risposta pubblica a questa sua lettera aperta.

Confidiamo francamente che il tutto possa rivelarsi alla fine una catena di incomprensioni, delle quali però l’Ente di Previdenza dovrà assumersi la sua porzione di responsabilità di fronte a Lei. Insieme a questa speriamo vogliano chiarire l’accaduto anche di fronte a noi che lavoriamo (e paghiamo!) a responsabilità e suera aperta.e essere ma comprensibile e chiara.ciati di senzioni videnza e farsi ascoltare da essosperando, un giorno, di non essere abbandonati al telefono con una futuribile addetta di call-center avara di informazioni ma prodiga di discutibili minacce di radiazione dall’albo, senza pensione e magari senza neppure la consolazione di uno straccio di biblioteca rionale che porti il nostro nome.

Categoria: ENPAP

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