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Una nuova cultura del servizio nell’ENPAP

L’unico servizio il cui sportello reclami risulta deserto è quello delle pompe funebri. Nessuno s’è mai lamentato!

Anonimo

A noi di AltraPsicologia, questa ENPAP non piace.

Potremmo produrre un documento di analisi critica dei suoi difetti, lo riteniamo però un esercizio pleonastico, e quindi ci limiteremo a un breve elenco delle sue irregolarità e deficienze più evidenti:

Ø       Pensioni grottesche (siamo alle tre cifre – e solo nell’eventualità ci andasse bene…)

Ø       Assoluta carenza nelle comunicazioni interne

Ø       Assenza pressoché totale di un indirizzo politico reale e capace di dotare la categoria degli strumenti atti a renderla indipendente da palliativi privati, ai quali non siamo contrari ma che dovrebbero essere integrativi del superfluo e non sostitutivi del dovuto

Ø       Complessiva mancanza di pubblicità (prevista dal Codice Civile, dallo Statuto e dal regolamento) e di regolarità sulla destinazione dei fondi, sul loro utilizzo e sulla loro destinazione

Ø       Desolante incapacità di gestione dei fondi versati dai colleghi, tanto da dover chiudere i conti accedendo ai fondi di riserva per 11 anni sui 12 di fantomatica esistenza

Ø       Persistente e fastidiosa tendenza ad ignorare suggerimenti e critiche, e in questo caso sto parlando di più di 1.300 mail inviate da altrettanti colleghi – anche associazioni – che chiedevano conto e ragione delle evidente sbavature nella gestione del nostro fondo pensione.

A fronte di tutto questo, stranamente, continuiamo a rimunerare un ente che si è autodefinito previdenziale ma che si limita ad essere provvidenziale solo per un stravagante e inefficiente “casta” baronale.

Siamo, in definitiva, costretti a sovvenzionare a vuoto un gruppetto autoriferito di Soloni che danno decisamente l’impressione di non avere nulla da dire né nulla da dare.

Non è più possibile nascondere il fenomeno – francamente molesto – diffuso tra nostre rappresentanze dell’annidamento a vita nelle cariche pubbliche (secondi e terzi mandati consecutivi!), fenomeno che inibisce ogni genere di ricambio non solo generazionale ma anche e soprattutto di capacità di guida e di duttilità nella gestione del magrissimo esistente che ci troviamo ad affrontare.

A pensarci bene poi, è davvero stravagante e assolutamente straniante notare come – nonostante la frequenza con cui noi Psicologi siamo chiamati a formare operatori istituzionali al fine di migliorare la qualità dei servizi, umanizzare i rapporti con l’utenza, ottimizzare la gestione del clima lavorativo, e via dicendo…-  l’essere Psicologi non abbia minimamente giovato alla gestione del nostro Ente… Anzi… Sembrerebbe quasi che quando si tratta di prestare servizi agli Psicologi da parte di Psicologi (e stendiamo un velo pietoso sugli Ordini…) la qualità crolli verticalmente. E purtroppo sappiamo il perchè.

Ho l’impressione infatti che l’attuale situazione di completo disservizio istituzionale sottenda un ingiustificabile senso di non appartenenza, perché il solo ipotizzare che l’attuale dirigenza dell’ENPAP sia totalmente priva di ogni capacità sarebbe davvero troppo triste… Anche perché, persino l’ultimo dei nostri colleghi uscito “fresco fresco” dall’esame di stato, costretto a fare cose “altre” rispetto a quelle per cui si è formato, potrebbe fare di meglio. Molto di meglio. Sinceramente.

E’ questo senso di non appartenenza, tra l’altro tendente alla de-solidarizzazione, che ha sacrificato la cultura di servizio a una incomprensibile incultura della gratificazione (anche economica) personale, in quanto è evidente – e la nostra storia istituzionale ce lo insegna… – che come categoria scontiamo una cultura del “posto fisso politico”, il che ci ha precipitato nella nostra attuale situazione, dove persone che non hanno più nulla da offrire al collettivo (se non la richiesta incessante di denaro) restano ancorate al loro “posto fisso politico” per garantire non solo se stessi ma anche interessi di parte che non coincidono con quelli della “nostra massa”.

Ça va sans dire che questa è una situazione inaccettabile e umiliante che abbisogna di un deciso cambiamento di rotta: nelle istituzioni elettive, proprio come è l’ENPAP, non c’è alcun ricambio o nessuna alternanza, la deriva culturale e organizzativa, lo scollamento con l’utenza, sono la regola, non l’eccezione.

D’altro canto, poiché non è questo il momento di lamentarsi, bensì quello di agire, di cambiare e di costruire, preferiamo parlarvi dell’ENPAP che vorremmo.

L’utente al centro

Un’autentica ed efficiente cultura del servizio – non solo ai pazienti, intendiamoci -rigorosamente orientata all’utente non s’improvvisa: è l’esito finale di una lunga formazione personale, civile, politica, anche di gruppo, che evidentemente latita nella vecchia classe dirigente.

Il nostro compito, quello per cui ci siamo formati – e per cui continuiamo testardamente a formarci – è proprio porre l’”utente al centro”… questo è il principio ispiratore di ogni servizio che funzioni.

E in questo caso l’utente siamo noi.

Per mettere veramente al centro l’utente, occorre credere autenticamente a questo obiettivo, occorre essere un utente e non aver dimenticato quello che si era prima di mettere le terga su una poltrona istituzionale garantita… Occorre conoscerCi profondamente, occorre parlare con NOI, conoscere i NOSTRI problemi, comprendere i NOSTRI disagi e i NOSTRI bisogni… proprio per evitare di farci scontare la comica iattura di avere psicologi che dell’utente se ne fregano. E per intercettare i bisogni dei colleghi bisogna sentirsi un collega, che – anche se fossilizzato in un “lavoro” ipergarantito – ha avuto gli stessi bisogni.

Quindi il primo passo, concettuale e culturale, è considerare l’Ente di proprietà dei suoi utenti perché nella stessa maniera in cui noi siamo “lo stato” siamo anche l’ENPAP, in quanto paghiamo gli stipendi dei suoi funzionari (eletti da noi) e dei suoi impiegati.

Dobbiamo smettere di considerarlo come una realtà separata, irraggiungibile, autoreferenziale, che gestisce una delega in bianco e non è tenuta a riferire nulla ai suoi iscritti, come è stata fino ad oggi.

Potrebbe sembrare banale, ma di questi tempi è meglio sottolinearlo.

E quindi, davvero banalmente: onestà, spirito di servizio, competenza, informazione e trasparenza.

Occorre avere dunque la necessaria immaginazione per prospettare i servizi che egli userà effettivamente, oltre a quelli previsti per legge e mandato istituzionale.

Ma in fondo non ci vuole un genio creativo, per immaginare e costruire un nuovo ENPAP che fornisca ad esempio…

à servizi informativi capillari per i suoi iscritti attraverso tempestività e sapiente uso della comunicazione (siamo o no esperti in questo?) e delle tecnologie della comunicazione. Al fine di rendere autonomi gli utenti rispetto ai sistemi informativi;

à bollettini informativi cartacei semplici e puntuali;

à servizi online e telefonici;

à comunicazioni tempestive e precise;

à trasparenza sul funzionamento interno dell’Ente, sui costi di gestione e, soprattutto, sui criteri di investimento e sulla loro effettiva situazione

à segnalazione puntuale di agevolazioni, convenzioni, opportunità per gli iscritti

à corsi di informazione sulle tematiche previdenziali;

à convenzioni serie e davvero vantaggiose, per esempio, con commercialisti, case editrici, alberghi, noleggio macchine, compagnie aeree, ferrovie dello stato, trasporti, poste, telefonia.

Ci vuole solo un po’ di buona volontà… intesa come desiderio di porsi al servizio dei propri simili e di autentica motivazione. E di questa “buona volontà” AltraPsicologia ne sa qualcosa…

Chiamasi, appunto, CULTURA DEL SERVIZIO, quella che AltraPsicologia garantisce, in quanto parte del suo DNA fin dalle origini, se verrà eletta a maggioranza da voi colleghi.

In calce a questo articolo presentiamo, come antipasto (se ci appoggerete alle prossime elezioni), una serie di semplici servizi informativi creati a costo zero (o quasi) ed in forma volontaria dallo staff di AltraPsicologia.

Questi i servizi gratuiti attivati da AltraPsicologia e messi a disposizione di tutti i colleghi, sia iscritti che non iscritti all’ENPAP. I servizi sottoelencati per rendere queste elezioni un momento di reale svolta positiva per tutti quanti noi:

1.      Come votare facilmente per posta alle prossime elezioni ENPAP di Marzo 2009 Iscriviti alla mailing list e riceverai le informazioni e l’aiuto necessari per il voto postale;

2.      Come calcolare la tua pensione Inserisci i tuoi dati e calcola, alle condizioni di oggi, la pensione che ti passerà l’ENPAP;

3.      Come funziona l’Enpap Leggi gli articoli informativi di AltraPsicologia;

4.      Discutiamone insieme sul Forum Elezioni Enpap Un forum di Opsonline aperto a tutti sulle questioni ENPAP, per capirci qualcosa in più.

Stefania Vecchia

Psicologa, Ricercatrice qualitativa nel sociale e di marketing strategico. Ho studiato a Padova laureandomi in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni, prendendo un master in Psicopatologia e Neuropsicologia e mi sono formata con altri svariati corsi.?Attualmente studio Economia e Management all’Università di Parma. Ho un “insana” passione per la semiologia, il decision making, le arti marziali e la musica pop anni ‘80. E porto la Psicologia sempre con me, nella profonda convinzione che essa sia applicabile in tutti gli ambiti in cui è presente il fattore umano.

Categoria: ENPAP

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