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Replica sulla situazione dell’ENPAP

Ci scrive il collega Crispino – presidente della SIPAP, membro del CdA dell’ENPAP, consigliere dell’Ordine del Lazio – chiedendoci (in verità con una perentorietà che non riteniamo di meritare) di pubblicare un suo lungo scritto di replica agli articoli usciti di recente sul nostro sito e diffusi attraverso la Newsletter.

Il collega Crispino è uno dei protagonisti delle vicende recenti (e anche di molte passate, in verità) di cui abbiamo parlato e quindi è molto bene informato sui fatti, a differenza del popolo degli Psicologi italiani che deve invece accontentarsi di relazioni “di parte” in assenza della pubblicazione dei documenti ufficiali (verbali, mozioni, ecc.), unica base sulla quale sarebbe possibile formarsi un’opinione più oggettiva.

Stranamente è proprio dell’ignoranza di questi atti che ci rimprovera il collega Crispino senza badare al fatto che la decisione di rendere pubblici o meno gli atti relativi al dibattito interno e alle azioni messe in pratica all’ENPAP può essere assunta solo dagli organi di quell’ente, in cui lui stesso (e il gruppo SIPAP che lui dirige) ha posizioni di responsabilità.

Continuiamo nel nostro sforzo di fornire informazioni agli Psicologi sulle questioni istituzionali che da vicino li riguardano e non entriamo nel merito delle affermazioni del collega Crispino visto che, in assenza di atti ufficiali, aggiungeremmo opinioni ad opinioni in una situazione di non semplice interpretazione, rischiando di incoraggiare la deriva demagogica dell’ENPAP che invece ci spaventa.

Di certo non possiamo astenerci dal denunciare la situazione confusa venutasi a creare presso il nostro Ente di Previdenza nel momento cruciale in cui si è provato ad attivare iniziative concrete a sostegno dei colleghi in difficoltà.

Non vorremmo, cioè, che si illudessero i colleghi ventilando servizi ed attività certamente utili – arrivando ad attivarle irresponsabilmente – senza poterne poi garantire la copertura economica e la sostenibilità finanziaria. Nella opportunità di mantenere attivi questi servizi si troverebbe poi il pretesto per un aumento indiscriminato dei versamenti che molti dicono di non volere ma che sembra ormai deciso nelle alte sfere dell’ENPAP.

Cogliamo l’occasione per chiedere l’impegno concreto del collega Crispino perché rapidamente siano resi accessibili agli iscritti gli atti dei lavori dell’ENPAP, soprattutto quelli relativi a una questione cruciale come la definizione e l’avvio delle prestazioni assistenziali.

La Redazione

Alla Redazione di “Altra Psicologia”
con preghiera di pubblicazione

Gentile Redazione di “Altra Psicologia”,
mi sento costretto ad intervenire essendo stato chiamato direttamente in causa con una modalità di informare che, al di là di ogni buona intenzione, assume purtroppo la forma più della dis-informazione che della contro-informazione.
Chiedo, dunque, la pubblicazione di questa mia replica agli articoli pubblicati sulla Newsletter di “Altra Psicologia” relative al nostro ente di previdenza. Infatti, consiglio agli autori di quegli articoli maggiori approfondimenti prima di far circolare notizie infondate o false e demagogiche, soprattutto quando riferite da consiglieri di un organo quale il CIG dell’Enpap.
Non so se riuscirò ad essere sintetico ma certamente farò in modo di esser chiaro, a vantaggio dei poveri Colleghi ficcati a forza nel frullatore di un’informazione drogata da interessi di parte.

  1. L’Enpap non è in esercizio provvisorio dal punto di vista bilancistico, fino a quando una delibera del CdA non annullerà o modificherà i bilanci di previsione approvati anche dal CIG tali bilanci sono vigenti e il CdA non ha alcuna intenzione di annullarli o modificarli, né adesso e ancor di più nei prossimi mesi. I bilanci rimarranno esattamente così come sono stati approvati dai due organi dell’ente.
  2. Il Ministero del Lavoro, con la sua nota, ha solamente sottolineato una difformità procedurale che conoscevamo bene, nessuna sostanziale irregolarità, semplicemente un richiamo ad un maggior rispetto formale della tempistica delle decisioni. Infatti, il problema è semplice, la delibera relativa allo stanziamento di 8 milioni e mezzo di euro per l’assistenza è cronologicamente antecedente alle modifiche del regolamento di previdenza che permette di prelevare i fondi medesimi dal conto del contributo integrativo (e non dal conto di riserva come erroneamente riportato in uno dei due articoli pubblicati). In sostanza è come se il Ministero avesse detto: “sarebbe stato meglio approvare prima le modifiche del regolamento di previdenza e poi approvare gli stanziamenti nei bilanci”. Noi abbiamo preferito andare dritti alla sostanza pur sapendo che ci avrebbero potuto fare dei rilievi formali. Lo abbiamo informalmente fatto presente al Ministero che ha compreso e concordato di evitare inutili passaggi proprio formalistici. Nulla, dunque, ci obbliga — e ripeto ancora che non lo faremo — a modificare i bilanci, basterà attendere che i Ministeri ci inviino il parere favorevole sulle modifiche del regolamento di previdenza, già approvate dal CdA e dal CIG e a loro inviate, e la vicenda sarà chiusa. Così fu fatto in passato in altre occasioni, ad esempio su una nota relativa ad un bilancio consuntivo, quando dopo aver spiegato e deciso di lasciare il bilancio com’era null’altro accadde. I Ministeri esprimono pareri non vincolanti, non hanno il compito di approvare o bocciare i bilanci, competenza per legge conferita agli organi statutari dell’Ente.
  3. La “polpetta avvelenata”, sta nella campagna, questa si demagogica, di chi, consiglieri e truppe di complemento strumentalizza e deforma la realtà senza produrre fonti credibili per dimostrare ciò che dice, disinformando, così, migliaia di Colleghi. Una nota ministeriale non è e non può costituire per legge una bocciatura dei bilanci dell’ente.
  4. Le forme di assistenza sono uno dei punti fondanti della strategia politica della Sipap per l’Enpap e sono state pubblicate nel nostro programma elettorale del 2004. A) È fonte ufficiale che tutte le proposte sull’assistenza sono state portate all’attenzione dell’Enpap dai Consiglieri Sipap del CdA e del CIG. B) In data 27 ottobre 2006, in sede di discussione sui bilanci di assestamento 2006 e previsione 2007, ho proposto lo stanziamento di 8 milione e mezzo di euro per le forme di assistenza, approvati nella seduta successiva dal CdA in data 10 novembre 2006. C) In data 2/11/06 i Consiglieri Sipap del CIG hanno posto per la prima volta all’odg una mozione politica di programma, nella quale denunciavano la situazione di stallo politico-programmatico e gestionale dell’Enpap e proponevano, a chi ha a cuore le sorti del nostro ente e degli interessi prevalentemente libero-professionali, un programma limitato a questo mandato centrato su servizi agli iscritti, forme di assistenza, attenuazione delle sanzioni ritenute vessatorie e razionalizzazione della gestione investimenti finanziari. Tale mozione è stata bocciata di misura. La medesima mozione è stata ripresentata per la seconda volta in data 6/12/06 ed è stata approvata con i soli voti dei consiglieri Sipap. D) In data 9/01/2007, ho chiesto l’inserimento all’OdG del CdA delle modifiche del regolamento di previdenza che rendeva compatibile la costituzione di un fondo per l’assistenza con i relativi stanziamenti, tali modifiche sono state approvate dal CdA e successivamente dal CIG. E) Successivamente, con una mozione inviata in data 15/01/07 i Consiglieri Sipap individuavano e proponevano le specifiche forme di assistenza approvate poi dal CIG.                                                              Come si vede un frenetico e complesso lavoro di concerto tra me nel CdA e i Colleghi Sipap del CIG.                                                         Se qualche Consigliere del CIG ha fonti ufficiali (verbali, mozioni o altra documentazione istituzionale) attraverso le quali smentire le mie affermazioni lo faccia. Tutto ciò da me affermato è agli atti dell’Ente e ne posso in qualunque momento fornire copia e prova.           L’allegato “Le proposte concrete del Gruppo di Lavoro “Obiettivi Generali della Previdenza e dell’Assistenza”, posto in fondo all’articolo “ENPAP: UN CONTRIBUTO PER CAPIRE CHE COSA STA SUCCEDENDO”, dove sono citate alcune proposte di assistenza è, dunque, un “plagio”, una scopiazzatura e una indebita attribuzione.  Il gruppo di lavoro sugli obiettivi di previdenza non ha mai discusso né portato all’attenzione del CIG l’argomento sulle “forme di assistenza”, non ha mai affrontato il problema se non successivamente alle mozioni dei consiglieri Sipap.  In qualità di presidente della Sipap Nazionale mi assumo pienamente ogni responsabilità politica, anche a nome dei Consiglieri Sipap del CIG, di ogni proposta fatta, discussa e approvata nei due organi dell’Enpap in materia di assistenza, in quanto tale argomento fondamentale per i liberi professionisti è stato da noi e solo da noi proposto. Mentre, per l’approvazione, abbiamo chiesto il voto di chiunque avesse a cuore le sorti, ahimè già misere, di questa nostra categoria ed è lì che sono mancati i voti dei Consiglieri Aupi- Movimente-Transfughi di Noi Psicologi.
  5. Un passaggio dell’articolo di cui sopra recita testualmente: “La politica di Cultura e Professione e della Sipap, appoggiata dal MoPi,  espone pericolosamente i colleghi ad un aumento dei contributi da pagare all’Enpap, sia aumentando il contributo soggettivo oltre il 10% attuale, sia creando le condizioni per dover chiedere agli stessi di finanziare i Fondi per l’assistenza.                                                                      ” La Sipap non è alleata ad alcun gruppo e non è appoggiata da alcun gruppo. La politica della Sipap è dettata dal suo programma elettorale, dal suo impegno con gli elettori, propone ciò che ha promesso e chiede a chi ci sta di condividere il progetto nell’interesse dell’intera comunità professionale. Nel proprio programma sono presenti le forme di assistenza, la riduzione delle sanzioni vessatorie (ultima notizia l’approvazione nel CdA del nuovo sistema di sanzioni attenuato) e la razionalizzazione della gestione del portafoglio, con particolare attenzione alla trasparenza ed alla chiarezza delle scelte di investimento (proprio per questo ho chiesto ed ottenuto la responsabilità del gruppo misto sugli investimenti CdA-CIG). Nulla vi è nel programma Sipap su aumenti obbligatori del contributo integrativo dal 2 al 4% e ancor meno del contributo soggettivo dal 10 al 14 o 20%. In campagna elettorale era uno dei nostri punti fermi: nessun aumento a fronte della mancata prova di competenza nella gestione finanziaria dell’Ente da parte dell’alleanza gruppo Houlis-Aupi. Con il voto dei Consiglieri Sipap è stato sventato il tentativo di aumentare il contributo integrativo dal 2 al 4% senza certezze sul come sarebbero stati davvero utilizzati tali nuovi esborsi. È vero, il contributo integrativo lo pagano i clienti, ma questi ultimi sono clienti del mondo libero professionale e ogni aumento incide sul mercato libero professionale. Probabilmente un pubblico dipendente non ne ha contezza, noi che lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle si. Invece di contare il 4% su 50 euro (solo due euro, uno in più dell’attuale), chi lo propone lo faccia su un pur misero fatturato annuo di 15.000 euro: il 4% fa 600 euro tondi, non pochi per un giovane collega agli inizi, soprattutto se si considera che spesso, proprio perché uno o due euro sono pochi, quando un cliente-paziente paga di volta in volta in contanti non gli si chiedono nemmeno e finisce per gravare sulla tasca del libero professionista.
  6. Uno dei punti importanti delle forme di assistenza è l’Assistenza sanitaria integrativa, l’abbiamo proposta per tutelare la salute dei liberi professionisti che, senza sborsare un solo euro in più, potranno avere coperta la spesa sanitaria per i grandi interventi a seguito di malattie o infortuni gravi con una copertura annua di circa 350.000 euro. La stessa copertura la si potrà ottenere anche per i propri familiari pagando facoltativamente una modestissima somma di 45 euro per ciascun componente familiare. In sostanza, oltre alla propria copertura gratuita, con soli altri 135 euro si potrà coprire facoltativamente un intero nucleo familiare, l’iscritto all’Enpap + altre tre persone. Mica male per una polizza che in genere costa centinaia di euro per ciascun componente. Personalmente sono ancora titolare di una polizza sanitaria Assitalia per quattro componenti familiari, limitata agli interventi chirurgici, per la quale pago annualmente 2.000 euro a fronte di una ridicola copertura massima annuale di soli 27.000 euro. Una bella differenza: 135 euro annui e circa 350.000 euro di copertura in confronto a 2.000 euro e soli 27.000 euro di copertura. Ciò sarà realizzato entro il termine di questo mandato, probabilmente entro questo stesso anno 2007.
  7. In ultimo. La vera e sicura alleanza, fino ad oggi, è stata quella pubblica ed elettorale tra Gruppo Houlis e gruppo Aupi. Alleanza terminata dopo pochi mesi dalle ultime elezioni, come avevamo presagito e detto durante la campagna elettorale, e che abbiamo applaudito come una opportunità per gli iscritti alla cassa. Il motivo per cui accogliamo con soddisfazione la fine di questo cartello elettorale lo abbiamo urlato da quando l’ente è stato fondato: 30.000.000 (leggasi milioni) di euro di mancati rendimenti minimi dovuti per legge agli iscritti nei primi nove anni. Sapete come sono stati garantiti e coperti questi 30.000.000 milioni di euro (leggasi 60.000.000.000 = miliardi di vecchie lire)? Con l’avanzo di gestione, anno per anno, del conto contributo integrativo, quello che avrebbe dovuto alimentare il fantomatico conto di riserva e che qualche astuto consigliere del CIG vorrebbe aumentare al 4%. L’autore dell’articolo “La strana storia delle iniziative assistenziali dell’ENPAP” si chiede opportunamente:Come mai non si sono realizzate prima queste innovazioni a favore degli iscritti all’ENPAP, visto che basta la volontà politica dei due organi dell’ENPAP sancita dal voto a maggioranza?”. Bella domanda! La risposta sta in quei 30 milioni di euro (60 miliardi di lire) di mancati rendimenti. Con quali fondi se non con quelli “appositamente finanziati dagli iscritti”, come dice il regolamento dell’ente, si sarebbero potute pagare le forme consentite di assistenza? Che si variava a fare il regolamento dell’Enpap, come si è fatto adesso per finanziare senza altri esborsi da parte degli iscritti le forme di assistenza, se questi fondi non potevano essere finanziati in quanto tutto l’avanzo di gestione (quello relativo al 2% del contributo integrativo) veniva utilizzato anno dopo anno per ripianare i mancati rendimenti dovuti per legge agli iscritti? Ecco spiegato il perché del nostro categorico rifiuto a qualunque aumento senza prima la certezza che tali aumenti servano a migliorare davvero la posizione e a garantire il futuro previdenziale dei nostri iscritti e non a ripianare buchi di rendimento minimo. Tali risultati, espressi nei bilanci consuntivi dell’Enpap, sono stati da noi e solo da noi, unici a fare davvero contro-informazione, pubblicati in modo leggibile e comprensibile sulla nostra Sipap News gratuita anno dopo anno. Oggi, per la prima volta, si è quasi raggiunto il target di rendimento minimo previsto dalla legge e, grazie alla rottura ed alla litigiosità dei due ex alleati, noi della Sipap abbiamo potuto politicamente incunearci e far approvare senza costi aggiuntivi per gli iscritti alla cassa le forme di assistenza consentite, finanziandoli con l’avanzo di gestione del conto contributo integrativo (il famoso 2% sul fatturato lordo) del 2006 (3.500.000 euro) e del 2007  (5.000.000 di euro), per complessivi 8,5 milioni di euro. Come si vede non c’è alcun bisogno di aumenti per finanziare attività a favore degli iscritti alla cassa, basta saper amministrare bene i denari che i colleghi si sudano ogni giorno. Questi sono i fatti, non la fantapolitica che alcuni raccontano senza contraddittorio.
  8. Chiudo ponendo una domanda pleonastica e fornendo una risposta basata sui fatti. Dove erano coloro che oggi raccontano queste fantastiche frottole sull’ente quando noi urlavamo nel deserto dei milioni di euro di mancati rendimenti minimi? Erano a braccetto degli stessi con cui oggi litigano buttandola in “caciara”. Noi preferiamo lavorare. Non ci aspettiamo applausi o gratitudine, siamo stati eletti per rappresentare gli interessi degli iscritti, chiediamo rispetto per il lavoro che con passione svolgiamo settimana dopo settimana a tutela di quell’interesse collettivo che, se minato, renderebbe fragilissimo il già vulnerabile vincolo di appartenenza che lega gli psicologi alle loro istituzioni.

Nella speranza che questo mio lungo intervento possa aver fatto chiarezza sulle vicende di questi ultimi mesi nel nostro ente di previdenza, auspico che tale articolo sia pubblicato interamente e al più presto possibile. Conto sulla trasparenza del contraddittorio che “Altra Psicologia” afferma di voler garantire con la propria presenza sul terreno del confronto politico.

Cordialmente
Stefano Crispino
(Presidente della Sipap Nazionale e Consigliere del CdA dell’Enpap)

Categoria: ENPAP

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