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Versamenti ENPAP, verso la scadenza finale

I nodi della “previdenza creativa”, pensata dai sindacalisti per i liberi professionisti, vengono al pettine.

Per i contribuenti Enpap si avvicina la scadenza conclusiva del 29 luglio, data ultima entro la quale si può pagare senza grosse sanzioni l’”Acconto” dei contributi previdenziali.

Quest’anno l’estro degli amministratori dell’ente di previdenza si è scatenato, tra le altre cose, sulle indicazioni delle scadenze per versare i contributi.

Questa nuova collocazione dei pagamenti, per quanto l’Enpap sostenga che non comporta sbilanci particolari nei conti complessivi, è piuttosto complicata da gestire per i colleghi.

La scadenza dell’acconto è stata spostata al 1 marzo e, soprattutto, aumentata fino ad ammontare al 90% (novanta percento) del dovuto + il contributo di maternità. Alla faccia dell’”Acconto”!

Ora, poiché al 1 marzo non si è ancora fatta la dichiarazione dei redditi, nessun libero professionista è in grado di pagare a quella data l’esatto importo dovuto, così come dubito che la maggior parte dei colleghi abbia la liquidità sufficiente a pagare in un colpo solo praticamente l’intero ammontare dei versamenti.

President’Arcicasa ha allora inventato metodi di pagamento a dir poco tortuosi: ci vogliono quattro pagine fitte di istruzioni solo per illustrare le modalità … “creative” per versare ed affrontare la mazzata del 90%. Queste quattro pagine sono disponibili on line qui: http://www.enpap.it/documenti/istruzioni%202.pdf.

Sintetizzo, per i tanti contribuenti rateali, che entro il 29 luglio si può pagare il dovuto senza incorrere nella sanzione aggiuntiva del 10%. Ed è probabile che la stragrande maggioranza dei colleghi paghi in luglio perché è intorno a quel periodo che i commercialisti dei liberi professionisti completano le dichiarazioni dei redditi e sono quindi in grado di indicare l’esatto ammontare dei contributi dovuti. Quest’anno si pagherà l’Enpap, piuttosto che andare in vacanza: pazienza.

Attenzione, però: In verità non è senza spese, la dilazione del pagamento, ma costa lo 0,48% per ogni mese o frazione dopo il 1 marzo. Se pagate dopo il primo luglio, quindi, dovete aggiungere (0,48 x 5 mesi) il 2,4%. E questo ulteriore costo dovrà essere calcolato e versato a parte (altro lavoro per i commercialisti).

Se tutti pagassero a luglio ne risulterebbe una entrata aggiuntiva per l’Enpap, dovuta alle spese di interessi, intorno al milione e mezzo di Euro (il 2,4% su circa 70 milioni previsti di contributi da versare).

Il dubbio che l’operazioni torni a vantaggio dell’ente più che dei colleghi è quindi piuttosto forte.

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CON LE NUOVE SCADENZE CHI CI GUADAGNA?

I Commercialisti: a cui i colleghi devono necessariamente rivolgersi (difficilmente a gratis) almeno per farsi tradurre le 4 pagine di istruzioni per il versamento con le nuove modalità. E poi ancora per farsi calcolare l’ammontare esatto degli interessi per la dilazione.

La Banca di Sondrio: cui di certo si sono rivolti molti colleghi per pagare con la Carta Enpap (che costa il 7,375% all’anno) piuttosto dover stare dietro alle strambe decisioni di cambiamenti inventati ogni tre-per-due da president’Arcicasa.

L’Enpap: che riceve fino al 2.4% (circa 1.500.000 €) in più di quanto gli sarebbe toccato con il vecchio metodo di pagamento.

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CHI CI RIMETTE?

A noi sembra ci rimettano, come solitamente accade, i colleghi liberi professionisti: penalizzati da un sistema di scadenze impossibili da rispettare, che li costringe a dover correre dietro a fatture, commercialisti, banche, bonifici, calcoli di interessi ed altro.

Sono Psicologo e Psicoterapeuta, tra i fondatori di AltraPsicologia (www.altrapsicologia.it). Con AP ho potuto sperimentare l’impatto che la psicologia professionale può avere quando si affaccia sulla collettività in trasformazione e propone il suo valore. Sono particolarmente interessato alle interazioni tra Psicologia, Politica ed Economia, nella convinzione che la Psicologia abbia moltissimo da dire (e da dare) intorno all’evoluzione sociale e civile ma non sia ancora riuscita a trovare i codici più appropriati per valorizzare l’apporto delle sue competenze intorno ai temi centrali del dibattito culturale e politico contemporaneo: la felicità, il bene comune, la sostenibilità, la crisi del modello consumistico.

Categoria: ENPAP

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Commenti

One Response to %2$s

  1. Luigina says:

    Ho fatto presente all’enpap che a febbraio non ero in grado di dire quando avrei avuto da pagare esattamente, ma siccome mi hanno risposto che se avessi sbagliato l’importo avrei dovuto pagare una sanzione, mi son messa da sola a fare i conteggi (per fortuna pare che io li abbia fatti correttamente).
    Ho successivamente scritto all’Ente per far presente la cosa, ma mi han risposto su quanto siano conveniente le nuove date, perchè si spende meno.
    Ho quindi risposto con una tabella di calcolo dalla quale era evidente che solo quest’anno (il primo) si sarebbe speso meno, per lo spostamento della data, ma che poi si sarebbe andati in pareggio e la spesa sarebbe stata identica con entrambi i metodi!
    Il 90% di anticipo è troppo! Anche col pagamento rateale!

  2. Maria Matilde Cecot says:

    L’articolo mi sembra volutamente confusonario.
    Anzitutto, è vero che l’acconto è salito al 90%, ma chi si affida al metodo storico (e non previsionale) conosce bene l’importo in quanto legato al reddito di 2 anni prima (2009), senza dover correre dietro a commercialisti per definire il reddito dell’anno precedente (2010), in modo da versare l’acconto entro il 1.3. E’ vero anche che chi ha un reddito 2010 più basso di quello del 2009, può ricorrere al metodo previsionale per non pagare di più di quanto dovuto; ma piuttosto che prendersela con l’ENPAP, si sollecitino i commercialisti affinchè facciano delle previsioni attendibili, magari in leggero eccesso (e che sarà mai un acconto di qualche decina di EURO in eccedenza!) : ne avrebbero tutto il tempo. Se poi, a conti definitivi, avessero sbagliato di molto, che paghino loro eventuali conseguenze, visto che chiedono anche troppo per quello che fanno (se sono bravi non sbagliano, se sbagliano paghino, se sono incapaci paghino e ci si affidi a professionisti capaci).

    • Felice Torricelli says:

      cara collega,
      non tieni conto, nelle tue considerazioni, del fatto che in due anni i rewdditi dei liberi professionisti possono variare di molto. Decine di inchieste giornalistiche hanno rilevato che per i liberi professionisti il fatturato si è ridotto anche del 30%, con la crisi. Molti lavori in convenzione con enti pubblici e di privato sociale sono scomparsi, negli ultimi due anni, per il drastico taglio dei fondi. E la clientela privata è anch’essa calata per la restrizione del reddito delle famiglie. Non si capisce, quindi, come si possa fare “serenamente” riferimento al reddito di due anni fa: l’Enpap è dalla nostra parte o è amico del giaguaro?

  3. Antonella Olivieri says:

    Ma la scadenza non è stata prorogata al primo ottobre?

    • nadia says:

      si, il saldo si paga a ottobre ora.
      così come si presenta a ottobre la dichiarazione sul reddito dell’anno 2010.
      a parte altre cose su cui sono d’accordo … qui si sta facendo confusione. e ci si fa perdere tempo. oltre quello che ci ha fatto già prendere l’enpap quando ha cambiato queste regole.

      l’enpap lo scorso anno ha cambiato le regole.
      ha dato due possibilità per versare l’acconto
      - sulla base del reddito 2009 (noto)
      - o su quello presunto del 2010.
      scadenza marzo 2011.
      su questa scadenza sono cambiati anche i criteri di calcolo delle maggiorazioni per i versamenti fuori scadenza … le scadenze di cui ora si parla sono appunto quelle dei versamenti fatti fuori scadenza marzo 2011, o chi deve rettificare un errore per difetto nel versamento dell’acconto qualora abbia scelto di versarlo sulla base del reddito presunto 2010.
      io non mi sono messa in questa bega ed ho pagato sul reddito 2009.
      ho pagato a marzo in tempo.
      ho pagato con la cartaenpap tramite il sito.
      tutto abbastanza semplice.
      se uno sapeva che il suo reddito 2010 era minore di quello 2009, per cui gli conviva versare sul presunto 2010, si doveva attrezzare a chiedere al commercialista prima della dichiarazione dei redditi di fargli i calcoli per l’enpap. questo ha aspetti di ingiustizia: un altro adempimento! se uno si immaginava il contrario, o non ci voleva nemmeno pensare come me, poteva pagare sul reddito 2009, rischiando di far godere all’enpap interessi che poteva godere in prima prersona.
      basta attaccarsi a queste cose.
      una battaglia ed un’informazione chiara andava fatta a ottobre 2010!!! altrapsicologia cara

    • Felice Torricelli says:

      Quella di ottobre è la scadenza per il versamento del “Saldo”, il restante 10%. L’articolo riguarda il versamento dell’”acconto”, previsto per il 1 marzo ma posticipabile senza interessi fino al 29 luglio.

      • Felice Torricelli says:

        Pardon: ho scritto “senza interessi”; intendevo scrivere “senza sanzioni”.
        Per il resto ha ragine la collega Nadia: il calcolo di quanto pagare per chi ha avuto il reddito del 2010 diminuito rispetto all’anno precedente (e sono tanti) non è semplice e chi ha guadagnato meno delle sue attese certo non è felice di pagare l’Enpap più del dovuto e con questo pressapochismo.
        Forse avremmo potuto scriverlo prima ma è adesso che si rende evidente la sconclusionatezza della decisione assunta da chi governa l’Enpap con la logica dei dipendenti pubblici.

  4. gentile says:

    Sarebbe il caso di rendere facoltativa l’iscrizione all’ENPAP dopo aver fatto sparire l’Ordine.

    • Fabio tosolin says:

      Eccellente idea! E unica vera, risolutiva rivoluzione liberale.
      F Tosolin

    • nadia says:

      sono d’accordo!!! e tornare allo scambio abolendo la moneta!!
      scherzo sulla seconda cosa, mentre sulla prima meno.
      aggiungo che così si abolirebbero anche associazioni come altrapsicologia. senza nulla volergliene … è chiaro che poi alla lunga diventa un facile gioco delle parti!

  5. Michael says:

    pongo solo una domanda: ma perché noi popolo Italiano ci limitiamo a lamentarci e basta!? Se questi signori non vanno bene, come accade anche spesso in politica, il popolo è sovrano o no?! Allora tutti insieme decidiamo che chi è all’ENPAP non ci sta bene e togliamolo di li!!!
    Possibile che non ci siano i modi legali per farlo?
    Poi, in un sogno di uguaglianza ed onestà si, credo che andrebbero aboliti Ordine professionale (che non fa nulla per noi ma solo per le proprie saccocce!) ed ENPAP (che domani non ci darà neppure la pensione sociale!) così che ognuno usi quei soldi che annualmente ci “rubano” per farci qualcosa di più sensato!

    • Andrea says:

      E’ un sistema che non può più funzionare…siamo arrivati al capolinea…per le casse tipo Enpap, per gli ordini professionali, come per il sistema Italia. Ormai tutti i nodi sono venuti al pettine in termini economici. Le decisioni che verranno prese (a breve e a prescindere da chi governerà dx,sx,centro poco importa) saranno durissime e ricadranno tutte sulle giovani generazioni che si troveranno a pagare un conto salatissimo. La pensione è pura utopia e i versamenti in questione sono solo degli obblighi formali. Il vero problema è che drenano risorse importanti ai professionisti durante una delle più brutte congiunture economiche della storia dell’umanità. Purtroppo i tempi di reazione del sistema Italia sono troppo lenti rispetto alla velocità con cui oggi si muove oggi il mondo. Comunque concordo il cambiamento può solo arrivare dal “basso” ;)

      • cesare says:

        Gli iscritti che certo
        - non perdono tempo a trovare il modo più corretto e meno rischioso di pagare l’acconto
        - non rischiano di pagare oneri aggiuntivi che finirebbero per rappresentare degli arrichimenti dell’ente( ma non delleloro pensioni) su sanzioni agli iscritti
        - che non han provblemi di commercialisti più o meno attenti e veloci
        - che la scadenza del 1 marzo non preoccupa minimamente
        sono i dipendenti con libera professione ( in max parte dipendenti dal SSN) in quanto le loro aziende sono obbligate a far pervenire loro il CUD entro il mese di febbraio. Cosicchè loro possono tranquillamente rilevare nell’apposita,distinta casella il reddito netto da libera professione e, siccome non hanno spese, l’evasione della pratica “acconto” è facilissima.
        Vuoi vedere che han fatto la modifica della tempistica e la scelta del 1 marzo non a caso ? Del resto sarebbe probabile se si pensa che l’attuale maggioranza che governa l’Enpap è fatta da sindacalisti o simili dell’AUPI, sindacato appunto dei dipendenti del SSN !
        Nella precedente gestione Houlis, dove l’Aupi era all’opposizione, i consiglieri Aupi tentarono una mossa faziosa analoga quando proposero una modifica al regolamento per l’indennità di maternità in modo che questa venisse erogata, paritariamente alle colleghe libero professioniste doc , anche alle dipendenti che, com’è noto, sono amplissimamente tutelate dal punto di vista economico e contrattuiale in caso di gravidanza e maternità. Come dire chi niente ha, può continuare ad avere nulla e chi già ha, può avere il doppio.
        E’ stata l’inaccettabiltità, sul piano etico e della solidarietà intracategoriale, di un tale tentativo che ha determinato la mia uscita dall’Aupi, del quale ero da ventanni rappresentante aziendale.
        Però le maggioranze sono autoritarie anche in rapporto alla capacità della minoranza di metterle in difficoltà e coglierle in fallo.

    • sabina says:

      E se decidessimo tutti insieme di non pagare?

  6. Antonello says:

    A me pare si stia facendo un po’ di confusione. Stabilire a marzo il reddito dell’anno precedente non mi sembra così difficile…

    Rispetto all’Enpap e ai vari ordini professionali penso se ne potrebbe fare a meno. Ognuno potrebbe scegliere un istituto di credito nel quale versare l’importo da rivalutare per la pensione, insomma un sistema assicurativo privato.

    Per esercitare la professione dovrebbero bastare, secondo me, laurea (con relativa abilitazione, e già c’è) e specializzazione (con un selettivo esame di Stato, finale, uguale per tutti, e non c’è). Forse la categoria guadagnerebbe maggiore credibilità e non si inflazionerebbe eccessivamente il settore della psicoterapia.

  7. Franco Nanni says:

    Ragazzi, calma, un conto sono le critiche all’ENPAP in generale (sacrosante), un altro è far confusione con le scadenze. Le scadenze nuove sono slittate IN AVANTI e non indietro! In questo modo si evita anche l’ingorgo di pagamenti rispettivamente con UNICO e con l’acconto IRPEF. E anche le opzioni rateali sono comode (versi quello che puoi quando puoi e hai alcuni mesi di tempo!) e COSTANO MOOOLTO MENO della assurda carta ENPAP, si paga con bonifico e dopo qualche giorno nell’area riservata si trova l’estratto conto aggiornato con l’ammontare degli interessi residui già calcolato. Ma davvero serve un commercialista per fare delle cose così semplici? Io (che non sono nessuno, quanto a contabilità) me la cavo benissimo da me riguardo all’ENPAP e non ho mai fatto errori. Insomma, se c’è una cosa che mi pare apprezzabile della nostra cassa è questa.

  8. tiziana says:

    Questa volta il vostro articolo è fuorviante. Se volete rendere un servizio concreto ai colleghi siate più precisi: la scadenza della seconda rata è ottobre.

    • Felice Torricelli says:

      Ad ottobre scade il pagamento del “saldo”. L’”acconto” senza sanzioni si paga entro il 29 luglio.
      Lo so che è arzigogolato ma L’Enpap ha voluto così!

  9. luca says:

    Gentile redazione,

    sono il contabile di un’iscritta all’Enpap che ricevendo la Vostra mail si è allarmata pensando di non aver adempiuto ai suoi obblighi contributivi.

    Non riesco a capire quale sia il disagio di queste nuove scadenze dato che:
    1° sono posticipate rispetto a prima;
    2° l’intervallo tra le due scadenze è rimasto inalterato (6 mesi). L’unica modifica è il maggior acconto (90% anziche’ 60%) ma se non ci sono state grosse variazioni rispetto all’anno precedente non comporterà versamenti in eccesso.
    Vi ricondo che il 2° acconto delle imposte sul reddito (abbastanza sostanzioso come importo) scade il 30 novembre dello stesso anno d’imposta.

    Concludo dicendo che per la maggior parte degli iscritti non sono società quotate in borsa e per qualsiasi contabile non è molto complicato per il 1° marzo dell’anno successivo valutare se ci sono state diminuzioni sensibili del reddito.

    ps: certo che se per pagare l’enpap con questa nuova modalità bisogna rinunciare alle vacanze……..

    saluti
    Luca

    • Felice Torricelli says:

      Gentilissimo Luca,
      non voglio investigare sull’andamento dei redditi suo o della sua categoria in questo periodo di crisi economica e di tagli drastici alla spesa sociale. Di certo posso dirle che per gli Psicologi le riduzioni degli stanziamenti in campo sociale e sanitario sono una iattura che si ripete: i liberi professionisti della nostra categoria sono soliti assumere incarichi presso quegli enti pubblici o di privato sociale che sono stati i più penalizzati dalla congiuntura economica e dai tagli di spesa imposti dalle manovre finanziarie. I redditi di una parte della nostra categoria sono calati anche di molto (e già prima non si può dire fossero floridi, come dimostrano i dati statisitici a disposizione dell’Enpap) e – per quanto la cosa possa sembrare “esotica” dal suo punto di vista – conosco colleghi che quest’anno hanno rinunciato alle vacanze pur di pagare l’Enpap e di rispettare così le regole dei rapporti con le istituzioni, anche se non le condividevano.

  10. cinzia says:

    trovo giuste le considerazioni dell’articolo, raccogliamo nomi disposti a sottosciverlo via mail e facciamole pervenire all’ENPAP

  11. Michela says:

    Ho scelto di fare la libera professionista e invece mi ritrovo ad essere obbligata dentro un sistema che non voglio e che non funziona. Non capisco perchè devo pagare un ente che non mi darà la pensione quando posso mettere gli stessi soldi nella mia previdenza privata (costretta a sottoscriverla per non trovarmi a 70 anni con la pensione minima!) Comunque a luglio non solo avevo l’ultima rata dell’enpap ma anche 3 rate delle tasse!!Io sono una di quelle con le vacanze saltate!
    C’è modo di renderlo facoltativo come qualcuno ha già ovviamente proposto?

    • Felice Torricelli says:

      Purtroppo o per fortuna non c’è modo discegliere strade diverse: la legge impone ai professionisti di pagarsi una previdenza e a noi psicologi non va tanto male se confrontiamo la nostra situazione con quella dei professionisti che non hanno una cassa propria e che versano all’Inps. Noi, almeno, abbiamo la possibilità di sceglierci chi deve amministrare i nostri soldi con elezioni libere, anche se molto poco partecipate dai colleghi. E a mio avviso le questioni illustrate dipendono anche dalla scarsa partecipazione degli psicologi alle scelte politiche ed elettorali che riguardano direttamente la loro vita professionale.

    • Loretta Bezzi says:

      Concordo con Chi ha scritto che l’ENPAP dovrebbe essere facoltativo. Ognuno avrebbe la possibilità di investire il proprio reddito in ciò che vuole (assicurazioni) o in immobili.

      Avremo una pensione inferiore a quella sociale e per tal motivo legalmente l’ENPAP non avrebbe ragione di esistere!

      Se lavori un po’ gli importi sono salatissimi. Altre casse come quella dei farmacisti dà agli iscritti un importo unico, non in base al reddito della farmacia.
      Per quanto riguarda l’iscrizione all’Ordine, dovrebbe solo esistere l’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione. Contrariamente agli altri Ordini professionali il nostro non tutela i suoi iscritti, dà solo problemi e beghe agli iscritti!

  12. Anna says:

    Sin da sempre e ora più che mai sostengo l’inutilità dell’Enpap.
    L’iscrizione a questo è solo un altro obbligo del sistema che come sempre non garantisce niente di concreto e positivo al contribuente.. Solo tante tasse da pagare ache pro???
    Io ne farei volentieri a meno perchè non è il mio nominativo nella sua lista che tutela e garantisce il mio operato.. anzi, tutt’altro..

    • andrea says:

      Obbligo? Ok è se iniziassimo a non pagare in massa ordine ed enpap che ci fanno??? Vista la congiuntura economica e la.completa inutilità di versare soldi per una pensione che non vedremo mai… Io mi sono rotto di foraggiare con il mio lavoro questo sistema…

  13. Ma l’alternativa qual’è?
    Io ho una doppia attività per cui sono iscritto sia all’ENPAP sia alle gestione separata INPS.
    Purtroppo vedo che gli psicologi amano lamentarsi… e basta.
    Chi si lamenta è perchè non vede oltre il proprio orticello.
    A luglio ho iniziato i versamenti INPS per il saldo del 2010, ed udite udite inizio a pagare l’acconto per il 2011.
    Cioè anticipo soldi di redditi non certi già da agosto.
    La previdenza si paga.
    E’ molto più corretta la scelta dell’ENPAP di far pagare le tasse nell’anno in cui vanno pagate per cui acconto e saldo dopo che ho guadagnato!
    L’unico vero problema, ma è comune a tutte le casse, è che quest’anno la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi è slitatta al 5 agosto… ma non il versamento.
    Forse a marzo non ho la cifra esatta… ma, strano, molto strano, visto un professionista la ha al 95%, visto che va per cassa…
    Sinceramente non capisco il senso di questo articolo nè la psicologia che c’è dietro.

    • sabina says:

      magari gli psicologi che si lamentano non lo fanno per divertimento…..ma perchè per chi come me che guadagna 1600 euro all’anno, pagare 780 euro di enpap per niente, fa molto male!!!!!!!

      • andrea says:

        Caro Fernando…non so se ogni tanto sfogli il sole 24 ore ma la situazione in Italia sta diventando tragica per tutti. L’economia è in un momento così delicato che fare previsioni anche solo nel breve termine è quasi impossibile (vediamo che cosa succederà giovedì e soprattutto a fine luglio 2011 e incrociamo le dita). Ma torniamo al topic ormai si parla di innalzare l’età della pensione a 70 anni…permetti che possa decidere di non versare più niente a nessuno? Drenare risorse importanti oggi per prendere 150 Euro tra decenni? Ma quale senso può avere…allora diciamo le cose come stanno l’Enpap è solo una tassa, un balzello che pesa sui liberi professionisti e che riduce i margini di guadagno e investimento…La tensione sociale sta arrivando ai massimi livelli…facciamo attenzione a non tirare troppo la corda…

        • @andrea
          Si, il sole 24 ore ogni tanto lo leggo.
          E leggo anche che ci sono professioni che sono economicamente più vantaggiose di altre.
          E so anche che la pensione è proporzionale ai contributi.
          So anche che se verso 100 in un anno, difficile che mi possa aspettare 200 al mese tra 40 anni.
          Sono convinto che tu possa pure decidere di non versare niente per il futuro e di mangiarti tutto adesso, ma poi quando arrivi a 70 anni non puoi pretendere assistenza sanitaria o un piatto caldo.
          Forse dovresti leggerti la favola della cicale e della formica.
          E magari pensare di fare altre che sia più redditizio…
          E’ inutile cercare oro nella miniera esaurita, non credi, e poi lamentarsi che non si cavano sufficenti pepite per campare.

          • Andrea says:

            >”ma poi quando arrivi a 70 anni non puoi pretendere assistenza >sanitaria o un piatto caldo.”

            Caro Fernando
            è proprio questo il problema… credere di poter usufruire (tra 20/30 anni) di un welfare state assimilabile a quello attuale è pura utopia . Visto che ogni tanto leggi “il sole 24 ore” sarai sicuramente informato circa le disastrose condizioni in cui versa la nostra Italia (vedi ad es.parametro del debito pubblico). La finanziaria approvata in fretta e furia è probabilmente solo l’inizio di un sostanziale cambio di rotta che vedrà sempre più tagli e tasse (questo a prescindere da chi sarà al governo destra, centro o sinistra conta poco ormai). Si è creata una frattura generazionale in cui una parte è tutelata in modo eccessivo mentre un’altra si trova sulle spalle anni e anni di bagordi italici (svalutare la lira, fare debito, soldi a pioggia, posti pubblici per soddisfare questioni politiche, concorsi “truccati”, assenza di meritocrazia, scioperi in continuazione, babypensioni ecc). Personalmente alla mia veneranda età ho smesso di credere alle favole…aspetta solo che questa consapevolezza si estenda nel paese alle giovani generazioni, che venga a mancare il welfare di genitori/nonni (quello si che funziona!) e si esaurisca il capitale accumulato dalle famiglie (ad es.immobiliare)…e ne vedrai delle belle (altro che rivolte del nord africa). La mia preoccupazione è più che altro rivolta verso le giovani generazioni di colleghi che sono costrette a confrontarsi con l’attuale congiuntura di mercato…mentre i “senior” si voltano empaticamente dall’altra parte tutti presi dai massimi sistemi. Chissà perchè ma mi sovviene spesso in questi giorni la storiella (leggendaria) del pane e delle brioche ;) …molto meno quella della formica e della cicala…che come ben sai vivevano in un mercato stabile e non globalizzato ;)

      • @Sabina, stai scherzando vero???
        Perchè io sul sito dell’Enpap leggo che se un iscritto ha un reddito inferiore a 1.560,00 euro paga solo 156,00 euro (http://www.enpap.it/contribuzione_quanto_pagare.asp).
        Forse è il caso di rinunciare a guadagnare 40,00 euro per risparmiarne 624,00, non credi?

        • sabina says:

          fino all’anno scorso! ma quest’anno non mi va così bene! dimmi come fare ad evitare di dichiarare 40 euro e lo faccio! evado? certo che lo farei! i miei contratti non me lo permettono! e gli anni passati in cui ho pagato e il guadagno è stato il medesimo? per me allo stato attuale l’enpap è un furto! la mia professione la svolgo perchè ho una grande passione, se fosse per il guadagno avrei già smesso da un pò….da quando l’ente mi prende quasi tutto!!!!!!

          • nadia says:

            Forse potevi concedere al tuo committente/i o cliente/clienti uno sconto! Potrebbe essere una cosa regolare. Pensaci per il prossimo anno. Anche se sinceramente ti auguro di lavorare di più. Purtroppo le amarezze da sostenere in questo nostro paese crescono di anno in anno, in modo moltiplicativo. Uno che ha un reddito così basso non dovrebbe pagarla proprio la previdenza, dovrebbe essere a carico dello Stato. Anche se non saprei come stabilire un limite. Considera anche che in Italia paghiamo cara l’evasione fiscale ed il continuare ad approfittarsi, da parte dei soliti furbi, di quel poco di assistenzialismo che resta! Lasciati liberi di esistere questi comportamenti, da sempre, ora sono stati battezzati pubblicamente anche come dei modelli di successo, ed i giudici che tentano di perseguirli dei sovvertitori. La società in cui viviamo è arrivata ad un punto di ribaltamento delle rappresentazioni e poco a poco anche delle regole utili alla convivenza.
            Tutto sta diventando un mors tua vita mea.
            Il punto è che come psicologi, nonostante potremmo farlo, raramente ci occupiamo di queste questioni di convivenza sociale … meglio occuparci di malattia, o di benessere, degli individui chiaramente!!! no!!!??? :-(
            La mia scontentezza non va solo alla politica ed al modo di gestirla in tutte le sue forme, ma anche verso molti connazionali e colleghi che o non vedono, o fanno finta di non vedere, e vanno avanti come se nulla fosse nel proprio lavoro, omologandosi, perseguendo conformismo al modello dominate, occupandosi di patologizzare sempre più gli individui come monadi isolate dal resto … Certo, lamentandosi di tanto in tanto.
            Ahi quanto conformismo in giro che ci si sta ritorcendo contro!!!
            Lo vedremo prima o poi?

          • @scusa, sabina, forse tu ti aspetti compassione… ma perdonami, ma proprio non riesco ad esprimertene.
            E non capisco perchè dai la colpa all’ente: hai firmato tu il contratto o accettato tu la cifra.
            Mi viene da risponderti che forse la passione in questo caso doveva essere messa da parte ed arginata dalla ragione e dalla matematica.

        • sabina says:

          Bravo!!!

  14. Andrea says:

    Carissimi colleghi e colleghe tutti pronti a lavorare e versare (con il sorriso sulle labbra) i contributi fino ad 80 anni circa? :)

  15. Pingback: Tasse – La stangata dell’Enpap | ENPAP, informazioni e news

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