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Perché un blog su Decrescita e salute?

Parlare di salute al giorno d’oggi, non può esimersi, a mio avviso, dal mettere in dubbio il sistema economico industriale in cui ci troviamo immersi, questa mega-macchina basata sulla crescita infinita del pil e della produzione di merci. Questo sistema, oltre a produrre ingiustizia e sconquassi ambientali, invece di essere al servizio dell’uomo per una più sua completa realizzazione, lo ha invece reso suo schiavo, consumatore di un benessere ampiamente illusorio. Da un lato pone molta attenzione al sistema sanitario e alla cura, dall’altra persegue una massimizzazione del profitto ad ogni costo, la quale si basa però su uno sfruttamento senza limiti del capitale umano e naturale, incompatibile con la nostra piena salute psico-sociale e con la salubrità dell’ambiente in cui viviamo (da cui dipende anche la salute).

Parlare di salute implica quindi mettere in discussione l’esistente e parlare di Decrescita. Significa liberare l’essere umano dalle catene dell’economia che lo avvolgono ormai in ogni ambito della sua vita, e riportarlo al centro del mondo (in armonia con la natura) riponendo nuovamente “la megamacchina” al suo servizio. Intendiamo per Decrescita non la recessione che stiamo vivendo ora, ne il ritorno all’età della pietra che qualcuno ammanta, bensì il coniugare la saggezza del passato con ciò che di buono ci porta il progresso, “l’abbandonare radicalmente l’obiettivo della crescita per la crescita, del progresso e dello sviluppo fine a se stessi, un obiettivo il cui motore non è altro che la ricerca del profitto da parte dei detentori del capitale e le cui conseguenze sono disastrose sia per l’ambiente” che per gli esseri umani. L’obiettivo della decrescita non è la quantità, ma la qualità, è una società in cui si vivrà meglio lavorando e consumando meno e meglio[1].

Il fine di questo blog vorrebbe quindi essere quello di scandagliare il campo della salute attraverso la lente della decrescita, nelle sue varie sfaccettature (in particolare quella psicologica, ma anche biologica, sociale e spirituale), interrogandosi sulle origini della malattia/disagio e sulle possibilità di cura a 360 gradi. Verranno proposte delle riflessioni su come e quanto la nostra salute e le nostre pratiche di cura siano condizionate e in parte distorte dai meccanismi del sistema socio-economico dominante, da alcuni assunti di tipo epistemologico che vi stanno alla base e dai valori e dalla cultura ad esso sottesi.



[1] S. Latouche, La scommessa della decrescita, Serie bianca Feltrinelli, Milano 2007.

Medico e specializzando in psicoterapia dinamica adleriana. Fa parte del direttivo nazionale del Movimento per la decrescita felice (http://decrescitafelice.it/) in qualità di referente del gruppo di lavoro tematico “Decrescita e Salute” ed è presidente del circolo della decrescita felice di Torino (http://www.mdftorino.it/). Si interessa in particolare di temi legati alla decrescita, ai giovani, all’etnopsichiatria e alla psichiatria culturale. E’ membro del Consiglio Direttivo della Sezione Speciale di Psichiatria Transculturale – SIP 2010-12. Ideatore e coordinatore del progetto “Psichiatri senza frontiere” (http://psichiatrisenzafrontiere.wordpress.com).
Category : Blog.
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