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Psicologi piemontesi, uniamoci!

Caro psicologo piemontese, cosa aspetti?

E’ una domanda a bruciapelo, me ne rendo conto. Ma provo a darti qualche elemento in più.

Gli iscritti al nostro albo sono circa 6000 in continua crescita. Abbiamo una facoltà pubblica, in estrema crisi, e una privata. Le scuole di specializzazione sono tredici e, tra l’altro, prese anch’esse dalla crisi, alcune di queste si sono presto attrezzate per allargare il loro mercato aprendo alla formazione di counsellor.

Altro dato piccolo ma significativo: forse tu non lo sai, ma le sedute del nostro ordine regionale sono aperte al pubblico (si guardano bene d’altronde dal comunicarlo). Mi è capitato in questi anni di riuscire a trovare il tempo di andarvi ad assistere. Bene, se eravamo in 5 eravamo davvero tanti. Eppure, è li che si prendono decisioni importanti per noi psicologi piemontesi.

A fronte di questi dati, la situazione lavorativa è pressoché un disastro per la maggior parte dei nostri colleghi.

Giusto qualche giorno fa, parlando con un gruppo di nostri colleghi dell’avvio del gruppo piemontese di Altrapsicologia, si faceva questa riflessione: c’è un estremo bisogno di smuovere la situazione stantia che ormai caratterizza il Piemonte e, più nello specifico, gli psicologi piemontesi. Smuovere significa attivarsi, incontrarsi, mettere insieme le energie e le motivazioni al fare e al disfare.

Questa è la spinta che ci muove come Altrapsicologia Piemonte e questo è lo spirito che vorremmo coltivare nel gruppo che si sta formando.

Prima di salutarti vorrei fare un ultima riflessione.

Proprio assistendo alle sedute del nostro ordine regionale, è diventata in me certezza quella che prima era solo una sensazione di scollamento. Scollamento fra la realtà che noi “normali” psicologi sperimentiamo e quella dell’establishment al governo del nostro Ordine: un mix di dipendenti pubblici, universitari e imprenditori delle scuole di specializzazione che vive un universo parallelo rispetto al nostro. Varrebbe perlomeno la pena comunicargli che esiste un altro mondo, un’altra realtà. Non credi?

Noi ci vedremo come primo appuntamento:

Martedì 13 dicembre, ore 20.00
Casa del Quartiere, via Morgari 14 a Torino.

Sarà un occasione per conoscerci, per scambiare delle idee e per raccontarti le nostre iniziative in cantiere.

Caro collega piemontese, cosa aspetti?

Ho 40 anni, di mestiere faccio lo psicologo del lavoro e delle organizzazioni e lo psicoterapeuta. Lavoro come consulente per aziende multinazionali e italiane. Gestisco un centro clinico a Torino. Ho in piedi diversi progetti con diversi colleghi sparsi per l'Italia. Gestisco numerosi siti e blog anche non strettamente di psicologia. Non riesco a fare tutto quello che mi piacerebbe fare, ma in fondo è meglio così. Sono appassionato di rugby e sposterei le montagne pur di potervi ancora giocare.

Categoria: Ordine Psicologi Piemonte

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Paola says:

    Aspetto di finire la specialistica e di iscrivermi all’Ordine, Alessandro.
    Nonostante non sia più giovanissima, sono ancora solo psicologa triennale.
    Se hai voglie e tempo di aspettarmi…
    Buona giornata di festa.
    Paola

  2. Marco says:

    Di sicuro con un articolo così sgrammaticato i laureati italiani in generale non ci fanno una bella figura..

    • Federico Zanon Federico Zanon says:

      Caro collega,

      di sicuro il tuo commento anonimo non aggiunge molto alla discussione. Spero vorrai notare la gentilezza che ti facciamo nel pubblicarlo comunque.
      Ti incoraggiamo a farci dono delle tue abilità: come noto, Altrapsicologia pubblica anche i contributi esterni e critici verso l’associazione.

  3. mario says:

    sono d’accordo sul fatto che è importante essere informati e monitorare le decisioni prese dagli ordini regionali e che sia necessaria la massima partecipazione. purtroppo riscontro che in alcuni ordini – per esempio in quello del Friuli – non è consentito partecipare alle riunioni. non capisco come questo possa avvenire visto che le sedute dovrebbero essere pubbliche.

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