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PETIZIONE COMMISSARIAMENTO CdA ENPAP

Firma la petizione per chiedere chiarezza sulla vicenda ENPAP!! Sul famoso Palazzo in via della Stamperia, acquistato per oltre 50 milioni di euro lo scorso anno, sembra essere accaduto qualcosa di strano.

Il TG di La7 riporta la notizia che un senatore PDL, attraverso una società con un capitale di alcune decine di migliaia di euro e senza struttura organizzativa, avrebbe acquistato da un fondo immobiliare (Omega) e rivenduto nello stesso giorno all’ENPAP il palazzo in via della Stamperia, con una differenza di 18 MILIONI di Euro!!!

FIRMA LA PETIZIONE PER CHIEDERE CHIAREZZA ALL’ENPAP

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Chiedo al Consiglio di Amministrazione dell'ENPAP di fare chiarezza su quanto denunciato dal servizio di LA7 in merito all’acquisto del palazzo in via della Stamperia, acquistato per 54 milioni di euro con un ricarico (in una sola giornata) di 18 milioni di euro e, nel caso siano confermati i fatti riportati, di rassegnare immediatamente dimissioni. Mi riservo altresì di chiedere il risarcimento dei danni economici e di immagine arrecati a me personalmente e a tutti gli psicologi iscritti alla luce degli accertamenti che la magistratura vorrà compiere

Con questo denaro proveniente dal sudore degli iscritti alla cassa si sarebbe dunque compiuto un affare che, se confermato nei dettagli presentati da La7, ha il sapore del peggiore dei danni, quello compiuto nei confronti di una collettività di colleghi che hanno espresso fiducia verso altri colleghi.

Che alcuni elementi di stranezza nell’acquisto di questo immobile ci fossero era risaputo: sono usciti in questi mesi diversi articoli, perlopiù su un investimento poco avveduto, sia per l’incidenza del prezzo sul patrimonio generale della cassa, che per il prezzo di acquisto eccessivo per i parametri della zona (sembra 14.000 euro/mq, quando l’osservatorio per il mercato immobiliare riporta un valore massimo di circa 11.000 euro/mq).

Durante l’ultimo periodo, era emerso pubblicamente che l’immobile era passato di proprietà per due volte nello stesso giorno, e nell’ultima riunione di consiglio del CIG il presidente Arcicasa, direttamente interrogato dai consiglieri sulla vicenda, aveva risposto dichiarando che tutti gli atti erano liberamente consultabili nel suo ufficio.

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Nelle ultime settimane, ci erano giunte strane notizie in merito ad una presunta speculazione, con un ricarico ragguardevole su questo doppio passaggio di mano; sembrava trattarsi di voci, ma come Altrapsicologia stavamo svolgendo in modo discreto alcune verifiche documentali per accertare effettivamente di cosa si trattasse.

Oggi, veniamo a sapere dal telegiornale i dettagli di una vicenda dal sapore amaro per chi si è impegnato con forza credendo in questa istituzione. Oggi, veniamo a sapere che il nostro ENPAP, faticosamente costruito negli anni, sembra essere stato oggetto di un’azione dai contorni oscuri.

Il nostro pensiero va al mondo dei liberi professionisti, alle altre casse di previdenza, va all’Adepp e agli enormi sforzi che il suo presidente Andrea Camporese sta facendo in questo periodo per salvaguardare un sistema previdenziale virtuoso e orgogliosamente indipendente.

Oggi ci vergognamo di appartenere ad una categoria su cui cade il sospetto dei giornali e telegiornali in questo modo, e ci auguriamo che questo Consiglio di Amministrazione, più volte criticato e più volte richiamato da noi ad una maggiore trasparenza e ad un maggiore rispetto verso il Consiglio di Indirizzo Generale e verso gli iscritti, voglia chiarire la vicenda e rassegnare le dimissioni.

Rimaniamo in attesa di chiarimenti da parte del CDA dell’ENPAP, composto dal Presidente Angelo Arcicasa e dai consiglieri Claudia Burroni, Daniela Petrolo, Paolo Moscara di AUPI (mascherato da Costruire Previdenza) e da Caterina Vezzoli di Cultura & Professione, e che siano chiarimenti precisi, puntuali e inequivocabili.

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Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Aristogatto says:

    Arci-Casa, nomen omen!!!

    • Arci.., compi un atto di dignità nei confronti della categoria che rappresenti: vai a..casa..

      • antonino says:

        fate la cortesia di andarvene, babbei, sprovveduti, irresponsabili, poco accorti, oppure c’è altro?… nel caso speriamo che venga fuori dall’indagine della magistratura e a quel punto che paghino penalmente se emergeranno reati contro un’intera categoria

    • Tiziana says:

      Penso che non abbiamo bisogno di nessun ente che ci ruba i soldi per avere la nostra pensione, ma possiamo facela da soli! Tutti a casa!

    • Luca says:

      Sono anni che Enpap si dimostra inaffidabile e spericolato (l’investimento sui fondi di una nota banca americana ora se non sbaglio fallita con relativa perdita rovinosa ce la scordiamo?)
      Io personalmente vivo i versamenti all’enpap con enorme fastidio poichè non mi fido e questo ennesimo episodio ne è una dimostrazione. sono anni che mi sacrifico per essere puntuale nei versamenti (io sono p.iva) perchè è la mia unica prospettiva pensionistica ma sono stanco. Forse tenermi quesi soldi e comperare un immobile sarebbe stato più fruttuoso. come me la pensano in tanti e alcuni hanno smesso di pagare l’enpap da tempo….

      • Matelda Tagliaferri says:

        ma si puo’ smettere di pagare l’ENPAP? con quali conseguenze legali? A dire il vero io da anni penso di farlo, ma almeno due commercialisti mi hanno detto che e’ assolutamente obbligatorio !

        • paolo says:

          purtroppo non si può fare…altro che liberalizzazioni…liberalizzare significa anche liberalizzare il sistema di previdenza facendo scegliere direttamente ai professionisti che cosa intendano fare…questo si chiama monopolio massonico esattamente come l’ordine…

          • Marianna says:

            E’ uno scandalo! E non possiamo certo restare a guardare! Forse, se tutti insieme smettesimo di pagare l’enpap, qualcosa potrebbe cambiare…Concordo sul discorso privatizzazioni: ognuno dovrebbe essere responsabile per se stesso e libero din scegliere come mettere da parte i soldi per la propria pensione…o anche di non farlo se preferisce.

        • Luisa says:

          Ciao, brava, anche io non vorrei pagarlo, e comunque cercare qualcosa di integrativo sicuro e serio…. lo faccio solo per obbligo, perchè anche io ho la partita iva….

    • SARA says:

      CHE AMAREZZA…. SONO ANNI CHE PAGO, FIRMO E SPERIAMO CHE A QUALCOSA SERVA.
      ASINUS, ASINUM FRICAT

    • alj says:

      Io credo allo Stato ed alla Procura della Repubblica!
      Proporrei di fare una class action contro l’enpap.. Si sa che sono degli incompetenti e dei ladri..si dei ladri, pensate che qualche anno fa essendo giovane ed in difficoltà denunciai tutto ciò che avevo fatturato (dato che pago le tasse per principio!!!) cioè niente popò di meno che 1150€ ebbene mi chiesero oltre mille euro di contributi (alla faccia del 10%) tra superminimi e minimo del massimo, nonchè contributo x la maternità, x i reduci del vietnam e x le vedove della terza crociata…L’enpap così com’è nn lo voglio più e rivoglio i miei soldi indietro sennò dato che siamo noi i proprietari del palazzo occupiamolo. E poi sarà legale che dopo aver superato un esame di stato ed essere regolarmente iscritto all’ordine (altra banda di furfanti) se non pago l’enpap ma l’inps nn posso esercitare? infine io pago già l’inps perchè devo pagare anche questi ladri?
      a volte mi pare divivere in una dittatura che si chiama repubblica…

    • Giancarlo says:

      Mi chiedo che senso abbia dare i nostri soldi a gente del genere, e per di più colleghi, che pertanto dovrebbero avere esperienza nella “cura” dell’altro.
      Vergogna! Andate a casa

  2. eva says:

    Vergognatevi.

    • Tatiana says:

      SI VERGOGNA!!!! ma come io faccio un sacco di sacrifici per trovare i soldi da darvi e voi come mi ripagate….e meno male che siamo psicologi e che dovremmo avere cura e rispetto dell’essere umano!!!!!!!
      Arcicasa quando mi mandava le mail (ORA NON LO FA PIU’…CHISSA’ COME MAI??!!!) era tutto così carino: “….faremo di qua, vi aiuteremo di la”….gli serviva solo il mio voto!!!!!! Che stupida a credere che le persone che ricoprono incarichi importanti possano essere delle persone ONESTE e LEALI!!!!!
      VERGOGNA!!!!!!!!!

      • Matelda Tagliaferri says:

        dobbiamo imparare a pretendere che lo siano, oneste e leali! come se fossero dei nostri stimati dipendenti(stimati non certo qesti attuali!!) organizziamoci per questo . Matelda

  3. Paola says:

    Firmato!
    Che vergogna, non ci sono parole…

  4. Sicuramente è da far luce.
    Vediamo il lato positivo: almeno la politica s’interessa agli psicologi!

  5. Simone C. says:

    Ma quale petizione! Qui e’ da fare un esposto in procura! Puzza di marcio da un chilometro!

    • fulvia pizzi says:

      sono perfettamente d’accordo ,che storia c’è sotto,che inciuci?non credo che sia solo una”svista” qui c’è dell’altro!

      • Fabio Geminiani says:

        E’ necessario un’inchiesta della Procura, altroché…
        Per il risarcimento non penso ci sia nulla da fare, ma per la punizione di certe persone c’è sempre speranza!

      • Monia Andreucci says:

        Mi affianco alle parole della dott.sa Dolfin, la denuncia e relativa richiesta di danni è scontata!! E trovo assurdo che ci inviino questa mail con la richiesta di una raccolta firme “per cacciare il malaffare” come se altrimenti non si facesse niente dopo la denuncia di un TG seguito come quello di LA7!

  6. Nicoletta says:

    Secondo me qui non si tratta di cacciarli. Questo è un fatto secondario, che dovrà avvenire naturalmente se i dati saranno confermati e quindi chiariti. Non serve una petizione.
    Qui si tratta di denunciare questa vicenda alla magistratura e chiedere, oltre i dovuti chiarimenti, un risarcimento danni agli eventuali responsabili di questo più che illeggittimo acquisto.

  7. alice says:

    paghiamo l’enpap per ingrassare il suo cda ed un senatore del PDL, il partito che ha portato a fondo l’italia.
    Ci devono risarcire.

  8. de robertis daniela says:

    E’ necessario inoltrare un esposto alla magistratura.Chi lo fa?

    • Francesca says:

      serve al più presto che ogni ordine si coordini per un incontro con gli iscritti e un legale

      • giorgio andreoli says:

        Sono dell’opinione che chi è alla guida di un Istituto sia responsabile del suo operato come amministratore. Pertanto, a meno di spiegazioni eccezionalment convincenti, ritengo che si debba perseguire civilmente chi male amministra soldi non suoi, come sembrerebbe in questo caso. Pertanto, invito le Associazioni di Psicologi non coinvolte in questa vicenda a costituirsi parte attive per un ‘azione giudiziaria che verrà supportata – credo – da tutti i profesionisti responsabili.
        Grazie per l’attenzione.

  9. Antonella says:

    E’ una vergogna per tutti noi. Bisogna fare assolutamente qualcosa, non possiamo permettere che queste persone continuino a mantenere il loro posto. Sono veramente indignata!

  10. Michela Parodi says:

    Senza parole…..

  11. Elia says:

    Si direi che l’aspetto del risarcimento danni agli iscritti dovrebbe essere la priorità, qualora si dimostrasse un illecito e/o una negligenza (quantomeno si tratta di manifesta stupidità!).
    Inoltre, auspico anche dei provvedimenti disciplinari esemplari da parte dell’ordine, qualora ci siano gli estremi.

  12. alessandro says:

    L’ONP indaghi chieda spiegazioni e se del caso intervenga in tutte le sedi, nel frattempo intervenga la magistratura e queste persone che speculano sui nostri miseri contributi in un modo meschino che paghino se necessario. Che schifo…, che amarezza non ci sono parole…

  13. Roberto says:

    La priorità va alla denuncia per reato contro un patrimonio che non è di proprietà degli “sprovveduti” che hanno gestito il malaffare, ma è di professionisti derubati. In contemporanea, in attesa della magistratura, tutte le persone coinvolte abbiano un sussulto di dignità e se ne vadano a casa.

    • Nicoletta says:

      E’ esattamente così, siamo noi la parte lesa e pertanto, a me chiederne le dimmissioni non importa. Quello che conta è che restino e rendano conto dinnanzi alla magistratura del loro operato.

  14. ENZO says:

    Sono d’accordo con la maggioranza dei commenti. Anche se ho già firmato la petizione, chiedo che AP proponga un esposto alla Procura e che chieda immediatamente le dimissioni di Arcicasa, perché chi ricopre la sua carica deve essere al di sopra di ogni sospetto. Anche se non c’entra nulla deve andarsene.

    • BARBARA says:

      sono d’accordo con i commenti, ….ancora una conferma dove ci sono i soldi c’è il malaffare.
      I soldi sono i nostri dobbiamo trovare il modo per ridurre al minimi questi rischi.

  15. Alessandro says:

    La goccia che fa traboccare il vaso…adesso andrete sì ma a casa vostra altro che speculare con i soldi degli psicologi!
    VERGOGNA!!!!

  16. Andrea T. says:

    subito commissariamento dell’ente ed insediamneto da parte dell’Ordine di una commissione che indaghi seriamente.
    In caso enorme avventatezza nel gestire i nostri soldi dimissioni immediate e denuncia publbica della leggerezza dmostrata, in caso di dolo esplusione dal’ordine.
    O è poco?

    • Alberto says:

      Aggiungerei ai puntuali ed, ahimè, pertinenti commenti di Fabio una nota di amarezza derivante dalla presa d’atto che è sempre la solita storia…
      si parte con buoni propositi e…qualcuno si perde (o si vende) lungo la strada. Se ci sarà un esposto alla Magistratura tra un bel po’ di mesi sapremo se sono stati commessi atti illeciti e intanto…
      Utilizzando il massimo della benevolenza possibile verso i Colleghi che hanno gestito questa operazione immobiliare si può dire, senza timor di smentite, che sono dei babbei.
      Senza uso di benevolenza ma con uso di buon senso si può dire che è un fatto grave anche per le implicazioni etico-professionali e che occorre comunque indagare a fondo sui soggetti coinvolti (anche da un punto di vista patrimoniale, economico, fiscale, dei legami economico-finanziari, ecc) affinche non esistano dubbi di sorta ma neppure zone d’ombra e neanche chiaroscuri sulla gestione di un ente a cui volenti o nolenti affidiamo (e siamo costretti a farlo) le nostre risorse.

  17. Gianluca Antoni says:

    è vergognoso!!!!!

  18. don chisciotte says:

    Basta con queste manovre diplomatihe di indignazione! un buon esposto in procura ed una segnalazione a Report! Da sempre l’ enpap è una cassa di ladri gestita dal malaffare! e obbliga a versare chi quei soldi se li suda. Maiali! dovete morire dietro le sbarre!

  19. Flavio says:

    fate schifo…

  20. Davide Graziosi says:

    Esposto in procura, è ora di impugnare la legge!

  21. Fabio Ferrari says:

    Se è vero, spero che qualcuno che ritenga davvero di rappresentarci denunci il CDA in Procura della Repubblica e propongo una “class action” per chiedere il risarcimento ai responsabili

    • Grace says:

      la class action potrebbe funzionare, io propongo inoltre una azione di protesta incisiva, a ridosso dello scadere della tassa dell’ordine mi chiedo a cosa servano i nostri sforzi economici..boicottiamo fino a quando non saremo tutelati!!! …

      • Maria Grazia says:

        Dobbiamo pretendere spiegazioni e giustizia…Dovremmo pagare solo in seguito a un dovuto responso. Mi tremano i polsi al pensiero di star buttando via il denaro che da libera professionista mi sudo quotidianamente tra 1000 fatiche. Colleghi, ho sempre ritenuto la protesta in piazza una perdita di tempo, ma oggi la nostra protesta davanti a quel palazzo della vergogna, o dinnanzi ai tanti palazzi di ordini regionali che tanto poco ci tutelano, è più che lecita!

    • giordil says:

      sono perfettamente d’accordo sull’esposto in procura e sul fatto che i responsabili rispondano in proprio del loro operato!!! è ora di finirla con persone che sfruttano la delega che le viene data, sono dei veri e propri furfanti, altro che codice deontologico!

  22. Iacopo says:

    Che spettacolo! W l’itaglia! 18 milioni che potevano essere destinati a tirocini o ricerca…. olè, pappati in poche ore. Buon appetito a tutti quanti.

  23. Arianna says:

    Per fare luce su questa vicenda, occorrerebbe che il cda dell’ENPAP, di concerto con l’Ordine Nazionale Psicologi, commissariasse la struttura, affinché responsabilità, ingenuità o malafede possano emergere.
    Qualora ciò non si facesse entro il corrente mese, un gruppo di psicologi si mobiliterà per denunciare alla competente Procura della Repubblica.

  24. Piergiorgio says:

    Mi aspetterei che il consiglio di amministrazione tutto porga come minimo e per rispetto alla categoria, immediate e irrevocabili dimissioni!

  25. Gloria says:

    Aboliamo l’ENPAP e passiamo tutti all’INPS

    • Francesca says:

      Concordo! Preferisco l’INPS. Perché non lasciano scegliere con quale ente farsi la pensione? “Liberalizziamo” la scelta, poi vedi come fanno a gara ad offrire le condizioni migliori !

    • Silvia says:

      Sono d’accordo!
      E peraltro mi sono sempre chiesta a che pro esistano le casse previdenziali dedicate.

      Oltretutto fanno pure le speculazioni, quale miglior motivo per chiedere non solo le dimissioni del tizio, ma la chiusura dell’ente!

    • Luca says:

      sacrosanto anche perchè temo che chi come me ha solo enpap come previdenza vedrà molto, molto, molto poco a fronte di molto molto molto dato…..meditiamo bene!

  26. Anna says:

    Firmato. Ma non basta. Perché voi di AP, che siete stati i primi a reagire alla notizia non fate un esposto, una denuncia. Io ci sto a partecipare a una classaction di psicologi iscritti all’ente per farci restituire il MALTOLTO, qualora la magistratura confermasse l’avvenuto furto alle nostre pensioni.

    • ENZO says:

      Approvo in pieno.
      E’ urgente una presa di posizione ufficiale di AP.
      Non la possiamo chiudere solo con una petizione on-line!!!

      • cristina says:

        credo che a questo punto sia già nelle mani della magistratura.
        un servizio in un tg nazionale non è già una denuncia?
        personalmente già un mesetto fa ho fatto una segnalazione a report chiedendo loro aiuto per far luce e invitando colleghi a fare altrettanto. ora penso che si debbano coinvolgere gli ordini che devono preoccuparsi di ognuno di noi

  27. daniela says:

    adesso capisco anche il perchè non ci abbiate mai aiutato per preservare una immagine seria e professionale della nostra attività .
    penso che sarebbe un bene se ve ne andaste e usciste anche dall’ordine o meglio dovremmo cacciarvi noi.

  28. Teresa says:

    Da non credere! Un paese civile come l’Italia dovrebbe curare il benessere di tutti, ma sembra che ci siano vari gradi di valore quando si tratta degli essere umani. Che vergogna!

  29. Chiara says:

    Posso firmare anche se non sono iscritta ancora all’Enpap? E’ vergognoso, ho immaginato subito che sotto ci fosse qualcosa di poco limpido…

  30. Alessandra says:

    Sono pienamente d’accordo con tutti i miei colleghi che mi hanno preceduto nei commenti…., qui la petizione non basta, dobbiamo unirci veramente e fare un esposto in Procura, sospendere i nostri pagamenti, fino a quando non ci sarà chiarezza…. Tutto questo mi indigna non solo come professionista, ma come persona che non si sente più rappresentata, nè tanto meno tutelata, nè dalla sua categoria, nè da questo politica che ha sporcato la bellezza di questo paese…Qui non basta più solo indignarsi, ma dobbiamo muoverci, perchè tutto questo non mi appartiene, non sono io!! Qui non basta pulire, cambiare la superficie, qui la neve di oggi mi dice che la pulizia deve andare fino in fondo…nelle viscere….

    • carmen says:

      ohhhhhh….sospendiamo i pagamenti prima che i nostri soldi finiscano in altri orrori. qualcuno ci dia delle opportune spiegazioni e poi….pagheremo!

  31. nando says:

    L’ordine nazionale psicologi deve assumere una posizione netta per tutelare gli interessi degli iscritti; se ci sono incompetenti nel cda enpap che si affidano al primo speculatore di passaggio che vengano sostituiti. Sarebbe inoltre il caso che certe decisioni (nel caso l’acquisto dell’immobile) venissero almeno rese note agli iscritti prima di imbarcarsi economicamente in queste scellerate e fallimentari operazioni. Qui l’indignazione non basta.

  32. cristina says:

    e le associazioni dei consumatori non possono aiutarci?

    • Cristina says:

      Vergogna e disgusto, quale futuro pensionistico e quale dignità professionale possono garantirci queste persone?
      Esposto alla Magistratura.

      • Luca says:

        nessuna
        Non è la prima porcata; ci stiamo dimenticando gli investimenti “accorti” sui fondi americanii che hanno dato il la alla crisi mondiale. L’enpap coi nostri danari , non se li è lasciati scappare perdendo molti milioni di euro…..tanto son nostri mica loro!

  33. Luigi Romano says:

    Delle due l’una: o si tratta di stupidità…e allora poveri noi o si tratta di illecito e allora esposto alla Magistratura, non servono petizioni

  34. Francesca says:

    Ritardiamo il versamento all’Enpap per protesta

  35. Simone Cucchetti says:

    …Mah, sperèm!

  36. rosanna says:

    ..sono d’accordo!la più efficace forma di class action in questo momento è proprio ritardare il pagamento della tassa!non posso accettare e correre il rischio di appartenere ad una classe di professionisti che più di tutti dovrebbe dimostrare rispetto e onestà verso il prossimo, mentre si riduce a queste azioni vergognose! tutti insieme dovremmo lottare per questo!!!!!!!

  37. Fabio says:

    purtroppo quando dilettanti gestiscono cose di cui non conoscono nulla questo è il risultato…cmq non mi arrabbio perchè diamo per scontato io e mia moglie, che sono soldi gettati a prescindere, visto che la pensione non la prenderemo mai, quindi possono pure giocarli al casinò..nn conto sui soldi dell’enpap, dobbiamo pagare perchè ce lo impongono, avrei certamente fatto fruttare meglio quei soldi, i rendimenti di rivalutazione negli anni sono ridicoli, i conti depositi vari avrebbero tranquillamente raddoppiato i rendimenti, senza avere spese accessorie e gestori che ingrassano i loro conti, oppure avrei potuto metterli in piani assicurativi blindati ce ne sono a decine….
    tengo a precisare che tra me e mia moglie il montante ci avrebbe tranquillamente permesso di acquistare un decoroso trilocale in città…la nostra pensione…invece sono serviti per acquistare la sede della nostra cassa di previdenza e probabilmente qualcosa per qualche fortunato collega…..un saluto

  38. Giuliano Brusaferro says:

    Noi paghiamo una Banda che ci svena? Spero si dimostri che non e’ così altrimenti causa collettiva e chiederemo i danni….

  39. tatiana says:

    sono nella lotta con voi!!! troppe ingiustizie …un anno fa ho avuto un bimbo e non mi hanno dato l’indennizzo di maternità nonostante ho pagato regolarmente tutto…..sapete perche????? io non c’ho capito niente ….lottiamo tutti, oggi i social network ci aiutano a divulgare le loro porcate….

  40. mario says:

    Cari colleghi non siate ingenui!!! sottoporre la questione Empap all’autorità del Consiglio Nazionale degli Psicologi è come passare dalla padella alla brace!!!??? non avete capito che l’attuale gruppo di maggioranza facente capo all’AUPI governa sia l’EMPAP che il CNOP? Penso sia importante e necessaria una azione che parta dal basso e che chieda alle autorità indipendenti (procura della repubblica) di fare chiarezza sull’accaduto.

  41. giovanni brighenti says:

    e mettersi a disposizione della magistratura quando ci sarà l’inchiesta… poi secondo me ne vedremo delle belle…

  42. Chiara says:

    Scusate, ma io mi chiedo, che bisogno ci fosse per l’Enpap di acquistare un immobile di quella portata e in centro storico a Roma…. No comment!

    • Alberto says:

      la motivazione he forniscono “loro” è che è un investimento. Contro un autobus…visto che esci pesto. Ho avuto modo di parlare con uno di “loro” verso sera. Mi sono reso conto che non capiscono, non perchè siano scemi, ma perchè non riescono a fare un esame di realtà. Avete presente la macchia cieca? Nel corso della conversazione, di fronte alla sottolineatura da parte mia che si trattava di un ottimo affare per chi vendeva e per chi aveva aiutato a vendere, la replica era che il prezzo è ok e che l’affare l’ha fatto l’ENPAP. A questo punto mi sono preocupato: se son così ciechi che non si accorgono di cosa è accaduto è anche molto probabile che non si accorgano che qualcuno può approfittarne o averne approfittato…Che strano, noi dovremmo intendercene di questi meccanismi…e quindi essere anche un po’ meno “proni”. Honi soit qui mal y pense…

      • elisa says:

        l’aspetto peggiore è che non possono accorgersene perchè non hanno un’idea del valore del denaro e delle difficoltà che troviamo noi iscritti per versarlo… credo si possa lavorare anche in una struttura che costa un po’ di meno.

  43. Io non ho una risposta per questo:ma non credo che sia sufficiente liquidare la cosa con un :’sono sprovveduti e poco intelligenti ‘.
    Non per incrementare la teoria del complotto,ma le manovre di milioni di euro,soprattutto quando sembrano così sciocche,in genere sono fatte da gente che sa come si fa a derubare e-o impoverire intere categorie di persone …..occultando,nascondendo ecc .Si può’ essere stupidi e furbi (furbastri) contemporaneamente.
    La cifra astronomica (e se il giorno prima costava la meta’ ,ci sono anche buoni motivi per crederla fuori mercato);un investimento che difficilmente può’ diventare denaro liquido in un attimo in caso di necessita’;
    Un lusso che una categoria come la nostra certo non si può’ permettere ,visto che le nostre pensioni sono inesistenti,e visti gli investimenti fallimentari che l’ente ha fatto negli ultimi anni … perfino uno stupido si asterrebbe dal farlo;ma un truffaldino sconsiderato potrebbe ricavarci materiale per lucrarci come potrebbe giocarci sopra?Mancano così’ tanti elementi.Ma non possiamo tollerarlo,ne lasciare che continui .

  44. Si,anch’io propongo di sospendere i pagamenti e di iniziare una class action,naturalmente a partire dal CNOP o quale che sia l’organo ufficiale più’ alto che possiamo avere .

  45. Paola Mancini says:

    Passiamo hai fatti chi ci va in procura? Nicola ci pensi tu? O facciamo una class action? Esiste o ci hanno istupidito a forza di parlarne? Ci pensa l’Ordine? Nicola dacci un segno oltre la petizione!

    • Gianni says:

      E perché ci deve sempre andare un altro? perché non ci vai tu?

      • Paola Mancini says:

        Certo che posso andare se serve. Pensavo di essere in un gruppo e volevo coordinarmi per non andare in mille singoli e vedevo in Nicola un possibile rappresentante. Tutto qui. Vedo che l’amarezza per questa vicenda ci sta inquinando e diventiamo diffidenti anche tra noi, non credo sia una cosa buona. Comunque credo che un’inchiesta sia stata aperta, non so se sia sufficiente o dovremo comunque rivolgerci a un legale per eventuali risarcimenti, come propongono in molti. In Italia chi sbaglia non paga quasi mai a meno che non sia un falso invalido, ma guai a incriminare il medico che ha prodotto il certificato falso!

  46. GIUSEPPINA BALDO says:

    Vuoi vedere che ci tocca andare lì coi forconi anche noi? Ironia a parte, mi associo alla richiesta dei colleghi circa la necessità di passare subito all’INPS chiedendo comunque un risarcimento per i danni subiti. Che squallore avere una conferma così palese (il sospetto fondato molti di noi ce l’avevano già) che la nostra categoria, ai livelli più alti e delicati, contenga simili loschi personaggi. Cosa fanno gli Ordini di appartenenza a prendere provvedimenti? Cosa dobbiamo fare per essere radiati? Forse uccidere qualche paziente?

  47. Matteo says:

    Non ci sono parole per esprimere il senso di schifo.
    Ci sono gli estremi per una bella class action?

  48. Stefania Vecchia Stefania Vecchia says:

    Cari colleghi,
    siamo tutti indignati. Capisco bene la rabbia e lo sconcerto, ma vi pregherei di non essere offensivi: stanno arrivando moltissimi commenti, alcuni dei quali non verranno approvati perché contengono turpiloqui e pesanti offese personali.
    Sapete che su questo sito c’è libertà di parola e di pensiero e che la censura non fa di certo parte di AltraPsicologia, ma quando è troppo è troppo.
    Non si tratta di censurare nessuno, però cerchiamo quantomeno di mantenere un po’ di decoro e di rispetto anche verso coloro che, per quanto si presuma non si siano comportati bene, sono pur sempre colleghi e persone.
    un caro saluto a tutti
    Stefania Vecchia

  49. …si, potremmo sentire un legale per capire se c’è spazio per una richiesta di risarcimento nei confronti del presidente, del direttore e dei consiglieri di amministrazione che hanno votato favorevolmente per questo provvedimento? la Magistratura valuterà se ci sia stato dolo, ma come minimo c’è stata incompetenza grave nella gestione dei nostri soldi, che paghino loro e le loro famiglie per tutti i prossimi anni della loro vita, che vergogna, siamo già una categoria screditata, ora stiamo facendo la figura dei malfattori ed in questo caso saremo in allegra ed ampia compagnia, oppure faremo la figura dei polli e questo mi sembra perfino peggio

  50. Annalisa says:

    Sono d’accordo per un esposto in procura, è necessario fare chiarezza sulla vicenda e subito.

  51. gianni caminiti says:

    Il solito putrido modo di fare soldi facili alle spalle di chi lavora. Chissà se i 2 signori (il senatore PDL e il -l’ex, spero- presidente ENPAP)si sono spartiti quella incredibile mazzetta da 18 milioni.

  52. roberto sbrana says:

    Petizione firmata. Letti i 73 commenti . Condivido class action. C’è una sola cosa che ho difficoltà a capire: come mai ci svegliamo solo quando succedono questi casini e quando si cerca di coinvolgere i colleghi invitando a partecipare alle riunioni si vede solo il 2% disposto a rompersi i coglioni e a sporcarsi un pò le mani e la mente?
    “La libertà non è star sopra un albero…la libertà è partecipazione” (Giorgio Gaber, noto psicoanalista). Saluti a tutti.

    • Paola Mancini says:

      A questo proposito, Roberto, proprio per citare ancora Gaber, siccome “non ho paura di Berlusconi in sé ma di Berlusconi in me”, potremmo far si che questo scandalo sia il motore propulsivo e costruttivo per cambiare davvero e partecipare in modo concreto. Riusciremo a vincere le elezioni dell’Ordine e non cadere nei giochi di potere? Riusciremo a prenderci l’Enpap e non cadere nelle tentazione di rubare? Io credo sia possibile ma si dovrebbero muovere le persone oneste, quelle che tutti i giorni lavorano e non hanno neppure il tempo di pensare a rubare perché la mente è impegnata altrove. Mettiamoci la faccia, incontriamoci dal vivo, come si può fare? Vogliamo andare nella nostra nuova e bella sede? Se penso alle polemiche sull’affitto sono proprio “bazzagole” a questo punto! :-)

      • roberto sbrana says:

        Apprezzo molto le intenzioni. Resto in trepida attesa dei fatti. Trovo questi ultimi fondamentali, più dei primi da soli, però. Saluti. RS

  53. cristina says:

    Se coinvolgiamo il codacons ? ma penso che si debba fare con un’associazione o un ordine, non credo basti un singolo

  54. Andrea says:

    penso alla stragrande figura di m… che anche questa volta abbiamo fatto in quanto psicologi, solo in Italia succedono ste cose, adesso si parla di psicologi ancora in maniera più negativa, adesso sinceramente sto pensando di proporre una class action all’enpap per danni morali e materiali, danno d’immagine, ce lo devono dopo tutti i soldi che mettiamo.

  55. elena sormano says:

    e’ questo il modo di usare i fondi per le nostre pensioni? Sono indignata!

  56. Micaela says:

    Firmato ma anch’io penso non sia sufficiente e sono pronta a partecipare ad una class action

  57. Nicola says:

    Qualcuno ha pensato a una class action?

  58. Francesca O. says:

    Ma il Consiglio di Indirizzo generale dell’Enpap che tanto diligentemente eleggiamo e di cui fanno parte anche rappresentanti di Altrapsicologia dove era quando il CdA ha deciso l’investimento immobiliare? La questione della spesa per la nuova sede era già venuta fuori con l’approvazione del bilancio 2010 … Ma ce ne accorgiamo solo ora che ne parla la TV!

  59. Dolfin Maria Teresa says:

    Chiedo che il Consiglio di Ammistrazione venga sospeso in attesa di fare luce molto celermente sugli eventi che hanno a che fare più col diritto penale che con quello civile. Ci sono infatti tutti gli estremi per una denuncia, con richiesta di danni. Non mi è chiaro perchè e come questa storia vergognosa e infame per tutti i colleghi abbia potuto essere tenuta nella sabbia per circa un anno, quando le irregolarità appaiono macroscopiche anche agli occhi di uno sprovveduto.Dove si erano nascosti i nostri probiviri?

  60. Stefania says:

    FirmatO! Ma non basta: oltre a provare a fare la libera professionista…insegno la nostra disciplina ad adolescenti….risultato: oltre la metà della classe in V, l’anno dopo si iscrive a psicologia e supera con successo il test d’ingresso….con quali motivazioni, argomentazioni potrò provare a spiegare loro che tutto quello che è successo è il risultato delle solitie MELE MARCE….presenti in tutti i settori e stronzate di questo tipo….
    Ritengo seriamente che dobbiamo passare dall’indignazione ai fatti….
    NON PAGHIAMO PIù CONTRIBUTI ENPAP!!!

    • Luca says:

      d’accordo. Io comincerò a marzo. Non verserò più un euro, tanto i 20.000 ca versati ligio come un cagnolino in questi anni, li do per persi. Forse chi ha smesso di pagare prima, ha fatto meglio di me…

  61. Mariagrazia Testa says:

    dove c’e’ politica…c’e’ casa. Certo piu’ che un CDA sembra la banda Bassotti, sempre la piu’ veloce ad organizzarsi e la piu’ efficace nel raggiungere l’obiettivo, quello non dichiarato.

  62. sara says:

    certo che sapevano, quando si acquista si ha in mano l’atto di vendita del precedente proprietario!!!
    Sono nostri quiei soldi!!
    Bisogna denunciarli!

  63. Patrizia says:

    Che rabbia, ma con che diritto usare i fondi della nostra pensione????
    Ma perchè non scendiamo in piazza per protestare??? è veramente troppo grave quello che è successo!! Alla faccia dell’etica!

  64. Fiorino says:

    Mi scuso con coloro (destinatario compreso) che hanno letto il mio commento di ieri, ma ero veramente ‘indignato’, oltre che deluso e amareggiato. Si, perché la costatazione che anche ‘in casa propria’ si possano nascondere esemplari di questo nuovo (quanto vecchio) spettro morale fatto di furbi e approfittatori del potere (e purtroppo del denaro) che nella maggior parte dei casi noi gli abbiamo dato, francamente avvilisce e rivitalizza l’aggressività nella forma più primordiale. Ma come si può sentire quel collega neolaureato che, magari è riuscito ad avere un incarichetto che prevede un compenso lordo di 2500 euri lordi (e magari è comunque contento per aver iniziato a guadagnato qualcosa e perché qualcuno inizia a chiamarlo dottore) che però è costretto a versarne 750 alle casse dell’enpap, quando poi chi li gestisce li sperpera in questo modo (quando per le sue bollette sarebbero stati oro)?. Io credo che l’obiettivo futuro di noi tutti debba essere quello di ABOLIRE L’OBBLIGO DI ADESIONE alla (non la) cassa previdenziale a favore della possibilità per chi vuole di attivare nella stessa forma percentuale una polizza assicurativa equivalente. Ritengo che questo sia un punto fondamentale per quel senso di libertà che deve accompagnare l’investimento del PROPRIO DENARO, ma soprattutto, l’organizzazione della PROPRIA VITA.

  65. Giovanna G. says:

    I colpevoli accertati dovranno essere puniti, ma pensiamo anche a che farne di una sede tanto costosa, prestigiosa quanto scomoda da raggiungere. Propongo che venga venduta per trovare una sede decentrata e raggiungibile anche da chi per handicap o altro, ha bisogno del trasporto in auto. Certamente buona parte del ricavo tornerà nelle casse dell’ENPAP.

  66. cristiana says:

    penso sia solo da vergognarsi, invece di salvaguare gli sforzi degli iscritti, che in un momento tragico per il lavoro cercano disperatamente e forse inutilmente di avere una pensione, regaliamo 18 milioni del nostro futuro aun ignoto senatore PDL…Perche’? Chi è costui? cosa copre questa assurda manovra….? vogliamo sapere e siamo veramente stufi di subire vessazioni …. L’ordine non difende mai la nostra categoraia, siamo fuori dal ssn, fuori dalla ascuola e nessuno dice niente ora ci sfruttano per qualche losco interesse ora veramente basta…..!!!!

  67. linda says:

    Ho emesso la prima fattura il gennaio di quest’anno e non mi sono ancora iscrittaanche se ho già compilato il modulo ed è pronto per spedirlo, ma se non lo faccio entro i termini prestabiliti l’ENPAP sicuramente provvederà a farmi recapitare una bella raccomandata con tanto di sollecito e sanzione da pagare per non averlo fatto nei termini giusti. E sarebbe giusto così, ma che fossero corretti a loro volta, che vergogna…In questo caso siamo noi a doverci fare sentire, non è giusto…
    La petizione non basta.

  68. Bisogna portare quueste persone davanti ad un tribunale, è indegno. Negli anni 80 questa stessa cosa venne fatta con la casssa previdenziale dei dirigenti d’azienda che alla fine fu in grande difficoltà e credo (ma non sono sicuro) sparì del tutto. Ovviamente tutto venne poi riversato sull’INPS.

  69. stefania says:

    L’intervento della magistratura mi sembra in questo caso ovvio, è necessario innanzitutto fare chiarezza.Così come del resto una presa di posizione dell’Ordine.
    Mentre non si può credere solamente ad un’ingenuità e, se così fosse, non si può permettere di far gestire tanti soldi da incapaci,fa strano che la cosa sia emersa solo a distanza di un anno….

  70. carlo says:

    AH, ORA FAI LA PETIZIONE? …. ma quando diversi mesi fa scrivevo su “quanto pagano gli altri?” (vedi archivio di ENPAP) che bisogna eliminare l’obbligo di iscriversi all’ENPAP (e tutta l’organizzazione postfascista degli ordini) la pensavi diversamente?
    Cambiato idea?
    Son contento ….. ma come al solito in Italia si fa qualcosa solo dopo che dalla stalla son scappati i buoi…
    Ora, … hai voglia di far petizioni … quei soldi cari miei son fottuti … siamo in Italia, … non ci torneranno più … mettiamoci l’animo in pace … magari facciamo la petizione che non si sa mai … ma, meglio mettersi l’animo in pace ….
    in “abolizione degli ordini, chi la chiede ragiona con la clava” (vedi archivio enpap), … diverso tempo fa, qualcuno ragionava diversamente mi pare …. dove sono ora tutti quelli che “facevano i conti” dicendo che l’ENPAP è una cosa buona?
    Siamo un po’ troppo voltagabbana???é???

    • tiziana zitoli says:

      A gran voce gli onesti devono difendere questa categoria che già fatica a promuoversi positivamente sul mercato. Mi associo in pieno ad una azione che porti alla massima chiarezza di quanto è successo e sicuramente ci dobbiamo costituire parte civile per richiedere i danni e difendere la nostra immagine.

  71. valentina scarselli says:

    Ecco dove vanno i nostri soldi!!! Rubati da nostri colleghi.

  72. Andrea - piatto di minestra ;) says:

    Ciao a tutti…era il luglio 2011 quando qualcuno, su questo forum, mi consigliò di preoccuparmi di mettere i soldini nell’Enpap per evitare di finire povero, pazzo…e senza pensione…ma soprattutto senza un piatto di minestra. Se non ricordo male in un mio post risposi che eravamo di fronte ad un cambiamento epocale…cambiamento che divenne reale solo qualche giorno dopo (ad agosto 2011 iniziarono le danze e gli italiani scoprirono improvvisamente che esisteva una cosa chiamata “spread”). Sappiamo come è andata (non siamo ancora minimante fuori dalla crisi non illudetevi da quanto vi dicono in tv temo che il peggio debba ancora palesarsi…)…ora la pensione si allontana sempre di più…o meglio siamo sinceri non andremo mai in pensione (dai diciamocelo serenamente anche perchè non sopporto veder piangere la Fornero). E poi arriva questa fantastica notizia a conferma di quello che era solo una vaga sensazione. Allora mi chiedo perchè siamo obbligati ad investire in un’organizzazione disastrosa come l’Enpap? Fossimo in un vero libero mercato ognuno di noi potrebbe scegliere, in piena autonomia, come e dove investire i nostri soldi…e statene certi sono in grado di evitare bidonate come l’Enpap…Ma non si può…Come essere COSTRETTI a PUNTARE i SOLDI su un CAVALLO BOLSO!!!. Ma allora diciamo le cose come stanno…per giustificare un posto di lavoro a qualcuno dobbiamo tassarci…ok…va bene ma siamo sinceri per favore evitiamo lo strazio di essere presi in giro… questo davvero non lo sopporto più! Io, se potessi, non investirei un centesimo in un’azienda fallimentare come l’ENPAP

    • Mara says:

      Sono d’accordo sulla libertà di investire come meglio si crede i propri soldi. Dopo quasi 10 anni di versamenti ho visto dal’enpap solo il minimo come contributo maternità (per intenderci, ci si sopravvive al minimo del minimo per poco tempo e poi si torna a lavorare con un calcio del sedere autoaffibbiato), soloo perché due anni prima avevo parte del lavoro come dipendente, oltre alla libera professione, che poco dopo era stato trasformato in una consulenza. Ho ricevuto briciole con la scusa che si fa riferimento al reddito di due anni fiscali precedenti il parto. Però intanto tutti i versamenti, e non pochi, se li sono presi. Mi invade una profonda rabbia ogni volta che ci ripenso. Avevo anche segnalato l’incongruità della situazione e avevo ricevuto una risposta vaga.
      Ora so dove sono i tanti soldi in più che mi spettavano qualche anno fa!! Quindi condivido anche un’azione per una vera liberalizzazione dei fondi pensione.

  73. maria assunta consalvi says:

    Vogliamo parlare della polizza assicurativa sanitaria stipulata con Unisalute?
    Ho provato a servirmene ma senza successo, non abbiamo diritto a niente, o quasi, almeno che non si ha il cancro o altra patologia grave. A questo punto spero di non servirmene mai.

    • Vito Cetraro says:

      Cattivo sangue non mente…. Vedi convenzione truffaldina UNISALUTE fatta passare per grande opportunità (1.500 euro di franchigia per qualsiasi ricovero anche in DH contro i 20 (dico venti) euro dell’EMAPI). Andrebbero radiati dall’Ordine.

  74. antonella T says:

    Certo che va fatta chiarezza!!! e incredibile sentire che l’aRCICASA abbia indicato, su richiesta di approfondimenti e domande precise, che nell’Ufficio c’è tutto il materiale ….quale?
    nel servizio mi sembra molto chiaro quale sia il materiale su cui approfondire cosa sia cacduto prima e dopo l’acquisto…ma, data la situazione generale, avevamo bisogno di un palazzo di lusso in centro a due passi da piazza Fontana come Psicologi che faticano a pagare la contribuzione richiesta o andavano investiti in modo diverso???? per tutti?!!!! ovviamente ma oggi nulla è più ovvio anzi!
    Per la fatica che faccio a svolgere un lavoro difficilissimo, per il clima generale in cui è tutto il settore lavoro anche il altri ambiti, per l’inconsistenza di una pensione che mi garantisce una realistica pensione sono INDIGNATA E VOGLIO CHIAREZZA SULL’ACCADUTO e essere ventualmente risarcita insime a tutti i colleghi se e dico se….la questione è come appare e non è ciò che volevano farci credere!

  75. antonella T says:

    Scusate a due passi da Fontana di Trevi non Piazza fintana che strano lapsuss:)

  76. Michele says:

    Che dire se non che è uno schifo.
    Sono iscritto da poco e sinceramente l’ENPAP da subito non mi ha fatto una buona impressione e tantoi meno mi ha dato fiducia.
    Ed ecco qui i fatti a confermarlo.
    Dopo questa cicligina sulla torta credo che ENPAP non sia degno di rappresentare la nostra categoria professionale, invece di tutelarci non ha fatto altro che rovinare l’immagine della nostra professionalità e della nostra categoria che già fa aftica ad affermarsi.
    Anzi penso che le dimissioni non sono abbastanza, oltre al risarcimento dei danni arrecati a tutti gli iscriti l’ENPAP dovrebbe essere abolito per sempre.
    Vergognatevi fate schifo

  77. Sara Pomes says:

    Altrapsicologia stava eseguendo “in modo discreto” verifiche documentali? Così discreto che è passato oltre un anno dall’acquisto e alla fine la verità la si è saputa dalla televisione. I vertici dell’Enpap devono vergognarsi, ma anche chi dovrebbe vigilare e invece dorme!!!

  78. Marco.R says:

    ..una pensione privata ? io l’enpap non lo voglio !

  79. raffaelefarina says:

    firmato. letto tutti.
    oltre a tutto quello che è stato detto propongo di valutare anche se ci sono gli estremi per un annullamento dell’atto di compravendita.

  80. franco says:

    Gli episodi riferiti sono molto seri, bisogna fare chiarezza in quanto ognuno deve essere messo in condizione di rispondere per le proprie e specifiche responsabilità.

    C’è bisogno di avere una visione organica per quanto concerne il tipo di gestione dei “nostri soldi”.

    In questi casi, bisogna essere calmi, sereni e determinati. Troppo semplice dare giudizi affrettati e sentenze moralistiche. Abbiamo bisogno di far sentire la nostra voce e la nostra azione con continuità e ripeto CHIAREZZA, PERSEVERANZA e DETERNINAZIONE.

  81. Giancarlo says:

    Non si salva proprio più niente e nessuno; colleghi che invece di curare la sensibilità clinica si occupano di soldi e con quale stile poi. Dimissioni subito senza se e senza ma con scuse accompagnate.
    Chiedo se è possibile farmi restituire i soldi versati poichè non sono in buone mani.

  82. Giorgio says:

    Perchè non ci restituite i soldi faticosamente versati prima che vi venga qualche altra folgorante idea?
    Queste geniali operazioni incrementano decisamente il prestigio di cui gode lo psicologo nella nostra nazione.
    Troppi nani vogliono salire su alte poltrone!

  83. Maria Carla Scorza says:

    Ho pagato negli ultimi tre anni versamenti superiori agli introiti percepiti in ragione di quel valore da molti disatteso, che va sotto il nome di ETICA. Ho pagato sempre con fiducia nell’ENPAP, ritenendo di appartenere ad una categoria professionale che coltiva il rispetto, la cura e l’attenzione per l’altro e ritenendo, ingenuamente, di essere adeguatamente rappresentata. Le dimissioni di questi inqualificabili soggetti devono essere immediate. Costoro vanno esposti alla gogna pubblica e la nostra categoria professionale deve essere risarcita non solo del danno economico ma anche del danno morale che ci è stato arrecato. VERGOGNA! Mi vergogno, ci vergogniamo per loro, incapaci di riconoscersi responsabili di una simile nefandezza.

  84. Maria Pia says:

    VERGOGNATEVI, e non aggiungo altro

  85. davide says:

    Invece di lasciarci liberi di investire i nostri sudati guadagni magari acquistando un
    appartamentino da mettere a rendita per la vecchiaia, con i nostri soldi la vecchiaia dorata la assicurano per dieci generazioni dell’onorevole speculatore!!!
    Delle due l’una o penosamente inetti o vergnosamente corrotti!
    BOICOT ENPAP

  86. Lillo says:

    E’ sempre lo stesso Ordine che ha acquistato le PEC da Poste Italiane a prezzi stracciati?

  87. maria teresa says:

    vergogna si scrive….chi ha fatto ciò è vaccinato contro la vergogna ….per quanto mi riguarda le dimissioni sicuramente non bastano. chi compie un atto come questo dovrebbe essere punito penalmente.
    cosa possiamo fare noi? perseguitare Arcicasa? continuare a sfogarci tra queste righe?
    ad una categoria come la nostra esposta a mille precarietà e che spesso fatica a tener fede al proprio impegno con l’ENPAP non può bastare.Voglio essere risarcita.
    Rivoglio i miei sudati e onerosi versamenti e voglio scegliere a chi affidarli.

  88. Marinella says:

    Ma insomma siamo danneggiati o no? Io credo di sì. Oltre alla class action ci potremmo costituire come parte civile contro l’Enpap. Quanto al prendersela con il Presidente e chiederne le dimissioni, pensiamo che gli altri non sapessero?

  89. Fabianoi says:

    I nostri soldi che volano via allegramente. Quanti soldi! Chiedete a qualche psicologo che è andato in pensione, quale elemosina gli inviano ogni tre mesi e piangerete pensando alla vostra pensione.

  90. raffaelefarina says:

    From: “Psicoeuropa”
    To:
    Sent: Thursday, February 02, 2012 6:43 PM
    Subject: Quello che gli sciacalli non dicono !!!

    Quello che è accaduto in questi giorni di certo non può essere definita come una informazione corretta e completa. Non concordiamo con la cultura del sospetto e delle illazioni gratuite gettando fango sugli amministratori per fini presumibilmente personalistici.
    Tutti si sono concentrati sulla differenza di costo tra i due contratti ma nessuno si è chiesto che cosa ci fosse di diverso nell’acquisizione dell’immobile.
    Il nostro Staff offre una versione distaccata sulla questione riportando i fatti ed effettuando una lettura più attenta della documentazione. Bastava fare due telefonate per sapere che:

    -nel primo contratto il palazzo è ceduto NON ABITABILE, alla seconda società;
    -nel contratto (ENPAP) il Palazzo è chiavi in mano, lavori di ristrutturazione compresi e tempi certi di consegna.
    Chi compra una casa che non ha l’abitabilità, a lavori ultimati e casa arredata sa che il costo finale presumibilmente è più che raddoppiato.

    In sostanza NON VI E’ ALCUN DANNO ECONOMICO PER L’ENTE, NE’ IRREGOLARITA’ NELLE OPERAZIONI, nei suoi contenuti l’operazione è regolare, il valore dell’immobile in linea col prestigio dello stesso e della zona in cui è collocato, se oggi l’immobile venisse venduto (ristrutturato) probabilmente il valore di mercato sarebbe ben superiore a quanto pagato dall’ENPAP. Inoltre al piano terra è presente un affittuario che versa all’ENPAP una affitto annuale di 700 mila euro che in un arco temporale di 20 anni porterà nelle casse dell’ENTE 14.000.000 (quattordici milioni) solo di affitto. Ciò a riprova della bontà dell’investimento effettuato.
    L’informazione a pioggia a nostro avviso sommaria, lacunosa e parziale, rischia di diventare uno sterile attacco gratuito agli attuali amministratori dell’ENPAP che in questi due anni hanno garantito investimenti fruttuosi e bilanci in attivo a completa tutela dei risparmi degli iscritti, atteggiamento ben diverso dalla precedente gestione che si sperimentava nei meandri della “finanza creativa”, vedi Lehman Brothers.
    Ci auguriamo che presto venga fatta chiarezza perché non vorremmo trovarci a breve con una situazione completamente rovesciata a copertura di altri interessi magari torbidi che noi ancora non conosciamo.
    Chi ci garantisce che chi oggi fa l’inquisizione non coltivi ambizioni e interessi personali in chiave propagandistica e elettoralistica invece che reali tutele degli interessi degli iscritti?.
    Cui prodest gettare fango sulla nostra professione e sulla nostra categoria già sufficientemente bistrattata e mortificata a tutti i livelli???
    Chi getta fango è pronto a risarcire i danni prodotti in termini di immagine e di credibilità ad un intera categoria professionale?

    Lo staff di Psicoeuropa

    • carlo says:

      Raffaelefarina,
      invece di chiamarsi PSICOEUROPA quell’associazione si dovrebbe chiamare PSIKOTIC-EUROPA.
      Ma come si fa a dire che non c’è danno economico quando il nostro ente ha comprato un immobile che mezz’ora prima costava 18 milioni meno – 18 MILIONI ….MILIONI …. FATE IL CONTO IN PENSIONI DA MILLE EURO AL MESE …. quante persone sono …. e per quanto tempo?

      Basta con queste associazioni, esperti economici, militanti politici, benpensanti prezzolati e buonisti …. basta …. ognuno si scelga dove mettere il proprio denaro per il proprio futuro.
      Stop ordine … stop enpap …
      Ci devono dare la possibilità di scegliere dove investire.
      L’UNICA FORMA DI POTERE CHE ABBIAMO IN QUALITA’ DI CONSUMATORI E’ DECIDERE DI NON CONTINUARE A PAGARE UNA COSA SE RITENIAMO CHE NON SIA PER NOI CONVENIENTE!

      ANCHE L’ORDINE … SE NON CAPISCE QUESTO … VA ABOLITO! ABOLITO! ABOLITO!!

    • negare l’evidenza penso sia stato il gioco di questi ultimi vent’anni, una mentalità da curare, niente di psicologico o semplicemente logico.
      Raffaella dove vivi? 22 euro nette al mese di pensione ti vanno bene per uno psicoterapeuta?

    • NON DICIAMO FESSERIE says:

      CON TUTTO IL RISPETTO RAFFAELLA, NON DICIAMO FESSERIE!
      l’unico che ha fatto l’affare è stato il deputato del PD che senza, dico senza, tirare fuori un euro ha intascato una cifra senza precedenti!!

      Ed è più che legittimo supporre che tra lui e quel testa di cazzo di Arcicasa a cui auguro di morire presto insieme alla sua commissione, ci potesse essere un buon inciucio!! Ed è ovvio supporre: Quanti soldi si è messo in tasca Arcicasa e la sua commissione da questa operazione?
      In nero ovviamente! Soldi nostri! Ovviamente!! Luridi Maiali!

      Secondo: L’enpap come si permette di investire su un palazzo e strapagarlo? Chi dice che è un buon investimento per noi psicologi?
      Che vengano fuori tutti gli studi che hanno fatto fare da esperti di marketing per stabilire la congruità dell’investimento!
      Diversamente che vadano a fanculo, che paghino tutti, dietro le sbarre a pane e acqua, sti fetenti maledetti!!!!

  91. Elisabetta says:

    Senza parole, ma con tanti pensieri…

  92. raffaelefarina says:

    sia chiaro. io ho solo girato la mail.

    • roberto says:

      …..sappiamo che psicoeuropa è CLAMOROSAMENTE colluso con Arcicasa & soci…..!!!
      Basta pagareeeee rendeteci liberi!….anzi riprendiamoci la libertà

  93. Lorenza says:

    E’ davvero una vergogna!
    Ma non dobbiamo solo indignarci, dobbiamo denunciarli e non pagare più i contributi Enpap!!!!!!!

  94. Alessandro says:

    Tra qualche giorno verrà sicuramente fuori il solito garantismo tipico italiano per la serie “io faccio il mio business tu fai il tuo business”…e tutto finirà “tarallucci e vino”…mentre in Europa si parla di standard professionali, vedi European Association for Psychotherapy altro che Ordini, e di liberalizzazione del mercato del lavoro altro che ENPAP…siamo un sistema professionale, insieme ad altri, in default e nessun interviene perchè tanto ormai in Italia le cose funzionano in questo modo! Non siamo più in nessun modo competitivi e se andiamo all’estero ci ridono dietro…

  95. antonella T says:

    Certo, documenti alla mano, quando detto edificio costava la metà era non abitabile e da ristrutturare ma…. scusate tra i due passaggi all’enpap fatti in un giorno lo stesso diventa improvvissamente abitabile e ristrutturato o qualcuno ci ha speculato su dette qualifiche ? è una domanda qualcuno dovrà verificare e lo farà la magistratura, se passaggi così insospettabili o forse no fatti di tutta fretta siano la regola e la norma (magari per semplificazioni burocratiche di cui si parla tanto:) oppure siano solo bolle che ha fatto guadagnare alcuni rispetto a tanti di noi che pagano contributi ma….non per appurare investimenti così lussuosi forse ci interessava più una politica previdenziale e assistenziale al passo (non con i tempi) ma che li cavalchi verso un futuro in cui le strategie in cui esistere come categoria avessero altre connotazione soprattutto da Psicologi e Psicoterapeuti!!!

  96. Vito Cetraro says:

    Cattivo sangue non mente…. Vedi convenzione truffaldina UNISALUTE fatta passare per grande opportunità (basta pensare, oltre a tutto il resto, solo ai 1.500 euro di franchigia per qualsiasi ricovero anche in DH, contro i 20 (dico venti) euro dell’EMAPI). Andrebbero radiati dall’Ordine senza se e senza ma e poi ….

  97. tommaso biccardi says:

    tommaso biccardi
    questo investimento al di la della truffa conferma l’assoluto fallimento della politica ordinistica.troviamo il modo di chiudere l’Ordine e di attuare una liberalizzazione reale.bastano ed avanzano le norme del codice civile e della costituzione per tutelare i nostri pazienti e noi stessi;basta la nostra responsabilità e il buon senso per investire in proprio i nostri risparmi,piuttosto che affidarli ad imbroglioni onnipotenti.

  98. roberto says:

    …cari colleghi,
    dobbiamo continuare a stare dietro a questa brutta situazione, forse facendo riferimento al consiglio direttivo dei nostri ordini regionali…sono veramente sconcertato da quanto accaduto, ma non ho nessuna intenzione di farla passare liscia a questi farabutti corrotti che hanno mortificato la nostra deontologia professionale. Una cassa previdenziale che paghiamo, e che con trasparenza ci tuteli, è secondo me sacrosanta ma per ora i colleghi vigliacchi e ladri coinvolti nella faccenda devono essere tutti individuati e risarcire il danno…e chissà a quanto ammonterà il bottino!
    Propongo a nostro titolo anche di non essere avari di telefonate e di messaggi all’enpap stesso in questo momento per far sentire a questi disgraziati la nostra voce.
    ….Un augurio a noi tutti che lavoriamo per ilbenessere degli altri e crediamo nella bontà della nostra professione.

  99. Donatella says:

    Io ve l’avevo detto che l’unica possibilità per cambiare le cose era staccare la spina a questa enorme macchina mangiasoldi. Ho chiuso la partita iva e ho inoltrato richiesta di cancellazione dall’ENPAP. Presto mi cancellerò anche dall’Albo (anche gli Ordini servono solo a sfruttarci per sistemare i soliti privilegiati). Alcuni erano d’accordo, ma non hanno avuto il coraggio di fare altrettanto. Il nostro lavoro possiamo continuare a farlo sotto altre forme. Nessuno può tutelarvi all’infuori di voi stessi! Le petizioni non servono a niente ormai, dovevano essere fatte prima. Uscite dal sistema, togliete il nutrimento a queste sanguisughe, tornate ad essere liberi!

    • flavia says:

      cara donatella,
      sono incuriosita dal tuo “si può fare in altre forme” … la professione potresti specificare come?
      grazie a nome di tutti!!!!!

      • Donatella says:

        Ovviamente parlo per chi come me finora ha fatturato prevalentemente consulenze psicologiche. Il Counseling è sempre stata la nostra professione! Siamo laureati in Psicologia e possiamo esercitarlo senza essere iscritti all’Ordine, mentre i contributi previdenziali si possono pagare all’Inps, che prevede una sezione speciale per i counselor. Certo, sul biglietto da visita non potremo scrivere PSICOLOGO, ma COUNSELOR o CONSULENTE laureato in Psicologia, e non potremo somministrare test psicodiagnostici, ma per il resto non cambia nulla. Invece, l’aspetto positivo è che il Counseling non è regolamentato, non esistono Albi a cui iscriversi obbligatoriamente, i contributi li versi all’Inps. Certo qualcuno qui storcerà il naso di fronte a questa soluzione alternativa, ma quanti di voi riescono ancora a barcamenarsi tra spese, tasse e contributi, con la prospettiva di una pensione da fame in futuro? Io sono stufa di accontentarmi delle briciole mentre nei vari Consigli nazionali e locali si spartiscono il frutto dei nostri sacrifici. Quindi leggete qui sotto cosa fare per diventare Counselor (e cioè quello che già siete, ma chiamandovi con un altro nome), abbiamo tutti i titoli per farlo!

        Attualmente il counseling in italia non è una professione regolamentata: lo stato non indica i requisiti minimi per esercitarla. Non esiste alcuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio, né l’obbligo per il professionista di iscrizione a un albo professionale.

        Fino al 2008 per aprire la partita IVA ed esercitare la libera professione, bisognava far riferimento al codice di classificazione di attività professionale: lettera N – Sanità e assistenza sociale. Il numero di codice era 85.14.2 con inserimento della dicitura “Attività professionale svolta da Counselor”.

        Dal 2008 il codice di attività 85.14.2 è stato sostituito dal nuovo codice 86.90.29 con dicitura “Altre attività paramediche indipendenti” Nel riquadro riservato alle note specifiche “Attività professionale di Counseling”; oppure si può scegliere il codice 88.99.00 con nota specifica “Prestazioni di Counseling”.

        Nelle fatture si deve usare la dicitura “Prestazione professionale di Counseling”. La prestazione di counseling non è direttamente scaricabile, ma lo diventa se prescritta da un medico. La richiesta medica deve portare la dicitura “ciclo di counseling” ed il numero di sedute previste (di solito 10).

        Allo stato attuale della legiferazione fiscale la prestazione professionale di Counselor non è “sanitaria” pertanto è soggetta a IVA più gli adempimenti fiscali di tutti i liberi professionisti (4% fondo pensionistico).

        Riguardo alla posizione contributiva del Counselor quale libero professionista non iscritto all’Albo, è richiesta l’iscrizione presso la Gestione Separata Inps (Legge 335/95) entro 30 gg dall’inizio dell’attività.

  100. carlo says:

    Completamente daccordo con te Donatella!
    Non ho il tuo coraggio ma condivido.
    Quì bisogna rovesciare (senza usare violenza ovviamente) tutto il sistema.
    Non mi sembra ci sia altra scelta. Il sistema è così corrotto (pensa ai concorsi ad es. … tanto per dirne una) che devi essere un pirata.

    • roberto says:

      ….bisognerebbe invece andare tutti insieme all’enpap…..passando da Zelig e portando con noi quello con i baffetti che gira con la mazza da baseball e dice “ah aaaaah…”….ecco cosa si meriterebbero, altro che non violenza!
      BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  101. ENZO says:

    Ho letto il comunicato di Psicoeuropa e ho brutte sensazioni.
    Sembra che la linea difensiva di questi signori sia quella di passare al contrattacco.
    Stanno insultando i giornalisti, evocano spettri e dietrologie, se la prendono con oscure trame, ma non una spiegazione se non quella che il costo aumentato comprendeva le ristrutturazioni.
    Bene:
    1. se io compro una casa, le ristrutturazioni le faccio io perchè le posso seguire e le faccio fare per quello che serve a me, visto che sarò il nuovo proprietario. Non solo, avrò anche la possibilità di negoziare il prezzo. Mettere i soldi per la ristrutturazione nel contratto di acquisto mi sembra quanto meno singolare.
    2. 18 mln per le ristruttutrazioni???? Ora i prezzi per le ristrutturazioni di pregio sono intorno ai 1.800 Euro al mq. Facciamo 2.000. Il palazzo dovrebbe avere una superficie di circa 9.000 mq, quasi due campi di calcio.
    Io credo che ancora una volta, anzichè dare le spiegazioni dovute, il potere arrogante e imbecille che per troppo tempo ha mangiato l’Italia, si autoassolve e si inventa i nemici.
    Spero, però, che l’aria sia cambiata.

    SIETE CIRCONDATI !!!!
    ARRENDETEVI !!!

  102. L’ENPAP(poni?),
    è nato per mantenere dirigenti incapaci, investendo in titoli tossici (forse volevano sperimentare una terapia) e altre americanate, un fallimento continuo, i nostri contributi volatilizzati.
    Nessuno s’indigna se le prime pensioni, si fa per dire, sono di 29 euro mensili, 22 nette, tanto da doverle dare ogni 3 mesi per non arrivare a 100 euro. A questo punto non era meglio l’INPS, sicuramente non avremmo mandato in fumo i nostri soldi.
    Saluti a quei poveri colleghi che dovranno ancora contribuire allo spreco.

  103. ENZO says:

    Ho manatao questa mail all’ENPAP.
    Se la condividete, copiate il testo e mandatela anche voi all’indirizzo ascoltoiscritti@enpap.it

    Grazie per l’Attenzione.

    I comunicati stampa non mi convincono.
    Credo sia dovere dell’ENPAP fornire ulteriori spiegazioni. Ad esempio:

    1. Perché non si è scorporato il costo delle ristrutturazioni dal prezzo di acquisto?
    2. Perché non si è proceduto con una gara d’appalto per i lavori di ristrutturazione, considerato che tale procedura avrebbe senz’altro limitato i costi e avrebbe garantito un maggior controllo sui lavori?
    3. Non si considera che la plus valenza di 18 mln sia oltremodo eccessiva per i lavori di ristrutturazione?
    4. L’ENPAP sapeva chi fosse il reale proprietario dell’immobile 24 ore prima di acquistarlo?
    5. Perché si è dovuto ricorrere all’intermediazione di Estate 2?
    6. I redditi del Presidente e degli Amministratori sono pubblici e, se si, dove si possono consultare?

    Attendo risposte.

  104. Matelda Tagliaferri says:

    magari non trovo consigliabile riempire il centralino dell’ENPAP di telefonate: metterebbe soltanto sotto stress le sefretarie , e certo non si arriverebbe ai responsabili ! le segretarie e’ bene che si occupino di quelle scartoffie che forse ci daranno venti euro al mese, forse, tra anni e anni di attesa!!!

  105. marcella says:

    credo che dovremmo andare tutti a Roma e cacciare via di fatto queste persone dal palazzo. Il palazzo è nostro, lo abbiamo pagato noi, io sono partita iva, e faccio tanti sacrifici per pagare tutto, perchè fatturo tutto, e non sono più disposta ad ingrassare questi individui indegni e corrotti

  106. Pasquale says:

    Sono profondamente arrabbiato e disgustato da questa vicenda.
    Mi chiedo d’altra parte che valore legale possa avere una petizione in cui viene richiesto il solo nome senza cognome e magari numero di carta d’identità.

  107. Fabio says:

    Psicoeuropa.
    Nella richiesta di Enzo c’è molto da rispondere, e spero che tu come “organizzazione” lo faccia, per gli aspetti dell’investimento in questione.
    Io però, ripeto non mi capacito, da diverso tempo, come nel rendiconto generale ci siano quelle miserie di rivalutazioni.
    Voglio solo sperare che l’asset degli investimenti non abbia in pancia titoli che in conto capitale siano molto sotto il nominale d’acquisto, e ci siamo capiti quali possano essere.
    Quindi sarebbe bene che per la trasparenza, ora più di prima, ci sia la possibilità di vedere pubblicato l’assetto totale degli investimenti, mobiliari e immobiliari, con indicazioni chiare di quali siano i movimenti di acquisto e vendita (basta chiedere al gestore).
    Lo chiedo, e capirai, adesso non mi fido molto.
    Grazie

    • patrizio says:

      Devono abbolire le casse previdenziali per gli scandali ma, inoltre se non riusciamo a campare nel presente pensare al futuro è illogico e stupido. Dovremmo esseri liberi di scegliere e non obligati perchè tale valore è insito nella nostra deontologia professionale .

  108. Chiara says:

    Secondo voi non è una lesione dei nostri diritti il fatto che lo Stato ci obblighi a costriurie (o meglio non costruire) il nostro futuro pensionistico versando i nostri soldi ad un ente di disonesti e/o sprovveduti e che solo due o tre anni fa ha mandato in fumo la maggior parte del patrimonio e adesso fa questi investimenti che santo tanto di interessi personali? Possibile che non ci sia un modo di ribellarsi a questa violazione dei nostri diritti? Chi non versa più i soldi all’ Empap come ha gestito la faccenda dal punto di vista legale? Sarei lieta di condividere con voi come la pensate.
    Chiara

  109. patrizia says:

    Ho letto tutti i commenti. Sono a dir poco sconcertata, allibita. Non mi capacito di far parte di una schiera di colleghi “fregati” da altri colleghi. Sospendiamo i pagamenti in attesa di chiarimenti da parte della Magistratura. E pensare che volevo versare altri soldi per il riscatto della laurea!

  110. Margherita Greco says:

    Ho firmato la petizione ma non è sufficiente.
    Bisogna fare qualcosa che abbia un peso: una denuncia – una richiesta di rimborso

  111. Andrea Fausto Lijoi says:

    Non possiamo fare niente?
    Questa é roba da dimissioni immediate?
    Perché dovrei continuare a dare soldi all’ENPAP?

  112. Donatella says:

    Certi commenti sono veramente assurdi, ve ne rendete conto? Si pretende di non pagare più i contributi previdenziali all’ente pur rimanendovi iscritti. Qualcuno dichiara di voler far morire l’ENPAP, benissimo! L’unico modo è cancellarsi! Niente iscritti, niente ENPAP! Quanto ci vuole ancora per farvi toccare il fondo? Quanti soldi devono rubarvi ancora prima di capire cosa è giusto fare? Quante opportunità devono negarvi prima di dire basta? Se confidate nella giustizia italiana per essere risarciti e punire i colpevoli allora siete davvero fuori di testa! In questo paese gli assassini, i truffatori, gli stupratori non vanno in galera e non pagano in nessun altro modo per ciò che hanno commesso. Gli operai, gli impiegati, i precari, i pensionati, gli invalidi, i piccoli professionisti come noi, questi sì che stanno pagando caramente per i reati e gli abusi commessi negli anni da chi campa sulle loro e sulle nostre spalle. Per cambiare le cose ci vuole coraggio, saper rinunciare alle false sicurezze che ci offrono, riorganizzarci ripartendo da zero.

    • Luigi Romano says:

      Per conoscenza dei Colleghi

      Decorrenza mia pensione di vecchiaia 1/9/2004

      Importo trimestrale (genn feb e marzo2012) lordo euro 69,66 netto 55,85 cioè poco più di 18 euro mensili.
      Che peccato che non possa festeggiare con champagne, mi tocca di accontentarmi di un buon spumante italiano. M sono masochisticamente soddisfatto perchè dei miei colleghi si contentano di dilapidare 18.000.000 di Euro.

      Di più: l’attuale simil-governo ha introdotto per chi anche in pensione come me continua a lavoricchiare, l’obbligo di versare da quest’anno il contributo soggettivo per corrispondermi al compimento dell’ottantesimo anno di età ulteriori 18 euro mensili e consentirmi di continuare a festeggiare con un buon spumante italiano che nel frattempo a causa del su e giù dello spread costerà 36 euro.

      Grazie, come è buono Lei.

      Firmato: un suddito rispettoso.

    • don chisciotte says:

      Donatella. È risaputo che essere iscritti all’ enpap è obbligatorio! Cancellarsi significa rinunciare all’ esercizio!
      È per questo che tale banda di ladri te la mette ne didietro!
      Sicuri che una legge li protegge..

      Ma se tutti ci accordiamo possiamo ribaltare ma ê ovviamente una ribellione!

      RIBELLIONE !!!

  113. Mara says:

    Scusate, ma come è già stato domandato, come si può praticare e non essere più iscritti all’Enpap? Perché se ‘i signori’ fanno una truffa ne escono dopo tanti con poco danno, questo è vero, ma è anche vero che se io nel mio piccolo faccio un minimo illecito mi ritrovo subito a pagare mega multa e sanzioni varie annesse e connesse.. Come si fa nella pratica e legalmente? Chi si è tolto dall’Enpap, come ha agito nella pratica? E’ lecito farlo?

    • Licia says:

      Vorrei saperlo anch’io!
      Siamo stanchi di pagare cifre assurde e scoprire che fanno investimenti folli alle nostre spalle…

      • Donatella says:

        Ovviamente parlo per chi come me finora ha fatturato prevalentemente consulenze psicologiche. Il Counseling è sempre stata la nostra professione! Siamo laureati in Psicologia e possiamo esercitarlo senza essere iscritti all’Ordine, mentre i contributi previdenziali si possono pagare all’Inps, che prevede una sezione speciale per i counselor. Certo, sul biglietto da visita non potremo scrivere PSICOLOGO, ma COUNSELOR o CONSULENTE laureato in Psicologia, e non potremo somministrare test psicodiagnostici, ma per il resto non cambia nulla. Invece, l’aspetto positivo è che il Counseling non è regolamentato, non esistono Albi a cui iscriversi obbligatoriamente, i contributi li versi all’Inps. Certo qualcuno qui storcerà il naso di fronte a questa soluzione alternativa, ma quanti di voi riescono ancora a barcamenarsi tra spese, tasse e contributi, con la prospettiva di una pensione da fame in futuro? Io sono stufa di accontentarmi delle briciole mentre nei vari Consigli nazionali e locali si spartiscono il frutto dei nostri sacrifici. Quindi leggete qui sotto cosa fare per diventare Counselor (e cioè quello che già siete, ma chiamandovi con un altro nome), abbiamo tutti i titoli per farlo!

        Attualmente il counseling in italia non è una professione regolamentata: lo stato non indica i requisiti minimi per esercitarla. Non esiste alcuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio, né l’obbligo per il professionista di iscrizione a un albo professionale.

        Fino al 2008 per aprire la partita IVA ed esercitare la libera professione, bisognava far riferimento al codice di classificazione di attività professionale: lettera N – Sanità e assistenza sociale. Il numero di codice era 85.14.2 con inserimento della dicitura “Attività professionale svolta da Counselor”.

        Dal 2008 il codice di attività 85.14.2 è stato sostituito dal nuovo codice 86.90.29 con dicitura “Altre attività paramediche indipendenti” Nel riquadro riservato alle note specifiche “Attività professionale di Counseling”; oppure si può scegliere il codice 88.99.00 con nota specifica “Prestazioni di Counseling”.

        Nelle fatture si deve usare la dicitura “Prestazione professionale di Counseling”. La prestazione di counseling non è direttamente scaricabile, ma lo diventa se prescritta da un medico. La richiesta medica deve portare la dicitura “ciclo di counseling” ed il numero di sedute previste (di solito 10).

        Allo stato attuale della legiferazione fiscale la prestazione professionale di Counselor non è “sanitaria” pertanto è soggetta a IVA più gli adempimenti fiscali di tutti i liberi professionisti (4% fondo pensionistico).

        Riguardo alla posizione contributiva del Counselor quale libero professionista non iscritto all’Albo, è richiesta l’iscrizione presso la Gestione Separata Inps (Legge 335/95) entro 30 gg dall’inizio dell’attività.

  114. Marco says:

    dimissioni subito!

  115. ENZO says:

    Arcicasa ha mandato una mail a tutti gli iscritti. I contenuti sono gli stessi di Psicoeuropa.

    Io ho risposto così:

    Presidente,
    Grazie per l’attenzione, ma faccio notare che Le avevo rivolto altre e più specifiche richieste.
    Mi rendo conto che queste ore non sono molto tranquille per Lei, ma conto di avere delle risposte  alle domande formulate nella mia precedente mail. Queste spiegazioni che Lei fornisce non chiariscono affatto la vicenda e alimentano quel sospetto che solo Lei può dissipare, rispondendo in maniera convincente alle domande che molti colleghi si fanno.
    Non attenda oltre. In mancanza di risposte mi attiverò con altri per difendere i miei diritti.

    Buona fortuna.

    ENZO Marcozzi.

  116. ENZO says:

    L’ENPAP utilizza la mail “ascolto iscritti” per divulgare la difesa del Presidente, ma non ascolta le domande degli iscritti e, soprattutto, non risponde.

  117. Marco Avena says:

    non riesco a cogliere l’isomorfismo tra lo sfarzo di un tale fabbricato di pregio internazionale e la qualità di vita della popolazione degli psicologi italiani…

  118. andrea says:

    se ci fosse la libertà di scegliere l’ente pensionistico forse un qualunque amministratore si comporterebbe virtuosamente per guadagnarsi la fiducia dei clienti. Di fatto io non posso disiscrivermi dall’Enpap e non sono affatto sicuro che gli eventuali successori dell’attuale amministrazione si comportino in modo più efficace e immediatamente trasparente.

  119. Maria says:

    Una lunga lista di post sconcertati e furenti contro l’Enpap.
    Eppure ricordo, poche settimane o mesi fa, in occasione di una discussione in questa stessa sede sull’opportunità di abolire gli ordini professionali e relative casse pensionistiche, diversi colleghi che sostenevano con forza la necessità e l’utilità di tenere in piedi tali apparati, per la nostra stessa convenienza. Facevano i conti che i versamenti all’Inps ci sarebbero costati molto di più.
    Peccato che poi, come si può leggere poco sopra, l’Enpap eroghi pensioni da 18 euro al mese, pur in costanza di obbligo di versamento del contributo soggettivo.
    Non era bastata la batosta del mare di nostri soldi bruciati nei fondi speculativi americani, quelli che hanno dato il là all’attuale crisi mondiale?
    Adesso i furbetti dell’Enpap, con una faccia di tolla davvero cosmica, acquistano un palazzone da ristrutturare a una cifra da capogiro, facendo guadaganare una plusvalenza di 18 milioni di eurini ad un senatore Pdl che non ha cacciato nemmeno un centesimo di anticipo al venditore originario. Tutti soldi di tasca nostra.
    E sapete qual è il bello, onorevoli colleghi?
    Che è tutto dannatamente legale, non c’è spazio per nessun esposto alla magistratura. Arcicasa & C. sono stati “democraticamente eletti” per curare i nostri interessi, ed in quell’ottica hanno argutamente valutato l’acquisto della pregevole palazzina romana (?) un affare per l’ente, un affare per tutti noi.
    Se qualcuno si facesse venire cattivi pensieri sui 18 milioni di euro di plusvalenza, si esporrebbe, lui sì, ai rigori della legge!
    E noi, noi tutti, siamo maligni e irriconoscenti verso i buoni amministratori del nostro ente di previdenza, che tanto si danno da fare per impiegare al meglio i nostri versamenti.
    Dove ci sono mucchi di denaro da gestire, si annidano possibilità smisurate di profitti, leciti formalmente, anche perchè l’eventuale parte molto meno lecita è sostanzialmente indimostrabile.
    Signori, l’unico modo possibile di sottrarci a questa spremitura, sarebbe la possibilità di scegliere a chi affidare i denari della nostra previdenza.
    Chi di voi devolverebbe i suoi soldi all’Enpap, visto come li gestisce, se potesse scegliere?
    Se si potesse scegliere, ognuno esaminerebbe la gestione di fondi pensionistici e previdenziali sul libero mercato e, sulla base delle suo giudizio o di quello di consulenti di sua fiducia, opterebbe per l’uno o per l’altro. Oppure, perchè no, per l’Inps.

  120. Maurizio says:

    La mia opinione riguarda due punti. Anzitutto, penso che i nostri colleghi dell’Enpap non siano pagati per fare investimenti immobiliari. Il presidente non è il nostro manager. L’Enpap deve solo gestire soldi non suoi secondo le disposizioni di legge. Il presidente deve fare cioè il notaio, non il manager. Secondariamente, spendere 45 milioni di euro (più IVA?) per fare lavorare un gruppo di impiegati dietro le scrivanie mi pare una follia. Abbiamo bisiogno di 2.000 mq per una sede burocratica? Le amministrazioni pubbliche italiane sono in fallimento anche a causa di queste follie. L’Enpap dimostra i medesimi vizi della politica italiana. Non credo che un’azienda privata, che produce ricchezza e fatturato, spenda 45 milioni di euro per avere un banale ufficio contabile. Ma anche se lo facesse, sarebbe legittimo. L’Enpap, invece, come tutti gli enti burocratici, non produce proprio nulla, ma, anzi, consuma la ricchezza proveniente dal lavoro. Non è poi detto che ci serva un apparato di questo tipo per gestire le nostre pensioni.
    Per queste ragioni, anche se fosse stato un ottimo investimento, l’immobile NON ANDAVA acquistato. L’ Enpap non deve essere investitore, ma tutore legale dei denari altrui.
    Anche se la legge consentisse un’operazione del genere credo che essa rimanga del tutto illegittima (oltre che, nello specifico, gravata da una mediazione immobiliare che non può non sorprendere chiunque). Hanno ascoltato gli iscritti chiedendo loro il consenso di spendere 45 milioni di euro per un uifficio? No. E dire che l’e-mail che ho ricevuta dal presidente recita : ascoltoiscritti@enpap.it
    Ultima notazione : se è vero che il piano terreno dell’edificio è vincolato da un contratto di affitto che garantirebbe un’entrata annuale di 700 mila euro, l’utile al netto dele tasse sarebbe comunque molto inferiore, credo la metà. Siamo quindi su un rendimento dello 0,8% (45milioni di euro x 0,8% = 360 mila euro netti/anno). In più, un edificio cosi ha certamente elevati costi di gestione/manutenzione. Dunque, siamo ben al di sotto dello 0,8%. Nella mia ignoranza chiedo, dove sta l’investimento fantastico? Nella rivalutazione dell’immobile? Bene, allora comprate un immobile e, carte alla mano, dimostrate agli iscritti che l’investimento immobiliare è superiore e più sicuro di quello mobiliare. Punto. Acquistare invece un immobile cosi costoso per una banale sede amministrativa è davvero grottesco. Il segno dei tempi.

    Maurizio

  121. maipiúenpap says:

    ALTRAPSICOLOGIA grazie di sensibilizzare il popolo degli psocologi. Ma è giunto il tempo di agire. Create corstesemente un’altra petizione.
    Questa, a parte rabbia, conduce a poco…

    Intitoliamola:
    FIRMA ANCHE TU PER NON PAGARE PIÛ L’ENPAP !

    NOI ISCRITTI LO CHIEDIAMO.

    GRAZIE

  122. M. Grazia says:

    Se Arcicasa, come ci fa sapere inviando una mail agli iscritti non è colluso con il malaffare, è un coglione ed un coglione con tutto CdA e tesoriore annessi, e coglioni a capo della nostra vecchiaia non ci stanno!

  123. Donatella says:

    Protestiamo cancellandoci da Ordine ed ENPAP! Finchè non riusciremo a riorganizzare la nostra professione in modo tale che nessuno più possa lucrare sul nostro lavoro, orientiamoci verso altre professioni, come il Counseling.

    Attualmente il counseling in italia non è una professione regolamentata: lo stato non indica i requisiti minimi per esercitarla. Non esiste alcuna normativa di riferimento, nessun percorso formativo obbligatorio, né l’obbligo per il professionista di iscrizione a un albo professionale.

    Fino al 2008 per aprire la partita IVA ed esercitare la libera professione, bisognava far riferimento al codice di classificazione di attività professionale: lettera N – Sanità e assistenza sociale. Il numero di codice era 85.14.2 con inserimento della dicitura “Attività professionale svolta da Counselor”.

    Dal 2008 il codice di attività 85.14.2 è stato sostituito dal nuovo codice 86.90.29 con dicitura “Altre attività paramediche indipendenti” Nel riquadro riservato alle note specifiche “Attività professionale di Counseling”; oppure si può scegliere il codice 88.99.00 con nota specifica “Prestazioni di Counseling”.

    Nelle fatture si deve usare la dicitura “Prestazione professionale di Counseling”. La prestazione di counseling non è direttamente scaricabile, ma lo diventa se prescritta da un medico. La richiesta medica deve portare la dicitura “ciclo di counseling” ed il numero di sedute previste (di solito 10).

    Allo stato attuale della legiferazione fiscale la prestazione professionale di Counselor non è “sanitaria” pertanto è soggetta a IVA più gli adempimenti fiscali di tutti i liberi professionisti (4% fondo pensionistico).

    Riguardo alla posizione contributiva del Counselor quale libero professionista non iscritto all’Albo, è richiesta l’iscrizione presso la Gestione Separata Inps (Legge 335/95) entro 30 gg dall’inizio dell’attività.

    • andrea says:

      mi piace l’idea della protesta fattiva di Donatella ma credo che la gestione separata inps resti un ente malfunzionante, almeno a quanto dicono i radicali (http://www.radicali.it/primopiano/20110922/seconda-giornata-nazionale-dei-contributi-silenti-6-ottobre-2011-pensione-o-rest) e allora torno alla considerazione che la libertà di scelta dell’ente pensionistico, che attualmente non esiste, sarebbe la miglior scelta. mi chiedo poi che fine farebbero i miei contributi fin’ora versati all’enpap.

      • Donatella says:

        Ma è poco realistico pensare adesso che puoi ottenere la libertà di sceglierti l’ente di previdenza che preferisci.
        Pensi che l’ENPAP si faccia da parte solo perchè un pugno di psicologi ha scritto commenti indignati su questo blog?
        Ma se Arcicasa già sta scrivendo a tutti noi la sua versione dei fatti per convincerci a non credere alle malelingue. Non ci sarà nessun processo, nessuna condanna, niente dimissioni. Lo sappiamo che sarà così. L’ENPAP esiste e tu devi pagarlo!
        Facciamo un passo alla volta, prima cancelliamoci, cambiamo casa per un pò, togliamogli l’ossigeno, fino a quando saranno costretti a mollare. E quando l’ENPAP sarà fallito per mancanza di iscritti, chiediamo con una petizione che gli psicologi possano pagare i contributi pensionistici all’Inps o dove gli pare.
        Le rivoluzioni o si fanno usando la violenza, o con il boicottaggio. Noi dobbiamo boicottare l’ENPAP, dobbiamo svuotare il deposito di zio Paperone, riprendendoci i nostri soldi e mettendoli in un altro ente. Si può fare! Il regolamento dell’ENPAP prevede il ricongiungimento delle somme versate nelle sue casse con quelle del nuovo ente di previdenza a cui ci si è iscritti cambiando professione. E’ solo per il tempo necessario a far fallire l’ENPAP

        • Luigi Romano says:

          Propongo di sostituire le parole Psicologo Psicoterapeuta scritte sulla targa e sul biglietto da visita con la dicitura Mago. Così in un sol colpo
          non dipenderemmo più dalle volubilità degli Ordini e dell’Enpap, aumenteremmo il numero dei pazienti che si chiameranno clienti con buona pace di Rogers e diminuiremmo le odiose resistenze alla cura data l’alta percentuale di creduloni che si rivolgono ai Maghi. Dopo tutto un turbante, i tarocchi, una palandrana e una sfera di cristallo non rappresentano un alto costo.
          Ah, dimenticavo che se fossimo accusati di abuso di professione sanitaria possiamo sempre tirare fuori dal cassetto uno straccio di laurea in psicologia e abilitazione alla psicoterapia oppure aspettiamo che a breve l’attuale simil-governo abolisca il valore legale dei titoli, come ha già preannunciato.

  124. Laura says:

    Difficile difendere l’ENPAP in questo momento storico, ma mi chiedo, e chiedo a tutti quei colleghi che vorrebbero passare all’INPS o a qualche altra forma previdenziale, che cosa si aspettano di COSI’ diverso da quello che oggi hanno o avrebbero dall’ENPAP. Pensate forse di pagare di meno e di ottenere di più? O credete che chi gestisce altrove il denaro sia migliore di chi gestisce il nostro? Credete davvero alla stupidaggine che liberandovi dell’ENPAP e dell’iscrizione all’Albo avrete meno spese e meno tasse, ma sicuramente più guadagni e una pensione più elevata?

    E poi ditemi la verità, voi che vi lamentate tanto, siete andati a votare per eleggere i vostri rappresentati oppure avete lasciato come sempre che scelgano gli altri per voi perché “tanto uno vale l’altro e chissenefrega”?
    Vi siete o no chiesti come mai siamo governati da un sindacato di dipendenti invece che da rappresentati di liberi professionisti veri, che sanno cosa significa fare la nostra professione nel libero mercato e non nello stanzino sicuro di qualche ASL?

    Di CHI credete che sia la colpa se ci troviamo questi rappresentati così incapaci e ciechi di fronte alle nostre esigenze?
    E’ VOSTRA! Di quelli che non son andati a votare, che non si sono informati su CHI si presentava alle elezioni, che se ne sono fregati perché non avevano voglia e che come pecore si sono lasciati guidare dalle scelte altrui, pilotate dai loro interessi!

    Quando ci troveremo sotto l’INPS perché il governo deciderà di chiudere la nostra cassa a causa di questo casino combinato da Arcicasa, vedrete cosa significa davvero essere schiacciati dal 30% di tasse previdenziali! E vedrete come rimpiangerete la libertà che avete ora di investire dove più vi piace buona parte dei vostri guadagni.
    Non saremo più ricchi, saremo ancora più poveri! Informatevi bene sulle cose invece di ascoltare il primo sentito dire che passa!

    E una cosa a Donatella la voglio proprio dire: tu vai pure a fare la counselor se ti piace mischiarti con figure professionali che non hanno né capo né coda, ma NOI siamo PSICOLOGI e il counseling semmai è una NOSTRA competenza tecnica. Mi sono fatta un mazzo tanto per diventare una psicologa e non mi degraderò mai ad un livello inferiore solo perché esiste in Italia (stortura tutta italiana) una pseudo-professione non regolamentata inventata di sana pianta e quindi libera dai vincoli legali ed ETICI che noi abbiamo… ma libera da che? Libera dall’obbligo di tutelare i clienti/pazienti finali, senza nessun controllo né punizione in caso di sbagli e distorsioni tipiche di chi questo mestiere non lo sa fare!

    Se ritieni di non necessitare alcuna sorveglianza sul tuo operato, allora fai proprio bene a non voler più far parte della nostra categoria. Uno psicologo vero infatti conosce molto bene il concetto di responsabilità verso gli altri e di limite dei propri confini personali.

    Quando però ti troverai i NAS fuori dallo studio che fermano i tuoi pazienti chiedendogli ogni minimo dettaglio su che cosa vi siete detti durante la seduta, che cosa avete fatto e se hai fatto la ricevuta o meno, e ti troverai in tribunale a spiegare qual è la differenza tra ciò che fai tu e l’attività di uno psicologo e/o psicoterapeuta, vedrai come sarai felice di non essere iscritta più all’Albo e di fare la counselor!

    Credi davvero che i controlli non vengano fatti? Non li leggete i giornali? Pare proprio di no!

    Il nostro è un mestiere difficile e bellissimo e per questo dobbiamo essere orgogliosi e andare a testa alta! Non farci scoraggiare e nasconderci cercando disonorevoli scorciatoie!

  125. Maurizio says:

    Brava Laura. Ben detto. Il counselor, il couch, il mediatore ed altri sono tutte figure ipocrite. Fanno gli psicologi, madicono di fare un altro mestiere. Non vogliono i vincoli di una formazione luinga, seria, costosa. Fanno un pò di formazione burocratica e si gettano nella mischia. E la cosa grave è che molti psicologi che conosco aprono scuolette che sfornano queste figure. Hanno bisogno di soldi ovviamente. Sono totalmente dalla tua parte Laura. Il counselor è una figura tipica dell’Italia, il paese dei furbi.

    • Matelda Tagliaferri says:

      beh! in francia gli psicoterapeuti se non sbaglio sono anche gli assistenti sociali;e non dimentichiamo che Bandler e Grindler ,i padri della PNL , se non sbaglio, formano gente in tutto il mondo , per fare di tutto…. non buttiamoci troppo giu’: in tutto il mondo una categoria come la nostra avrebbe buoni motivi per farsi valere ed indignarsi: invece si trova l’escamorage di creare le scuolette per fare due soldi insegnando come imitare gli psicologi: e l’Ordine degli Psicologi e’ compiacente;mi chiedo quanti eletti negli ordini delle varie regioni insegnino nelle scuole di couseling o simili….

      • Maurizio says:

        Cara Matelda Tagliaferri,
        c’è un equivoco. Anche io faccio molte altre cose inerenti alla mia professione oltre alla classica seduta di psicoterapia. E non me ne dolgo affatto, anzi. Ne sono lieto a volte. Un conto però è essere psicoterapeuta e fare lo psicologo o l’educatore. Un altro è essere assistente sociale, couch, counselor e fare lo psicoterapeuta. Si chiama concorrenza sleale e sottrazione di funzioni sociali, istituzionali e altro ancora. Dopodiché, ci può essere un portinaio che, parlando quotidianamente con un inqulino con problemi psichici, svolge un’ottima funzione terapeutica e, giorno dopo giorno, pur non sapendolo, lo cura. Ma questa è un’altra faccenda. Non oserei mai dire nulla su quel portinaio. Anzi, meno male che esiste.

        • Matelda Tagliaferri says:

          Temo che ci sia un fraintendimento , e forse sono stata poco esplicita: secondo me il lavoro do coach, counselor ed altri( ma mi pare di aver scritto gia’ qualcosa di simile in questo foro) sono un modo per fare glo psicoterapeuti a basso costo ed alto guadagno , studiando poco e male. sono una psicoterapeuta firmatissima, ed anche coach, formata come coach in scuole per soli psicoterapeuti . In questo foro ho gia’ parlato dello scandalo di nostri colleghi che per fare due euro in piu’ formano come counselor geometri e massaie . Quello che dicevo rispondendo al tuo messaggio era che lo scandalo e lo sconforto non e’ solo italiano: in America Bandler e Grindler , seppur geniali nel loro lavoro, hanno formato estetisti e venditori di auto a fare assolutamente tutto . ( Ipnosi ed altro) ;cosi’ in francia per psicoterapeuta puoi scegliere l’assistente sociale, ed in Italia siamo allo sbando. Il portiere deve fare il suo lavoro ! Il guaio e’ che In buona parte del mondo ne’ gli psicologi , ne’ i pazienti sono protetti . Ma nella mia risposta precedente volevo sottolineare che il male e’ comune…. non e’ un male solo italiano .E chi fa questo lavoro Sto arrivando! quali pericoli si corrano a darw i propri guai in mani non capaci di accoglierli adeguatamente.

          • Maurizio says:

            Cara Matelda, capisco e condivido quello che dici. Vorrei precisarti due cose. Anzitutto, la funzione psicologica precede la laurea in psicologia. C’e sempre stato qualcuno nella storia che ha avuto un desiderio di aiutare chi soffriva esercitando una funzione psicoterapeutica. Oggi, tuttavia, per aiutare qualcuno psicologicamente, fare una diagnosi e, forse, iniziare una cura (e staccare una ricevuta), in Italia ci sono delle regole. Quindi, secondo punto, non è vero che siamo allo sbando in questo paese. Le regole ci sono; è che molti italiani non le vogliono rispettare perchè mettono l’interesse privato al di sopra dell’interesse pubblico. E, spesso, lo fanno anche senza violare il codice, cosa ancora più grave, credimi. E’ il caso, tra i numerosissimi, del grottesco palazzotto Enpap.
            Quindi, credo che la legge esistente, per quanto incompleta, una decenza la instauri. Iniziamo a rispettare quella. Ovviamente la legge non instaura un’etica se viene utilizzata la sopraffazione dell’altro. Personalmente, credo che la civiltà stia nel mettere un limite, che si chiama desiderio, al godimento del potere. In conclusione, credo occorra oggi assolutamnente ripartire tra di noi da una “rete di base” perchè, in tutta Europa credo, siamo di fronte a un gigantesco problema etico : chi ha un ruolo dirigente nel settore pubblico non fa più gli interessi del pubblico che lo ha delegato.

      • antonietta says:

        vorrei sapere dove è finito il mio post in cui denunciavo gli ordini degli psicologi di non avermi dato ascolto di quando c’era da difendere le scuole di specializzazione pubbliche, che poi sono state chiuse!
        non avevo fatto nomi con chi avevo parlato, ma a sto punto dico che il signor Federico Zanon si è dimostrato un adempiente e se non pubblicate questo post siete solo degli omertosi!

  126. maipiúenpap says:

    Grazie Donatella di aver proposto una soluzione alternativa ma non ritengo sia percorribile.
    Primo ritenere che l’inps sia meglio dell’enpap è tutto da vedere… anzi.. altamente improbabile..
    Confondermi con i counselor è l’ultima cosa che farei…una categoria nata per far fare cassa alle scuole di formazione.. con la compiacenza degli ordini professionali… che quando si tratta di richiamare un’iscritto sono bravissimi… ma ammiccano davanti ad uno scandalo così plateale..

  127. Giovanna Spagnoli says:

    Cara collega, la mia idiosincrasia per l appartenenza ad unqualsiasi gruppo, partito, associazione, club, si rinforza ancor più in sitiazioni come questa. difficilmente, e tu ben lo sai , so tacere e ancor meno accetto di perdere. Da tempo non discuto più di politica. so bene che a livello personale non si fa nulla, ma sono certa che ormai la mia voce sarebbe talmente fuori dal coro…….importantisissimo confrontarsi sulla clinica, ma per “la politica”nutro sempre più diffidenza .La magistratura si è già mossa.Prima di noi. La gestione dell Enpap non solo è stata disastrosa, ma a partire dallaffaireLehman, nonostante il cambio dirigenziale, si è espressa sempre con grande attenzione “economico affaristico2.Non ci sto.L immagine della ns categoria non è stata minimamente tutelata, ma fortemente danneggiata. I miei capelli bianchi mi suggeriscono di non credere all’ingenuità di alcuni dirigenti. Gli Enti previdenziali certamente devono aver cura del patrimonio, incrementarlo, ma non speculando con ” traghettini” che in 3 ore riescono a venderti in bene con una maggiorazione di DICIOTTO MILIONI DI EURO, facendoti credere di aver fatto un BUON AFFARE!! Ieri ho letto la mail di una collega che,dopo aver contribuito (con i suoi versamenti) alla compravendita vergognosa, si ritrova con CENTOCINQUANTA EURO di pensione al mese : Scrive la collega che, se li avesse versati all inps oggi, ne riceverebbe CINQUECENTOCINQUANTA. Questi sono i nostri affari? Cosa può fare? prendersi qualche piastrella del bellissimo palazzo? Concludo con un pensiero rivolto ai colleghi più giovani. si meritano di più e di meglio.
    Parlandone questa mattina con un collega docente universitario, che faticosamente connduce la ricerca (per mancanza di fondi) il mio pensiero va sempre di più alla necessità che il denaro venga investito in ricerca e borse di studio.
    Giovanna

  128. maria teresa says:

    Leggo con amarezza< tutti gli interventi come ho letto con amarezza la mail inviatami dall'enpap -"ascolto iscritti" titolava.

    Il pentolone che si sta scoperchiando è veramente denso di cose che non vanno: l'albo che non ci tutela davvero, parlo di noi psicologi confusi con figure professionali nate da scelte e iter formativi veramente improvvisati, e l'enpap che dilapida allegramente i nostri contributi.
    Secondo me è un momento questo in cui dobbiamo unirci e pensare a cosa fare …basta con questa precarietà di immagine e basta con queste prese per i fondelli da parte di chi ci succhia denaro senza darci niente in cambio.
    mercoledì ho preso appuntamento con il mio legale .

  129. Lucia says:

    Che figuraccia che facciamo!!!
    Forse questa può essere l’occasione giusta per rivedere il ruolo e il lavoro dello psicologo non solo nell’immaginario collettivo. Come consideriamo il nostro lavoro? Come deleghiamo ad altri di rappresentarlo? Qual è la nostra autostima professionale? Perchè altre professioni si mimetizzano nella nostra e spesso la screditano facendosi passare per PSI?
    Davvero le questioni da affrontare sono molte e riguardano il nostro futuro, la nostra credibilità e la nostra efficacia professionale.
    Se non sappiamo occuparci di noi come possiamo essere davvero capaci nei confronti dell’ “altro”.

  130. Alessandro says:

    La soluzione più ragionevole è quella di far valere le proprie ragioni snobbando completamente il sistema fallimentare italiano: ENPAP, Ordini professionali, ecc. Come? Semplice è sufficiente iscriversi alle federazioni europee tipo EAP (European Association for Psychotherapy) dove non esistono più percorsi burocratici rigidi e medioevali italiani, ma esistono standard professionali e di qualità da dover rispettare per “essere” e “fare” quella determinata professione. A questa cosa, che qualcuno definirebbe ancora inutile e sciocca, partecipano Francia, Inghilterra, Olanda, Germania, ecc. Naturalmente ci stiamo adeguando agli standard europei, vedi manovra Monti, ma ne siamo ancora lontani! Io credo che ci sia bisogno di cambiare prospettiva, non siamo noi che ci dobbiamo adeguare ma sono loro che devono farlo e non lo stanno facendo e sono, se continuano così, cazzi loro perchè hanno vita breve, due o tre anni al massimo e queste persone “perbene”, lo sanno benissimo ed è per questo che fanno queste operazioni prima di dichiare default, saranno costrette cambiare faccia nel giro di pochi mesi, vedi accorpamento dell’ENPAP verso l’INPS!!

  131. flavia says:

    Allora cari colleghi perchè non proporre un giorno di protesta con tanto di incontro di tutti i colleghi alla casa della psicologia così magari si vedrà pubblicamente il nostro sdegno visto che sui giornali è stato pubblicizzata invece tutta l’ambiguità del nostro ente di previdenza?
    Credo assolutamente che fare una protesta VISIBILE e COESA possa rappresentare meglio un urlo degli onesti e preparati psicologi che non solo economicamente ma deontologicamente lavorano sia in contesti privati che sulla strada e certo non per arricchirsi?
    Basta con queste scuse per email organizziamo una protesta VISIBILE! e questa proposta la faccio anche a Nicola Piccinini che ci invia con cura ogni informazione ….
    ORGANIZZIAMOCI!!!

  132. Donatella says:

    Laura, sei il solito brutto esempio di collega vergognosamente offensivo nei confronti di chiunque altro tu ritenga “di livello inferiore” al tuo. Ti sei fatta un mazzo tanto per diventare un NIENTE, non certo una psicologa, che non parlerebbe mai con toni arroganti e giudicanti come fai tu. Tu sei già fallita professionalmente se ti comporti come fossi un essere superiore rispetto agli altri. La tua ignoranza non ti permette di capire e accettare che il counseling fa parte da sempre del nostro lavoro, non è un’invenzione recente delle scuole che formano le nuove figure professionali (discutibile o no la validità della loro preparazione non è argomento che posso affrontare, perchè prima dovrei conoscere cosa e come si insegna in queste scuole). Se non sei capace di fare un buon counseling, meglio che non ti rapporti con nessuno per aiutarlo. Poi, quel tuo puntare il dito su tutti, responsabili di non aver votato adeguatamente alle elezioni. Ma perchè tu le conoscevi le persone che si sono candidate? Ti sei forse proposta come alternativa ai loro nomi? Hai organizzato un movimento con un programma elettorale per contrastare il malaffare nella gestione dell’ENPAP? Io proprio non mi ricordo di te all’epoca delle elezioni. Eppure sono una che va sempre a votare e legge ciò che pubblicano i candidati. Ed ecco, ancora un’altra sciocca che cerca di terrorizzare i colleghi dicendo che confluendo gli iscritti nell’Inps pagherebbero di più, sarebbero più poveri. Sciocca! Questo vuol dire che un giorno prenderemo anche di più di pensione!!! Ti era venuto in mente questo mentre insultavi noi poveri esseri inferiori? O pensi che meno versi all’ente e più ti daranno quando andrai in pensione? Hai fatto mai due conti s quanto prenderai con quello che versi attualmente? Infine, non ti permettere più di dirmi che sarebbe meglio non facessi più parte della categoria degli psicologi perchè non conosco il concetto di responsabilità verso gli altri, nè il limite dei miei confini professionali: ma quanti anni hai tu? Pulisciti la bocca prima di parlare con me. Sono quasi 20 anni che esercito la professione correttamente e onestamente, non mi sono mai dovuta difendere in un tribunale, ma ti ci troverai tu prima o poi se continui ad usare questo linguaggio offensivo verso gli altri. Psicologa o no, ti assicuro che hai ben poco di cui essere orgogliosa per come ti poni nei confronti degli altri

    • Aristogatto says:

      oibò, qui ci vuole l’idrante sfollagente o una nebulizzazione di aloperidolo

    • Laura says:

      Mi sembra proprio che la tua ignoranza e la tua maleducazione batta tutti.
      E concordo con chi scrive che dovresti prenderti un antipsicotico, mi sembri un tantino scollata dalla realtà!
      Non c’è nulla di offensivo verso di te nei miei messaggi, per cui stai pure serena. Non si può certo dire che valga lo stesso per quel che scrivi tu di me, ma evidentemente hai dei problemi seri e non vale la pena proprio discutere oltre.
      Ora però scriverò agli amministratori del sito per chiedere se esiste moderazione qui, perché è inammissibile che si passino questi messaggi irrispettosi nei confronti del libero pensiero e delle persone che partecipano, messaggi volti a dare informazioni precise a molti colleghi che non sanno bene alcune cose, che invece tu spacci per vere. Invece di usare questo sito per i tuoi fini, fattene uno tuo e non ammorbare l’aria con le tue falsità da finta rivoltosa!
      Qui è necessario fare informazione corretta e precisa, non dire stupidaggini scomposte e dare informazioni distorte come le tue! Ma non ti vergogni?
      Mi auguro e spero che quando ci saranno le prossime elezioni non venga votata gente così fuori come te, sennò siamo proprio messi male!

      • Maurizio says:

        Concordo con te Laura. Non hai offeso nessuno.

      • Donatella says:

        Certo, minaccia pure adesso! Tu hai criticato in modo sprezzante le mie idee e poi vieni ad accusarmi di essere irrispettosa del libero pensiero? Ma vai a rileggertelo il tuo intervento, e valuta bene se sei stata maleducata e offensiva, non solo nei miei confronti, ma verso tante altre persone che, ti piaccia o no, cercano di farsi strada nel mondo del lavoro, proprio come noi psicologi. Si può discutere sulle competenze e sui confini entro cui svolgere una professione, ma non si può denigrarla come fai tu. Le illegalità vanno dimostrate, provate, prima di essere denunciate.
        Scrivi quello che vuoi agli amministratori di questo sito, del resto il ruolo di censore ti si addice bene. Io invece non amo la censura, mi ricorda vecchie e recenti epoche di dittatura e oscurantismo. Io scrivo in tutti i siti che mi invitano a esprimere una mia opinione, non sei tu a decidere se posso continuare oppure no a farlo in questa sede. Se le idee degli altri ti disturbano così tanto (cito le tue testuali parole “voi che vi lamentate tanto” riferendoti a tutti i commenti scritti in questo topic) allora costruisci tu un tuo sito in cui pubblicare solo i commenti delle persone che sposano le tue idee e che ti fanno piacere. Ciao, e sfogati pure se ne hai ancora voglia!

  133. Ebling Mis says:

    ma chi è Mario Rossini?
    e come ha avuto il mio indirizzo email?
    dopo aver firmato la petizione mi è arrivata una mail dall’Enpap di arcicasa (dall’account ascoltoiscritti, il che è un’altra assurdità, dovevano inviarla dall’account “ascolto cda”) e una appunto da questo rossini, peraltro abbastanza pietosa..

  134. Ebling Mis says:

    se la magistratura aprirà un’inchiesta dobbiamo costituirci tutti parte civile!

  135. Maurizio says:

    Non mi piacciono per nulla i toni usati in alcuni commenti. Non credo affatto che sia offensivo dire che alcune figure, coach, counselor, ma anche molte altre, facciano gli psicologi pur non avendo un training sufficiente per esercitare la professione. Ancora di più, ci sono colleghi psicologi che, per guadagnare e avere pazienti in terapia, aprono scuolette per formare quelle figure che ci fanno concorrenza sleale. Si, si tratta proprio di concorrenza sleale nell’attuale regime normativo e fiscale. Per tornare all’argomento vero di questo forum, voglio solo invitare tutti i colleghi a ribadire all’Enpap che, al di là di tutto, la nuova sede non andava comperata perchè non ne abbiamno bisogno. Se è un investimento, conti alla mano, lo dimostrino. 50 milioni di euro (Iva compresa) sul mercato mobiliare rendono X. Dimostrino che l’investimento immobilire che hanno fatto rende di più. Viceversa, è solo uno spreco di denaro e una vetrina che non possiamo permetterci. Secondo me, l’immobile va rivenduto, oppure, transitoriamente, affittato. Sicuramente non va utilizzato per un banale ufficio contabile, dieci computer e quattro dirigenti. I soldi non sono loro.

    • Gaia says:

      Buongiorno a tutti
      una breve osservazione in merito al tema della formazione dei counselors, coach e quant’altro. Non risulta già essere una violazione del codice deontologico alla luce dei contenuti dell’articolo 21?
      Insegnare la conduzione del colloquio a soggetti estranei alla professione di psicologo non è GIA’ un’attività sanzionabile da parte dell’Ordine? In tal caso cosa succede se si segnala all’Ordine un collega che svolge tale attività ovviamente danneggiando non solo altri colleghi (oltre se stesso, a mio avviso) e soprattutto l’utenza degli interventi svolti da tali ambigue figure che operano palesemente nel più totale abusivismo e usurpazione del titolo?

      Articolo 21
      Lo psicologo, a salvaguardia dell’utenza e della professione, è tenuto a non insegnare l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento riservati alla professione di psicologo, a soggetti estranei alla professione stessa, anche qualora insegni a tali soggetti discipline psicologiche. È fatto salvo l’insegnamento agli studenti del corso di laurea in psicologia, ai tirocinanti, ed agli specializzandi in materie psicologiche.

  136. Paolo says:

    Trovo di una gravità sconcertante, oltre che violentemente aggressivo ai limiti dell’insulto e delle offese gratuite, il post di Donatella contro Laura, post che dimostra quello che molti già ipotizzavano: che fosse qui con lo scopo di seminare zizzania, facendo continuamente pubblicità ad altre categorie professionali, e sfruttando l’indignazione collettiva per la questione per invitare a quelli che sono solo “atti autolesivi” (non pagare l’ENPAP, disiscriversi dagli Ordini…), puntando così a creare malumore e ad indebolire la categoria degli psicologi. Provo solo tristezza per queste modalità di inserirsi in conversazioni professionali per dirigerle verso altre direzioni. Anche io chiedo ai moderatori di provvedere quanto prima. Vergogna.

  137. andrea says:

    mi sembra che la proposta di disiscrizione dall’ordine e quindi dall’ENPAP non comporti automaticamente non essere psicologi o psicoterapeuti. Il titolo comunque è stato acquisito a prescindere dalle formalità (forse si potrebbe scrivere sul biglietto da visita “Psicologo, Psicoterapeuta non iscritto all’ordine degli Psicologi” (-:) e le capacità che ci sono, dovrebbero restare. D’altra parte non mi sembra che i pazienti o il lavoro arrivi dalla pubblicità del biglietto da visita o della targa. Altra questione è forse il “mischiarsi con i counselor” che mi sembra un problema da una parte culturale: nel panorama già complesso degli interventi d’aiuto, al di là della confusione tra psicologo e psicoterapeuta, al di là dei molteplici approcci psicoterapeutici, e ancora, al di là delle molteplici scuole che preparano in modo differente, l’avvicinare le categorie del counselor e dello psicoterapeuta non aiuta a distinguere formazioni differenti. Dall’altra mi sembra ci sia un problema identitario legato al valore attribuito al titolo. Per quanto mi riguarda non riesco ad essere troppo affezionato al titolo e alla categoria, ritengo che la rappresentazione sociale resti comunque complicata (pazienza!) e mi vien da pensare all’Enpap e talora anche all’ordine come a una casta che munge e non dà (son curioso di vedere come si comporterà l’ordine in questa occasione). Resta quindi un problema fiscale. Quindi ben vengano proposte utili. l’idea di finire nella gestione separata inps, di per sè nefasta, (non credo sia meglio dell’ENPAP) potrebbe essere uno step iniziale. La via principe, ideale, potrebbe essere la libertà di scegliere la cassa pensioni. per questo forse dovrebbe combattere l’ordine. Mi piacerebbe approfondire quanto accennato oggi da Alessandro a proposito di EAP e di organizzazione differente in altri paesi europei. buona serata a tutti.

    • Donatella says:

      Mi informerò meglio sulla gestione separata dell’Inps, per capire cosa comporta e in cosa si differenzia dalla normale gestione. Tutti gli enti previdenziali sono sempre stati coinvolti in scandali come quello dell’ENPAP, ne stavo appunto parlando con un agente di commercio iscritto all’Enasarco (stesse storie!). Purtroppo in Italia le istituzioni sono tutte mal governate, lo sappiamo, però l’Inps secondo me potrebbe garantire meglio gli iscritti, perchè in esso confluiscono i contributi di tutti i dipendenti statali, parastatali, pubblici e privati. Secondo me l’Inps non potrà mai dichiarare fallimento, altrimenti la maggior parte della gente di questo paese si troverebbe senza pensione di anzianità. Tante volte negli anni ho sentito parlare dei cosiddetti “buchi” dell’Inps, ma la cassa è ancora là, e se ci sono problemi stai certo che ci mette mano lo stato per non farla fallire. Se fallisse l’Inps il paese precipiterebbe, non può succedere! Comunque, come ti ho già detto, mi informo sulla gestione separata!

      • Paolo says:

        E’ buona norma che uno prima si informi, e solo dopo parli.
        Tu hai aggredito in maniera inaccettabile una collega, diffondendo al contempo informazioni fuorvianti, errate ed imprecise, che adesso ammetti sono relative a cose che non conosci. Complimenti.

  138. Donatella says:

    Qualcuno in un post chiedeva che fine avessero fatto i colleghi che fino a un pò di tempo fa in discussioni simili difendevano l’ENPAP? Come mai ora non si fanno sentire? Eccoli qua: Laura, Maurizio, Paolo. Basta toccare i tasti giusti (quelli delle liberalizzazioni), parlare di svuotamento delle istituzioni malate, e loro accorrono ad azzannarti senza pietà (caso mai qualcuno si lasciasse convincere a commettere un “atto autolesivo”).
    Io non voglio dirigere la conversazione da nessuna parte, caro Paolo, alcuni colleghi hanno fatto proposte di azioni concrete per eliminare il marcio che c’è nell’Ente, e io ho fatto altrettanto. Non credo proprio di dovermi vergognare di nulla, e tantomeno di essere in grado di indebolire più di quello che già è la categoria degli psicologi.
    Invece, in queste normalissime conversazioni tra colleghi, arriva sempre il momento in cui spuntano fuori persone come voi con interventi dai toni aggressivi e provocatori, per denigrare e zittire chi parla in modo tale da essere (secondo qualcuno che evidentemente non gradisce certe idee) potenzialmente pericoloso per chi governa le istituzioni. Non so se altri colleghi hanno rilevato questa casualità

  139. Marianna says:

    Apriamo un manicomio per questi mentecatti!

  140. Alessandro says:

    Ma perchè arrabbiarsi così tanto e farne una questione personale? Lo volete capire che l’unico futuro possibile è l’allineamento con l’Europa! Dunque tra qualche anno, ma già da ora è fattibile, un professionista si iscrive ad una federazione europea che testa gli standard professionali e li certifica a secondo delle ore di formazione, dopo di che a “livello fiscale”, se l’Italia vorrà continuare a far parte del “terzo mondo”, metteremo counselour, coach, naturopata, infermiere, ma che c’è frega della questione fiscale nel momento in cui, come tutti gli italiani, possiamo versare i soldi all’INPS. Tanto non serve a nulla lo stesso perchè coloro che sono nati prima del 1970 prenderanno la pensione gli altri tanto non la prenderanno uguale! Il sistema italiano è fallito e l’Europa ci aiuterà anche perchè altrimenti ci fanno fuori loro nel giro di 24 ore!!!! Tra l’altro a Novembre 2011 abbiamo rischiato anche che accadesse:)

    • Donatella says:

      Fammi capire meglio! Queste federazioni europee svolgerebbero le funzioni che oggi in Italia sono prerogativa degli ordini regionali e nazionale? Se è così, e ci si può iscrivere anche adesso, comunque però sarei obbligata a restare iscritta anche all’Albo regionale per esercitare? L’allineamento agli altri paesi europei di cui parli avverrà solo tra qualche anno (quanti per la precisione?), e nel frattempo continuiamo a perdere i nostri soldi versandoli all’ENPAP? Per me se in futuro ci saranno notevoli cambiamenti sarà una cosa positiva, ma nel frattempo io devo trovare una soluzione che metta al sicuro i contributi per la pensione, non posso aspettare ancora. Sono già 17 anni che mi gioco i soldi all’ENPAP (rischierei di meno se puntassi al Casino di Montecarlo). Che faresti tu in questo lungo periodo di transizione?

      • Maurizio says:

        Il tuo tono e le tue offese alla collega Laura sono inacettabili. Non voglio che tu faccia parte di questo forum. Spero ti caccino.
        Maurizio

  141. Maurizio says:

    Le soluzioni che alcuni colleghi indicano non mi convincono affatto. Propongo invece di difendere il nostro la voro di psicologi e di psicoterapeuti (c’è confusione tra i due ruoli solo in chi non accetta di fare il mestiere per il quale si è formato e vuole fare un mestiere diverso. Lo stesso dicasi per le figure dei non-psicologi che vogliono fare gli psicologi). Secondariamente, dobbiamo chiedere una amministrazione trasparente e corretta dei nostri risparmi. E’ una battaglia etica che dobbiamo fare. Nessuno la farà al nostro posto. Non crediate che, cambiando ristorante, la cucina sia più pulita. Non è affatto così. Non sono persuaso poi che normative europee sostituiranno quelle nazionali. Non sono esperto in materia, ma credo non sarà facile derogare le leggi che obbligano all’iscrizione alle casse previdenziali.
    Vi propongo da subito : facciamo una petizione tra tutti gli iscritti Enpap con la quale chiediamo che l’ente NON DEVE OCCUPARE L’IMMOBILE ACQUISTATO. DEVE INVECE AFFITTARLO E, APPENA RICEVE UN’OFFERTA PARI AL PREZZO TOTALE DI ACQUISTO, RIVENDERLO. Io venderei anche la sede attuale e manderei gli impiegati a lavorare in una sede in affitto. In questo momento si trovano contratti di locazione davvero vantaggiosi.

    • mari says:

      Avevo lasciato un messaggio ieri sera, ma non lo vedo. Non ho capito se è stato cancellato dai moderatori..
      Comunque volevo mettere all’evidenza le gravi affermazioni fatte da Arcicasa nel corso dell’intervista rilasciata al “Corriere della sera” di ieri 5 Febbraio. Quando il giornalista Lorenzo Salvia gli domanda che bisogno ci fosse di acquistare il nuovo palazzo, Arcicasa risponde: “volevamo stare in cento, vicino al potere, al parlamento…magari non ci fosse venuto in mente…”.
      Io sono davvero indignata! Ma che linea difensiva è??? E come vengono amministrati i nostri contributi?? Dobbiamo costituirci parte civile.

      • Elena says:

        Sì, anche nella lettera che ci ha inviato per email le argomentazioni che usa sono assurde

      • Maurizio says:

        Sono d’accordo a costituirmi parte civile nel caso si ravvisasse un reato.
        Non mi stupisco affatto di queste dichiarazioni che non avevo letto. Chi amministra i denari pubblici oggi ha questa mentalità gravemente malata. Dobbiamo fare qualcosa per ridare il potere agli onesti.

  142. ENZO says:

    Esiste il rischio di buttarla in caciara.
    Qualcuno dice di chiudere l’ENPAP, qualcun altro di cancellare la partita IVA, alcuni addirittura consigliano di diventare counselor!

    Io credo che bisogna concentrarsi sulla richiesta e l’ottenimento delle dimissioni di questi dirigenti. Se non si dimettono, passerà la linea che si può fare qualsiasi cosa con i soldi delle nostre pensioni. Questo è intollerabile.

    Dopo l’esposto alla Corte dei Conti, AP dovrebbe chiedere le dimissioni dell’intero CdA e la convocazione di nuove elezioni per il CIG dell’ENPAP.
    Credo che già questo sarebbe rivoluzionario, in direzione del recupero dell’etica di cui parla Maurizio.

  143. Ebling Mis says:

    Mah…io continuo a non capire…
    siamo vittime di una aberrazione colossale…
    avevo gia chiesto in una precedente “bagarre” ma non ho ottenuto risposte…
    com’è possibile che un sindacato di psicologi DIPENDENTI che quindi NON PAGANO L’ENPAP arrivi ad avere la maggioranza dell’enpap?

    suggerisco una petizione affinchè gli psicologi dipendenti siano esclusi dal voto sulle elezioni del cda dell’enpap, suggerisco una petizione affinchè all’aupi venga NEGATO IL DIRITTO di candidarsi a simili cariche, in quanto PER DEFINIZIONE non tutela gli interessi di chi è obbligato a pagare l’enpap…

    suggerisco una petizione affinchè gli psicologi dipendenti NON possano esercitare la libera professione, poichè sono certo che anche nel nostro settore molti fanno come quei medici tristemente famosi che utilizzavano (utilizzano) le strutture delle usl per incontri privati, mentre il popolo del ticket doveva (deve) attendendere secoli…

    • Maurizio says:

      Perfettamente d’accordo con Ebling su tutto. Nella mia città, il servizio di psicologia clinica dell’ospedale serve agli psicologi per portarsi i pazienti nello studio privato. Inoltre, per statuto, il servizio dovrebbe ricevere solo i degenti, mentre in realtà lavora anche con i privati, facendo quindo concorrenza sleale ai liberi professionisti.
      SOTTOSCRIVO LE PETIZIONI PROPOSTE.

  144. Maurizio says:

    Ai colleghi psicologi e psicoterapeuti che volessero contattarmi per selezionare insieme le misure da adottare lascio la seguente è-mail :
    alcinoo777@yahoo.com
    Maurizio

  145. alessandra says:

    di certo non abbiamo bisogno di esibire la nostra potenza ed esistenza attraverso un palazzo da milioni di euro, quando poi l’Enpap non è in grado di assicurare ai suoi iscritti lavoratori pensioni decenti:

  146. Ebling Mis says:

    boh…a noi privati non ci tutela nessuno, quindi meglio che sia altrapsicologia a portare avanti quanto suggerito, ovviamente con l’appoggio della base (noi).
    arcicasa (arcisede) è veramente pietoso, ma quali dimissioni, ESPULSIONE! altro che dimissioni, troppo comodo dire “me ne vado perchè non mi volete bene”…fuori a calci nel culo e schiaffoni, ricagando tutto quanto deve…e con lui tutti i suoi lacchè, aupi e non.
    inoltre sarebbe corretto radiarlo dall’albo e interdirlo alla professione, lui e tutti i corresponsabili psicologi della vicenda.
    non so se ce ne stiamo rendendo conto ma hanno gravemente violato il codice deontologico degli psicologi italiani, gettando fango sull’intera categoria e facendoci apparire come dei “COGLIONI” agli occhi dell’intera popolazione.
    Se l’ordine non interviene al diavolo anche l’ordine!
    Ora pare voglia andare a curare i vecchietti, e gia, altra categoria debole che può fregare e circuire allegramente…
    Scusate la volgarità ma…quando ce vò ce vò!!!

    Basta con l’arroganza e il fancazzismo del pubblico, in tutti i settori, ma cominciando dal nostro: che la protesta non si fermi, che vada avanti e che investa, come appunto uno tsunami (citato in un altro post), questa massa di schifo…
    nessuna pietà, nessuna mercede…con noi non ne hanno quando vogliono i soldi (equitalia e company, mentre per farsi pagare dallo stato passano secoli…)

    • ENZO says:

      A Ebling Mis:

      Io sono più incazzato di te,
      ma tu sai come funziona l’Italia…
      Questi stanno già organizzando un contrattacco, parlano di sciacalli e hanno vestito i panni delle vittime.
      Espellerli, come dovrebbe essere giusto, non è una cosa semplice.
      La richiesta di dimissioni, invece, è un atto politico che ridà dignità agli Psicologi. E non è così scontata, visto che nessuna delle associazioni professionali l’ha ancora formulata.
      Secondo me la base si deve far sentire per cose che si possono ottenere, altrimenti rischiamo l’ennesimo buco nell’acqua…torbida.

      • Ebling Mis says:

        vabè, però se la magistratura indaga gia ci sono gli estremi per radiarli dall’albo, o magari no, però se uscirà fuori qualche sentenza, allora mi sembra proprio inevitabile che i rispettivi ordini debbano radiarli.

        credo che la cosa più importante sia comunque escludere l’aupi dall’enpap, non c’entrano proprio niente con l’enpap e non capisco come si sia potuti arrivare a questa situazione.

        le petizioni che ho suggerito mi sembrano una via realistica, forse sono cose che si possono ottenere.

        nel consiglio dell’enpap ci sono anche dirigenti dei vari ordini regionali, anche questa è una cosa sbagliata, poichè come ho potuto leggere, l’ordine tutela i cittadini, l’enpap gli psicologi, quindi c’è un chiaro conflitto di interessi…

        • ENZO says:

          Certo, anche se tra i tempi dei processi con i tre gradi di giudizio, le prescrizioni, i patteggiamenti ecc. questi fanno in tempo a mangiarsi pure la ciotola.
          Nel frattempo mettiamoli in condizione di non nuocere.
          Sull’AUPI sono con te. Negli ultimi vent’anni, per difendere i privilegi dei pubblici dipendenti, ha affondato una intera categoria professionale.
          Bisognerebbe cacciarli via con il voto. Alle ultime elezioni i liberi professionisti erano divisi in non so quante liste e quelli, compatti, hanno vinto la torta. Se i vari Mopi, AP, SIPAP, Sant’Anna e Maria si unissero, chissà come andrà?

          • Ebling Mis says:

            allora bisogna capire perchè non si uniscono.
            evidentemente gli interessi non sono comuni…
            e questo mi da molto, molto da pensare…
            ognuno vuole il suo tronetto, e intanto affondiamo tutti..
            bisogna capire perchè non siamo tutti sulla stessa nave, ma ognuno sulla sua zattera…

  147. ENZO says:

    Ho ben poco da aggiungere a questa tua ultima riflessione…
    …purtroppo…

  148. Maurizio says:

    Dobbiamo costruire una rete dal basso che faccia anche da lista elettorale. Non c’è altra strada, colleghi, credetemi. Le precedenti liste dei liberi professionisti per le elezioni Enpap hanno la stessa logica dei partiti politici italiani. I loro membri, una volta eletti, si comportano esattamente come i politci italiani-al-potere, non come politici-onesti. Non come colleghi eletti rispettosi degli elettori. Vi propongo di costruire una rete di base tra colleghi che possa fare pressione per eleggere all’Enpap psicologi onesti che pensino solo agli interessi dei liberi professionisti ed utilizzino i denari secondo il buon senso e le disposizioni della legge.
    E’ l’unica strada. Il lavoro degli eletti di questa rete deve essere quello di psicologo libero professionista. Punto.
    Maurizio

  149. Maurizio says:

    Sono disponibile a costruire una rete dal basso. Lascio una e-mail :
    alcinoo777@yahoo.com

  150. ENZO says:

    Dal sito di Psicoeuropa hanno tolto quella difesa incredibile dei vertici dell’ENPAP.
    Che sia un segnale di prossime dimissioni?

  151. Ebling Mis says:

    mah..a questo punto, considerando tutte le questioni emerse, direi che forse è il caso di lanciare una petizione da inviare direttamente a Monti:
    raccogliamo le firme degli psicologi a favore dell’abolizione dell’enpap e dell’ordine, cosi la facciamo finita.
    Gli chiediamo noi di abolirci, e se la maggioranza degli psicologi italiani è d’accordo non vedo perchè non debba accogliere questa richiesta..
    tanto nessuno ci tutela (o meglio tutela i cittadini) da counselor, coach, pnllisti e guaritori.

    hanno recentemente arrestato una rete di individui che curavano ansia e depressione con “L’ACQUA DI LOURDES SINTONIZZATA SULLA FREQUENZA DELL’UNIVERSO”, ma non grazie agli ordini, bensi grazie alla Guardia di Finanza.

    quel ladro che ha rubato i soldi del PD è stato espulso “senza mezzi termini”, noi qui stiamo invece ancora subendo mail non richieste da presidenti ladri e pezzi di “aupi”…

    • Luigi Romano says:

      Concordo

      • Luigi Romano says:

        Aggiungo che non solo sono d’accordo, ma invito tutti i Colleghi a smettere di comportarci come i capponi di Renzo di manzoniana memoria discutendo animatamente fra di noi con appelli lanciati nel vuoto su questo pur meritorio forum.
        Lascio una mia mail – luigiromano2000@yahoo.com – perchè chi sia d’accordo con Ebling Mis e me si attivi contattandomi al fine di formare un documento da inoltrare al presidente del Consiglio dei Ministri con cui, premettendo le dispersive inefficaci e antieconomiche attività di Enpap e Ordini, si giunga a formulare delle proposte tese a europizzare la nostra funzione disciplinandone gli aspetti amministrativi e previdenziali.
        A quei Colleghi che sono d’accordo e si sentono più preparati chiedo l’aiuto perchè collaborino (io non sono molto bravo al riguardo) a stendere (anche dai punti di vista formale e sostanziale) una prima bozza di documento da sottoporre in modo circolare al vaglio dei Colleghi della propria provincia e/o regione.
        Grazie

  152. Maurizio says:

    Non dobbiamo affatto chiudere ne Enpap nè Ordini, ma chiedere le dimissioni di Arcicasa e di tutto il CdA perchè utilizzano i soldi secondo logiche di potere (lo hanno anche ammesso mi pare). Si compiortano come molti politici. Noi dobbiamo contribuire a creare una gestione onesta che faccia fruttare i nostri soldi e accetti i limiti del suo mandato.

  153. Ebling Mis says:

    Ottimo Luigi,
    d’altronde serve una risposta fortissima e inarrestabile, ovviamente nei confini della legalità.
    Non ho mai capito perchè, dopo una laurea 5ennale, esame di stato e numerosi tirocini a gratis nelle asl (sono anche psicoterapeuta), dove peraltro ho visto “DI TUTTO” (dal passare il tesserino e andare via, per poi tornare con buste varie di spesa, e perfino gente portarsi a casa risme di carta, toner e pacchi di cd), debba ora essere costretto a “PAGARE” per essere uno psicologo.
    Un 100 euro iniziali per entrare in un albo perfettamente inutile ci possono pure stare, ma pagare questa tassa a vita proprio no.
    Che mi da l’ordine in cambio di questi soldi?
    Il contributo di maternità è un’altra cosa che mi sta proprio sullo stomaco, visto che la mia compagna fa completamente un altro mestiere.
    Per non parlare poi delle organizzazioni speciali, che ti obbligano a pagarli se chiedi a qualcuno “che ore sono?”.
    Tra l’altro gli universitari che hanno costruito i test saranno stati pure ben pagati, quindi i test “sono gia nostri”.

    no care/i colleghe/i, è ora di farla finita, arcicasa e i suoi derivati hanno colmato la misura.
    al diavolo queste gabelle burocratiche e alla via verso un futuro senza più baroni, rendite di posizione, cariche a vita etc. etc.

    “VOLEVAMO STARE VICINO AL POTERE”: ebbene, con queste premesse, se la risposta sarà debole arcicasa tornerà tranquillamente nella supersede a fare il figo con le tirocinanti e a fare un c…o per gli psicologi, anzi, a giocare a monopoli con i nostri soldi…

    40 e passa milioni di euro bruciati cosi, con tutto quello che ci si poteva fare investendo sul territorio e magari creando anche nuovi posti di lavoro…roba da “matti”..

    e ripeto: è assurdo e paradossale che aupi e dipendenti pubblici siano nell’enpap…

    • antonella strani says:

      gentile collega ti volevo fare presente che tu paghi la quota di maternità che ti fa venire il mal di pancia esattamente come faranno i colleghi della tua compagna ( e spero che a loro il mal di pancia non venga) con i loro contributi …

      • Ebling Mis says:

        Gentile Antonella, forse sono passato per maschilista: è il contrario.
        Per fortuna sono cresciuto con dei genitori estremamente paritari… :-)

        quindi se una coppia di lavoratori versa la quota di maternità, fanno 280 euro l’anno “per sempre”.
        In 20 anni gli dai indietro 5600 euro, fatti salvi aumenti etc..
        A quanto ammonta invece questo contributo di maternità?

        Il mio è un ragionamento, forse incompleto, puramente matematico e giammai sessista.

        Ma uscendo dalla matematica, ci sono colleghi/e che di figli non ne avranno mai, e questa tassa aggiunge tristezza alla tristezza.

        I contributi di maternità andassero a prenderli in parlamento e alle superpensioni dei politici, a destra e sinistra…

  154. antonella T says:

    Vi ripropongo la lettera inviata all’Arcicasa, già pubblicata in vari siti, ma tra ripulire l’Enpap da dirigenze che non hanno nulla a che fare con la nostra Mission e dall’altra ripulire le iscrizioni da dipendenti pubblici che non hanno nulla a che fare con i Libero professionisti della Ns professione (Aupi e stipendiati) è tutt’altra cosa che passare a polarizzazioni in cui si vule distruggere tutto in nome di false liberalizzazioni, poi? potremmo cambiare nome, vestito quello che conta è che CI RAPPRESENTI e che ci VALORIZZI professionalmente sapendo che i Ns contributi siano per NOI non per speculazioni da tardo anticrisi, dunque propongo di fare un salto di qualità e rimettere al primo posto le ragioni di chi FA Libera professione non per arrotondare da stipendi fissi ma combatte con i mercati limitrofi per sintonizzarsi con loro in modo autonomo e con prestigio….perchè noi possiamo fare la differenza ma con mentalità che non hanno nulla a che fare con ciò che c’è oggi marce o meno all’interno del NOSTRO ente: ora la lettera:
    Gentilissimo Presidente Angelo Arcicasa,
    mi fa molto piacere ricevere queste sue precisazioni e condivido con Lei il vissuto che siamo in una condizione generale del “sospetto” la sto vivendo in prima persona come Psicolago a cui non viene ricnosciuto da un Giudice “pensi un pò” il diritto anzi l’inviolabile diritto riferito al segreto professionale e attacco alla mia professione per futili motivi che per altro ho la normativa a mio favore ma a quanto pare i giudici la ignorano, ho altre carriere alle spalle e so cosa sia un investimento e vorrei aggiungere che personalmente e professioanlmente approfondisco sempre notizie informazioni tra più agenzie di informazioni e su più network dunque Le chiedo se l’Ordine è lì per garantire ad altri che io non violo la mia deontologia se l’Enpap è lì per produrre politiche che difendono la mia categoria e se la situazione generale della mia categoria è (posso dirlo) tra coloro che non voglio andare a finire tra i disoccupati in una situazione generale in cui la mia professione potrebbe fare la differenza per cambiare da meccanismi economici fatti di “bolle” inconsistenti…..Le chiedo rispettosamente perchè in una situazione tra noi Psicologi Psicoteraputi così difficile vedo attuare un investimento di Sede Lussuasa e con passaggi che fanno guadagnare a pochi non a NOI Psicolgi in termini di rispetto e fruttuoso ritorno, Le chiedo, e mi scuso se insisto, è un buon investimento messo in opera in anni di crisi quello di Via delle Stamperie? data la situazione per tutti? se mi può come umile iscritto che faticosamente fatica a trovare clienti ma vuole tutelarsi in termini di assitenza e previdenza per non ritrovarmi alla fame, non tanto in termini di pensione ma oggi in termini assistenziali, e che difende un lavoro che HA e non vuole entrare nelle percentuali dei disoccupati, perchè in anni così difficili per tutti NOI Psicologi, e non solo, si doveva investire in un palazzo così costoso. Certo c’è un rientro in affitto dello stesso S.Paolo che ha messo in opera lo stesso afafre di vendita dell’immobile ma cosa ci resta per migliorare il Ns Futuro???
    Grazie sarò lieta di avere una sua cortese risposta e se come dice Lei le notizie che scorrono, documenti alla mano, non sono veritieri da un punto di vista di ritorno finanziari per l’ENPAP ( a cui appartengo e verso contributi faticosamente) quali sono per Lei i relai investimenti e rienti per tutti NOI?
    Cordialmente
    Dott.ssa Antonella Torreggiani

  155. Donatella says:

    Per Antonietta: il tuo post non è qui, ma tra i commenti di un altro articolo “Esposto alla Corte dei Conti:vogliamo vederci chiaro. Mi ricordavo di averlo letto e sono andata a cercartelo. Lo hai postato il 6 febbraio. Evidentemente pensavi di averlo scritto qui. Quindi non è colpa di Federico Zanon, non ti ha mai censurata. Ciao!

  156. Donatella says:

    Vi è arrivata la comunicazione del CNOP sottoscritta da tutti i Presidenti degli Ordini regionali? L’avete letta? Sono stati carini ad indignarsi un poco anche loro! Ma sempre con riserva: prima gli inquirenti dovranno provare che si è trattato di un reato

    • Ebling Mis says:

      Si è arrivata, ma spero che quel “rapida” non si traduca in “sbrigativa” e che quel “positiva” non si traduca in un “non è successo niente”.
      RAPIDA dovrebbe tradursi in espulsione e radiazione dei responsabili.
      POSITIVA dovrebbe tradursi in “fuori aupi e dipendenti pubblici dall’enpap, per sempre” e “rivendita dell’immobile in questione”.

      Inoltre credo che l’abbiano fatto perchè monitorano i vari forum e cominciano ad aver davvero paura di perdere le loro poltrone se chiediamo a maggioranza al Primo Ministro di abolire ordine ed enpap.
      Segno che l’idea è giusta!

      Fin’ora cosa sono stati a fare i vari presidenti? non potevano controllare prima per evitare che tutto ciò accadesse?

      Anche perchè credo che vi sia arrivata la mail da infoenpap: 54 MILIONI DI EUROOOOOOOO!!!!!!
      e i lavori sono gia in pesante ritardo….e sono stati pagati mooooolto oltre il prezzo di mercato…bell’investimento del menga…

      Altro che tsunami, questo è l’asteroide che ha fatto estinguere i dinosauri!!!
      E speriamo li faccia davvero estinguere questi dinosauri che gestiscono i nostri soldi.

      Le nostre pensioni sono davvero a rischio, quando li riprendiamo più 54 milioni di euro?
      A chi lo rivendiamo lo stabile? ai cinesi o al sultano del Brunei?

      Se solo penso a quanti posti di lavoro si potevano creare….e invece spesi per far fare il/le figo/he a questi maledetti individui…

      • Donatella says:

        Le tue preoccupazioni sono le stesse che ho io! Su una cosa sola sbagli: i palazzi, le sedi sempre più grandi, servono proprio a creare posti di lavoro, ma non per gli psicologi, per mettere dentro sempre più gente raccomandata con incarichi impiegatizi. Avviene così a Roma, come anche negli Ordini regionali (le segretarie del mio Ordine regionale guadagnano molto più di me, e addirittura abbiamo pagato loro corsi per farle diventare manager e aumentare loro lo stipendio). E’ paradossale no? Gli psicologi precari e disoccupati, gli impiegati con posto fisso e possibilità di carriera! Anche a questo servono Ordini ed enti previdenziali

        • Ebling Mis says:

          Bhè, Donatella, allora non è che sbaglio, devo solo specificare meglio ciò che è gia ovvio: con i soldi dell’enpap (ciò soldi degli psicologi) vanno creati posti di lavoro PER GLI PSICOLOGI.
          Comunque quanto dici è un motivo in più per abolire tutto…

          Eddai sù, che Monti non aspetta altro…

          • Donatella says:

            Guarda che io sono d’accordo con te e lo dico da anni di abolire tutto! Solo che i nostri colleghi ancora non sono convinti che sia la strada migliore verso il cambiamento. Quindi aspettiamo che la barca affondi e noi insieme a lei…

  157. MAURIZIO says:

    Cito : “Vi è arrivata la comunicazione del CNOP sottoscritta da tutti i Presidenti degli Ordini regionali? Sono stati carini ad indignarsi un poco anche loro! Ma sempre con riserva: prima gli inquirenti dovranno provare che si è trattato di un reato”.
    Se queste sono le parole dei nostri rappresentanti, gli amministratiori degli psicologi in Italia si dimostrano vecchi, statici e ipocriti, esattamente come i partiti politici. Domando : un amministratore che commette una gravissiman, voluta e colpevole scorrettezza, che però non è reato civile o penale, è un buon amministratore e va mantenuto al suo posto? Non mi aspetto certo che i politici (sono politici, non psicologi sia ben chiaro!) che governano gli ordini regionali capiscano, oggi, la differenza tra illegittimo e illegale. Non saremmo in Italia, evidentemente. E’ però importante sottolineare a tutti i colleghi che attendere il giudizio della magistratura per esprimere un parere obiettivo e per adottare i provvedimenti del caso è la solita strategia ipocrita dei partiti politici italiani per non prendere mai posizione e continuare a ricattarsi a vicenda (con i soldi degli altri). Queste canaglie hanno delegato l’etica ai tribunali in modo da non avere mai le responsabilità del vero amministratore, eletto e pagato per essere capace di tutelare i soldi dei suoi amministrati. Queste prese di posizione degli ordini sono ancora peggio dell’aver speso 54 milioni di euro per fare lavorare una ventina di impiegati.
    Se un ammnistratore di denari altrui si dimostra non capace di amministrarli e, di più, se provoca dei danni ai denari degli aministrati, SE NE DEVE ANDARE ANCHE SE NON HA COMMESSO UN REATO CIVILE O PENALE. Questa è la logica che fa girare il mondo del lavoro civile. Alcuni dei nostri amministratori, invece, alla pari dei partiti politici, volutamente si permettono di ignorare tale logica perchè si credono al di sopra delle regole civili.

    • Felice Torricelli says:

      Come ho già segnalato, dalla lettera “cortese” del CNOP ad Arcicasa manca la firma del Presidente dell’Ordine della Lombardia , Mauro Grimoldi, di AltraPsicologia.

      • Donatella says:

        La cosa ci fa un immenso piacere Felice, però non cambia di molto la situazione. Vero che la Lombardia ha sicuramente un peso maggiore rispetto ad altre regioni, ed è un bene che a presiedere l’Ordine ci sia qualcuno di Altrapsicologia anzichè dell’Aupi, ma le altre realtà sono ancora molto arretrate, e mancano le condizioni per creare dei movimenti alternativi ai soliti poteri

    • che tà cunà says:

      non mi è arrivato nulla
      Chi si occupa delle inadempienze di una scuola di psicoterapia?

  158. MAURIZIO says:

    Non voglio condannare gli sbagli che ognuno di noi può fare nella sua vita professionale o personale. Sbagliare è nella logica umana. Non voglio erigermi a giudice. Io faccio molti errori tutti i giorni, purtroppo. Nel nostro caso, però, non mi pare affatto si tratti dell’errore di un amministratore. Mi pare siamo di fronte a “un sistema” (di gestione politica) che provoca seri danni. Ecco perchè mi permetto di essere così deciso e indignato. Il post di Donatella, appena qui sopra riportato (del 10.02-2012), mi ha molto colpito. Abbiamo pensioni molto basse e forte disoccupazione. Però manteniamo un apparato amministrativo con garanzie e stipendi più alti rispetto a quelli di molti colleghi. Vi sembra accettabile? Poi spendiamo, a norma di legge immagino, 54 milioni per dare una nuova sede a questo apparato. Tutto questo è grottesco. Non possiamo consentire a questo sistema di distruggere il nostro difficile, precario, sudato lavoro.
    Maurizio

  159. Pingback: Oddio! Ecco come gli psicologi sono considerati una “casta” « Maria Grazia Natalina LETIZIA

  160. ENZO says:

    Ho ascoltato l’audizione di Arcicasa qui
    http://www.radioradicale.it/scheda/345295/commissione-parlamentare-di-controllo-sullattivita-degli-enti-gestori-di-forme-obbligatorie-di-previdenza-

    Ho le seguenti impressioni:
    1. L’atteggiamento arrogante di Arcicasa nei confronti della commissione è intollerabile. Di fatto è come se stesse rispondendo agli iscritti e lo fa con quel tono? E’ stato più volte richiamato dal Presidente della Commissione ed è stato più volte invitato a rispondere puntualmente, cosa che non ha fatto.
    2. Arcicasa ha proposto una difesa politica, ma non ha risposto alle domande più importanti cioé:
    a. Sapeva chi era il reale proprietario dell’immobile?
    b. Perché era necessaria l’intermediazione di Conti?
    c. Perché non si è proceduto all’acquisto dell’immobile così com’era e al successivo appalto dei lavori di ristrutturazione (procedura teoricamente molto più economica)?
    3. Basa tutta la difesa su queste due perizie, ma come gli hanno detto molti commissari, quelle perizie lasciano il tempo che trovano.
    4. Il DG non si presenta all’audizione della Commissione Bicamerale di Controllo?????? Non credete che questa sia una causa sufficiente per il licenziamento immediato?

    Cazzola gli ha detto che con quelle procedure avrebbe anche potuto acquistare la Fontana di Trevi da Totò. Fantastico !
    Inoltre io vorrei sapere se i redditi di Arcicasa sono pubblici; se si dove sono consultabili, se no chiedo di modificare lo statuto affinchè lo siano.
    Infine, la Commissione invita Arcicasa a pubblicare sul sito dell’ENPAP tutta la documentazione. Sono passati 5 giorni, ma l’ENPAP ancora non pubblica alcunché.

    • Ebling Mis says:

      il comportamento di arcicasa è la conferma che esiste una sola via per spezzare queste catene e liberarci da questi padroni: ABOLIRE ALBO ED ENPAP!
      La posizione attendista dell’ordine, e gloria alla Lombardia che non ha firmato quella squallida mail, è anch’essa deprecabile, perchè delle due l’una: o arcicasa è un ladro farabutto miserabile o è un idiota totale.
      Ma come si fa? bisogna fare dei banchetti nelle piazze di ogni capoluogo?

  161. orazio says:

    Ho sentito l’audizione del presidente, un disonore per gli psicologi e la psicologia. La sua arroganza è immorale, tanto quanto le scelte della maggioranza che rappresenta. Deve essere allontanato dalle istituzioni. Quanto a noi ed alla nostra previdenza, se non saremo in grado di esprimere qualcosa di meglio, anzi il meglio che davvero ci rapresenti, non potremo che augurarci che questo patologico miserabile apparato sia presto smantellato e che i nostri risparmi siano gestiti da tecnici capaci… almeno Arcicasa e colleghi si guadagneranno il pane con la psicologia che sanno fare… o cambieranno mestiere.

  162. ENZO says:

    Mercoledi 15 ci sarà una nuova audizione in Commissione bicamerale. Alle 8.30 a Palazzo San Macuto. La Commissione attende i comodi del Direttore Generale che ha snobbato la prima convocazione.

    Ho mandato una mail a tutti i membri della Commissione per chiedere numerosi chiarimenti sulle reticenze di Arcicasa.
    Chissà se AP riuscirà ad organizzare qualche collega romano per presenziare?

    Io invito tutti i colleghi a non far calare l’interesse e a seguire ancora numerosi le vicende che riguardano direttamente le nostre pensioni.

  163. andrea says:

    Mi piacerebbe abolire l’enpap e a naso, viste le risposte, anche l’ordine.
    Ma quanto all’ente pensionistico dove finirebbero i contributi pensionistici degli psicologi? Alla gestione separata inps? O all’inps? Dalla padella nella brace?

  164. Ebling Mis says:

    ma la collega che s’è tirata su tutta stizzita quando ho criticato il contributo di maternità che fine ha fatto? perchè non risponde alla mia domanda?
    c’è qualcuno che sa a quanto ammonta questo contributo? se fate un bambino si può sapere quanto vi danno e per quanto tempo? spetta anche ai papà psicologi che hanno una compagna non psicologa? insomma c’è qualche collega che abbia dei bambini e che abbia usufuito di tale contributo?

    comunque non cadiamo dalla padella alla brace, semmai saliamo dalla brace alla padella, ma almeno non vedremo la nostra professione infangata da personaggi meschini e fraudolenti.

    non ci hanno mai tutelati, se fate un giro in rete trovate frotte di website di guaritori, santoni, sintonizzatori, acquasantisti e chi più ne ha più ne metta, ma gli ordini “ASPETTANO” le nostre segnalazioni, evidentemente il personale che hanno non è capace di usare un pc e Internet.

    se tutto cadrà nel vuoto non ci rimane che un’ultima, disperata, arma di disobbedienza civile, CANCELLARCI TUTTI IN MASSA DAGLI ORDINI!!

    tanto sono le nostre millenarie università a dire che siamo psicologi, non un ordine assente e incapace di difenderci e che esiste da un pugno di anni e all’interno del quale c’è di tutto, poichè quando è stato istituito ha tirato su di tutto.

    ma la stortura determinata dal fatto che una cassa dove versano i soldi i liberi professionisti sia amministrata da dipendenti pubblici che non pagano la suddetta cassa, basta da sola a rendere l’idea della perversione alla quale siamo sottoposti.

    • Felice D. Torricelli says:

      Cato collega,
      trovi le informazioni sul calcolo del contributo di maternità e sull’ammontare dell’assegno in un mio vecchio articolo pubblicato su questo sito alla pagina http://altrapsicologia.com/come-funziona-lenpap-quarta-parte/2008/06/.
      Un aggiornamento, con l’allineamento alle risoluzioni della giurisprudenza per l’erogazione dell’assegno anche ai padri è invece qui: http://altrapsicologia.com/finalmente-un-contributo-per-i-genitori-dallenpap/2011/11/.
      Trovi poi tutti i dati sulle erogazioni anche sul depliant con le FAQ realtive all’Enpap che puoi scaricare dalla pagina http://altrapsicologia.com/faq-enpap-2011-download-gratuito/2011/12/

    • mi sono battuto in perchè avessimo una legge di ordinamento della professione e il relativo ordine professionale, ero giovane e mi sembrava opportuno, chi avrebbe mai detto che stavamo commettendo un grossolano errore, forse in ricerca di una legittimazione che non eravamo capaci di ottenere dagli utenti dei nostri servizi…infatti molti psicologi, invece di offrire servizi alla “società civile” hanno trovato la scorciatoia di offrire servizi ad altri psicologi, più giovani, traendo così sostentamento da psicoterapie “didattiche”, scuole e scuolette di formazione in psicoterapia, moltiplicazione tumorale dei corsi di laurea… le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, nessuna selezione per l’accesso alla professione, altrimenti mancherebbe la materia prima su cui guadagnare, ovvero studenti e specializzandi, giovani professionisti che hanno investito una valanga di soldi e di tempo per trovarsi, per lo più, non propriamente qualificati e comunque a lavorare gratis o addirittura a pagare per lavorare, sedute di psicoterapia offerte a 20/40 euro, sputtanamento del livello di professionalità e mercato della psicoterapia pressochè azzerato per tutti, giovani e vecchi… quindi sono d’accordo, via gli Ordini professionali e via anche il valore legale del titolo di studio, come nei paesi anglosassoni, riconscimento attraverso società accreditate presso la comunità scientifica internazionale, campagne di informazione e di marketing, anche autofinanziate, che mettano il pubblico in grado di discriminare…
      tanti giovani psicologi psicoterapeuti o aspiranti tali dovranno rinunciare, è scritto nei fatti, non si può pensare di lavorare gratis, però quelli che potranno rimanere si rivolgeranno ad educare il pubblico ed offrire servizi, confrontandosi con i bisogni della società e non con le scuole di formazione… per quanto riguarda le spese per la maternità è chiaro che dal punto di vista attuariale non sono sostenibili per la categoria, vista la quantità di colleghe in età fertile… è un fatto che nessuna compagna assicurativa sia in condizione di erogarci una polizza sanitaria decente se includiamo il rimborso spese per il parto (che, tra l’altro, non mi risulta che di per sè sia una malattia). considerazioni diverse sono soltanto demagogia politically correct… non si tratta di sessismo, siamo seri, sono solo considerazioni fatte sui numeri. Magari questo governo spazzasse via gli ordini professionali e magari anche le casse di previdenza, lasciateci i nostri 4 soldi che al futuro ci pensiamo noi almeno il nostro, solo vincoli, spese,nessuna tutela e promozione della professione, scelte demagogiche e clientelari

      • Mari says:

        Per quanto riguarda l’assegno di maternità, io lo presi nel 2007 ma vi assicuro che è davvero ridicolo…l’8o% di un quinto del reddito dichiarato due anni prima l’evento (la maternità), sul quale viene applicata la ritenuta d’acconto del 20%. Assegno che oltretutto ti viene ovviamente sommato al reddito imponibile nella dichiarazione successiva sul quale poi paghi l’enpap…

        Su Arcicasa io sono davvero sempre più indignata,ogni sua dichiarazione è una vero disastro per l’immagine della nostra categoria.
        Ho risposto alla mail del CNOP in maniera molto dura. Credo peraltro che su uno psicologo, indipendente da un presunto o meno illecito penale che spetta alla magistratura accertare, danneggia così fortemente l’immagine della categoria debba subire in ogni caso delle sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine a cui appartiene. Cosa sta succedendo ad Arcicasa?? Nulla!!! Per ora. Sono d’accordo nel non lasciare cadere la cosa.

        Ho deciso di aderire all’associazione costituita dal collega Franco Baldini (l’Aspp) a difesa dei diritti dei contributi degli psicologi, indipendentemente da ciò che si possa concreamente ottenere, almeno ho la sensazione di fare qualcosa e non sostare nell’immobilismo paralizzante. Anche perchè, in ragione del recento scandalo, forse qualcosa si può ottenere.

      • ENZO says:

        Concordo in pieno con la ricostruzione storica del nostro disastro. Quello che entusiasmava, l’emancipazione della Psicologia dalla Medicina, e quindi il superamento di certe logiche di presa in carico, per legittimarne altre, tutto questo non c’è stato. Si è pensato a sfruttare la massa abnorme di giovani senza dare in cambio nulla, se non una professione ridotta a scheletro, con una rappresentazione sociale sempre più penosa e, diciamo pure questo, un peggioramento della qualità professionale.
        E questo sfruttamento delle nuove generazioni sembra non aver fine, anzi si celebra in un nuovo tempio in via della Stamperia, con i sacerdoti dell’AUPI.

        Sostengo l’inutilità dell’Ordine da circa dieci anni. Sulla cassa, invece, la questione è più articolata. Stante l’obbligatorietà del versamento dei contributi per tutti gli Europei, avere una cassa nostra assomiglia un po’ a quel che diversi colleghi dicono: “Lasciateci amministrare da soli i nostri soldi”. Io credo che qui il problema sia riformare l’ENPAP, impedire di ricoprire cariche elettive a chi versa anche l’INPS e a chi ricopre cariche ordinistiche, migliorare il regolamento e lo statuto per garantire il controllo e la partecipazione agli iscritti ed altre cosucce.

  165. Ebling Mis says:

    Grazie Felice, ma soprattutto grazie a Mari, il tuo contributo era quello che volevo, ovvero un dato di realtà al di la dei tanti conteggi vissuto da chi ha chiesto questo assegno di maternità.

    Mi sembra che si possa ritenere ridicolo l’essere costretti a pagarlo; oltre ad essere inutile e vessatorio, è uno schiaffo a quei tanti e tante colleghe/i che i figli non possono averli.

    comunque arcicasa e l’aupi ci fotteranno a tutti, l’unica via d’uscita è l’abolizione di questo inutile ordine che non solo non tutela la categoria, ma addirittura, infamia delle infamie, è il primo a disattendere il suo stesso codice deontologico.

  166. ENZO says:

    La nuova audizione del Direttore dell’ENPAP Muzzin è on-line.

    http://www.radioradicale.it/scheda/345829/commissione-parlamentare-di-controllo-sullattivita-degli-enti-gestori-di-forme-obbligatorie-di-previdenza-#int2634632,1242,385

    L’ho ascoltata tutta. Nessuna risposta alle domande puntuali dei Commissari.
    Sembra che non esista un Capitolato dei lavori di ristrutturazione, non c’è nessuna fidejussione, nessuno si è curato di sapere chi fosse il proprietario dell’immobile. Troppo fessi per essere veri.
    Le censure del Presidente Jannone e degli altri Commissari pesano come macigni. Dopo una tale figura, fossi un consigliere d’amministrazione dell’ENPAP non uscirei di casa per un paio d’anni.
    Addirittura l’On. Santagata dice che se l’ENPAP funzione così, bisognerebbe riformare le casse di previdenza alla radice.
    L’unico modo per superare la vergogna sono le dimissioni immediate del CdA, del CIG e anche di Muzzin, con nuove elezioni.

  167. proposta: entro il 1 marzo dovremmo pagare l’ENPAP, ci è data possibilità di pagare entro luglio con un interesse ragionevole… se tutti noi non pagassimo bloccheremmo i flussi di cassa dell’ente e potremmo chiedere con forza le dimissioni di cda, cig e direttore, con un’adeguata pubblicizzazione mediatica dell’iniziativa di protesta civile.. pensate che sia fattibile?

  168. Felice D. Torricelli says:

    Stiamo effettivamente valutando la possibilità di attivare una protesta di massa attraverso il ritardato pagamento dei bollettini previdenziali.
    C’è da tenere contodi molti aspetti, non ultimo il fatto che questa forma di protesta non inciderebbe minimamente sulle disponibilità dell’Enpap mentre sarebbe onerosa per i colleghi che dovessero ricorrevi (dovrebbero pagare gli interessi sul ritardato pagamento e non ci sono modi legali per evitarlo).
    Le pressioni su Arcicasa sono già fortissime (la richiesta di dimissioni che abbiamo messo on line ha raccolto in pochi giorni tante firme – 8000 – quanti e più dei votanti che hanno partecipato alle ultime elezioni per l’Enpap!). Vediamo cosa succede nei prossimi giorni.
    Ieri, come ha fatto presente Enzo, Arcicasa è stato di nuovo ascoltato dalla Commissione Parlamentare di Controllo ed ha ripetuto e se possibile peggiorato la pessima figura già fatta la settimana scorsa: può essere che già alla riunione del CIG prevista sabato prossimo accada qualcosa.

  169. il ritardato pagamento è oneroso per noi, ne varrebbe la pena solo se riuscissimo a conoscere la situazione di cassa dell’enpap e se effettivamente riuscissimo a produrre un danno entro luglio, se invece avessero una disponibilità di cassa sufficiente almeno per l’ordinaria amministrazione sarebbe una misura vana, dovremmo assumere informazioni precise….

  170. Mari says:

    Ebling però non è che l’assegno di maternità sia totalmente inutile, è pur sempre qualcosa in quei mesi in cui non stai lavorando o lavori pochissimo per occuparti del tuo neonato e dell’allattamento in particolare. Peraltro ora può essere richiesto anche dal padre e la vessazione per quelle coppie che non riescono ad avere figli non è un argomento sostenibile perchè lo è altrettanto allora per le colleghe o i colleghi più anziani che di figli non ne fanno più.
    Quello che però contesto è che il calcolo dell’assegno è ridicolo rispetto a ciò che versi e che dichiari e soprattutto credo che l’assegno non debba provenire da un tributo in più (ora di 140 euro) ma tirato fuori dal bilancio evitando sprechi e costi inutili.

    Riaguardo alla scadenza della quota il 1 marzo, anche io sto meditando seriamente di non pagare ma di posticipare. Anche se poi mi tocca pure pagare lo 0.48% di interessi per ogni mese in più, sai che rabbia!!! Tuttavia se lo facessimo in massa arriverebbe almeno un messaggio di protesta auspicabilmente di rilevanza mediatica e soprattutto un messaggio all’enpap, che siamo stufi e vogliamo un cambiamento concreto!!!!!

    • Ebling Mis says:

      Mari sono d’accordo con te.
      L’assegno familiare è certamente giusto, ma non è giusto farci pagare per una vita questa tassa.
      I soldi li prendano dai parlamentari, che li usano per la coca, i trans e le escort.
      Il versamento del contributo di maternità sa tanto di canone rai, che pago ma vedo pochissimo la televisione, e la rai propone pessimi programmi, sempre le stesse facce e un mare di pubblicità che gli frutta un botto di soldi, oltre a chissà quante altre entrate.

      Per carità, è giusto che una famiglia che fa dei bambini debba essere aiutata dallo stato, meno giusto cavalcare questo nobile compito per spremere ulteriormente i cittadini.
      In pratica quello che si danno se lo riprendono dieci volte..

  171. Donatella says:

    Ma se tanto poi dopo qualche mese dobbiamo pagare comunque, a che serve questo tipo di protesta? Chi ci rimette veramente? Ed anche vorrei capire come pensano alcuni colleghi di poter estromettere dai posti di potere gli psicologi dipendenti dal SSN e iscritti all’Aupi? In Italia, anche se non sembra, c’è ancora democrazia! Non si può dire a una categoria “voi non potete candidarvi e di conseguenza nemmeno essere eletti”. Se stanno lì è perchè qualcuno li ha votati, ed anche perchè la stragrande maggioranza di psicologi libero professionisti se ne frega sia di candidarsi quando si prospettano le elezioni, sia di andare a votare. Nella mia regione, non si raggiunge mai il quorum alla prima tornata elettorale, e 2/3 dei votanti sono sostenitori dei candidati Aupi. Praticamente ci vanno solo loro a votare! Per questo non siamo rappresentati, per questo al potere ci sono loro. Ecco perchè sono favorevole all’abolizione di Ordini ed ENPAP, non ho assolutamente fiducia nell’intraprendenza e nella volontà di riscatto dei colleghi. Finchè c’è da mettere una firma per sottoscrivere una petizione, ci si può anche scomodare, ma organizzarsi per manifestare, boicottare, impegnarsi per ottenere un cambiamento dello stato delle cose, è tutta un’altra storia. Sono pochi quelli che partecipano! Comunque continuo a seguire il dibattito per capire se ci sono ancora speranze che invece le cose vadano in questo senso

    • Ebling Mis says:

      io sono d’accordissimo Donatella.
      Tra l’altro nel CIG ci sono pure persone che hanno cariche negli ordini.
      Bel modo che stanno dimostrando di avere nella difesa dell’immagine della psicologia.
      Secondo me anche queste doppie cariche vanno eliminate, o sei nell’enpap o sei nell’ordine, altrimenti credo che ci sia un conflitto di interessi, oltre che doppio stipendio…

      non tutelano niente, tutti i (pochi) successi nella lotta all’abusivismo sono stati ottenuti da altri fin’ora..

      Non si sono impegnati per il riconoscimento della figura dello “psicologo competente” sul discorso stress lavoro correlato, ne si sono impegnati nel portare avanti l’istituzione dello “psicologo di base”, lo psicologo di famiglia, che sarebbe stata utilissima alla comunità e avrebbe dato una boccata d’ossigeno alle migliaia di psicologi che le università sfornano per fare cassa.

      Non si sono neanche opposti a certe università che hanno tolto il numero chiuso per le iscrizioni…

    • MAURIZIO says:

      Se è vero che non si può impedire ad uno psicologo iscritto all’albo di candidarsi per l’Enpap, è altrettanto vero che l’Enpap è l’ente previdenziale per i veri liberi professionisti e non per gli psicologi dello stato. Di conseguenza, dovrebbero candidarsi unicamente i liberi professionisti con partita iva e studio privato a tempo pieno e l’ente dovrebbe essere guidato solo dai loro rappresentanti. Gli psicologi statali che praticano l’ambigua extra moenia non hanno nulla a che fare con un libero professionista. Anzi, spesso ci fanno concorrenza sleale e altrettanto spesso sono grandi evasori fiscali.

      • colpa di noi professionisti che non riusciamo ancor ad esprimere candidature significative e quindi andarle a votare, purtroppo non riusciamo a fondare la nostra cultura ed appartenenza sulla professione, come comunque fanno medici, avvocati, ingegneri, per fondarla su scuole e scuolette di psicoterapia (la prima domanda che ricevo da 30 anni a questa parte quando conosco un/una collega è: “tu sei psicodinamico, relazionale, cognitivista o altro?” … a quel punto non è che mi cadono le palle, mi si nebulizzano proprio… perdonate l’inciso volgare…) oppure su appartenenze di area (psicologia dello sport, del lavoro etc.)
        tutto ciò è falso anche nella pratica, le psicoterapie evidence based usano modelli integrati, gli psicologi dello sport e del lavoro hanno anche qualche paziente e gli psicoterapeuti non disdegnano qualche consulenza on ambito sportivo o delle organizzazioni, molti lavorano comunque come formatori… alla base quindi c’è un problema culturale e di identificazione professionale… su questi presupposti anni fa nacque “Cultura e Professione” della quale sono stato socio fondatore, poi venne la Zaccaria e l’alleanza con l’AUPI ed il resto della triste storia lo conosciamo tutti…
        personalmente sono restio all’uso dei forum come sfogo perchè così si perde solo tempo, quindi propongo:
        1) un ripensamento delle culture di appartenenza professionali
        2) identificare colleghi liberi professionisti che possono essere rappresentativi della psicologia e non di questa o quella scuola “perchè così si beccano i voti (sono i partiti a ragionare così, sono nauseato, iniziamo a cambiare qualche cosa, oggi ci sono modi diversi del porta a porta per creare consenso attorno ad un progetto e questo forum ne è un esempio”
        3) preparare sin d’ora delle candidature per l’ENPAP con questi criteri e poi, soprattutto, andare a votare per difendere i nostri legittimi intereressi, la nostra cultura e la nostra professione su cui abbiamo tanto investito, ho visto interventi disperati di persone che pensano di andare a fare il counselor … dopo tanti anni di professione confesso di averlo pensato anch’io “…ma se mi metto a fare il LIFE COACH chi mi potrebbe dire nulla?????” Tra l’altro non penso di dover fare lo psicoterapeuta PERFORZA, come tanti giovani colleghi che si ostinano a provare a lavorare a tutti i costi, anche gratis o quasi gratis, in questi anni ho sviluppato un’altra competenza professionale, qulla di istruttore cinofilo e di allevatore, il lavoro sta andando male, ma se dovesse andare peggio girerò l’interruttore e addio… prima delle soluzioni disperate però abbiamo il dovere etico e di rispetto verso noi stessi e verso la professione che abbiamo scelto di far andare le cose per il meglio e di cacciare tutti gli incapaci dai posti direttivi della professione…
        Sono stato dipendente pubblico per 13 anni, poi i miei limiti caratteriali mi hanno portato via da quel luogo, per fortuna per la mia vita, ma vi assicuro di aver rinunciato a tanti di quei privilegi, me ne sono accorto dopo da libero professionista…
        il dipendente pubblico ha:
        - tempo per occuparsi di politica professionale
        - occasioni di contatti professionali e rappresentatività
        - soldi assicurati tutti i mesi, ferie, malattie pagate, cure termali, permessi di studio, convegni, seminari, riunioni, supervisioni, intervallo caffè e/o sigaretta, aggiornamento professionale
        - la possibilità di attuare concorrenza sleale in maniera assolutamente lecita, attraverso l’attività intramuraria ed attraverso tutte le psicoterapia assegnata a costo zero agli innumerevoli tirocinanti delle innumerevoli scuole, così da diminuire il proprio carico di lavoro, azzera le liste d’attesa e poter scegliere i pazienti “migliori” ovvero quelli che possono pagare, da vedere in privato o da inviare ad amici, talvolta senza nulla in cambio talvolta come tacito scambio di favori
        - la possibilità di avere pazienti in nero drenati dal servizio pubblico, ma a questo non voglio nemmeno pensare, diciamo che non lo fa nessuno e si tratta di un pensiero malevolo ;-)

        confesso che da dipendente pubblico ho sfruttato le prime tre opportunità, l’intramuraria ed i tirocinanti non c’erano e pazienti non me li sono mai portati, probabilmente non perchè fossi San Francesco ma perchè lavoravo in un SERT, quindi non mi sono mai posto il problema

        Tra noi e i dipendenti pubblici gli interessi sono decisamente contrapposti ed in questo anni abbiamo lasciato che i loro privilegi di partenza siano diventati ancora ed ancora più forti, naturalmente no c’è l’ho con nessuno, si tratta primariamente di autocritica… finchè c’erano risorse per tutti abbiamo lasciato andare, ora hanno veramente esagerato e d’altra parte c’è una massa di giovani aspiranti psicologi o psicoterapeuti che non potrà MAI lavorare ma che, con la legittima disperazione e voglia di ottenere spazi professionali, erode sempre di più la qualità della professione e lo spazio di lavoro attraverso l’offerta di servizi gratuiti o quasi

  172. maria teresa says:

    devo pagare 3.000 euro e rotti entro il I CHE FACCIO ??CHE FACCIAMO?

  173. andrea says:

    credo si debba battere la strada di libertà di iscrizione a un qualsiasi ente pensionistico. l’ordine potrebbe semplicemente essere un elenco.

  174. Ebling Mis says:

    tra le altre cose pare che questo decreto liberalizzazioni, lungi dal liberalizzare la professione, ci obbliga a nuovi obblighi, nuovi controlli e nuovi esborsi…

    conviene fare il coach, il counselor, il PNLista, il mago o il guaritore…decisamente!

  175. Michele says:

    Ritardare il pagamento serve fino a un certo punto, bisognerebbe non pagarlki più.
    Infondo questa vicenda dimostra che hanno fatto solo i loro sporchi interessi, altro che tutelare la figura dello psicologo.
    Bisognerebbe andare giù in massa e defenestrarli tutti

    • Guido says:

      D’istinto sono d’accordo sul non pagare, anche se la strada è la libertà di scelta della propria assicurazione previdenziale, si parla tanto di liberalizzazioni, ma in realtà il nostro modo di essere stato è borbonico e corrotto!!!! Dall’università agli scandali relativamente all’elevato grado di corruzione che ci costa un sacco di soldi, pagati poi da tutti attraverso le tasse indirette, necessarie per contenere il buco o meglio la voragine del nostro debito pubblico.
      Comunque, con l’ordinamento attuale, non pagare significa fare scattare dei meccanismi di ricarico del debito che si chiama INTERESSI, RIFLETTENDO PROPORREI UNA SANA AUTORIDUZIONE DELL’80% del dovuto così non saremmo inadempienti ma semplicemente in debito.
      Saluto tutti i colleghi e le colleghe chiedendo a ciascuno di darsi una sveglia, perché la tutela dei diritti passa da un severo controllo di chi ci rappresenta o ci dovrebbe rappresentare ! Buona vita a tutti! Guido

  176. MAURIZIO says:

    Se è vero che non si può impedire ad uno psicologo iscritto all’albo di candidarsi per l’Enpap, è altrettanto vero che l’Enpap è l’ente previdenziale per i veri liberi professionisti e non per gli psicologi dello stato. Di conseguenza, dovrebbero candidarsi unicamente i liberi professionisti con partita iva e studio privato a tempo pieno e l’ente dovrebbe essere guidato solo dai loro rappresentanti. Gli psicologi statali che praticano l’ambigua extra moenia non hanno nulla a che fare con un libero professionista. Anzi, spesso ci fanno concorrenza sleale e altrettanto spesso sono grandi evasori fiscali.

  177. ENZO says:

    Per candidarsi all’ENPAP bisogna essere iscritti alla cassa, la sola iscrizione all’albo non basta. Tuttavia, potremo chiedere di modificare il regolamento per consentire le candidature solo a chi non è iscritto ad altri enti previdenziali, ma solo all’ENPAP.

  178. Maria Cristina says:

    Io decido di ritardare il pagamento che, come sparare sull’ambulanza, è arrivato a tutti in questi giorni. Sarà un piccolo passo ma è un inizio concrteto. Bisognerà che pubblicizziamo ció e comunichiamo ad ENPAP il motivo di ció.
    Chi mi segue???

  179. Laura says:

    Io ho deciso di accogliere la proposta di ritardare il pagamento:
    “Riteniamo importante, poi, proporre un’iniziativa “dal basso” finalizzata a sviluppare un nuovo modo di intendere il “bene comune” e la politica professionale. Vista la situazione e in assenza di alcun elemento informativo che possa rassicurare rispetto alla corretta gestione del patrimonio degli iscritti, abbiamo pensato di ritardare il versamento della prima quota dovuta all’Enpap entro il 1 marzo 2012 (si tratta della contribuzione alle “nostre” pensioni) fino a che il presidente Arcicasa e gli amministratori eletti negli organismi rappresentativi dell’Ente che hanno avuto responsabilità dirette o indirette nell’acquisto dell’immobile di via della Stamperia a Roma non abbiano valutato, nell’interesse della comunità professionale degli psicologi e nell’ottica della correttezza istituzionale, la necessità di rassegnare le dimissioni dai loro incarichi che oramai svolgono senza il necessario presupposto di fiducia da parte dei colleghi iscritti. Vi ricordiamo che, in base alle normative attuali, è possibile versare la prima quota del versamento all’Enpap senza alcuna sanzione anche dopo il primo marzo. Se il pagamento verrà effettuato entro 150 giorni (ossia entro il 30 luglio 2012) sarà dovuto solo un interesse pari allo 0.48% per ogni mese o frazione di mese. Le sanzioni per il mancato pagamento scatteranno, infatti, a partire dal 31 luglio 2012. Speriamo che molti colleghi ci seguano in questo richiamo all’eticità dei comportamenti dello psicologo il cui fine ultimo è dimostrare che nella nostra comunità esiste una grande maggioranza di persone che svolgono con competenza e serietà la loro professione e i loro correlati mandati istituzionali.
    Vi segnaliamo, infine, che abbiamo realizzato una rassegna stampa molto documentata ed esaustiva sui fatti qui descritti, nell’ottica della massima trasparenza e dell’accesso pubblico alle informazioni, al fine di favorire lo sviluppo di un opinione autonoma su quanto accaduto.
    Claudio Tonzar e Stefano Roncali
    Presidente e Segretario di Psicoattività, consiglieri del gruppo di minoranza dell’Ordine del Friuli Venezia Giulia”

    • mariacarla sbolci says:

      Io ho deciso di accogliere la proposta di ritardare il pagamento
      Perciò manderei un’ email ad Ascolto Iscritti
      Firmata ed in cc al mio Ordine della Liguria, con tale testo
      “Vista la situazione e in assenza di alcun elemento informativo che possa rassicurare rispetto alla corretta gestione del patrimonio degli iscritti, abbiamo pensato di ritardare il versamento della prima quota dovuta all’Enpap entro il 1 marzo 2012 (si tratta della contribuzione alle “nostre” pensioni) fino a che il presidente Arcicasa e gli amministratori eletti negli organismi rappresentativi dell’Ente che hanno avuto responsabilità dirette o indirette nell’acquisto dell’immobile di via della Stamperia a Roma non diano seguito a spiegazioni valide e trasmesse ai rispettivi Ordini Regionali, con la preghiera di indire assemblee tra gli iscritti utili a diffondere le stesse. In caso contrario i suddetti componenti dell’attuale CDA Enpap dovranno valutare , nell’interesse della comunità professionale degli psicologi e nell’ottica della correttezza istituzionale, la necessità di rassegnare le dimissioni dai loro incarichi che ormai svolgono senza il necessario presupposto di fiducia da parte dei colleghi iscritti”.
      Se questo riceve approvazione da chi mi legge cerchiamo di stare in contatto
      Lascio mia emai mariacarla.sbolci@fastwebnet.it
      Grazie

  180. Vito Cetraro says:

    Per ora… io non pago! poi vedremo….
    a fronte dello 0,48% sull’importo (…su 100 € sono 48 centesimi, su 1000 € sono 4,8 euro, su 10.000 € sono 48 euro, su 100.000 € …….. lasciamo perdere…. 50 milioni si scrive così 50.000.000, in lire si scrive così 96.813.500.000).

    Penso che si possa avere il coraggio di protestare contro i fessi o i truffatori (così li avevo definiti già ai tempi dell’Unisalute – salute di uno: LUI) ….scelgano loro….

    Spero comunque si si possa instaurare una gestione intelligente, equa, etica e trasparente dell’ENPAP. ….Per carità, nessuno invochi l’INPS!

  181. MAURIZIO says:

    Come tutti Voi credo, il 24 Febbraio ho ricevuto una mail, a firma Angelo Arcisaca, nella quale l’Enpap mi invita a partecipare a “seminari gratuiti su questioni previdenziali e fiscali”. Vorrei solo segnalarVi il livello grottesco raggiunto dall’apparato istituzionale degli psicologi italiani. Dovremmo davvero impegnarci per far cessare questo vergognoso teatrino politico ed eleggere nell’Enpap e negli Ordini i nostri rappresentanti aventi un solo requisito e un solo scopo : essere onesti e fare solo gli interessi dei rappresentati.

  182. maria teresa says:

    SALVE,io per il momento non pago.
    è questo il momento di esprimere la nostra protesta

  183. Donatella says:

    Stamattina guardavo il bollettino M.Av. per il pagamento dei contributi previdenziali, e l’attenzione si è fermata sulla Banca che da sempre ha in mano il servizio di Tesoreria dll’ENPAP, la Banca Popolare di Sondrio, e mi sono chiesta: “in che modo viene assegnato tale servizio a questa banca? Esiste un bando di concorso? E in questo caso ogni quanti anni esce il bando? Come mai una piccola banca come la Popolare di Sondrio riesce sempre ad aggiudicarsi l’appalto del servizio? Non dovrebbe esserci una turnazione delle banche per evitare che si possano verificare casi di tangenti?”. Mi piacerebbe saperne di più, magari dai Consiglieri di Altrapsicologia, ritengo che oggi, alla luce di ciò che è accaduto, tutto il sistema vada riconsiderato

  184. roberto sbrana says:

    Come mai da 11 giorni nessuno scrive più niente?

    • Donatella says:

      Perchè succede sempre così! Quando capita qualcosa, per un pò molti si lamentano o gridano allo scandalo…poi tutto muore così. Se uno propone di organizzarci per una protesta che vada oltre la raccolta di firme, non aderisce mai nessuno. Gli psicologi sono individualisti e assenteisti, lo dimostra la scarsa affluenza alle urne quando ci sono le elezioni, quindi sono condannati a dipendere sempre dall’iniziativa di qualcun altro (anche se disonesto)

  185. Alessandro says:

    Non è questione di essere psicologi…il fatto che in Italia funziona così ovvero tarallucci e vino e soprattutto “I do my business you do yuor business” (Cit. Il Padrino)…il 2012 è l’anno della verità in ogni caso quindi dobbiamo stare tranquilli e saper aspettare O ci conformiamo all’Europa come Ordine e sistema fiscale O comunque sarà l’Europa a tagliarci fuori nel 2013…gli ordini regionali lo sanno benissimo e entro fine 2012 scaricheranno definitivamente l’ENPAP…buone cose a tutti colleghi! Don’t give up!!

  186. MAURIZIO says:

    Insieme ad un collega, abbiamo scritto questa la lettera qui sotto riportata sulla quale vorremmo raccogliere le adesioni. Intendiamo utilizzarla come petizione da inviare alle liste elettorali e agli organi di rappresentanza degli psicologi.

    Chiedo la vostra adesione. La mia mail è : alcinoo777@yahoo.com

    Titolo : L’Enpap e le istituzioni degli psicologi liberi professionisti devono tornare a fare solo gli interessi degli psicologi liberi professionisti.
    “Siamo di fronte a questa grottesca vicenda: chi è stato eletto allo scopo di fare gli interessi degli psicologi liberi professionisti, senza chiedere alcun permesso, ha speso oltre 50 milioni di euro per dare una nuova sede amministrativa a sé stesso e a una ventina di impiegati amministrativi.
    La compravendita della nuova sede Enpap a Roma ha questo preciso significato : oggi l’eletto non fa più l’interesse dell’elettore. Non è più eletto nel senso di essere stato delegato, ma nel senso di essere superiore. Lo dimostra anche il fatto che le innumerevoli richieste di dimissioni sono state ignorate. Gli psicologi liberi professionisti non possono e non devono tollerare l’uso distorto del prezioso denaro riservato alle future pensioni.
    Per questa ragione, Vi chiediamo di aderire alle nostre proposte firmando la seguente petizione pubblicata in rete. Tale petizione sarà inviata a tutte le associazioni degli psicologi che partecipano alle elezioni dell’ENPAP.

    I sottoscritti psicologi liberi professionisti chiedono :

    1. le immediate dimissioni del CdA e l’indizione di nuove elezioni per l’ENPAP;
    2. una periodica e costante comunicazione agli iscritti ENPAP relativa agli investimenti e ai rendimenti dei montanti contributivi;
    3. di stabilire un tetto massimo di spesa annuale per il buon funzionamento dell’ENPAP.
    5. di modificare l’Art.2 del regolamento elettorale dell’ENPAP in modo da vietare l’elezione a cariche direttive dell’ENPAP a coloro i quali siano iscritti contemporaneamente anche ad altri enti previdenziali;
    4. di introdurre nel medesimo regolamento elettorale dell’ENPAP la possibilità del voto elettronico, per mezzo di PEC o di altri strumenti, allo scopo di aumentare la partecipazione al voto degli iscritti;
    5. di introdurre il divieto di candidarsi alle persone che già ricoprono altre cariche ordinistiche di qualunque tipo;
    6. di introdurre l’obbligo di fissare gli obiettivi principali di gestione prima delle elezioni stabilendo poi anticipatamente il divieto di ricandidarsi in caso di mancato raggiungimento di tali obiettivi.”

  187. roberto sbrana says:

    Prendo atto, dal silenzio comunicativo dei colleghi, che il dibattito tra di noi si sta spegnendo. Abbiate pazienza, ma, nonostante siano più di 40 anni che mi occupo di psicologi e delle nostre varie organizzazioni rappresentative, mi stupisco ancora quando vedo che ci scalmaniamo, urliamo, facciamo le proposte più stravaganti per affrontare i guai che attraversano la nostra professione e poi, da un giorno all’altro tutto tace, muore e ce ne battiamo le palle. Non è così che si cambiano le cose. Così, si lasciano le cose come sono. Gli spazi che noi lasciamo vuoti sono riempiti da quei colleghi che sanno organizzarsi. Che pena…!!! Vado a mangiare un po’ di Nutella.

  188. ENZO says:

    Io continuo a seguire e a mantenere alto il livello di indignazione.
    E’ chiaro che le associazioni come AP dovrebbero organizzare la protesta, ma qui sento una carenza. Mi permetto di chiedere che tutte le Associazioni professionali si incontrassero e proponessero una posizione comune. La lettera di Maurizio, che ho contribuito a comporre, ha la mia adesione. Battete un colpo se ci siete.

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