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Un commento all’intervista del Presidente Houlis

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’articolo del collega Antonio Sperandeo, Consigliere di Indirizzo Generale dell’ENPAP e Referente del Gruppo di Lavoro “Obiettivi Generali della Previdenza e dell’Assistenza”, con cui si prosegue il dibattito sulle innovazioni operative proposte dall’Ente Previdenziale dagli Psicologi di cui abbiamo dato ampiamente conto di recente con la nostra intervista al presidente dell’ENPAP , Demetrio Houlis (leggi l’intervista alla pagina http://altrapsicologia.com/intervista-di-altrapsicologia-al-presidente-dell%E2%80%99enpap-demetrio-houlis/2007/05/ ).

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Mi pare intanto di poter dire che il dott. Houlis, contrariamente a quanto fino ad ora aveva sostenuto, anche in Consiglio, riconosce pubblicamente che avevamo ragione a non votare un bilancio che conteneva “un vizio formale”, perché “queste somme non potevano essere formalmente inserite all’interno dei bilanci”.

Siamo a Giugno del 2007 e quel bilancio,  le variazioni al bilancio 2006, sono state revocate in maggio, con delibera del Consiglio di Indirizzo, in sede di approvazione del consuntivo. Ma questa è ancora una verità parziale, perchè anche il Bilancio preventivo del 2007 presenta lo stesso “vizio formale” ed infatti non ha parimenti passato il vaglio del Ministero.

Ma il C.d.A. non ha provveduto ancora a presentarlo al CIG per la modifica.

Ora, ammesso che i bilanci così modificati verranno approvati, occorrerà comunque provvedere ad una variazione di bilancio ulteriore per potere utilizzare delle somme per l’Assistenza, secondo le nuove regole.

Poiché però la verità bisogna dirla fino in fondo allora diciamo che quel vizio non era affatto formale, ma sostanziale. Infatti riguarda il fatto che le norme sull’assistenza, poi modificate e non ancora approvate dai Ministeri (sono trascorsi ben 5 mesi) non prevedevano la possibilità di utilizzare il Conto contributo integrativo, dovendosi l’assistenza facoltativa finanziarsi attraverso il contributo degli iscritti. Il termine “facoltativo” sta a significare proprio questo; e poiché nessuno si sognava di farvi ricorso è rimasto lettera morta per ben 10 anni.

Fino a quando i bilanci non torneranno approvati e fino a quando non saranno approvate le deliberazioni che hanno prima indicato le forme di assistenza  e poi modificato l’art. 32, e non sarà rideliberato il Bilancio 2007, non sarà possibile erogare un solo euro di assistenza: la fretta elettoralistica del Dott. Houlis e del Dott. Crispino è  evidentissima.

Infatti sarebbe stato logicamente sostenibile prima modificare la norma sull’assistenza, poi indicarne le forme, quindi stanziare le somme ed infine redigere i regolamenti.

Qui non si tratta di politica, ma di tecnica dis-amministrativa previdenziale: do atto al Dott. Houlis di essere un tecnico competente, che non sarebbe incorso in scelte confuse e censurabili se si fosse trovato in una posizione tranquilla.  Il dato è che,  persa la maggioranza, piuttosto che rassegnare le dimissioni si è consegnato nelle mani della Sipap del Dott. Crispino, che ora detta legge e pensa in questo modo di bruciare i tempi della propaganda in vista delle elezioni.

Ma perché è entrata in crisi la maggioranza?

Per due motivi di rilievo: il primo è che constatavamo, dopo un anno dalle elezioni, che i veri interessi dei colleghi, innanzitutto quella di avere una pensione e l’assistenza dignitosi, non venivano portati avanti, prospettando piuttosto il solo aumento del contributo soggettivo (volete di più? Pagate di più! Bravi, veramente molto bravi), come Houlis ribadisce nel corso dell’intervista ed aveva pubblicamente già sostenuto al Convegno per il decennale; il secondo è che il Dott. Houlis considerava l’Aupi e gli altri alleati quasi degli ospiti (l’Etat c’est moi!), opponendosi a che persone diverse dal suo gruppo accedessero, ad esempio, al ruolo di sindaco revisore dei conti, secondo una inaccettabile logica di mantenere per se il ruolo di controllore e controllato, difettando di trasparenza perfino nei confronti dei suoi alleati.

Ma cosa importa ai colleghi di queste beghe di gruppo?

Nulla se si guardano queste cose con fastidio, se non si va troppo per il sottile e se si ha solo la legittima aspettativa di ottenere importanti aiuti da parte della propria Cassa di Previdenza; ma chi amministra e chi controlla un Ente di previdenza non può astenersi dal comportarsi con serietà; non si può non constatare che proprio i loro giochini stanno allungando i tempi di realizzazione di quegli importanti e necessari obiettivi assistenziali, mentre si poteva procedere con maggiore celerità e correttezza amministrativa.

Parliamoci chiaro: l’Assistenza la chiediamo e la vogliamo tutti; c’è chi però strumentalizza a fini elettoralistici queste legittime aspettative dei colleghi e chi invece, tra mille ostacoli, ha  creduto e lavorato con serietà alla loro credibile e congrua realizzazione.

Infatti lor signori non hanno solo proceduto in modo così scriteriato, ma hanno cercato di annullare un lavoro molto serio che il Gruppo di lavoro Previdenza ed Assistenza stava portando avanti,  fin dal suo insediamento nell’Aprile del 2005. La scrupolosità del Dott. Houlis è testata dal fatto che quando nel luglio del 2005 il Gruppo gli avanzò quelle stesse proposte (c’è un verbale che lo prova) la risposta dello stesso fu che l’Ente non poteva permettersi di attivare quelle misure.

Scrupoli che sono caduti sotto l’emergere del traballare della sua poltrona di Presidente.

Le valutazioni del Gruppo sull’assistenza non sono state “di tipo più generale”, come dice il collega Houlis,  perché nella seduta del 26 Gennaio 2007, il giorno prima del CIG che deliberò in modo non legittimo le forme di assistenza, lo stesso Gruppo, presenti tutti e 5 i suoi componenti, discusse una proposta molto articolata, frutto delle elaborazioni di molti mesi, fatta con i colleghi Cavallo e Michielin, e che è agli atti, sulla quale si era trovata una larga intesa, e che qui riassumo per dimostrare che lor signori non avevano inventato proprio nulla:

A) SUSSIDI PER STATI DI BISOGNO STRAORDINARIO

1. Eventi straordinari originati da caso

2. Sospensione o riduzione forzata dell’attività professionale, per almeno tre mesi, a causa di malattia o infortunio;

3. Decesso dell’iscritto o del pensionato, da cui derivino gravi difficoltà finanziarie al coniuge, ed ai figli minori, ovvero ai figli inabili al lavoro.

4. Complicanze della gravidanza non coperte dal trattamento di maternità e che non diano diritto ad a prestazioni previdenziali o assistenziali da parte di altri Enti.

5. Malattia o infortunio dell’iscritto o del pensionato, ovvero di appartenenti al nucleo familiare a suo carico, per far fronte alle quali siano affrontate spese non coperte dal SSN o da altri Enti;

6. Inabilità temporanea al lavoro, prolungata per almeno tre mesi.

B) INDENNITA’ DI MALATTIA O INFORTUNIO

Erogazione di una indennità per malattia o infortunio dell’iscritto che comportino una interruzione forzata dell’attività professionale per un periodo pari o superiore a 90 giorni e fino ad un massimo di 180 giorni, anche non continuativi, nel caso in cui lo stesso venga ricoverato presso strutture ospedaliere pubbliche o private convenzionate con il SSN, ovvero fuori dal territorio nazionale ove l’intervento sia autorizzato dal SSN. Porre comunque il limite dei 180 giorni per anno.

C) SPESE FUNEBRI

Erogazione di un contributo per le spese funebri sostenute in occasione del decesso di iscritti o pensionati. Prevederne l’erogazione anche per il coniuge, i figli o di altro componente il nucleo familiare a carico.

D) ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA

1. Prestazioni assistenziali e/o infermieristiche domiciliari per  anziani, ammalati cronici o portatori di handicap;

2. Ricovero presso istituti di ospitalità, pubblici o privati, per  anziani, ammalati cronici o lungodegenti o portatori di handicap.

3. Interventi chirurgici e cure di gravi eventi morbosi, compresi gli interventi e le cure necessarie a gravi complicanze della gravidanza, non coperti dall’assistenza sanitaria generale,

E)  ASSEGNI  DI STUDIO  AGLI ORFANI DEGLI ISCRITTI E DEI TITOLARI DI

PENSIONE

1. Iscrizione a corsi di studio superiore, universitario, di specializzazione post-universitaria o di formazione professionale;

2. Acquisto di testi o altri supporti didattici indicati dai piani di studio dei corsi frequentati;

3. Soggiorno o viaggio presso le località sede dei corsi medesimi.

Cosa è successo nella notte tra il 26 ed il 27 Gennaio?

E’ semplice. Se la proposta che andava in discussione al CIG fosse stata quella del Gruppo, rappresentativo di tutte le componenti del Consiglio,  dove sarebbe finita la propaganda, già in stampa, della Sipap? E se questo gioco non fosse loro riuscito, dove sarebbe finita la convenienza per Sipap a sostenere Houlis?

Infatti, con una prassi assolutamente irrituale,  il coordinatore Dott. Rossi ammise a discussione una proposta Sipap-Cultura e Professione, piuttosto che la proposta del Gruppo, senza tentare neanche una facile integrazione.

Infatti ciascuno votò la propria proposta e la nostra, sostenuta da 10 consiglieri, finì in minoranza, nonostante le misure proposte fossero largamente sovrapponibili: e questa, Dott. Houlis, è stata una scelta tecnica oppure una scelta squisitamente politica, e di non eccelso profilo perfino?

Infine debbo rilevare una evidente contraddizione. Mentre il Dott. Houlis, col suo argomentato tecnicismo normativo e finanziario, negava la possibilità che la Cassa attivasse forme di assistenza dovendosi provvedere prioritariamente alle pensioni (incontro Gruppo di lavoro Houlis di luglio 2005), cambiava radicalmente posizione quando il Gruppo, dopo uno studio serissimo svolto con l’ausilio del Prof. Angrisani e dell’Avv. Sazzini, che lui stesso ricorda, avanzava la proposta di una pensione solidaristica di base, che cancellasse la vergogna di pensioni di 30 euro al mese, sostenendo che, in questo modo, si drenassero fondi per l’assistenza (Ottobre 2006). Non ci pare che la situazione finanziaria dell’Ente in appena un anno si fosse così radicalmente modificata.

Quindi siamo autorizzati a valutare che le posizioni assunte dal nostro presidente sono state semplicemente strumentali alle evenienze ed alle convenienze “politiche”.

Sui regolamenti , le cui bozze ho ovviamente studiato,  desidero fare solo due considerazioni:

la prima è che queste scelte si stanno facendo senza conoscerne affatto la sostenibilità finanziaria,

lavoro che il Gruppo stava svolgendo (per la quale si era chiesto di prolungare la consulenza Angrisani, ovviamente negata), che è il risultato tra la consistenza e la tipologia della domanda di assistenza presunta e la disponibilità finanziaria effettiva; la seconda dipende dalla prima e ci indica la prospettazione di “concorsi e graduatorie dei sofferenti”, per cui si dovrà logicamente creare un ordine di priorità, dettato solo dalla capienza dei fondi, senza garanzia che un evento morboso o un ricovero in casa di riposo o l’assistenza domiciliare, possano effettivamente comportare per tutti i bisognosi una copertura delle spese, nonostante gli psicologi, per i redditi che denunciano, bisognosi lo sono nella stragrande maggioranza.

Meno male che hanno avuto in extremis un moto di buonsenso ritirando la scelta di contribuire all’acquisto dei computer, deliberato e non sottoposto a proposta di regolamento, misura davvero velleitaria ed insopportabile da qualsiasi punto di vista, perché priva del requisito fondamentale di connotarsi come legittima forma di assistenza.

Infine vale la pena di sottolineare che gli 8,5 milioni di euro che sarebbero disponibili rappresentano una cifra che eccezionalmente si potrà stanziare, risultato di 10 anni di patrimonializzazione, mentre, a regime, i fondi saranno molto ma molto meno.

Ma che importa? A quell’epoca si sarà già votato ed il gioco potrà tranquillamente continuare, con maestria, praticamente all’infinito.

* Antonio Sperandeo*

Categoria: ENPAP

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